Suolo e Salute

Autore: admin

MODIFICATA LA DATA D’APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI UE 2020/1693 e 2018/848

MODIFICATA LA DATA D’APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI UE 2020/1693 e 2018/848

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE (serie L381 del 13 novembre 20202) è stata modificata la data d’applicazione dei regolamenti europei 2020/1693 e 2018/848.

A causa della pandemia di COVID-19 e al conseguente stato di emergenza che ne è derivato, la UE ha ritenuto che gli stati membri e gli operatori non fossero in grado di garantire l’applicazione del regolamento sopra citato a decorrere al 1° gennaio2021.

A questo proposito, per assicurare il corretto funzionamento del settore biologico la data di decorrenza è slittata al 1° gennaio 2022.

Qui di seguito i link al regolamento:

Reg. (UE) 1693 dell’11 novembre 2020 – ITA

Reg. (UE) 1693 dell’11 novembre 2020 – EN

Fonte: sinab.it

LA STARTUP 3BEE E LA DIGITALIZZAZIONE DEGLI ALVEARI

LA STARTUP 3BEE E LA DIGITALIZZAZIONE DEGLI ALVEARI

La stratup 3Bee ha messo appunto una struttura composta da sensori per monitorare le arnie e il benessere delle api.
L’idea di un alveare digitale sembra fantascientifica, ma la 3Bee ci è riuscita.

A causa dei cambiamenti climatici in atto, l’imperativo urgente ed improrogabile è: salvare le api. Grazie alla 3Bee con il display dello smartphone un apicoltore può controllare dati essenziali come:

  • Peso delle api
  • Temperatura dell’arnia
  • Umidità
  • Suoni

Una rete di sensori IoT, posizionati all’interno dell’alveare, va a monitorare tutti i parametri sopra citati. Il risultato porta al miglioramento della vita delle api e all’apicoltore di ridurre i trattamenti e diminuire le visite all’apiario, con un conseguente risparmio di Co2.

Per ora hanno aderito al progetto circa 2000 apicoltori distribuiti in tutt’Italia, che hanno dato vita all’iniziativa “Adotta un Alveare” dedicato a imprese e privati, dove si può addirittura arrivare a ricevere il miele delle api adottate.

A fronte dei dati italiani, che vantano 56.665 proprietari di alveari, con 1.835.776 colonie (1.579.776 alveari e 256.000 sciami, 2 milioni di api regine e 80 miliardi di api operaie), la strada è ancora lunga ma il co-fondatore di 3Bee Riccardo Balzaretti spiega bene il loro intento «I cambiamenti climatici, che rendono imprevedibile il susseguirsi delle stagioni, sono tra le prime cause che hanno determinato l’attuale drammatica situazione delle api. Le api spinte da primavere anticipate, iniziano a lavorare prima, a febbraio, rischiando di essere colte da improvvise gelate».

Gli fa eco il CEO di 3Bee Niccolò Calandri «Da Nord a Sud il grido di allarme è unanime a causa dei cambiamenti climatici e dell’utilizzo massiccio di pesticidi in agricoltura, che hanno un impatto negativo sulle capacità riproduttive, cognitive e di memorizzazione delle api. I sistemi intelligenti di monitoraggio sviluppati da 3Bee – prosegue Balzaretti – permettono di elaborare dati utili come variazioni di peso, temperatura, umidità e suoni all’interno dell’alveare, facendo sì che l’apicoltore possa intervenire tempestivamente sulla base di quello che sta realmente succedendo in alveare».

«Crediamo molto nell’efficacia dell’adozione di un alveare, come strumento per sostenere il lavoro degli apicoltori e proteggere la salute delle api di cui si prendono cura – conclude Calandri -. Grazie alla tecnologia e a un controllo più efficace dell’alveare si incrementa inoltre la produzione di miele artigianale italiano, che vanta oltre 50 varietà, di cui alcune molto rare, favorite dalla diversità climatica e ambientale delle nostre Regioni».

Fonte: ilsole24ore.com

A B/OPEN SI È DISCUSSO DELLO SVILUPPO DEL BIOLOGICO NELLA GDO

A B/OPEN SI È DISCUSSO DELLO SVILUPPO DEL BIOLOGICO NELLA GDO

Durante l’evento digitale B/OPEN, organizzato da Verona Fiere e conclusosi lo scorso 24 novembre, è stata presentata la ricerca “The Future o Food 2020” condotta dall’agenzia di brand experience Future Brand. Dalla ricerca è emerso quanto ormai l’essere bio non basti più, il consumatore è sempre più votato verso prodotti di alta qualità e che tengano conto degli aspetti ambientali, per preservare il mondo che abitiamo.

Stefano Buschi, Strategy Director di Future Brand, ha commentato così la loro ricerca: “Il bio ha reso il consumatore più consapevole nella fase di acquisto, che è sempre più indirizzata verso prodotti non processati, ha stimolato la ricerca di prodotti premium e, infine, ha creato la coscienza di una responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo. Il biologico – ha spiegato – non è più solo un requisito. Sarà opportuno, quindi, saper raccontare la sostenibilità, prediligere produzioni locali, e fare spazio alla biodiversità”.

All’evento hanno partecipato anche i responsabili di marchi della GDO:

Qui il commento di  Carmen Quatrale, responsabile del marchio Viviverde di Coop Italia “Il biologico per noi è una risposta a un numero sempre crescente di consumatori. Da circa 20 anni siamo nel mondo delle private label con il nostro marchio e già negli anni Ottanta avevamo prodotti bio sui nostri scaffali. Investiamo nel bio e nella sostenibilità e ci facciamo promotori di un cambiamento culturale sul tema della sostenibilità. Grazie alla Gdo – ha concluso – il mercato è stato allargato, anche grazie al fatto che i prezzi sono molto più accessibili. Ai nostri fornitori chiediamo il rispetto di un protocollo più stringente rispetto alle normative vigenti e operiamo controlli periodici per garantire qualità e trasparenza”.

Il direttore vendite di Carrefour, Roberto Simonetto, ha sottolineato “il biologico è il punto di riferimento della transizione alimentare verso la sostenibilità. Oggi il 93% dei nostri clienti acquista biologico”.

“Il bio – ha osservato la responsabile della comunicazione Lidl Italia, Alessia Bonifazi – è ormai un’abitudine consolidata di consumo, che per noi rientra in un progetto più ampio che si basa su tutela dell’ambiente e del clima, corretta alimentazione, contributo concreto alla comunità”.

A B/OPEN ha partecipato anche Suolo e Salute, in veste di espositore virtuale e partner della manifestazione di Verona Fiera.

Fonte: ansa.it

MINISTRA BELLANOVA: “BIOLOGICO COMPARTO STRATEGICO PER L’AGRICOLTURA ITALIANA. INVESTIAMO IN RICERCA E INNOVAZIONE”

MINISTRA BELLANOVA: “BIOLOGICO COMPARTO STRATEGICO PER L’AGRICOLTURA ITALIANA. INVESTIAMO IN RICERCA E INNOVAZIONE”

Vi riportiamo di seguito il comunicato stampa della Ministra Teresa Bellanova pubblicato sul sito del MIPAAF dopo il suo intervento nell’incontro “Green Deal – La corsa al bio” a B/OPEN, la manifestazione bio di Verona Fiere, quest’anno in versione on-line a causa dell’emergenza covid-19.

 “Il biologico italiano ha saputo, nel corso degli anni, guadagnare spazi di mercato sempre più rilevanti, sfruttando le possibilità offerte dai diversi canali commerciali, raggiungendo nel 2019 la cifra record di 3,3 miliardi di euro, con un 4% di incidenza sul totale della spesa per l’agroalimentare. Gli ultimi dati SINAB mostrano che anche le superfici agricole dedicate al bio sono cresciute del 79% negli ultimi 10 anni, raggiungendo oggi il 15,8% dell’incidenza di superficie bio sulla SAU totale.  L’Italia si trova quindi in una posizione privilegiata nel percorso delineato dal Green Deal tenuto conto che la media europea di incidenza del bio è pari all’8%.

Ricordo inoltre che l’Italia è prima in Europa per numero di operatori, con oltre 80.000 aziende bio. Ci troviamo oggi al termine dell’orizzonte temporale fissato dal Piano Strategico Nazionale per il Biologico del 2016. Molto è stato fatto, dal momento che entrambi gli obiettivi allora fissati possono dirsi sostanzialmente raggiunti: aumento del 50% della SAU coltivata a biologico tra il 2014 ed il 2020 (da 1.367.912 ha nel 2014 a 1.993.236 ha nel 2019) e, per gli stessi anni, incremento del fatturato del mercato bio del 30%. Risultati rilevanti che vanno sottolineati”
Così la Ministra Teresa Bellanova al B/Open Digital Edition organizzato oggi da Verona Fiere, intervenendo al focus “Green Deal, la corsa al bio”.
“La mia partecipazione vuole anche testimoniare l’impegno personale a sostegno del biologico, che ritengo comparto di strategica rilevanza per tutta l’agricoltura italiana”, ha evidenziato la Ministra. “Un comparto, l’ho ripetuto in varie occasioni, che può e deve contribuire in maniera determinante al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal e delle connesse strategie Farm to Fork e Biodiversità”.
“Tra le misure che hanno sostenuto il settore in questi anni” – ha ricordato Bellanova – “vorrei citare l’istituzione delle mense bio per tutte le scuole di ogni ordine e grado, con 5 milioni di euro stanziati anche quest’anno, e finalizzati ad attività di promozione ed educazione ma soprattutto ad abbassare il costo dei pasti biologici a carico delle famiglie”.
E ancora: “Uno dei punti su cui il Ministero ha investito di più è poi quello della ricerca e l’innovazione. E’ ormai prossima la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo bando per la ricerca in agricoltura biologica del valore di 4 milioni e 200 mila euro. Tra i punti qualificanti del bando troviamo l’obbligo di coinvolgere le aziende agricole sin dall’inizio dei progetti, perché l’innovazione deve essere prontamente trasferibile al settore e non rimanere nei cassetti dei ricercatori o negli archivi ministeriali”.
Nel corso del suo intervento Bellanova ha ricordato, infine, che: “Grazie a un ulteriore finanziamento di 1 milione e 600mila euro, è stato possibile dare avvio a 11 nuovi progetti transnazionali nell’ambito dello strumento europeo “Core OrganicCofund” finalizzati allo sviluppo di sistemi alimentari più sostenibili dalla produzione al consumo”.

NASCE IL DISTRETTO BIOLOGICO NELLE MARCHE

NASCE IL DISTRETTO BIOLOGICO NELLE MARCHE

Nelle vallate del Cesano e del Matauro, in una delle zone più belle delle Marche, sta nascendo il progetto per creare un distretto biologico dal nome “Terre Marchigiane”. In questi luoghi già noti per le loro eccellenze agroalimentare e ambientale.

Anabio Marche, associazione senza scopo di lucro che è nata per promuovere lo sviluppo e l’aggregazione degli agricoltori italiani, e le amministrazioni del territorio pesarese fanno da traino, in un territorio fortemente vocato per il biologico, dove è significativa la presenza di aziende bio. La maggior parte di queste aziende sono certificate da Suolo e Salute, organismo di controllo e certificazione storicamente presente nelle Marche, dove oggi controlla e certifica oltre il 60% del biologico regionale, con sede legale e direzione regionale a Fano (www.suoloesalute.it).

«Da una recente ricerca – spiega la presidente di Anabio Marche Sara Tomassini – la provincia di Pesaro e Urbino risulta essere la quarta in Italia per aziende biologiche con agriturismo. La Cia Marche, con la sua associazione Anabio e la federazione provinciale Coldiretti, ha già contattato e avuto l’adesione informale di oltre cinquanta aziende del biologico. Il distretto è uno strumento innovativo di organizzazione territoriale, volto sia ad incrementare il ruolo multifunzionale del settore primario, sia a migliorare le prestazioni agro-ambientali in chiave sostenibile. Superando il concetto di azienda biologica come unità produttiva isolata, i distretti rappresentano ‘luoghi’ di addensamento e di intreccio delle filiere agroalimentari biologiche, di valorizzazione delle tipicità locali e della qualità ambientale, di sperimentazione di politiche e strumenti efficaci di sviluppo economico e sociale».

Il distretto biologico, una volta costituito, potrà partecipare ai bandi europei, per accedere ai fondi del PSR 2021-2027 per promuovere lo sviluppo agricolo ed agrituristico e il commercio dei prodotti enogastronomici locali.

Fonte: agricultura.it

DOMANI A B/OPEN L’ESEMPIO DI RETE OIP

DOMANI A B/OPEN L’ESEMPIO DI RETE OIP

Domani, 24 novembre, dalle ore 16:00 alle 17:30, nell’ambito di B/OPEN (l’iniziativa dedicata al biologico di Veronafiere che si svolgerà in modalità digitale) ASSOCERTBIO, in collaborazione con EXE.IT e rete OIP organizzerà il webinar dal titolo “Strumenti digitali per la valorizzazione e il controllo della filiera di cereali e granaglie: l’esempio di rete O.I.P.” che intende porre alcune riflessioni sul ruolo della digitalizzazione come strumento di crescita e miglioramento per il Sistema di Controllo e Certificazione del biologico, illustrando l’esempio della piattaforma OIP (Organic Integrity Platform”) e le peculiarità e novità della Rete OIP – Organic Integrity Platform, creata da ASSOCERTBIO e unica in Italia a mettere in rete più Organismi di Controllo. 

 Durante l’evento interverranno Riccardo Cozzo (Direttore rete O.I.P.) e Peppe Ricci (Research & Development EXE.IT srl sb): l’evento sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio il funzionamento e le novità della piattaforma OIP.

Per partecipare al webinar 
1. è necessario innanzitutto registrarsi a BO/PEN cliccando sul seguente link:
https://hubs.li/H0zm6500 
2. Quindi si potrà selezionare, nell’ambito del programma dei webinar/convegni di BOPEN, il webinar Strumenti digitali per la valorizzazione e il controllo della filiera di cereali e granaglie: l’esempio di rete O.I.P.” ed effettuare la registrazione al webinar stesso.