Suolo e Salute

Autore: admin

Giovani e agricoltura, un seminario a Reggio- Calabria

Appuntamento domani 22 marzo presso la sede della Camera di Commercio di Reggio Calabria (Via Tommaso Campanella 12) per il seminario organizzato dall’AGIA-CIA dal titolo “Rafforzare la politica agricola giovanile nel passaggio alla programmazione 2014-2020”.

Obiettivo dell’incontro il ruolo dei giovani nell’agricoltura nei prossimi anni e le azioni possibili a sostegno. “Noi giovani di Agia-Cia – si legge nell’invito all’incontro – “Vogliamo Costruire un paese”, che sia fondato su un nuovo paradigma produttivo e sociale centrato su valore – investimento – lavoro che superi il vecchio basato su consumi – rendita – debito pubblico, a partire dalle Regioni del Sud Italia, facendo leva sull’agricoltura e sull’agroalimentare. Rriteniamo che la nuova Programmazione 2014-2020 debba rappresentare un’occasione storica per dotare l’Italia di una strategia robusta e continua di sostegno all’imprenditoria giovanile, che consenta di realizzare un “Nuovo patto per la Competitività” per costruire un forte sistema d’imprese integrate. La nuova Programmazione dovrà assegnare, nell’ambito dei Piani Regionali di Sviluppo Rurale, risorse adeguate al ricambio generazionale prevedendo l’istituzione di un “Pacchetto giovani multi misura personalizzabile” capace di superare le attuali “barriere” economiche, di mercato, informative e culturali, e quelle “legate allo sviluppo dei territori” che deprimono la “volontà del fare” presente in molti giovani”. Interverranno rappresentanti delle associazioni di categoria oltre che di INEA, Agia e Mipaaf. Il programma completo è disponibile a questo link.

Fonte: Rete Rurale

Catania: soddisfazione per gli esiti del consiglio agricolo

Commentando l’accordo raggiunto dal Consiglio agricolo sulla riforma della PAC, il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania ha espresso “soddisfazione quasi totale da parte mia”, aggiungendo che a Bruxelles “abbiano sistemato tutto quello che ci eravamo prefissi di ottenere e anzi ieri sera abbiamo ottenuto qualcosa in più “. “Voglio esprimere grande soddisfazione per i risultati raggiunti in questi mesi dalla delegazione italiana per i negoziati sulla riforma della PAC, in particolar modo per i passi avanti fatti su temi come la definizione dell’agricoltore attivo, la convergenza interna, lo sviluppo rurale e il greening. Si tratta di punti fondamentali per il settore agroalimentare italiano, per il suo sviluppo e le sue prospettive”.  “Nelle ultime settimane – ha proseguito Catania – abbiamo fatto progressi importanti, ma ci sono questioni che richiedono ancora una discussione, come ad esempio il tema degli aiuti diretti. Ritengo che sul sistema di sostegno accoppiato dovremo avere una disposizione che si applichi a tutti i prodotti agricoli e non solo ad una short list. L’Italia, inoltre, sostiene la posizione di coloro che richiedono un livello più alto del 10% per erogare aiuti accoppiati”. “Per lo sviluppo rurale chiediamo che la proposta della Commissione inerente le misure di gestione del rischio, che ora prevede un tetto del 65% del contributo pubblico relativo a queste misure, sia modificata elevando all’80% tale percentuale, come ad esempio previsto per casi analoghi dal regolamento che riguarda il vino”. “Per quanto concerne l’organizzazione di mercato – ha concluso il Ministro – l’Italia sostiene con forza l’estensione di sistemi che prevedano l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti e mi dispiace non aver visto progressi in tal senso su questo punto. Abbiamo parlato poi troppo poco di ortofrutta e credo invece che il settore debba avere da noi segnali già da questo pacchetto di norme”

Fonte: AIOL, Agrapress

De Castro: dal consiglio agricoltura qualche passo in avanti e qualche passo indietro

Soddisfazione per il risultato del consiglio agricoltura in vista dei triloghi è stata espressa da Paolo De Castro, Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. Secondo De Castro “il compromesso raggiunto ieri sera dal consiglio dei ministri agricoli mostra qualche passo in avanti e qualche arretramento, ma e’ un passaggio fondamentale per la riforma della PAC”. “Innanzitutto  vanno fatti i complimenti al ministro irlandese Simon Coveney, che è riuscito nei tempi previsti a trovare punti comuni con gli altri ministri”. “Già ieri sera – si legge in un comunicato stampa del presidente – il presidente della Comagri e il presidente di turno del consiglio agricoltura hanno avviato i contatti per definire i dettagli tecnici dei triloghi informali che inizieranno l’11 aprile e termineranno il 20 giugno”. Soffermandosi sul documento approvato dai ministri, De Castro ha dichiarato che “si registrano passi in avanti, ma trovo anche qualche arretramento rispetto alla proposta del parlamento. Tra gli elementi positivi vanno annoverate le disposizioni sull’agricoltore attivo che rinforzano e chiariscono il dispositivo di delega agli stati membri che avevamo introdotto in parlamento. Le modifiche sulla redistribuzione interna degli aiuti diretti, in attesa di valutare i testi consolidati definitivi, mi sembrano in linea con quelle approvate dal parlamento”. Commenti anche in tema di greening, sul quale, prosegue De Castro, “trovo che la posizione dei ministri sia ispirata a quella del mandato parlamentare nel senso di una maggiore flessibilità, soprattutto per quanto riguarda la modulazione della diversificazione delle colture secondo la dimensione aziendale. Per le aree a interesse ecologico, invece, non c’e’ una esclusione totale delle colture permanenti come previsto del parlamento, anche se permangono parziali esenzioni che stiamo valutando tecnicamente”. Non mancano alcune critiche, soprattutto in merito alla minore flessibilità su alcuni temi quali l’aiuto accoppiato, che “resta agganciato ad una lista di prodotti, rischiando in tal modo di penalizzare comparti strategici del nostro sistema agricolo come il tabacco, e che viene anche ridotto dal 15% fissato da strasburgo al 7% (estendibile al 12%)”. Perplessità anche sulla volontarietà del regime di sostegno ai giovani agricoltori “che il parlamento ha sempre difeso con forza come obbligatorio. Per i ministri UE anche il capping e’ facoltativo, mentre per l’europarlamento e’ fissato ai 300.000 euro (cooperative escluse)”.

Riguardo il mercato e le norme di commercializzazione, secondo il Presidente Comagri “accanto ad alcune positive novità come quella che riprende il dispositivo del parlamento sull’indicazione di origine nella vendita dei prodotti ortofrutticoli permangono alcune ombre. Mancano, ad esempio, quegli interventi necessari a rivedere il meccanismo di funzionamento dell’intervento pubblico e dell’ammasso privato, così come restano invariate le regole sugli aiuti all’olio d’oliva che il parlamento aveva indirizzato verso il modello ortofrutticolo e, infine, si deve constatare la mancanza di un accordo sull’estensione della programmazione produttiva a tutti i prodotti Dop. Viene così meno – ha concluso il Presidente – un principio sul quale il consiglio si era impegnato con il parlamento durante il negoziato di approvazione delle regole sui prodotti di qualità certificata”.

Fonte: Agrapress

Pesticidi, indagine-shock francese

Interessante (e inquietante) studio francese quello che ha preso in esame gli effetti dell’esposizione ai pesticidi su lavoratori agricoli impegnati nel settore viticolturale e persone che vivono nelle immediate vicinanze dei vigneti, messi a confronto con un gruppo di controllo senza esposizione. L’indagine era stata avviata dopo che l’attenzione dell’opinione pubblica era stata richiamata dal caso di un lavoratore della regione viticola di Listrac-Médoc (situata a 30 km a nord-ovest di Bordeaux) la cui morte per cancro nel 2009 era stata dichiarata sospetta dai familiari, che chiedevano di conoscere la causa ultima della malattia del congiunto. I risultati dei test di laboratorio sono inequivocabili: la contaminazione registrata nel caso dei vignaioli (tutti volontari dello studio) era di circa undici volte superiore a quella nel gruppo di controllo, mentre le persone che vivono nei pressi dei vigneti hanno fatto registrare cinque volte il livello di residui rispetto al controllo.

Fonte: Le Monde

Un’Igp e una Dop nuove si aggiungono al ricco patrimonio italiano di eccellenze agroalimentari

In seguito alla pubblicazione da parte dell’Unione Europea dei Regolamenti di iscrizione nel registro delle Denominazioni di Origine Protette e delle Indicazioni Geografiche Protette della “Mela Rossa Cuneo” Igp e del “Ficodindia di San Cono” Dop, salgono a 249 le produzioni tipiche italiane, consolidando il primato del nostro paese a livello europeo. La Mela Rossa Cuneo viene prodotta utilizzando solamente  le varietà Red Delicious, Gala, Fuji e Braeburn e i loro cloni. Il frutto è caratterizzato da una specifica sovra colorazione rossa della buccia, che la rende ben identificabile nei mercati. Alla Dop Ficodindia di San Cono sono invece ascrivibili unicamente i frutti provenienti dalle cultivar Surfarina (nota anche come Gialla o Nostrale) , Sanguigna (o Rossa), Muscaredda (conosciuta anche come Sciannarina o Bianca). E’ altresì ammessa la presenza di ecotipi locali delle selezioni di Trunzara in percentuale non superiore al 5%. Il Ficodindia di San Cono e caratterizzato da frutti di grandi dimensioni, colori vivi della buccia, profumo delicato e sapore particolarmente dolce, caratteristica quest’ultima che, insieme alle maggiori dimensioni, sono tra i parametri distintivi più importanti di questa denominazione di origine.

Fonte: AIOL

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Oggi è la Giornata internazionale delle foreste

Si celebra oggi 21 marzo la prima Giornata internazionale delle foreste, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della tutela e salvaguardia del patrimonio forestale del Pianeta. Dopo la celebrazione, nel 2011, dell’Anno Internazionale delle Foreste, un nuovo richiamo dell’ONU affinché si preservino tutti i tipi di foreste, indispensabili per il mantenimento della biodiversità terrestre.

Grazie alla produzione di ossigeno, al prelievo di anidride carbonica atmosferica e al rilascio di vapore acqueo, le foreste di fatto costituiscono un elemento essenziale per il mantenimento degli equilibri su cui si basa l’intero sistema-Terra. Purtroppo, nel corso degli ultimi anni, le foreste primarie, ovvero quelle non intaccate dall’attività dell’uomo, costituiscono ad oggi poco più di un terzo dell’intera superficie forestale del pianeta, e solo negli ultimi anni sono andati perduti oltre 40 milioni di ettari. Considerando invece anche altre tipologie forestali, più o meno modificate dall’intervento umano, la loro superficie sale ad oltre 4 miliardi di ettari, pari ad una “disponibilità” teorica di circa 0,6 ettari per abitante.

Attualmente, sono Russia, Brasile, Canada, USA e Cina gli stati che ospitano le superfici forestali più importanti rispettivamente con 809, 520, 310, 304 e 207 milioni di ettari.

Continua, anche se con una flessione che apre qualche spiraglio di speranza per il futuro, la deforestazione del pianeta: solo negli ultimi dieci anni abbiamo perduto 13 milioni di ettari di foreste l’anno, 3 milioni in meno  rispetto al  decennio 1990/2000 ma pur sempre troppi. Aumentano invece le foreste (e gli alberi) piantati dall’uomo: oggi costituiscono circa il 7% dell’area totale forestale, per una superficie complessiva di  264 milioni di ettari. Tra il 2000 e il 2010, la superficie di foreste piantate è aumentata di circa 5 milioni di ettari all’anno,, soprattutto in seguito agli imponenti rimboschimenti effettuati in Cina.

Nel nostro paese, nell’ultimo ventennio il patrimonio forestale è cresciuto di circa 1,7 milioni di ettari, raggiungendo oltre 10 milioni e 400 mila ettari di superficie. In Italia attualmente crescono circa  12 miliardi di alberi che ricoprono un terzo dell’intero territorio nazionale, secondo quanto riportato dall’ultimo “Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di carbonio” del Corpo forestale dello Stato (Cfs), realizzato con la consulenza scientifica del Cra. Un patrimonio in grado di assorbire  1,2 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 4 miliardi di tonnellate di Co2, e che viene costantemente minacciato da incendi, fenomeni erosivi, piogge acide e dalla crescente presenza di specie alloctone (ovvero aliene, estranee alla nostra flora autoctona).Una minaccia particolarmente seria soprattutto nell’Italia meridionale e nelle isole, che mette a rischio intere formazioni forestali e l’enorme carico di biodiversità che esse custodiscono.

Fonte: AIOL