Suolo e Salute

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NEL 2024 +8% LA VENDITA DI PESTICIDI NELLA UE

NEL 2024 +8% LA VENDITA DI PESTICIDI NELLA UE

Dati Eurostat: “Più vendite in Francia (22%), Spagna (19%), Germania (14%) e Italia (13%)”

La quantità di pesticidi venduti nella UE nel 2024 raggiunge le 316mila tonnellate; questo è il dato che emerge nella relazione appena presentata da Eurostat.

Nel 2024 la categoria principale è stata quella dei “fungicidi e
battericidi” (40%), seguita da “erbicidi, disseccanti e antimuschio” (35%) e “insetticidi e acaricidi”.

In pratica, ogni abitante della UE ha avuto in dote circa 700 grammi di sostanze chimiche di sintesi.

 

In Italia sono stati venduti (e acquistati) 40.093.897 kg, contro i 39.571.269 del 2023 (+1,32%).

La SAU italiana è 12,4 milioni di ettari, 2,5 dei quali a condizione biologica e 3.140.000 a prati e pascoli.

In media, quindi, su ciascuno dei 6.7 milioni di ettari restanti sono stati utilizzati 6 kg tondi tondi di pesticidi di sintesi, il che smentisce amaramente la narrativa che presenta la riduzione dei fitosanitari come tendenza consolidata.

Nonostante la diffusione dell’agricoltura biologica e le strategie PAC 2023-2027 (in particolare l’intervento SRA19 “Riduzione dell’impatto dell’uso di prodotti fitosanitari”) tese a incentivare tecniche di agricoltura sostenibile, difesa integrata e uso di agrofarmaci a basso rischio, le quantità complessive non calano, al contrario.

E, ahimè, non si tratta di una situazione priva di impatto ambientale: secondo l’ultimo report dell’ISPRA la presenza di pesticidi supera i limiti di legge il 28% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali italiane e nel 6.8% di quelle di falda, ma pesticidi sono presenti fino al 30% del massimo di legge nel 27.3% delle acque di superficie e nel 16.4% delle acque profonde.

 

Vedi qui i dati Eurostat:

https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/aei_fm_salpest09/default/table

CONSUMARE ORTOFRUTTA NON BIOLOGICA ALZA I LIVELLI DI PESTICIDI NELL’ORGANISMO

CONSUMARE ORTOFRUTTA NON BIOLOGICA ALZA I LIVELLI DI PESTICIDI NELL’ORGANISMO

Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health conferma che il consumo di frutta e verdura convenzionali aumenta in modo misurabile il livello di pesticidi nelle urine. Il lavoro esprime anche preoccupazione per la mancata considerazione dell’effetto cocktail.

Nell’articolo si legge:

“Gli studi sugli interventi alimentari dimostrano che il passaggio da una dieta convenzionale al consumo di alimenti biologici rappresenta un modo efficace per ridurre l’esposizione ai pesticidi di sintesi e, potenzialmente, ottenere benefici per la salute. Sono quindi necessari strumenti educativi e orientamenti alimentari per offrire modi per ridurre l’esposizione ai pesticidi attraverso la dieta, specialmente durante fasi sensibili dello sviluppo come la gravidanza e l’infanzia, tenendo presente che il consumo di frutta e verdura è associato a molteplici benefici per la salute”.

 

“Gli studi di intervento con diete basate su alimenti biologici mostrano ripetutamente rapide

riduzioni dei livelli di pesticidi misurati nelle urine”.

“Alcune ricerche hanno osservato che il consumo di alimenti a basso livello di residui non era associato a un aumento dell’esposizione ai pesticidi e, in altri casi, non era associato a effetti negativi sulla salute, mentre lo era il consumo di alimenti ad alto livello di residui”.

 

“Sono necessari metodi per valutare l’esposizione alimentare alle miscele di pesticidi al fine di caratterizzare e mitigare i rischi che questi comportano per la salute umana, in particolare per i bambini e durante la gravidanza.

In questo studio dimostriamo che il consumo di frutta e verdura, ponderato in base al carico di pesticidi, è associato a livelli crescenti di biomarcatori di pesticidi nelle urine”.

 

Ma non vogliamo anticipare troppo, potete leggere l’intero studio, che si può scaricare gratuitamente:

Alexis M. Temkin, Varun Subramaniam, Alexa Friedman, Elvira Fleury, Dayna de Montagnac, Chris Campbell, David Q. Andrews, Olga V. Naidenko, A cumulative dietary pesticide exposure score based on produce consumption is associated with urinary pesticide biomarkers in a U.S. biomonitoring cohort, International Journal of Hygiene and Environmental Health, Volume 270,

2025, 114654, ISSN 1438-4639, https://doi.org/10.1016/j.ijheh.2025.114654.

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1438463925001361)

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

Uno studio tedesco appena pubblicato sulla Global Ecology and Conservation dimostra che l’agricoltura biologica favorisce una maggiore abbondanza, diversità e successo riproduttivo delle api solitarie, impollinatori chiave nei sistemi agroecologici

Grazie alla scelta di non ricorrere a pesticidi e fertilizzanti di sintesi e grazie alla maggior biodiversità che la caratterizza l’agricoltura biologica protegge l’ambiente e le api (ma anche i bombi).

I ricercatori hanno studiato gli effetti sugli impollinatori in 17 siti in Germania, registrando una correlazione positiva tra aree a conduzione biologica e aumento dell’abbondanza, della ricchezza di specie e della diversità delle api; l’agricoltura biologica ha un effetto benefico sulle celle di covata e sulla produzione di femmine delle api solitarie.

La promozione della diversità delle piante da fiore e l’assenza di sostanze nocive creano un habitat più favorevole per gli impollinatori, consentendo di svolgere il loro ruolo importante nei sistemi agricoli produttivi. I risultati evidenziano il potenziale dei metodi biologici nel mitigare la perdita di biodiversità.

 

Scarica gratuitamente l’articolo: Tina Betty Schultz, Sara Olberz, Hannah Burger, Manfred Ayasse, Samuel Boff, Organic agricultural landscapes promote the conservation and diversity of cavity-nesting solitary bees,

Global Ecology and Conservation, Volume 67, 2026, e04126, ISSN 2351-9894,

https://doi.org/10.1016/j.gecco.2026.e04126

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426000752)

PIÙ PESTICIDI, MENO UCCELLI

PIÙ PESTICIDI, MENO UCCELLI

In Francia la popolazione di uccelli nelle città e nei campi è diminuita di quasi il 30% in 30 anni (e l’abbondanza è più bassa dove vengono venduti più pesticidi)

 

Un nuovo articolo pubblicato sui Proceedings della Royal Society studia gli effetti di oltre 200 sostanze sulla scala dell’intera Francia metropolitana.

Gli studi sul campo relativi all’impatto dei pesticidi spesso mancano di dati dettagliati sull’utilizzo, faticano a distinguere gli effetti dall’intensificazione agricola e trascurano la diversità delle sostanze.

Grazie alla disponibilità di un database pubblico (in Francia è possibile verificare on line tipo e quantità di antiparassitari acquistati nella propria zona, con un dettaglio che arriva ai comuni), i ricercatori hanno studiato la relazione pesticidi acquistati/abbondanza degli uccelli.

Il team ha prima di tutto verificato che i dati sugli acquisti riflettessero la contaminazione ambientale, mettendoli a confronto con dati indipendenti sui residui nelle acque superficiali. Ha poi messo in relazione gli acquisti locali di 242 sostanze attive con l’abbondanza di 64 specie di uccelli comuni nei terreni coltivati.

Hanno scoperto che le quantità di pesticidi erano correlate negativamente con l’abbondanza dell’84,4% delle specie. Il dato è stato confermato utilizzando una metrica più integrativa che combinava quantità, tossicità e degradabilità delle sostanze.

Il risultato suggerisce un impatto negativo diffuso della contaminazione ambientale, che si estende oltre agli uccelli specialisti dei terreni agricoli, interessando anche le specie di uccelli comuni che si nutrono nei terreni coltivati, con potenziali effetti a cascata all’interno e all’esterno di questi territori.

Potete leggere l’articolo

Anne-Christine Monnet, Milena Cairo, Nicolas Deguines, Frédéric Jiguet, Mathilde Vimont, Colin Fontaine, Emmanuelle Porcher; Common birds have higher abundances in croplands with lower pesticide purchases. Proc Biol Sci 1 January 2026; 293 (2062): 20252370. https://doi.org/10.1098/rspb.2025.2370

I PESTICIDI ALTERANO LA BIODIVERSITÀ TASSONOMICA E FUNZIONALE DEI SUOLI

I PESTICIDI ALTERANO LA BIODIVERSITÀ TASSONOMICA E FUNZIONALE DEI SUOLI

Un allarmante nuovo studio pubblicato su “Nature”

Uno studio pubblicato su Nature dimostra che i pesticidi sono diffusi nei suoli europei (il 70% dei suoli esaminati ne conteneva tracce) e che hanno un impatto su un’ampia gamma di organismi del suolo (sono il secondo fattore più importante per la biodiversità del suolo dopo le sue proprietà intrinseche).

Numerosi precedenti lavori hanno già dimostrato che diversi pesticidi hanno un impatto negativo sugli organismi che vivono in superficie, come api, specifiche specie di uccelli e insetti, lo studio appena pubblicato estende tali risultati a quello che c’è sotto, effettuando misurazioni su scala continentale in Europa.

I pesticidi sembrano costituire un grave disturbo per l’ecosistema del suolo e modificare la composizione e la diversità delle comunità del sottosuolo. Alcuni microbi ne traggono beneficio (aumenta la ricchezza di batteri), ma altri, come i funghi micorrizici arbuscolari benefici, vengono soppressi o mostrano comunque relazioni negative.

L’impatto negativo dei pesticidi sui funghi micorrizici arbuscolari osservato conferma lavori precedenti.

Il lavoro cerca di individuare la relazione tra pesticidi e parametri di biodiversità del suolo utilizzando strumenti statistici (modelli lineari generali e partizionamento della varianza), utilizzando un ampio set di dati e indagando collegamenti e associazioni tra le variabili con l’obiettivo di identificare i fattori determinanti.

Il lavoro dimostra che gli studi di valutazione del rischio e le normative sui pesticidi devono considerare gli ecosistemi del suolo nel loro complesso e includere i funghi micorrizici arbuscolari, quando si valutano gli effetti, piuttosto che limitarsi ad alcune specie modello selezionate, come avviene attualmente.

L’articolo è Köninger, J., Labouyrie, M., Ballabio, C. et al. Pesticide residues alter taxonomic and functional biodiversity in soils. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09991-z

 

 

 

LA PASTA BIOLOGICA PROMOSSA A PIENI VOTI IN FRANCIA

LA PASTA BIOLOGICA PROMOSSA A PIENI VOTI IN FRANCIA

Come volevasi dimostrare: se nei campi non usi pesticidi, di norma non li  trovi nel piatto!

Nel numero di febbraio 2026 Que Choisir, la rivista dell’Union fédérale des consommateurs francese si occupa della pasta (in particolare dei fusilli, o «torsades»), aggiungendo un’ennesima prova concreta: se si vuole nutrire se stessi e i propri cari con una dieta priva del carico chimico deleterio dei prodotti fitosanitari di sintesi, c’è un solo marchio pubblico che vieta l’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi nei campi, con uno standard in vigore da trentacinque anni… indovinate quale?

Scrive la rivista “È ormai un fatto ben noto, che i nostri risultati confermano ancora una volta: il biologico protegge dai pesticidi. Infatti, nei 10 prodotti biologici inclusi nella nostra selezione non è stato rilevato nessun residuo pericoloso, mentre la metà delle paste non biologiche analizzate presentava uno o più residui, il più frequente dei quali era l’insetticida neurotossico pirimifos-metile. Per noi stessi, ma anche per gli agricoltori, i loro vicini e il pianeta, il marchio biologico appare quindi preferibile”.

Potete vedere qui il video di presentazione della sintesi dei risultati https://www.youtube.com/watch?v=9wZMqKDk1p4.

Qui, invece (ma c’è un paywall per accedere all’articolo completo) potete vedere i 25 marchi presi in esame:  https://www.quechoisir.org/comparatif-pates-fusilli-n173886/