Suolo e Salute

Mese: Giugno 2026

SUOLO E SALUTE A “BUONO E BIO IN FESTA”

SUOLO E SALUTE A “BUONO E BIO IN FESTA”

L’evento si svolgerà all’orto botanico di Roma: due giorni dedicati al biologico, al cibo sano e sostenibile

Due giorni dedicati all’agroecologia, alle politiche alimentari sostenibili e al futuro del cibo. Il 2026 di “Buono e Bio in Festa” approda all’Orto Botanico di Roma con un programma ricco di incontri, laboratori, mercato e attività aperte al pubblico, promosso da FederBio, Slow Food Italia e dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale. Tra i protagonisti dell’evento ci sarà anche Suolo e Salute, presente con un proprio stand per incontrare operatori, cittadini e appassionati del biologico.

Al centro della manifestazione, i temi chiave della transizione agroecologica: il futuro della ristorazione scolastica, il rapporto tra città e aree interne, il legame tra dieta mediterranea e salute, la giustizia nella filiera agroalimentare e il ruolo delle donne nei processi di cambiamento del sistema agricolo e alimentare. A confrontarsi saranno istituzioni, ricercatori, produttori e comunità locali, in un dialogo aperto sulle sfide e le opportunità del settore.

L’edizione 2026 segna un ulteriore passo avanti nel dibattito sulle politiche del cibo. Accanto al tema dell’agroecologia, infatti, cresce l’attenzione verso il ruolo strategico delle amministrazioni locali nella valorizzazione delle produzioni biologiche provenienti dalle aree interne e nella costruzione di modelli alimentari più sostenibili. In questo contesto si inserisce l’esperienza del Comune di Roma, che negli ultimi anni ha rilanciato le politiche alimentari urbane attraverso l’istituzione del Consiglio del Cibo. Un modello di governance che punta a superare logiche estrattive, restituendo valore ai territori, alla biodiversità e alle comunità custodi di saperi e tradizioni agricole.

Non mancheranno gli spazi dedicati al pubblico e alle famiglie. Il Villaggio del Bio di FederBio e il Mercato della Terra di Slow Food Lazio porteranno all’Orto Botanico decine di produttori e trasformatori provenienti da tutta Italia, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino esperienze virtuose del biologico italiano.

Ampio spazio anche ai più piccoli con il Baby Bio Park, un’area dedicata a laboratori, giochi e percorsi educativi sulla stagionalità, l’agricoltura e il valore del cibo.

Suolo e Salute vi invita a partecipare all’evento e a visitare il proprio stand. Vi aspettiamo.

📍 Orto Botanico di Roma

📅 6 e 7 giugno 2026

Fonte: https://www.buonoebioinfesta.it/programma/

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

Introdotto un nuovo ed eloquente pittogramma sulla pericolosità per le api

Il 26 maggio è stato pubblicato il regolamento (UE) 2026/1123 della Commissione che stabilisce i requisiti relativi all’etichettatura dei prodotti fitosanitari e abroga il regolamento (UE) n. 547/2011.

Il testo si si applicherà a tutte le nuove domande di prodotti per la protezione vegetale presentate a partire da gennaio 2028

Il nuovo regolamento prevede requisiti di etichettatura (tradizionale e digitale, una novità) standardizzati che riguardano in particolare informazioni sull’identificazione del prodotto, condizioni d’uso, frasi tipo per lo smaltimento sicuro dei prodotti e del loro contenitore, frasi tipo per la comunicazione dei pericoli per la salute umana e per le api (la pericolosità per le api andrà segnalata con un apposito pittogramma introdotto proprio dal regolamento), con la novità anche della frase tipo “Contiene un microrganismo. Può provocare reazioni di sensibilizzazione” come consiglio di prudenza da inserire sulle confezioni di tutti i prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.

Leggete qui il regolamento: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601123

L’IRLANDA PREMIA I MIGLIORI AGRICOLTORI BIOLOGICI (E NOI?)

L’IRLANDA PREMIA I MIGLIORI AGRICOLTORI BIOLOGICI (E NOI?)

Dublino vuole valorizzare agricoltori e imprese del suo (piccolo) settore biologico

C’è l’European Organic Award, il premio annuale istituito dalla Commissione europea per i migliori agricoltori biologici (donna e uomo), la miglior impresa di trasformazione, il miglior ristorante, la città più biologica eccetera (premiazioni a settembre a Bruxelles). Ma agli irlandesi sembrava poco, così il ministro all’Agricoltura, Martin Heydon, ha lanciato i National Organic Awards 2026, organizzati dal Dipartimento dell’Agricoltura irlandese insieme al Bord Bia, l’ente governativo dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti alimentari irlandesi.
L’iniziativa punta a valorizzare agricoltori, produttori e imprese del settore biologico del Paese e la cerimonia di premiazione si terrà a settembre al Bord Bia Global Hub di Dublino.

In tutto l’Irlanda conta su 178mila ettari biologici, il 4% della SAU nazionale e poco più di 4mila agricoltori.

Se fosse una regione italiana, sarebbe al settimo posto come entità di superficie, al nono posto per numero di operatori e di gran lunga l’ultima come incidenza della SAU biologica sul totale regionale.

Ciò nonostante organizza un premio nazionale per riconoscere il lavoro delle aziende agricole e alimentari biologiche del Paese e il governo ha annunciato un piano per raggiungere 750 milioni di euro di PLV biologica entro il 2030.

Se qualche dirigente regionale o del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ci legge e vuole trarre ispirazione dall’iniziativa irlandese, trova qui tutti i dettagli:
https://www.bordbia.ie/industry/events/national-organic-awards-2026/

I CONSUMATORI BACCHETTANO LA GDO FRANCESE SUI PREZZI DEL BIO

I CONSUMATORI BACCHETTANO LA GDO FRANCESE SUI PREZZI DEL BIO

La politica dei prezzi sull’ortofrutta biologica è “irresponsable”

La federazione francese dei consumatori pubblica un articolo in cui accusa la grande distribuzione di applicare alla frutta e verdura biologica dei prezzi speculativi.

Non si tratta di considerazioni campate per aria, ma basate sui dati ufficiali del Réseau des Nouvelles des Marchés (RNM), sotto la supervisione del Ministero dell’Agricoltur.

Que Choisir ha calcolato i margini lordi del retail su un paniere di 11 frutti e 13 ortaggi che da soli rappresentano il 70% del consumo nazionale, mettendo a confronto i prezzi dei prodotti convenzionali e biologici nel corso dell’intero 2025.

Il risultato non può non colpire: il margine sui prodotti biologici è stato in media superiore dell’81% rispetto al convenzionale, senza peraltro grandi variazioni rispetto all’analoga rilevazione del 2017 (+96%) e del 2019 (+75%): non si tratta, evidentemente, di un dato contingente, ma del tutto strutturale.

Valgano per tutti due esempi: il prezzo liquidato al produttore di pomodoro biologico è superiore del 44% rispetto al convenzionale, ma il margine di distribuzione è superiore del 113 %. In parole povere, il 73% del maggior costo del prodotto al dettaglio è attribuibile al margine di distribuzione, solo il 27% al maggior costo del prodotto agricolo.

Per la mela biologica il margine lordo della distribuzione raggiunge € 2,51/kg, il doppio rispetto alla mela convenzionale e rappresenta il 61% del prezzo pagato dal consumatore (l’agricoltore biologico recupera solo il 37% del prezzo).

Que Choisir ha calcolato che per una famiglia francese media (2,3 persone) il budget annuale per il consumo di frutta e verdura convenzionali ammonta a € 460 (di cui € 207 margine di distribuzione), ma il budget per lo stesso carrello biologico comporta una spesa di € 732, 60%, con un maggior costo di 272 €, che solo per il 38% va agli agricoltori, mentre il resto rumane alla grande distribuzione, senza nessuna giustificazione convincente.

Va anche tenuto presente che tre centrali di acquisto controllano quasi il 90% di tutti gli acquisti di prodotti di consumo, con un evidente squilibrio competitivo.

La federazione sostiene che la politica dei prezzi operata dalla grande distribuzione da un lato ha come effetto il far sembrare il prezzo degli alimenti ultra-trasformati artificialmente bassi, dall’altro sottrae agli agricoltori la giusta remunerazione.

Scrive la federazione “Considerati i benefici ambientali, nutrizionali e per la salute derivanti dal consumo di prodotti biologici, chiediamo che questi prodotti siano resi accessibili al maggior numero possibile di persone. Di conseguenza, chiediamo ai grandi rivenditori di modificare le loro politiche di prezzo per favorire i prodotti più sani”.

Qui l’articolo: https://www.quechoisir.org/action-que-choisir-ensemble-prix-des-fruits-et-legumes-bio-la-grande-distribution-persiste-dans-une-politique-de-surmarge-irresponsable-n176506/?dl=159318

GERMANIA, SI PREPARA LA SUGAR TAX

GERMANIA, SI PREPARA LA SUGAR TAX

Il governo sta studiando un prelievo sulle bevande zuccherate che si applicherà dal 2028. Reazioni diversificate dal settore biologico

Secondo l’OMS più di un centinaio di Paesi ha introdotto imposte nazionali sulle bevande zuccherate, per primi Regno Unito e Irlanda, nel 2018, poi via via gli altri.

Non si sa ancora quale sarà il modello, che è in fase di valutazione, ma si prevede che la sugar tax in salsa tedesca sarà applicata a scaglioni, a seconda della quantità di zucchero presente. La misura rientra nel pacchetto della riforma sanitaria e si ipotizza che porterà risorse per poco meno di mezzo miliardo l’anno.

Va da sé che riguarderà anche i prodotti biologici: un eccesso di zucchero non è salutare nemmeno se si tratta di zucchero biologico.

Le aziende dovranno modificare la ricetta, riducendo lo zucchero oppure, ove non fosse possibile o sufficiente a rientrare negli scaglioni più bassi, dovranno aumentare i prezzi.

Le opinioni delle imprese sono articolate. C’è chi ha una posizione, diciamo, “confindustriale”: manca l’evidenza scientifica che una tassa sullo zucchero sia idonea a raggiungere un effetto di politica sanitaria sostenibile a lungo termine; cibo e salute sono questioni sociali complesse che non possono essere risolte aumentando i prezzi di singole categorie; invece della tassa sarebbe più efficace una buona educazione alimentare; l’aumento dei prezzi colpirà le famiglie a basso reddito.

L’associazione delle imprese di trasformazione la vede meno grigia (oppure fa buon viso a cattivo gioco): concorda sulla considerazione che un consumo eccessivo di zucchero sia una delle grandi sfide, che comporta danni alle persone e costi sociali elevati.

A suo avviso la sugar tax può contribuire a una diversa divisione di questi costi alleggerendo i costi sanitari e le pur poche esperienze estere, come quella del Regno Unito, dimostrano che il prelievo può avere effetti positivi, soprattutto per i gruppi vulnerabili, con una contestuale riduzione dei costi per la sanità pubblica.

AöL però sottolinea che ridurre la percentuale di zucchero non sarà sufficiente a portare automaticamente a una società più sana. Il fattore decisivo sarà se il prelievo viene utilizzato per cambiare le abitudini alimentari, inducendo un consumo più moderato di carboidrati semplici, oppure si tradurrà nella semplice sostituzione dello zucchero con edulcoranti, dando il via a nuovi problemi, in considerazione dei molti dubbi che da sempre circondano questa categoria di additivi,

AöL sottolinea che sia l’associazione che le imprese associate sono impegnate per diete sane, sostenibili e olistiche da più di 30 anni. Non può, quindi, essere pregiudizialmente contraria a misure che scoraggino abitudini alimentari scorrette, ma raccomanda che non ci si fermi a un solo aspetto: la sugar tax diventi l’inizio di una trasformazione complessiva della politica alimentare e della promozione di diete salutari.

Vedi il parere di AöL: https://www.aol.de/nachrichten/warken-zuckerabgabe-f%C3%B6rderlich-f%C3%BCr-gesundheit-114950232.html