Suolo e Salute

Mese: Agosto 2020

AGRICOLTURA BIOLOGICA: UN TOCCASANA PER L’AMBIENTE, IL CONSUMATORE E L’AGRICOLTORE

AGRICOLTURA BIOLOGICA: UN TOCCASANA PER L’AMBIENTE, IL CONSUMATORE E L’AGRICOLTORE

Uno studio di France Strategie (istituzione autonoma francese) afferma che l’agricoltura biologica è il modello più performante sia sul piano ambientale che economico. Tale istituzione, nel raccogliere i dati, ha preso in esame diversi aspetti che hanno riguardato:

  • Le esternalità positive dell’agricoltura biologica
  • I sistemi agroambientali e climatici
  • I valori ambientali
  • L’impatto degli agrofarmaci

Nello studio emerge chiaramente un quadro noto, e cioè che se da una parte il minor utilizzo di mezzi tecnici di sintesi induce a un minor resa e a una maggiore forza lavoro, dall’altra parte troviamo un risparmio nei costi relativi ai fertilizzanti e ai prodotti fitosanitari e al maggior prezzo di commercializzazione dei prodotti biologici. Inoltre è stato dimostrata una maggiore solidità del modello bio rispetto all’agricoltura convenzionale, con rese più stabili e con un valore più elevato nel tempo. Lo studio ha riguardato 23 casi reali, e nei risultati non si è tenuto conto delle sovvenzioni pubbliche a favore del settore bio.

Per approfondimenti sullo studio e sulla comparazione economica tra il biologico e il convenzionale si rimanda all’articolo.

 

Fonte: il salvagente.it

Foto di Pexels da Pixabay

366 RICERCATORI PER IL MANIFESTO DELLA BIODIVERSITA’

366 RICERCATORI PER IL MANIFESTO DELLA BIODIVERSITA’

Il genere umano deve cambiare marcia e deve puntare ad un maggiore rispetto della terra. Ormai più di un terzo delle terre emerse è sfruttato dall’uomo (in alcuni casi con conseguenze irreversibili), il 62% delle specie viventi è sotto la minaccia di estinzione. Di dati come questi, purtroppo, ne potremmo elencare tanti altri.

Per questo ben 366 ricercatori di 42 paesi, coordinati da Thomas C. Wagner dell’Università di Gottinga (Germania), si sono dati appuntamento alla COP15 in Cina nel 2021. I ricercatori hanno appena firmato un manifesto-appello che contiene alcune proposte per il Global Biodiversity Framework. Il loro scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica invitando il mondo a riorganizzare il sistema agricolo in modo ecologico e sostenibile, per far sì che lo scenario attuale, pieno di fattori critici, possa diventare una spinta verso un modo più sostenibile.

Il testo, pubblicato su Nature Ecology & Evolution, attacca l’utilizzo massiccio di fertilizzanti chimici e agrofarmaci, ritendendolo insostenibile per l’ecosistema. Preservare la biodiversità dovrà divenire una caposaldo della gestione agricola del pianeta, ripartendo da tecniche con il minor impatto possibile sull’ambiente.

Riguardo le specie da coltivare il manifesto promuove sempre di più la diversificazione, rimettendo al centro l’uso di sementi locali e antiche ma più resistenti. Il fattore umano dovrà essere un altro perno della questione, in quanto sono le popolazioni locali che devono essere preservate e sostenute per portare avanti un progetto di questo tipo, attuando una vera e propria transizione verso uno sviluppo sostenibile.

Il documento redatto dai ricercatori, si propone come piattaforma di discussione per arrivare alla COP15 con progetti concreti per migliorare la condizione attuale. Insomma, dalle parole ai fatti.

Fonte: il fatto alimentare

Foto di Peggy Choucair da Pixabay

UN FONDO DI GARANZIA PER UN’AGRICOLTURA GREEN

UN FONDO DI GARANZIA PER UN’AGRICOLTURA GREEN

Il fondo di garanzia sarà una boccata d’ossigeno per molte aziende agricole italiane. La ripresa post Covid è costellata di molte incertezze, ma grazie ad un fondo finalmente adeguato, l’Italia può iniziare una transizione verso un’agricoltura più sostenibile per tutta la filiera.

In circa un mese il dicastero della Ministra Bellanova ha ricevuto più di 1400 domande, per un totale di 126 milioni di euro. Le posizioni richieste sono differenti, e si spazia da fondi garantiti al 100% (sotto i 30.000€) alle richieste superiori (che hanno una media di 396.000€).
Tali richieste sono dettate dallo stato d’incertezza in cui gravita il settore agricolo (ritardi burocratici e mancanza di manodopera).

L’accesso al fondo, previsto dal decreto Cura Italia, ha lo scopo di consolidare il rapporto tra imprese e istituti di credito. Gli aiuti potranno essere utilizzati nei 18 mesi post erogazione, e al Ministero sta lavorando anche a nuove norme con più ampio sostegno per dare anche più respiro nei finanziamenti sul lungo periodo.

L’Italia con i suoi 32 miliardi di euro è al secondo posto nel comparto, la sua vocazione sempre più green coniuga il valore riconosciuto del cibo “made in Italy” con la qualità e la sostenibilità dei processi produttivi adottati a partire dalle aziende agricole.

Fonte: food.firstonline
Foto di SylverTrinity da Pixabay

EUROPA E AGROFARMACI: LA PAC NON AIUTA LE API

EUROPA E AGROFARMACI: LA PAC NON AIUTA LE API

A fronte dei propositi del “Farm to Fork” e “Biodiversità”, l’Europa non si sta impegnando come dovrebbe nel preservare gli impollinatori selvatici, che sono essenziali per il nostro ambiente.

Ad affermarlo è la Corte dei Conti Europea, che afferma che l’unione ha fatto troppo poco per il declino di api selvatiche e altri impollinatori. Gli impegni presi in materia ambientale non stanno portando i risultati sperati, l’utilizzo degli agrofarmaci non ha ancora una regolamentazione ferrea che porti il loro utilizzo a una riduzione repentina nei prossimi anni.

La commissione di recente ha proposto una terza revisione del SUD (uso sostenibile dei pesticidi) nel contesto della strategia “Farm to Fork”, ma sembra troppo debole per avere un vero impatto sull’ambiente.

Invece di esaminare nuove tecniche agricole per concentrare e ridurre l’utilizzo dei pesticidi, andrebbero fatti degli studi focalizzati sull’incremento di tecniche agro-ecologiche.
Molti studiosi e componenti della Commissione Europea stanno esprimendo il loro dissenso verso una politica che ancora strizza l’occhio all’agricoltura intensiva.

A tal proposito la Politica Agricola Comune (PAC) sembra essere uno dei principali fattori di questo mancato cambiamento. La nuova proposta di riforma non è in linea con il Green Deal e quindi potrebbe neutralizzare le strategia della Farm to Fork e Biodiversità. Questi due strumenti dovranno raggiungere a breve una vera e propria valenza legale, per garantire la loro vera messa in atto.

 

Il declino delle api e degli altri impollinatori sta destando molta preoccupazione nella comunità scientifica e nell’opinione pubblica. Solo con una forte diminuzione dei pesticidi sintetici si potrà provare a salvare la nostra biodiversità che è minacciata anche dai cambiamenti climatici in atto.

 

L’iniziativa “Salviamo le api e gli agricoltori” è stata lanciata nel 2019 da Pan Europe, e con il sostegno di tutti mira a raccogliere più di 1 milione di firme per portare all’UE un piano di riduzione dei pesticidi nei prossimi 15 anni.

 

Fonte: slow food
Foto di marian anbu juwan da Pixabay

VALLEBIO FESTIVAL 2020: VARESE LIGURE IN FESTA

VALLEBIO FESTIVAL 2020: VARESE LIGURE IN FESTA

Il 6 settembre si aprirà il Vallebio Festival a Varese Ligure.
La valle del biologico nel cuore della Liguria ospiterà l’evento voluto dal Biodistretto “Val di Vara – La Valle del biologico” con il sostegno della Regione Liguria. L’iniziativa coinvolgerà tutti i sette comuni interessati: Varese Ligure, Maissana, Carro, Carrodano, Zignago, Sesta Godano e Rocchetta Vara.

La manifestazione ha l’obiettivo di presentare il modello biologico di produzione e consumo, la filiera corta e la gestione sostenibile delle risorse, per cercare di portare il progetto oltre i confini della valle.
Il Biodistretto avrà il compito di far conoscere le sua realtà che oltre all’agricoltura e l’allevamento è fatta di turismo e artigianato.

Quest’anno uno dei temi che si affronteranno è la bioedlizia con l’incontro dal titolo “La terza pelle, dalla terra alla casa biologica”. L’esperto Reinhold Holzer racconterà come la sostenibilità edilizia possa essere affrontata anche in contesti urbani, costruendo edifici con materiali etici e sostenibili.
L’evento si terrà al Castello dei Fieschi che sarà contornato da stand di street food e slow food, mentre nella piazza e nelle vie di Varese Ligure si troveranno gli stand delle aziende della Valle e di altre aziende esterne.

Alessandro D’Elia, direttore generale di Suolo e Salute, commenta così:

“Eventi di questo tipo sono molto importanti per dare visibilità, prospettiva e il giusto peso ai tanti sforzi delle aziende agricole e zootecniche biologiche che insistono nella valle. Suolo e Salute, fin dal 1998, ha creduto nel progetto di Maurizio Caranza, il compianto sindaco di Varese Ligure, l’amministratore illuminato che ha dato inizio al progetto della creazione della Valle del Biologico. Infatti, fin dall’inizio, certamente per scelta etica e non imprenditoriale, abbiamo deciso di supportare il progetto, ovviamente per la nostra sfera di competenza, aprendo la sede di Suolo e Salute Liguria proprio a Varese Ligure. Oggi, grazie al profuso impegno, certifichiamo quasi il novanta percento delle aziende biologiche della Valle del Biologico. Crediamo fortemente nella certificazione biologica, estesa alle imprese di un comprensorio, come strumento di valorizzazione economica e sociale di un territorio, soprattutto se ad “economia fragile” e appartenente ad aree marginali.”

Vi invitiamo a leggere il programma dettagliato a questo link: voce tigullio

PRESENTATO LO STATO DELL’ARTE DEL “PROGETTO BRESOV”

PRESENTATO LO STATO DELL’ARTE DEL “PROGETTO BRESOV”

Negli scorsi giorni si è tenuto il webinar del progetto Bresov (Breeding for Resilient Efficient and Sustainable Organic Vegetable Production), incentrato sullo studio di 3 coltivazioni di riferimento che si possano adattare agli agrosistemi orticoli più sottoposti ai nuovi scenari di cambiamento climatico.

 

I 22 partner, provenienti da 9 paesi differenti, coordinati dal prof. Ferdinando Branca (dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania), hanno analizzato 837 crucifere (broccoli, cavolfiori etc.), 496 di pomodoro e 675 di fagiolino.

Lo studio aveva il compito di identificare diversi fattori, tra cui:

  • Maggiore resistenza a stress idrici
  • Senescenza indotta dal buio
  • Resistenza ad alte temperature
  • Contenuto di proteine e antiossidanti
  • Contenuto di zuccheri (per i fagiolini)

Per quanto riguarda le produzioni di seme biologico, il team si è incentrato su alcuni punti che includono:

  • Influenza della densità culturale
  • Utilizzo di composti naturali e agenti microbiologici
  • Controllo di parassiti delle piante
  • Composti nutritivi consentiti in agricoltura biologica

 

Nei prossimi step i team europei e asiatici scambieranno materiale genetico per ampliare la sperimentazione e migliorare così la cooperazione.

I prossimi appuntamenti del progetto:

Fonte: hashtag sicilia
Foto di Pablo Valerio da Pixabay