Suolo e Salute

Tag Archives: pesticidi

USA, LA CORTE SUPREMA SALVA IL GLIFOSATO

USA, LA CORTE SUPREMA SALVA IL GLIFOSATO

Secondo i giudici le norme statali non possono obbligare a informazioni sul rischio di cancro che non siano pretese dalla normativa federale

 

A febbraio il presidente Trump aveva emesso un ordine esecutivo teso ad aumentare la produzione interna del diserbante Roundup (glifosato) con la giustificazione della sicurezza nazionale, concedendo l’immunità contro azioni di responsabilità.

La mossa aveva portato a rabbiose accuse di tradimento da parte del movimento Make America Healthy Again (MAHA), ponendo il suo fondatore Robert F Kennedy Jr, ricompensato con la carica di segretario alla salute per il suo appoggio nella campagna presidenziale, nella scomoda e imbarazzante posizione di difendere una sostanza che aveva a lungo condannato.

 

Il Roundup è venduto da Bayer, che nel 2018 ha acquisito il produttore originale Monsanto, e negli USA è stato oggetto di oltre 60mila cause legali da parte di utilizzatori che gli imputano di essere la causa del linfoma non-Hodgkins contratto a seguito dell’esposizione. Dal 2015 il glifosato è classificato come “probabile cancerogeno” dallo IARC, ma altre agenzie, come l’EPA statunitense e l’EFSA europea non condividono questa valutazione.

 

Ora si aggiunge la Corte suprema, che con una sentenza assunta a maggioranza (7 a 2, contrario anche Neil M. Gorsuch, giudice nominato da Trump) ha stabilito che le cause basate sull’assenza di un avviso sul rischio di cancro in etichetta vanno archiviate.

La Corte ha stabilito che in materia di etichettatura dei pesticidi le norme federali (che per il Roundup non richiedono informazioni sul rischio oncologico) prevalgono su quelle statali che le pretendono.

La sentenza annulla il risarcimento di 1,25 milioni di dollari concesso a John Durnell, malato di linfoma, ma restano ancora in piedi molte altre cause fondate su accuse diverse, come marketing ingannevole o altri danni alla salute.

 

La sentenza, comunque, non modifica l’accordo da 7,25 miliardi di dollari accettato da Bayer per risarcire migliaia di persone (l’azienda continua a escludere la nocività della sostanza, ma ha accettato senza fiatare di pagare l’indennizzo astronomico).

Il movimento MAHA ha protestato davanti alla Corte Suprema, ma senza ottenere risultati; Kennedy si è barcamenato con critiche moderate, ammettendo che gli agricoltori statunitensi dipendono ancora dal contestato diserbante.

 

La sentenza si può leggere qui: https://www.supremecourt.gov/opinions/25pdf/24-1068_n7ip.pdf

RIDURRE L’ESPOSIZIONE DEI BAMBINI AI PESTICIDI? BASTA MANGIARE BIO

RIDURRE L’ESPOSIZIONE DEI BAMBINI AI PESTICIDI? BASTA MANGIARE BIO

Una ricerca a Cipro

Nell’ambito del progetto LIFE + Organiko, uno studio ha esaminato come il passaggio al cibo biologico influisse sull’esposizione dei bambini ai pesticidi e sui relativi impatti sulla salute. I risultati hanno dimostrato i benefici e la convenienza economica di una dieta biologica.

Lo studio ha dimostrato come 40 giorni di dieta biologica riducano significativamente le concentrazioni di pesticidi nell’organismo dei bambini e siano associati a livelli significativamente inferiori di stress ossidativo. Per esempio, i biomarcatori per pesticidi piretroidi e neonicotinoidi sono risultati al di sotto dei limiti di rilevabilità rispettivamente nel 77% e nel 32% dei campioni di urina con la dieta biologica e rispettivamente nel 66% e nel 15% con la dieta convenzionale.

Inoltre, il passaggio da una dieta convenzionale a una biologica per i pasti scolastici dei bambini con una revisione del menu si è rivelato economicamente vantaggioso, inducendo gli autori a consigliare la più ampia implementazione.

Leggi lo studio:

Agboola SA, Konstantinou C, Charisiadis P, Delplancke T, Efthymiou N, Makris KC. The effect of an organic food intervention treatment on biomarkers of exposure to lead and cadmium in primary school children of Cyprus: A cluster-randomized crossover trial. Environ Res. 2023 Jan 1;216(Pt 3):114675. doi: 10.1016/j.envres.2022.114675.  Epub 2022 Oct 28. PMID: 36367505. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36367505/

ALTROCONSUMO: TROPPI PESTICIDI NELLE CONFETTURE (E LA MIGLIORE È BIOLOGICA)

ALTROCONSUMO: TROPPI PESTICIDI NELLE CONFETTURE (E LA MIGLIORE È BIOLOGICA)

Residui rilevati in 13 campioni su 19

 

La rivista Altroconsumo ha analizzato 19 confetture e preparazioni a base di albicocca, valutandone qualità, sicurezza, contenuto di frutta, etichettatura e gusto.

Dalle analisi di laboratorio è emersa la presenza di residui di pesticidi in ben 13 dei 19 campioni (68%); i residui sono risultati entro i limiti di legge, ma si tratta sempre di sostanze sospette cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, oppure possibili interferenti endocrini; inoltre, com’è noto, le procedure di autorizzazione non valutano l’effetto cocktail, cioè le possibili interazioni di più sostanze pur singolarmente entro i limiti legali, tant’è che nella sua valutazione Altroconsumo ha comunque penalizzato i prodotti contenenti sostanze più problematiche dal punto di vista tossicologico.

 

In testa alla classifica e con il titolo di Migliore del Test si piazza Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio, che ottiene 86 punti. Buon risultato anche per il prodotto convenzionale Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca con 73 punti, nessun residuo e un prezzo tra i più bassi del test.

Tra i prodotti con un buon risultato rientrano anche Alce Nero Albicocche 100% Bio e la convenzionale Terre d’Italia Confettura extra di albicocche prodotta da Orogel, entrambe con 71 punti.

La prova di assaggio alla cieca ha evidenziato differenze limitate tra i prodotti, generalmente giudicati gradevoli.

Un altro caso in cui i prodotti biologici dimostrano non solo di avere un minor impatto ambientale, una maggior sostenibilità e di non presentare residui di sostanze nocive, ma anche di poter vantare performance tecnologiche e organolettiche invidiabili.

Leggi qui di più: https://www.altroconsumo.it/alimentazione/creme-e-confetture/news/test-confetture-2026

LA DANIMARCA ANCORA PIÙ VERDE

LA DANIMARCA ANCORA PIÙ VERDE

Determinante l’appoggio parlamentare al nuovo governo di Enhedslisten (rosso verdi) e di Alternativet (verdi radicali) per il programma «più ecologista della storia del Regno»

In Danimarca è nato il terzo governo guidato da Mette Frederiksen dopo oltre due mesi di negoziati seguiti alle elezioni di marzo 2026.

Il programma concordato dalla maggioranza prevede una forte enfasi sulla natura, il clima e la protezione dell’ambiente, incluse misure per ridurre la produzione di bestiame, limitare l’uso di pesticidi e rinaturalizzare aree sostanziali del paese.

 

L’importanza data alle questioni ambientali fa sì che ci siano ministri separati responsabili della Natura e del benessere degli animali, di Clima, energia e utilità – e dell’Ambiente, nomine che promettono di fornire una solida base per un’azione ambientale ambiziosa negli anni a venire.

 

L’ex ministero dell’alimentazione, dell’agricoltura e della pesca (da cui dipendevano anche i controlli sulla produzione biologica) non esiste più come ministero autonomo, il che riflette una più ampia ristrutturazione delle responsabilità relative alla produzione alimentare, all’uso del suolo e alla gestione della natura.

Il nuovo ministro per l’ambiente è Maria Reumert Gjerding, 48 anni (sinistra verde) già presidente della Società Danese per la Conservazione della Natura, la più grande ONG ambientale del Paese, una dei principali architetti dell’accordo tra i partiti.

Il nuovo ministro per il clima, l’energia e le utility è la centrista Samira Nawa, 38 anni, i cui genitori sono arrivati in Danimarca come rifugiati dall’Afghanistan.

Il ministro per la natura e il benessere animale è il socialdemocratico Christian Rabjerg Madsen, 40 anni.

Ministro degli affari e della competitività è Martin Lidegaard (sinistra radicale), 60 anni.

C’è anche un ministro per la resilienza e la Preparedness (l’essere pronti) a cui capo c’è Lisbeth Bech-Nielsen (sinistra verde), 44 anni.

Come si vede, più donne che uomini e età più basse di quelle a cui siamo abituati dalle nostre parti.

L’esecutivo promette interventi rigorosi sugli allevamenti intensivi e sul benessere animale. Va ricordato che il Paese è stato il primo al mondo a introdurre una tassa sulle emissioni degli allevamenti bovini, con un’aliquota di 300 corone (circa 40 euro) per ogni tonnellata di CO2 (arriverà a 750 corone per tonnellata, circa 100 euro, nel 2035).

 

Il governo ha annunciato anche maggiori investimenti nella difesa e nella sicurezza, compresa la protezione della Groenlandia (non si sa mai…).

 

Leggi di più: https://www.thedanishparliament.dk/members/the-government

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

Introdotto un nuovo ed eloquente pittogramma sulla pericolosità per le api

Il 26 maggio è stato pubblicato il regolamento (UE) 2026/1123 della Commissione che stabilisce i requisiti relativi all’etichettatura dei prodotti fitosanitari e abroga il regolamento (UE) n. 547/2011.

Il testo si si applicherà a tutte le nuove domande di prodotti per la protezione vegetale presentate a partire da gennaio 2028

Il nuovo regolamento prevede requisiti di etichettatura (tradizionale e digitale, una novità) standardizzati che riguardano in particolare informazioni sull’identificazione del prodotto, condizioni d’uso, frasi tipo per lo smaltimento sicuro dei prodotti e del loro contenitore, frasi tipo per la comunicazione dei pericoli per la salute umana e per le api (la pericolosità per le api andrà segnalata con un apposito pittogramma introdotto proprio dal regolamento), con la novità anche della frase tipo “Contiene un microrganismo. Può provocare reazioni di sensibilizzazione” come consiglio di prudenza da inserire sulle confezioni di tutti i prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.

Leggete qui il regolamento: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601123

NEL 2024 +8% LA VENDITA DI PESTICIDI NELLA UE

NEL 2024 +8% LA VENDITA DI PESTICIDI NELLA UE

Dati Eurostat: “Più vendite in Francia (22%), Spagna (19%), Germania (14%) e Italia (13%)”

La quantità di pesticidi venduti nella UE nel 2024 raggiunge le 316mila tonnellate; questo è il dato che emerge nella relazione appena presentata da Eurostat.

Nel 2024 la categoria principale è stata quella dei “fungicidi e
battericidi” (40%), seguita da “erbicidi, disseccanti e antimuschio” (35%) e “insetticidi e acaricidi”.

In pratica, ogni abitante della UE ha avuto in dote circa 700 grammi di sostanze chimiche di sintesi.

 

In Italia sono stati venduti (e acquistati) 40.093.897 kg, contro i 39.571.269 del 2023 (+1,32%).

La SAU italiana è 12,4 milioni di ettari, 2,5 dei quali a condizione biologica e 3.140.000 a prati e pascoli.

In media, quindi, su ciascuno dei 6.7 milioni di ettari restanti sono stati utilizzati 6 kg tondi tondi di pesticidi di sintesi, il che smentisce amaramente la narrativa che presenta la riduzione dei fitosanitari come tendenza consolidata.

Nonostante la diffusione dell’agricoltura biologica e le strategie PAC 2023-2027 (in particolare l’intervento SRA19 “Riduzione dell’impatto dell’uso di prodotti fitosanitari”) tese a incentivare tecniche di agricoltura sostenibile, difesa integrata e uso di agrofarmaci a basso rischio, le quantità complessive non calano, al contrario.

E, ahimè, non si tratta di una situazione priva di impatto ambientale: secondo l’ultimo report dell’ISPRA la presenza di pesticidi supera i limiti di legge il 28% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali italiane e nel 6.8% di quelle di falda, ma pesticidi sono presenti fino al 30% del massimo di legge nel 27.3% delle acque di superficie e nel 16.4% delle acque profonde.

 

Vedi qui i dati Eurostat:

https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/aei_fm_salpest09/default/table