Suolo e Salute

Mese: Giugno 2026

BRUXELLES HA OSPITATO L’ANTEPRIMA DEL CONGRESSO EUROPEO DEL BIOLOGICO 2026

BRUXELLES HA OSPITATO L’ANTEPRIMA DEL CONGRESSO EUROPEO DEL BIOLOGICO 2026

L’evento è stato organizzato da IFOAM Organics Europe presso l’European Economic and Social Committee. Suolo e Salute ha partecipato in qualità di sponsor del congresso europeo del biologico 2026

Il 23 giugno 2026, presso il Comitato Economico e Sociale Europeo di Bruxelles, si è tenuto il “Preview of the European Organic Congress”, un importante appuntamento pubblico che ha anticipato il Congresso Europeo del Biologico, in programma a Cork, in Irlanda, dal 6 all’8 ottobre 2026. All’evento ha partecipato Alessandro D’Elia, a.d. e direttore generale di Suolo e Salute. «L’evento – ha commentato D’Elia – ha rappresentato un’occasione strategica per riunire gli stakeholder delle filiere agroalimentari europee, i decisori politici, i rappresentanti delle istituzioni e le varie organizzazioni del settore biologico. Al centro del dibattito vi sono stati diversi temi riguardanti il futuro dell’agricoltura biologica europea, in un contesto attuale caratterizzato da importanti cambiamenti sia sul piano normativo, cito solo il processo di revisione in atto del regolamento ue 848/2018 e la recente approvazione dei TEA, i cosiddetti nuovi Ogm, sia sul piano finanziari e la distribuzione dei fondi alla luce della nuova PAC».

Nonostante i venti contrari e le spinte politiche contro il green deal, negli ultimi anni il settore biologico ha assunto un ruolo sempre più rilevante nelle politiche comunitarie legate alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità, alla sicurezza alimentare e alla transizione ecologica. Le sfide economiche, le nuove priorità di bilancio dell’Unione Europea e l’evoluzione del quadro normativo in atto, rendono necessario il confronto continuo tra decisori politici e operatori del comparto; riguardo a ciò è meritevole il ruolo svolto da Ifoam OE nella parte di mediazione a difesa degli interessi del biologico europeo. Di fatto, Ifoam Organics Europe è l’organizzazione europea di riferimento nella promozione del dialogo sulle politiche agricole a sostegno del settore e per ribadire il ruolo centrale che il biologico può svolgere nel futuro dell’agricoltura europea.

Durante l’incontro di Bruxelles, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di discutere le prospettive future del biologico europeo, analizzando le possibili implicazioni sullo sviluppo e sulla competitività del settore. L’evento ha rappresentato un importante momento preparatorio in vista del Congresso Europeo del Biologico di Cork, dove saranno affrontati in modo più ampio i temi legati all’innovazione, alla crescita del mercato e al contributo dell’agricoltura biologica al raggiungimento degli obiettivi ambientali dell’Unione europea. Suolo e Salute sarà sponsor dell’evento irlandese.

Per approfondimenti:

https://www.organicseurope.bio/events/preview-of-european-organic-congress-2026/

ARRIVANO I NUOVI OGM

ARRIVANO I NUOVI OGM

Il parlamento europeo dà via libera alle cosiddette Nuove Tecniche Genetiche, che minacciano la sovranità delle sementi europee. Il biologico unico settore in cui rimangono al bando

Il 17 giugno il Parlamento europeo ha approvato la legislazione sulle piante ottenute da New Genomic Techniques (NGT, anche se in Italia, tanto per far confusione, si prova a far passare il più tranquillizzante acronimo TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita).

La nuova normativa esonera il materiale NGT da adempimenti chiave che rimangono per gli altri organismi geneticamente modificati (OGM), tra cui le procedure di valutazione del rischio, la tracciabilità e l’informazione ai consumatori tramite l’etichettatura dei prodotti che li contengono. Tutto ciò rappresenta un passo indietro per la biosicurezza, la trasparenza e la libertà di scelta del consumatore, che sarà tenuto all’oscuro del fatto che l’alimento deriva da ingredienti che possono aver subito fino a 20 modifiche genetiche (difficile sostenere che venti modifiche tutte d’un botto avrebbero potuto anche avvenire naturalmente).

Grazie alla mobilitazione di IFOAM Organics Europe (di cui Suolo e Salute è tra i principali sostenitori) il settore biologico è riuscito a mantenere la produzione biologica libera anche da questi nuovi OGM (la proposta iniziale prevedeva fossero utilizzabili anche in bio) e l’obbligo di etichettatura per le sementi NGT, fornendo almeno agli agricoltori le informazioni minime necessarie per evitare di seminare colture geneticamente modificate.

Il movimento biologico ribadisce l’impegno a produrre cibo senza NGT e sollecita misure aggiuntive per proteggere la sovranità europea delle sementi.

Nonostante gli accorati avvertimenti di agricoltori, allevatori e organizzazioni della società civile, la maggioranza dei deputati ha scelto di non informare i consumatori della presenza di materiale modificati geneticamente e di non rafforzare le garanzie contro gli effetti dannosi di diritti di proprietà intellettuale troppo ampi e forti come i brevetti. E’ giustificata la preoccupazione che brevetti sui tratti e sulle sequenze genetiche aumentino la concentrazione di mercato nel sistema alimentare e limitino l’accesso alle risorse genetiche, con ciò riducendo l’innovazione e aumentando la dipendenza dai big dell’industria sementiera.

Per IFOAM i presunti vantaggi dei NGT si basano sulla pura speculazione; la federazione invita i responsabili politici a prestare maggiore attenzione a chi controlla le tecnologie che hanno scelto di deregolamentare e all’impatto di queste tecnologie sulla sovranità alimentare europea.

IFOAM Organics Europe continuerà a sostenere la necessità di limitare la portata dei brevetti, questo per garantire che le centinaia di piccole e medie imprese che riproducono sementi, che costituiscono la spina dorsale del settore in Europa possano continuare il loro lavoro.

Leggi di più: https://www.ruminantia.it/tea-leuropa-approva-le-regole-per-le-nuove-tecniche-genomiche/

AGENCE BIO: TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE PERE SUL BIOLOGICO FRANCESE

AGENCE BIO: TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE PERE SUL BIOLOGICO FRANCESE

Agence Bio (Agence française pour le développement et la promotion de l’agriculture biologique) è l’organismo pubblico/privato incaricato dello sviluppo del biologico francese e vede tra i soci il ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, quello della transizione ecologica e della coesione territoriale, le camere di commercio, la cooperazione agricola e tutte le organizzazioni del settore biologico

86 958 operatori nel 2024 (61 853 le aziende agricole, pari al 14,9% delle aziende agricole francesi e al 16% dell’occupazione agricola), 2,71 milioni di ettari (10,1% della SAU francese), 9 organismi di certificazione, oltre 300 visite ispettive al giorno.

12 miliardi di € di fatturato nel 2024 (+0.8%, vale il 5,7% %del consumo alimentare domestico) attraverso 6 circuiti di distribuzione: aree di grandi e medie dimensioni, negozi specializzati, vendita diretta, artigiani e piccoli commercianti, ristorazione commerciale, ristorazione collettiva, il tutto oggetto di rapporti puntuali dell’agenzia.

Il suo sito presenta informazioni aggiornate e analisi sul bio d’oltralpe, con rapporti dalla produzione al consumo e una ricca dotazione di infografiche, costituendo uno strumento indispensabile per chi intenda capire il mercato biologico francese o anche solo trarre ispirazione.

Leggi di più : https://www.agencebio.org/

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

Ismea pubblica il rapporto “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie, Spesa del 2025”

 

Il rapporto, che si basa sulle rilevazioni di Nielsen IQ, analizza l’andamento del mercato alimentare biologico in Italia, evidenziando una crescita del 9.2% sull’anno precedente del 9,2%, la più alta dell’ultimo quinquennio, se si esclude il 2020 eccezionale della pandemia.

Il valore degli acquisti domestici di prodotti biologici raggiunge i 4,44 miliardi di euro, in gran parte transitati per le casse dei supermercati.

Tra i prodotti più richiesti ci sono latte e derivati (+17,7%) e uova fresche (+14,9%), ortofrutta (rappresenta la voce di spesa più importante nello scontrino biologico, 42,7%); le categorie che hanno segnato riduzioni sono i salumi (-15,6%) e le carni (-10,9%), peraltro parte minuscola del carrello della spesa biologica; in contrazione anche oli e grassi vegetali (-11,6%), ma in gran parte in conseguenza a una riduzione dei prezzi unitari dopo il picco dell’anno precedente. Stabile la spesa per il segmento del vino e spumanti.

E’ significativo il fatto che si sia raggiunta per la prima volta una quota del 4% sul totale dei consumi alimentari, così com’è positivo che il valore degli acquisti biologici cresca a un tasso decisamente superiore rispetto a quello complessivo del paniere agroalimentare (+9,2% contro +3,7%).

Coprono quote superiori al 10% della rispettiva categoria miele (16.4%), uova fresche (14.7%) e frutta fresca (10.9%); sopra la media anche ortaggi, latte e derivati, bevande analcoliche, oli e grassi vegetali.

 

Il rapporto completo si può scaricare a pagina https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13717

NUOVA ZELANDA, UN MINISTERO PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA!

NUOVA ZELANDA, UN MINISTERO PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA!

Primo caso al mondo di un dicastero che ha come compito esclusivo lo sviluppo del settore biologico

La Nuova Zelanda ha nominato il parlamentare Mike Butterick ministro all’agricoltura biologica; per quanto ne sappiamo si tratta del primo ruolo ministeriale dedicato al biologico, se si esclude il minuscolo Sikkim (ufficialmente biologico al 100% nel 2016, ma si tratta di uno stato federato con poco più di 600mila abitanti che fa parte dell’India, nella regione himalayana) che produce cardamomo e tè.

Nemmeno la Nuova Zelanda è intensamente popolata (ha poco più di 5 milioni di abitanti), ma ha un PIL pro capite di 29.491 $ contro gli 8.900 del Sikkim ed è una potenza agricola: carne, latte e derivati (in prevalenza da animali al pascolo), kiwi, mele, vino, lana.

Il settore biologico neozelandese genera una produzione di $ 1,2 miliardi all’anno, di cui poco meno di metà da esportazione, grazie al fatto che è in controstagione col nostro emisfero (68.500 tonnellate di prodotti – di cui 13.000 verso la UE- di cui 53.000 tonnellate di kiwi), con una crescita annuale che è il doppio di quella del tasso dell’export di alimenti e fibre convenzionali.

Nel commentare l’istituzione della nuova figura ministeriale, l’associazione biologica neozelandese, Organics Aotearoa New Zealand (OANZ) ha espresso la sua soddisfazione: in questa fase di forte incremento della domanda globale di alimenti con certificazione biologica, l’esigenza di una voce ministeriale dedicata era più forte che mai.

Si tratta del passo più importante per il settore dall’approvazione del Organic Products and Production Act del 2023.

La SAU biologica della Nuova Zelanda è di 90.000 ettari (lo 0.9% della SAU totale), con 685 produttori agricoli, 345 aziende di trasformazione e 119 esportatori; se confrontiamo i dati della Nuova Zelanda con quelli italiani (2,5 milioni di ettari di SAU, circa il 20% del totale, 87mila agricoltori, 25mila aziende di trasformazione, oltre 1000 esportatori), altro che un ministro per l’agricoltura biologica, dovremmo avere mezzo governo…

Leggi di più: https://www.oanz.org/new-blog/new-zealand-organic-sector-secures-dedicated-voice-in-parliament-

 

SQNBA, IN ARRIVO IL NUOVO DECRETO: TRA LE NOVITA’ L’APERTURA AGLI AGRONOMI VALUTATORI

SQNBA, IN ARRIVO IL NUOVO DECRETO: TRA LE NOVITA’ L’APERTURA AGLI AGRONOMI VALUTATORI

Il nuovo Decreto renderà più agevole l’adesione degli allevamenti e garantirà una maggiore operatività del sistema. Suolo e Salute accoglie con soddisfazione le modifiche in arrivo

 

Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) si prepara a una nuova fase. È infatti all’esame della Conferenza Stato-Regioni una bozza di decreto che introduce importanti modifiche al quadro normativo, con l’obiettivo di rendere più agevole l’adesione degli allevamenti e garantire una maggiore operatività del sistema.

La misura nasce dall’esigenza di rispondere alle difficoltà operative segnalate da allevatori, organismi di certificazione e operatori della filiera, che negli ultimi mesi hanno evidenziato la complessità del percorso di transizione verso il nuovo sistema.

Tra le novità più significative figurano la proroga dei termini per l’adeguamento delle certificazioni, l’ingresso dei dottori agronomi tra le figure abilitate alle attività di valutazione e alcuni aggiornamenti ai disciplinari tecnici delle principali filiere zootecniche.

Uno degli interventi più attesi riguarda l’estensione dei tempi concessi agli operatori per allineare i propri sistemi di certificazione ai requisiti previsti dal SQNBA. La bozza prevede infatti il passaggio da 12 a 24 mesi per completare l’adeguamento delle certificazioni volontarie già esistenti.

Un’altra novità di rilievo riguarda l’ampliamento delle professionalità coinvolte nelle attività di valutazione. Per far fronte alla carenza di veterinari auditor, il decreto consentirebbe ad altre figure, tra cui gli agronomi, con specifiche competenze nel settore zootecnico di svolgere i controlli previsti dal SQNBA. Rimane comunque confermato il ruolo centrale del medico veterinario per tutte le valutazioni che coinvolgono aspetti sanitari e di salute animale. La disposizione avrebbe carattere temporaneo e resterebbe in vigore fino al 31 dicembre 2027.

L’obiettivo è accelerare le procedure di certificazione e garantire una maggiore copertura territoriale, evitando rallentamenti che potrebbero compromettere l’accesso degli allevatori ai benefici collegati al sistema.

La bozza interviene anche su alcuni disciplinari specifici, introducendo correttivi richiesti dal settore.

Per il comparto suinicolo sono previsti aggiornamenti relativi ai parametri di densità degli animali nei ricoveri. Nel settore bovino viene invece sostituito il riferimento agli allevamenti “familiari” con la definizione di allevamenti “di limitata dimensione”, ritenuta più aderente alla realtà produttiva nazionale.

Per gli allevamenti bovini al pascolo è inoltre prevista l’eliminazione della soglia minima di capi necessaria per aderire al disciplinare, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.

Il provvedimento apre anche alla possibilità di inserire ulteriori indicazioni volontarie in etichetta relative al benessere animale. Si tratta di una modifica che potrebbe rafforzare la valorizzazione commerciale delle produzioni certificate, rispondendo alla crescente attenzione del mercato verso i temi della sostenibilità e del benessere animale.

Le modifiche proposte rappresentano un tentativo di superare alcune delle criticità emerse durante la fase di avvio del SQNBA. L’estensione dei termini, il coinvolgimento di nuove figure professionali e l’aggiornamento dei disciplinari puntano infatti a rendere il sistema più accessibile e funzionale, favorendo una più ampia adesione degli allevamenti italiani.

Gli organismi di controllo e certificazione, accreditati e autorizzati a svolgere attività sul SQNBA,  guardano con favore alle novità contenute nella bozza di decreto.

Suolo e Salute, tra i primi organismi ad essere accreditati e autorizzati dal Masaf pe le attività sul SQNBA, valuta positivamente l’ampliamento delle figure professionali abilitate a svolgere gli audit.

La possibilità di avvalersi non solo dei medici veterinari, ma anche di dottori agronomi e zoonomi qualificati rappresenta una soluzione concreta per rendere più efficiente l’organizzazione dei controlli sul territorio. La misura consentirebbe infatti di affrontare con maggiore flessibilità la pianificazione delle verifiche, garantendo una copertura più capillare delle aziende aderenti al sistema e riducendo il rischio di rallentamenti nelle attività di certificazione.

«L’ampliamento delle professionalità coinvolte nelle attività di controllo – evidenzia Alessandro D’Elia, Ceo di Suolo e Salute – permette di gestire in modo più efficace il piano dei controlli, valorizzando competenze tecniche già presenti nel settore zootecnico e assicurando al tempo stesso il mantenimento degli standard richiesti dal Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale Al momento la scadenza per aderire allo La modifica è un passo importante per favorire la piena operatività degli organismi di controllo e certificazione, senza compromettere il rigore e l’affidabilità del sistema di certificazione».

 

Suolo e Salute è uno dei principali organismi di controllo e certificazione del Sistema Qualità Nazionale per il Benessere Animale. La prossima scadenza per le adesioni, fatto salvo ulteriori proroghe, è fissata al 25 luglio 2026. Per maggiori informazioni sull’adesione e, più in generale, sullo schema SQNBA: sqnba@suoloesalute.it www.suoloesalute.it

 

Per approfondimenti:

SQNBA: in arrivo il nuovo decreto che slitta i termini e apre agli agronomi valutatori

https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/zootecnia/modifiche-sistema-qualita-nazionale-benessere-animale/