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Il Governo italiano e la scarsa ambizione a combattere i cambiamenti climatici

Il Governo italiano e la scarsa ambizione a combattere i cambiamenti climatici

La Coalizione #CambiamoAgricoltura si dichiara delusa e preoccupata. Durante il Consiglio Europeo Agri-Fish, ritrovatosi per discutere della PAC, è intervenuta la Ministra italiana all’agricoltura, Teresa Bellanova, durante la quale ha espresso di poter investire risorse pubbliche della PAC per alleviare i costi crescenti delle coperture assicurative per danni dovuti a eventi atmosferici, trascurando quindi la vera causa dei cambiamenti climatici. Insomma è come mirare ad alleviare i dolori e non a curare la malattia.

La ministra, infatti, considera come obiettivo principale quello del risarcimento economico dei danni causati dalla grave crisi climatica, puntando a inserire negli eco-schemi i pagamenti a sostegno dei fondi di mutualizzazione, da attivare in caso di danni alle produzioni agricole causate da eventi metereologici, piuttosto che dirigersi verso una scelta che miri a prevenire il cambiamento climatico.

Punto di vista differente da quello della Commissione Europea, che ha invece posto gli obiettivi climatico-ambientali a fondamento della riforma PAC.

Comunicato stampa rilasciato da WWF Italia per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura

Produzione biologica: rafforzamento del settore e garanzie per i cittadini

Produzione biologica: rafforzamento del settore e garanzie per i cittadini

Lo scorso 19 novembre, Anabio-Cia, con AIAB e Assocertbio, ha tenuto il Convegno “Produzione Biologica: rafforzamento del settore e garanzie per i cittadini”.

Il Convegno si è tenuto per discutere sulle questioni di fondo del settore biologico, come i limiti generali nel funzionamento del “sistema” nel nostro Paese. Il settore, infatti, si presenta privo di un programma coordinato di azioni, si sovrappongono competenze ed è insufficiente la valorizzazione dei diversi strumenti operativi. Questo va a incidere molto sull’aspetto tecnico e operativo, tra cui l’attesa, ormai da 18 mesi, dell’approvazione del D.Lgs. n. 20/2018 e dell’istituzione della “Banca dati pubblica”.

Durante il Convegno si è discusso di:

  • Rivedere il D. Lgs. N. 20/2018 per salvaguardare i consumatori, ma anche produttori e operatori bio, come ad esempio riguardare l’uso dell’applicazione della “sanzione” da parte di ICQRF a carico di un operatore colpito da un provvedimento definitivo di sospensione o di esclusione;
  • Potenziare le banche dati pubbliche, già esistenti e integrarle nella “Banca dati pubblica del Ministero”;
  • Utilizzare strumenti satellitari e digitali, rispettandone i principi di privacy, consenso e riservatezza dell’interessato, per assicurare una completa trasparenza e minori costi per le imprese;
  • Rafforzare il sistema dei controlli su prodotti in arrivo da paesi terzi.

Fonte: https://www.cia.it/news/notizie/bio-anabio-aiab-e-assocertbio-settore-chiede-ordine-e-garanzie/

http://www.sinab.it/bionovita/%E2%80%9Cbiologico-e-tutela-dei-cittadini%E2%80%9D-le-presentazioni-del-convegno

Biologico: on. Gadda sbloccare legge sul Bio ferma al Senato

Biologico: on. Gadda sbloccare legge sul Bio ferma al Senato

“Nel nostro Paese il biologico è in crescita, rappresentando oltre il 15% della superficie agricola nazionale.- ha dichiarato Maria Chiara Gadda, capogruppo Italia Viva in Commissione Agricoltura alla Camera e prima firmataria della proposta di legge sulle produzioni con metodo biologico, intervenendo oggi al convegno “Produzione biologica: rafforzamento del settore e garanzie per i cittadini” promosso da AIAB, ANABIO- CIA, AssoCertBio.” – La legge sul bio, nonostante l’approvazione a larghissima maggioranza alla Camera, è ferma al Senato da mesi. Non va bene, anche perché tutte le associazioni ne hanno chiesto la sua rapida approvazione. Per dare maggiore organicità a un settore così rilevante in termini occupazionali e di export, caratterizzato da un elevato grado di innovazione e imprenditoria femminile, infatti è necessario dare dare corso a tre pilastri fondamentali: legge sul bio, piano strategico, decreto controlli.

Sul tema dei controlli, i cittadini chiedono standard sempre più elevati e criteri di trasparenza. Ripartiamo dal decreto legislativo 20, tenendo ben saldi due principi importanti come quello della terzietà dei controlli e la proporzionalità nelle sanzioni. Se servono aggiustamenti sono disponibile fin da subito ad aprire una riflessione, coinvolgendo gli operatori nel collegato agricolo alla manovra. È nell’interesse del Paese – ha concluso Gadda – che il nostro sistema agricolo sia competitivo. Non servono polemiche sterili o contrapposizioni strumentali tra bio e convenzionale perché ricerca, innovazione, riduzione dell’impatto della chimica nel suolo, sono elementi chiave per guidare a livello nazionale e comunitario la transizione verso un modello più sostenibile.”

AppenBio: un Appennino biologico.

AppenBio: un Appennino biologico.

A Bologna, il 25 novembre, si terrà il convegno di AppenBio.

Nel convegno saranno presentati i primi risultati del progetto che vuole restituire valore e competitività ai territori dell’Appenino, attraverso la creazione di un nuovo modello di cibo biologico che pone al centro la salute e un modello imprenditoriale sostenibile e riproducibile.

È un progetto innovativo, sostenuto dalla ricerca, che vuole sperimentare la coltivazione di cereali, selezionati per varietà, cultivar e semi liberi con l’applicazione di tecniche produttive e di allevamento innovative e sostenibili.

Suolo e Salute certifica una buona parte delle aziende biologiche dell’Appennino bolognese, per lo più aziende zootecniche da carne e di latte. “E’ sicuramente un progetto ambizioso – commenta Alessandro D’Elia, direttore generale dell’organismo di controllo e certificazione – che conferirà ricadute positive sull’economia agricola del territorio e non solo. Questa è la strategia vincente per la rivalutazione delle aree marginali, per garantire maggiore redditività alle imprese agricole e quindi mantenere l’antropizzazione ed evitare il gravoso problema dello spopolamento”.

Fonte: https://www.agricultura.it/2019/11/06/appenbio-per-un-appennino-completamente-biologico-convegno-di-alce-nero-a-bologna-il-25-novembre/

Horizon 2020 mette a disposizione nuovi fondi per l’agricoltura biologica

Horizon 2020 mette a disposizione nuovi fondi per l’agricoltura biologica

Il programma europeo Horizon 2020 ha messo a disposizione 2 milioni di euro per l’agricoltura attraverso il bando “Rafforzare il sistema agro-ecologico europeo di ricerca e l’ecosistema dell’innovazione”.

Temi del bando: ricerca, sostenibilità e digitalizzazione applicabili al mondo agricolo

Obiettivi bando:

  • Individuazione degli strumenti efficaci, anche nell’ambito della ricerca innovativa;
  • Sostegno delle iniziative e progetti che vogliono promuovere sinergie in questo settore a livello europeo;
  • Aumento dei collegamenti tra le comunità agro-ecologica;
  • Preparazione di finanziatori, aumentandone la capacità di mobilitare fonti di finanziamento complementari;
  • Migliorare gli interventi politici secondo le situazioni specifiche.

Al bando possono partecipare consorzi composti da imprese agricole, università e centri di ricerca italiani, insieme ai loro rispettivi negli altri 27 Stati membri dell’UE o nei Paesi che hanno aderito al programma Horizon 2020.

Per i dettagli consultare il sito https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/opportunities/topic-details/fnr-01-2020

Fonte: http://www.sinab.it/bionovita/horizon-2020-disponibili-nuovi-fondi-l%E2%80%99agricoltura-sostenibile

Cotone biologico vs cotone OGM

Cotone biologico vs cotone OGM

La multinazionale Monsanto, nel 2002 lanciò sul mercato indiano il Bt Cotton, un cotone OGM resistente ai parassiti. Nonostante che all’inizio risultasse un buon prodotto, i semi erano costosi e la loro efficacia tendeva a svanire dopo un solo anno, rendendo il cotone più vulnerabile all’attacco delle specie infestanti. Fu un duro colpo per gli agricoltori.

Oggi, grazie ad un accordo tra gli agricoltori, spalleggiati dal governo, il cotone biologico indiano ha lanciato una sfida a quello OGM della multinazionale.

Dal 2013, le autorità in collaborazione con gli agricoltori hanno spinto per la diffusione e l’utilizzo di varietà autoctone. Quest’azione ha richiamato molti agricoltori, creando una forte perdita per la multinazionale stimata intorno ai 75 milioni di dollari.

Fonte: https://www.innaturale.com/il-cotone-biologico-lancia-la-sfida-a-quello-ogm/