Suolo e Salute

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I MICROBIOMI PER ELEVARE LA RESILIENZA DELLE COLTURE E LA FERTILITÀ DEL SUOLO

I MICROBIOMI PER ELEVARE LA RESILIENZA DELLE COLTURE E LA FERTILITÀ DEL SUOLO

Il ruolo del microbiota è fondamentale nella salute e nelle malattie anche delle piante

l microbiomi del suolo e delle piante sono fondamentali per la resilienza, la produttività e la salute degli ecosistemi agricoli.  Comprendono comunità microbiche presenti nella rizosfera, nella filosfera e nell’endosfera delle piante che contribuiscono al ciclo dei nutrienti, alla crescita vegetale e alla prevenzione delle malattie.

Tra i principali meccanismi biologici vi sono l’immunità mediata dai microbi e la simbiosi micorrizica, ma sono importanti anche la solubilizzazione del fosfato e la fissazione biologica dell’azoto, processi che migliorano la produttività delle colture e riducono la dipendenza da fertilizzanti e pesticidi chimici.

Va da sé che le pratiche agricole (lavorazione del terreno, monocoltura, pesticidi e fertilizzazione di sintesi) influenzano fortemente equilibrio, diversità e funzione dei microbiomi e vanno quindi progettate con cura.

Il capitolo “Role of Soil and Plant Microbiome in Sustainable Agriculture” del volume appena pubblicato “Microbiota Unveiled: Science, Health, and Future Therapie” analizza diversi casi di studio che dimostrano l’efficacia degli inoculanti microbici nel migliorare fertilità e resilienza delle colture, anche se rimangono lacune nella comprensione delle dinamiche ecologiche dei microbiomi in campo aperto.

Attualmente sia le prestazioni dei prodotti commerciali che i quadri normativi sono ancora poco standardizzati, ma appare comunque evidente che il futuro dell’agricoltura sostenibile dipenderà sempre più dall’integrazione anche del microbioma con la competenza degli agricoltori, con pratiche climatiche intelligenti e con le nuove tecniche rese possibili dall’intelligenza artificiale.

Il volume costituisce una guida di riferimento, ma anche uno strumento educativo in diverse discipline, dalla nutrizione e dalla scienza alimentare alla farmaceutica e alla medicina offrendo una visione a 360 gradi del ruolo fondamentale del microbiota nella salute e nelle malattie.

 

Vedi qui volume e articolo: https://link.springer.com/book/10.1007/978-981-95-9031-5

LA DANIMARCA ANCORA PIÙ VERDE

LA DANIMARCA ANCORA PIÙ VERDE

Determinante l’appoggio parlamentare al nuovo governo di Enhedslisten (rosso verdi) e di Alternativet (verdi radicali) per il programma «più ecologista della storia del Regno»

In Danimarca è nato il terzo governo guidato da Mette Frederiksen dopo oltre due mesi di negoziati seguiti alle elezioni di marzo 2026.

Il programma concordato dalla maggioranza prevede una forte enfasi sulla natura, il clima e la protezione dell’ambiente, incluse misure per ridurre la produzione di bestiame, limitare l’uso di pesticidi e rinaturalizzare aree sostanziali del paese.

 

L’importanza data alle questioni ambientali fa sì che ci siano ministri separati responsabili della Natura e del benessere degli animali, di Clima, energia e utilità – e dell’Ambiente, nomine che promettono di fornire una solida base per un’azione ambientale ambiziosa negli anni a venire.

 

L’ex ministero dell’alimentazione, dell’agricoltura e della pesca (da cui dipendevano anche i controlli sulla produzione biologica) non esiste più come ministero autonomo, il che riflette una più ampia ristrutturazione delle responsabilità relative alla produzione alimentare, all’uso del suolo e alla gestione della natura.

Il nuovo ministro per l’ambiente è Maria Reumert Gjerding, 48 anni (sinistra verde) già presidente della Società Danese per la Conservazione della Natura, la più grande ONG ambientale del Paese, una dei principali architetti dell’accordo tra i partiti.

Il nuovo ministro per il clima, l’energia e le utility è la centrista Samira Nawa, 38 anni, i cui genitori sono arrivati in Danimarca come rifugiati dall’Afghanistan.

Il ministro per la natura e il benessere animale è il socialdemocratico Christian Rabjerg Madsen, 40 anni.

Ministro degli affari e della competitività è Martin Lidegaard (sinistra radicale), 60 anni.

C’è anche un ministro per la resilienza e la Preparedness (l’essere pronti) a cui capo c’è Lisbeth Bech-Nielsen (sinistra verde), 44 anni.

Come si vede, più donne che uomini e età più basse di quelle a cui siamo abituati dalle nostre parti.

L’esecutivo promette interventi rigorosi sugli allevamenti intensivi e sul benessere animale. Va ricordato che il Paese è stato il primo al mondo a introdurre una tassa sulle emissioni degli allevamenti bovini, con un’aliquota di 300 corone (circa 40 euro) per ogni tonnellata di CO2 (arriverà a 750 corone per tonnellata, circa 100 euro, nel 2035).

 

Il governo ha annunciato anche maggiori investimenti nella difesa e nella sicurezza, compresa la protezione della Groenlandia (non si sa mai…).

 

Leggi di più: https://www.thedanishparliament.dk/members/the-government

SUOLO E SALUTE A “BUONO E BIO IN FESTA”

SUOLO E SALUTE A “BUONO E BIO IN FESTA”

L’evento si svolgerà all’orto botanico di Roma: due giorni dedicati al biologico, al cibo sano e sostenibile

Due giorni dedicati all’agroecologia, alle politiche alimentari sostenibili e al futuro del cibo. Il 2026 di “Buono e Bio in Festa” approda all’Orto Botanico di Roma con un programma ricco di incontri, laboratori, mercato e attività aperte al pubblico, promosso da FederBio, Slow Food Italia e dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale. Tra i protagonisti dell’evento ci sarà anche Suolo e Salute, presente con un proprio stand per incontrare operatori, cittadini e appassionati del biologico.

Al centro della manifestazione, i temi chiave della transizione agroecologica: il futuro della ristorazione scolastica, il rapporto tra città e aree interne, il legame tra dieta mediterranea e salute, la giustizia nella filiera agroalimentare e il ruolo delle donne nei processi di cambiamento del sistema agricolo e alimentare. A confrontarsi saranno istituzioni, ricercatori, produttori e comunità locali, in un dialogo aperto sulle sfide e le opportunità del settore.

L’edizione 2026 segna un ulteriore passo avanti nel dibattito sulle politiche del cibo. Accanto al tema dell’agroecologia, infatti, cresce l’attenzione verso il ruolo strategico delle amministrazioni locali nella valorizzazione delle produzioni biologiche provenienti dalle aree interne e nella costruzione di modelli alimentari più sostenibili. In questo contesto si inserisce l’esperienza del Comune di Roma, che negli ultimi anni ha rilanciato le politiche alimentari urbane attraverso l’istituzione del Consiglio del Cibo. Un modello di governance che punta a superare logiche estrattive, restituendo valore ai territori, alla biodiversità e alle comunità custodi di saperi e tradizioni agricole.

Non mancheranno gli spazi dedicati al pubblico e alle famiglie. Il Villaggio del Bio di FederBio e il Mercato della Terra di Slow Food Lazio porteranno all’Orto Botanico decine di produttori e trasformatori provenienti da tutta Italia, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino esperienze virtuose del biologico italiano.

Ampio spazio anche ai più piccoli con il Baby Bio Park, un’area dedicata a laboratori, giochi e percorsi educativi sulla stagionalità, l’agricoltura e il valore del cibo.

Suolo e Salute vi invita a partecipare all’evento e a visitare il proprio stand. Vi aspettiamo.

📍 Orto Botanico di Roma

📅 6 e 7 giugno 2026

Fonte: https://www.buonoebioinfesta.it/programma/

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

Introdotto un nuovo ed eloquente pittogramma sulla pericolosità per le api

Il 26 maggio è stato pubblicato il regolamento (UE) 2026/1123 della Commissione che stabilisce i requisiti relativi all’etichettatura dei prodotti fitosanitari e abroga il regolamento (UE) n. 547/2011.

Il testo si si applicherà a tutte le nuove domande di prodotti per la protezione vegetale presentate a partire da gennaio 2028

Il nuovo regolamento prevede requisiti di etichettatura (tradizionale e digitale, una novità) standardizzati che riguardano in particolare informazioni sull’identificazione del prodotto, condizioni d’uso, frasi tipo per lo smaltimento sicuro dei prodotti e del loro contenitore, frasi tipo per la comunicazione dei pericoli per la salute umana e per le api (la pericolosità per le api andrà segnalata con un apposito pittogramma introdotto proprio dal regolamento), con la novità anche della frase tipo “Contiene un microrganismo. Può provocare reazioni di sensibilizzazione” come consiglio di prudenza da inserire sulle confezioni di tutti i prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.

Leggete qui il regolamento: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601123

L’IRLANDA PREMIA I MIGLIORI AGRICOLTORI BIOLOGICI (E NOI?)

L’IRLANDA PREMIA I MIGLIORI AGRICOLTORI BIOLOGICI (E NOI?)

Dublino vuole valorizzare agricoltori e imprese del suo (piccolo) settore biologico

C’è l’European Organic Award, il premio annuale istituito dalla Commissione europea per i migliori agricoltori biologici (donna e uomo), la miglior impresa di trasformazione, il miglior ristorante, la città più biologica eccetera (premiazioni a settembre a Bruxelles). Ma agli irlandesi sembrava poco, così il ministro all’Agricoltura, Martin Heydon, ha lanciato i National Organic Awards 2026, organizzati dal Dipartimento dell’Agricoltura irlandese insieme al Bord Bia, l’ente governativo dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti alimentari irlandesi.
L’iniziativa punta a valorizzare agricoltori, produttori e imprese del settore biologico del Paese e la cerimonia di premiazione si terrà a settembre al Bord Bia Global Hub di Dublino.

In tutto l’Irlanda conta su 178mila ettari biologici, il 4% della SAU nazionale e poco più di 4mila agricoltori.

Se fosse una regione italiana, sarebbe al settimo posto come entità di superficie, al nono posto per numero di operatori e di gran lunga l’ultima come incidenza della SAU biologica sul totale regionale.

Ciò nonostante organizza un premio nazionale per riconoscere il lavoro delle aziende agricole e alimentari biologiche del Paese e il governo ha annunciato un piano per raggiungere 750 milioni di euro di PLV biologica entro il 2030.

Se qualche dirigente regionale o del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ci legge e vuole trarre ispirazione dall’iniziativa irlandese, trova qui tutti i dettagli:
https://www.bordbia.ie/industry/events/national-organic-awards-2026/

I CONSUMATORI BACCHETTANO LA GDO FRANCESE SUI PREZZI DEL BIO

I CONSUMATORI BACCHETTANO LA GDO FRANCESE SUI PREZZI DEL BIO

La politica dei prezzi sull’ortofrutta biologica è “irresponsable”

La federazione francese dei consumatori pubblica un articolo in cui accusa la grande distribuzione di applicare alla frutta e verdura biologica dei prezzi speculativi.

Non si tratta di considerazioni campate per aria, ma basate sui dati ufficiali del Réseau des Nouvelles des Marchés (RNM), sotto la supervisione del Ministero dell’Agricoltur.

Que Choisir ha calcolato i margini lordi del retail su un paniere di 11 frutti e 13 ortaggi che da soli rappresentano il 70% del consumo nazionale, mettendo a confronto i prezzi dei prodotti convenzionali e biologici nel corso dell’intero 2025.

Il risultato non può non colpire: il margine sui prodotti biologici è stato in media superiore dell’81% rispetto al convenzionale, senza peraltro grandi variazioni rispetto all’analoga rilevazione del 2017 (+96%) e del 2019 (+75%): non si tratta, evidentemente, di un dato contingente, ma del tutto strutturale.

Valgano per tutti due esempi: il prezzo liquidato al produttore di pomodoro biologico è superiore del 44% rispetto al convenzionale, ma il margine di distribuzione è superiore del 113 %. In parole povere, il 73% del maggior costo del prodotto al dettaglio è attribuibile al margine di distribuzione, solo il 27% al maggior costo del prodotto agricolo.

Per la mela biologica il margine lordo della distribuzione raggiunge € 2,51/kg, il doppio rispetto alla mela convenzionale e rappresenta il 61% del prezzo pagato dal consumatore (l’agricoltore biologico recupera solo il 37% del prezzo).

Que Choisir ha calcolato che per una famiglia francese media (2,3 persone) il budget annuale per il consumo di frutta e verdura convenzionali ammonta a € 460 (di cui € 207 margine di distribuzione), ma il budget per lo stesso carrello biologico comporta una spesa di € 732, 60%, con un maggior costo di 272 €, che solo per il 38% va agli agricoltori, mentre il resto rumane alla grande distribuzione, senza nessuna giustificazione convincente.

Va anche tenuto presente che tre centrali di acquisto controllano quasi il 90% di tutti gli acquisti di prodotti di consumo, con un evidente squilibrio competitivo.

La federazione sostiene che la politica dei prezzi operata dalla grande distribuzione da un lato ha come effetto il far sembrare il prezzo degli alimenti ultra-trasformati artificialmente bassi, dall’altro sottrae agli agricoltori la giusta remunerazione.

Scrive la federazione “Considerati i benefici ambientali, nutrizionali e per la salute derivanti dal consumo di prodotti biologici, chiediamo che questi prodotti siano resi accessibili al maggior numero possibile di persone. Di conseguenza, chiediamo ai grandi rivenditori di modificare le loro politiche di prezzo per favorire i prodotti più sani”.

Qui l’articolo: https://www.quechoisir.org/action-que-choisir-ensemble-prix-des-fruits-et-legumes-bio-la-grande-distribution-persiste-dans-une-politique-de-surmarge-irresponsable-n176506/?dl=159318