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PUBBLICATO IL DECRETO SULLE CONTAMINAZIONI ACCIDENTALI IN AGRICOLTURA BIOLOGICA

PUBBLICATO IL DECRETO SULLE CONTAMINAZIONI ACCIDENTALI IN AGRICOLTURA BIOLOGICA

È stato pubblicato in GU il DECRETO 10 luglio 2020 Modifica del decreto 13 gennaio 2011, recante «Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica». (20A04775) (GU Serie Generale n.224 del 09-09-2020).  Si allega il DM (lo trovate a pagina 10 dell’allegato cliccando su questo link).

Qui la nota del Ministero e il link alla gazzetta ufficiale: gazzettaufficiale.it

 

Sviluppo Rurale, il Mipaaf: “Via libera a 40mila domande per 50 milioni di euro”

L’Autorità di gestione del Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PNSR) ha approvato una lista 40mila domande ammesse al sostegno per l’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante. Lo rende noto il Mipaaf (Ministero delle politiche agricole) con una nota.

Sviluppo Rurale: 50 milioni di euro per assicurazioni agevolate

L’intervento rientra nell’ambito del PNSR 2014-2020 e nello specifico riguarda la sottomisura 17.1 del 2015. L’Autorità di gestione ha pubblicato sul sito del Mipaaf l’elenco delle 40mila aziende ammesse al sostegno. Tra di esse, quasi duemila domande presentate da nuove imprese assicurate.

L’elenco, corredato della “Spesa ammissibile a contributo” e del “Contributo concedibile”, è consultabile a questo link:

Complessivamente, il provvedimento prevede uno stanziamento di oltre 50 milioni di euro.

Per completare le operazioni, le imprese ammesse dovranno presentare nei prossimi giorni le domande di pagamento necessarie. Attraverso tale adempimento, previsto dalla normativa europea, sarà possibile sbloccare definitivamente l’erogazione dei contributi pubblici in favore delle imprese agricole.

Sviluppo Rurale, il Mipaaf: “Un passo avanti importante”

Nella nota, il dicastero presieduto da Maurizio Martina ha espresso soddisfazione per la grande mole di domande ammesse.

Si tratta, scrivono dal ministero, di “un passo avanti importante per il mondo agricolo. Con un accesso più semplice agli strumenti di gestione del rischio, infatti, le aziende agricole potranno cogliere tutte le opportunità introdotte con il Programma Nazionale di Sviluppo Rurale. L’obiettivo è aumentare il numero delle imprese del settore assicurate, favorendo ad esempio la diffusione delle polizze innovative e dei fondi di mutualità per la stabilizzazione dei redditi”.

Psr: rendicondati 850 milioni di euro

A distanza di un anno dall’approvazione della Commissione Ue dei Programmi di sviluppo rurale delle regioni italiane e a 2 dall’inizio della Programmazione 2014-2020, PianetaPsr traccia un primo bilancio del programma in Italia.

Ad oggi sono stati rendicondati circa 850 milioni di euro. Le performance migliori sono state registrate nei settori delle immobilizzazioni materiali, delle indennità e dei pagamenti agro-climatico-ambientali.

Rispetto al primo semestre 2016, Pianeta Psr rileva un leggero rallentamento per quanto riguarda la spesa effettiva: nel terzo trimestre di quest’anno sono stati infatti rendicontati 129 milioni di quota FEASR, per una corrispondente quota di 261 milioni di euro di spesa pubblica. A fine giugno, per il secondo trimestre gli stessi parametri ammontavano rispettivamente a 174 milioni (quota FEASR) e 330 milioni (spesa pubblica).

Nel dettaglio, sono le regioni del centro-nord ad aver fatto registrare una performance migliore: 128 milioni di euro di spesa pubblica, a fronte dei 79 milioni registrati nel centro-sud.

FONTI:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10744″https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10744

http://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1665″http://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1665

Psr Campania 2014-2020: al via le domande per la misura 11. Scadenza al 15 giugno

Approvati venerdì 20 maggio i primi dieci bandi per le misure a superficie e a capo del Psr Campania 2014-2020, validi per l’annualità 2016. Il comunicato è stato diffuso sul sito internet dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania lunedì 23 maggio.

All’interno del pacchetto,  sono presenti anche i bandi della misura 11, destinata a finanziare l’adesione al sistema di controllo nazionale per l’agricoltura biologica.

Fissati al 15 giugno i termini per richiedere il premio destinato agli agricoltori che per 5 anni assumono gli impegni connessi all’introduzione e al mantenimento del metodo di agricoltura biologica sulla propria superficie aziendale.

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Il sostegno è finalizzato a mantenere e ad incrementare la superficie agricola regionale condotta con tecniche colturali sostenibili, per favorire la conservazione e aumentare la qualità e la fertilità dei suoli agricoli e dell’acqua. La misura prevede pagamenti compensativi calcolati per ettaro di superficie, da erogarsi annualmente, per un massimo di 5 anni. La quota è calcolata sulla base dei maggiori costi e minori ricavi connessi all’impegno assunto dal beneficiario circa l’applicazione di metodi di coltivazione compatibili con la tutela dell’ambiente.

L’on. Vincenzo Alaia, consigliere regionale, ha definito il pacchetto di misure come una serie di “concrete strategie per uno sviluppo territoriale sostenibile e qualificato, con l’adozione di criteri che salvaguardino qualità dei prodotti e benessere dell’ambiente, come quelli riguardanti la coltivazione di varietà vegetali e l’allevamento sostenibile delle razze autoctone“.

Secondo Alaia, i bandi relativi al Psr Campania 2014-2020 sono delle opportunità di rilievo, soprattutto per i giovani imprenditori.

E’ un invito e un incentivo a scommettere sulle potenzialità della propria terra e a fare sì che si sviluppo un modello di imprenditoria agricola all’avanguardia, che sappia coniugare innovazione e tradizione. Un sistema operativo che esprima il forte richiamo al radicamento territoriale, ma che sia capace di proiettare, poi, le produzioni autoctone – con l’ausilio di tecnologie avanzate – sul mercato nazionale ed internazionale“, ha concluso il consigliere.

Fonti:

http://www.finanziamentinews.it/article/08164/agricoltura-biologica-domande-adesione

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/05/23/psr-campania-2014-2020-pubblicati-i-bandi-delle-misure-a-superficie/48912

http://www.irpinianews.it/regione-disco-verde-alla-pubblicazione-dei-primi-bandi-del-nuovo-programma-di-sviluppo-rurale/

Approvato il Piano Strategico nazionale del biologico

Approvato in Conferenza Stato Regioni il Piano Strategico nazionale del biologico. A renderlo noto lo stesso Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

Il piano è stato elaborato grazie al lavoro congiunto tra il Mipaaf e la filiera del biologico e prevede una serie di obiettivi per la crescita del settore, da raggiungere entro il 2020.

Come precisa il Viceministro alle politiche agricole con delega al biologico, Andrea Olivero: “Partendo dalla particolare fase di sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia e in stretto raccordo con il tavolo di filiera del biologico, abbiamo definito  le linee guida strategiche per favorire ed indirizzare uno sviluppo armonico del settore in Italia. Il lavoro, che ha tratto linfa dal confronto e dalla partecipazione che abbiamo avuto in Expo 2015, ha aperto un dibattito specifico sul tema, con l’obiettivo di mettere a sistema le scelte politiche per il comparto, un approccio che può essere sintetizzato in quattro principi: coordinamento delle iniziative di sviluppo, tutela del consumatore, semplificazione e ricerca. Con questo lavoro corale davvero l’agricoltura biologica cambia passo“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco, in sintesi, le dieci azioni previste per il raggiungimento degli obiettivi entro i limiti prefissati:

  1. Biologico nei Piani di Sviluppo Rurale: uniformare le modalità di applicazione della misura di sostegno all’agricoltura bio prevista dai PSR tra le diverse Regioni italiane. Indirizzare a favore del settore anche altre azioni previste dai PSR. Particolare attenzione viene data alla formazione specifica per diffondere l’approccio agro-ecologico.
  2. Politiche di filiera: favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, attraverso la realizzazione di specifiche forme associative.
  3. Biologico made in Italy e comunicazione istituzionale: valutare l’opportunità dell’introduzione di un segno che distingua e promuova il bio Made in Italy attraverso il piano di internazionalizzazione dell’agro-alimentare.
  4. Biologico e Green Public Procurement: stimolare l’utilizzo dei prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche, e favorire la scelta del metodo biologico anche nella gestione del verde delle aree pubbliche.
  5. Semplificazione della normativa sul biologico: anche sulla base delle novità legislative Ue, attraverso il coinvolgimento delle Amministrazioni regionali.
  6. Formazione, informazione e trasparenza: ottenute attraverso l’istituzione di percorsi formativi sull’agricoltura biologica in ambito universitario e corsi di aggiornamento per i docenti anche nelle scuole superiori. Rafforzamento dei servizi del SINAB per migliorare la disponibilità di informazioni relative al settore.
  7. Biologico paper less – informatizzazione: sviluppo del SIB – Sistema di Informazione del Biologico, in linea con quanto previsto dal Piano Agricoltura 2.0, per favorire la connessione con le altre banche dati utili per il settore, semplificando le procedure a carico degli operatori.
  8. Revisione normativa sui controlli (D.LGS 220/95): migliorare l’efficacia del sistema di controllo e certificazione in Italia a garanzia delle imprese biologiche e dei consumatori.
  9. Controllo alle importazioni: intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da paesi terzi anche con un maggiore coinvolgimento delle Dogane e con l’utilizzo di strumenti informatici evoluti.
  10. Piano per la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica: costituzione di un comitato permanente di coordinamento per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, con gli enti vigilati dal Mipaaf, ed il coinvolgimento delle Regioni e delle rappresentanze del settore.

Per il Ministro Maurizio Martina, “l’approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per un settore sempre più strategico per tutto il Paese, come ci dimostrano anche i consumi interni che nell’ultimo anno sono aumentati in modo esponenziale segnando + 20%. In questo momento di forte crescita è fondamentale quindi mettere in campo una strategia d’insieme e a lungo termine, in grado di dare un indirizzo preciso allo sviluppo del biologico così da coordinare al meglio le politiche di sostegno e dare allo stesso tempo risposte concrete alle esigenze degli operatori“.

Fonti:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9896

http://www.agrinotizie.com/articoli/news.php?id=3141#.VvveG-KLTIU

Psr 2007-2013: le regioni virtuose del Centro-Nord

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Rete rurale nazionale ha pubblicato i dati relativi all’avanzamento di spesa a dicembre 2015 e inerenti il Programma di sviluppo rurale 2007-2013.

I dati mostrano l’impegno e l’interesse delle diverse regioni verso l’avanzamento del settore.

Secondo l’analisi effettuata da Agronotizie, le regioni del Nord più virtuose in questo senso sono laLombardia, l’Emilia Romagna e l’Umbria.

Tutte e tre, infatti, sono riuscite a impegnare la totalità delle risorse messe a disposizione dal Programma,sia per quanto riguarda i fondi nazionali che la quota Feasr, entro l’ultima data utile, fissata al 31 dicembre 2015.

Al quarto posto si piazza la Toscana, con un residuo di soli 2mila euro di quota nazionale e 1629,27 euro di quota Feasr. Segue la Liguria con, rispettivamente 29mila e oltre 19mila euro, di fondi non spesi eil Veneto con 35mila e più di 29mila euro.

La regione Lazio ha chiuso con 180mila euro inutilizzati a livello nazionale e 150mila euro circa di quota fondi europei.

Fanno peggio la Valle d’Aosta, che non riesce a impegnare 700mila euro di fondi nazionali e oltre 614mila euro di quota Feasr e le Marche con 900mila euro nazionali e poco più di 731mila euro del Feasr.

Le province autonome di Trento e Bolzano hanno accumulato spesa inutilizzata per il valore,rispettivamente, di 1 e 1,2 milioni di euro di quota nazionale.

Per quanto riguarda la quota relativa ai fondi europei, Trento è andata a disimpegno automatico per circa 633mila euro, mentre Bolzano per circa 1 milione di euro.

Male anche il Friuli Venezia Giulia, che lascia in cassa 2 milioni di euro circa inutilizzati di fondi nazionali e 1,5 milioni di quota Feasr a disimpegno.

Alla fine della classifica si piazzano Abruzzo e Piemonte. Le regioni non sono riuscite a spendere, rispettivamente, 4,1 milioni di quota nazionale e 3,4 milioni di quota Feasr e 9,6 milioni di cofinanziamento nazionale e 8 milioni di quota Feasr andati in disimpegno automatico.

Le risorse della quota nazionale inutilizzate non vanno a disimpegno automatico, ma vengono riassegnate al nuovo programma di sviluppo rurale in corso.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/03/15/psr-2007-2013-

emilia-romagna-lombardia-e-umbria-le-piu-virtuose-al-nord/47919

http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1