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CARBON CREDIT E IL MONDO DEL VINO: PRESENTATO AL VINITALY IL PROGETTO F.AGR.I.

CARBON CREDIT E IL MONDO DEL VINO: PRESENTATO AL VINITALY IL PROGETTO F.AGR.I.

Il progetto F.Agr.I. mira a promuovere e incentivare pratiche sostenibili e innovative per contrastare il cambiamento climatico e creare redditività per il settore agricolo

In occasione del Vinitaly 2026 è stato presentato il progetto F.Agr.I sul tema dei carbon credit: un approccio concreto alla sostenibilità ambientale e, al tempo stesso, un’opportunità economica per le aziende agricole.

All’incontro hanno partecipato Barbara Ferro, Amministratore Delegato di VeronaFiere; Gianfranco Grieci, Presidente Nazionale F.Agr.I.; M. Batista De Olivera, Amministratore Delegato di Alphag8, società svizzera che ha sviluppato la piattaforma digitale Fagri. Digital per la gestione in blockchain del mercato dei crediti di carbonio; Andrea Colantoni, professore dell’Università della Tuscia; Alessandro D’Elia, Direttore Generale e A.D. di Suolo e Salute, organismo di controllo designato da Fagri.Digital per la certificazione dello standard; e Stefano Vaccari, Direttore Generale ICQRF. L’incontro si è concluso con l’intervento di Marco Loi, Direttore dell’internazionalizzazione di F.Agr.I. La moderazione è stata affidata a Iacopo Becherini, Presidente Liberi Agricoltori.

Durante l’evento è stata presentata la piattaforma Fagri.Digital e la relativa metodologia, pensate per consentire alle aziende agricole, in particolare vitivinicole, di ridurre o assorbire CO₂ attraverso pratiche sostenibili. Tali risultati possono essere certificati secondo standard conformi alle nuove direttive europee e trasformati in crediti di carbonio vendibili sul mercato volontario.

Nel 2024 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento UE 2024/3012, che istituisce un quadro di certificazione per gli assorbimenti permanenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nel suolo. Il regolamento rappresenta il primo passo verso l’introduzione definitiva nella legislazione europea di un sistema strutturato per la certificazione degli assorbimenti di carbonio e la riduzione delle emissioni dal suolo.

La normativa europea mira a promuovere e incentivare pratiche sostenibili e innovative in grado di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, creare nuove opportunità per il settore agricolo e supportare l’Unione Europea nel raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050.

La Commissione Europea sta attualmente definendo gli atti delegati che disciplineranno le pratiche ammesse alla certificazione, le metodologie di calcolo dei risultati e i processi di verifica. È inoltre prevista l’istituzione di un registro elettronico a livello comunitario, volto a garantire trasparenza e tracciabilità delle cosiddette “unità certificate”, che rappresenteranno il beneficio netto in termini di carbonio derivante dalle attività di assorbimento e riduzione delle emissioni.

“Un elemento determinante per il funzionamento del sistema – commenta Alessandro D’Elia, Direttore Generale e A.D. di Suolo e Salute – è il ruolo degli organismi di certificazione, incaricati di verificare il rispetto dei criteri previsti dal Regolamento UE 2024/3012; in linea con il quadro normativo europeo, Suolo e Salute è stata designata per verificare la conformità allo standard Fagri.Digital. Per tale attività, grazie a una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, con 19 sedi operative, 160 dipendenti e oltre 300 tecnici ispettori, siamo in grado di assicurare controlli capillari e un servizio affidabile. L’affidabilità dei controlli è l’elemento essenziale per rafforzare la fiducia e la credibilità dell’intero sistema.”

 

Fonte: https://www.vinitaly.com/calendario/vinitaly/vinitaly-2026/carbon-credit-e-mondo-del-vino/?utm_source=chatgpt.com

Per informazioni: https://www.fagri.digital/

IL SOLE 24 ORE SUL BIO

IL SOLE 24 ORE SUL BIO

Le vendite di prodotti biologici crescono più della media di tutto il food; nel 2025 il settore è al 3,8% del totale della spesa italiana, spinto dalle marche dei rivenditori e dalla minore differenza di prezzo rispetto al paniere generico

Il 17 aprile Il sole 24 ore ha dedicato al biologico un articolo di Manuela Soressi.

Dopo il periodo di rallentamento in post COVID, le vendite in Italia son tornate a crescere più della media del settore alimentare, con un valore che sfiora i 4 miliardi in GDO (che cattura il 64% delle vendite, poco più di metà a marchio proprio); la crescita non è solo a valore, ma anche a volume (+4.3%), segno di prezzi relativamente stabili.

L’ortofrutta resta la categoria principale, con oltre il 40% della spesa biologica, ma forti crescite si registrano anche per gli oli vegetali e le uova, mentre calano carne, salumi e vino.

Francesco Torriani, presidente del settore biologico di Confcooperative sollecita un cambio di passo sulle politiche di sostegno, che dovrebbero concentrarsi su interventi per favorire aggregazione e concentrazione dell’offerta: in caso contrario il rischio è che il sistema di incentivi diventi una rendita fondiaria.

Leggi l’articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/le-vendite-prodotti-biologici-crescono-piu-media-tutto-food-AIOCqYPC

LA FRUTTA E VERDURA ITALIANA PIÙ CONTAMINATE DA PESTICIDI

LA FRUTTA E VERDURA ITALIANA PIÙ CONTAMINATE DA PESTICIDI

Il mensile dei consumatori Il salvagente stila la classifica dei vegetali più contaminati nel nostro paese, sulla base di migliaia di analisi svolte negli ultimi 11 anni. Con qualche sorpresa

Il poco invidiabile record spetta all’uva da tavola (dalle analisi sono emerse fino a 19 molecole:10 fungicidi e 9 insetticidi) e ai pomodorini (16 residui, 12 insetticidi e 4 fungicidi), ma non va per niente bene nemmeno a pere, fragole, banane e mele per la frutta e a zucchine, insalata di IV gamma, zuppe pronte e legumi in scatola per la verdura.

Industria chimica e organizzazioni agricole sostengono che, nella maggior parte dei casi, i residui sono entro i limiti di legge e che, quindi, la presenza non deve destare preoccupazioni.

Non è proprio così: non si sa nulla del possibile effetto cocktail collegato alla presenza di più residui (ciascuno entro i limiti di legge) in uno stesso alimento. La legislazione europea, e di conseguenza, le valutazioni dell’EFSA, si concentrano sugli eventuali effetti dannosi della singola sostanza, ma non prendono in considerazione le possibili interazioni di piccole quantità di più sostanze diverse, magari molto simili.

Non ci si deve nascondere dietro a un dito: se su un campione si trovano residui di nove fungicidi, è evidente che più che di un’oculata scelta agronomica si tratta di una manovra calcolata proprio per rimanere entro i LMR per ciascuna sostanza, ma sfruttando l’effetto complessivo delle sostanze utilizzate: anziché considerare i residui di ogni singola sostanza (formalmente regolari) si dovrebbero sommare, e il risultato cambierebbe di molto.

La questione del multiresiduo è scomoda per l’industria chimica e per i produttori agricoli, ma ormai non può più essere trascurata ed è improcrastinabile affrontarla.

Per i farmaci le interazioni delle sostanze vengono verificate, raccomandando la non assunzione contemporanea di determinati principi attivi, quando addirittura non di normali alimenti (indicando, per esempio, di astenersi dall’assunzione di alcolici o dell’insospettabile e altrimenti innocuo succo di pompelmo), è ben tempo che ciò avvenga anche per i fitofarmaci.

 

Leggi qui: https://ilsalvagente.it/2026/04/14/the-chemical-cocktail-la-frutta-e-verdura-italiana-piu-contaminata-da-pesticidi/

SOIL ASSOCIATION, RAPPORTO SUL MERCATO BIOLOGICO BRITANNICO

SOIL ASSOCIATION, RAPPORTO SUL MERCATO BIOLOGICO BRITANNICO

Tutto quel che c’è da sapere (volumi, valore, quote dei diversi canali e delle diverse catene, commenti e previsioni per il 2026) in 32 pagine

Soil Assocation, la storica associazione biologica britannica pubblica la quattordicesima edizione del suo report di mercato.

Punti principali:

Le vendite nella grande distribuzione sono aumentate del 7%, le pressioni del costo della vita hanno spinto i consumatori a cercare prezzi più bassi nei discount e tramite le promozioni ai possessori di carte fedeltà.

L’incremento a volume che si registra è quattro volte quello del mercato nel suo complesso

Le quote di mercato delle catene è cambiata, dimostrando come un approccio mirato all’assortimento e alle promozioni possa attirare nuovi clienti.

La domanda dei consumatori rimane forte, con una maggiore consapevolezza sui pesticidi, sugli alimenti ultra-processati e sulla densità dei nutrienti che spingono gli acquisti di alimenti integrali biologici.

La produzione nazionale non può tenere il passo con la domanda e rimane bloccata sul 3% dei terreni agricoli del Regno Unito, con un mercato quindi fortemente dipendente dalle importazioni.

All’inizio dell’anno è stato lanciato un piano d’azione biologico scozzese, adesso tocca all’Inghilterra che è in ritardo rispetto al resto del Regno Unito nel sostegno pubblico al biologico.

 

Il rapporto, in formato digitale di 32 pagine analizza in dettaglio l’andamento del settore biologico nei supermercati, nei negozi indipendenti, negli schemi di consegna a domicilio e nella ristorazione.

Comprende

  • un rapporto speciale di 12 pagine sul mercato scozzese,
  • contributi e dati dettagliati provenienti da aziende biologiche lungo tutta la filiera,
  • approfondimenti sui dettaglianti forniti da NielsenIQ,
  • dati sulle vendite totali forniti da Soil Association Certification
  • quote di mercato delle diverse catene e approfondimenti sull’evoluzione delle categorie
  • confronto tra mercato biologico del Regno Unito e di altri Paesi nel mondo
  • analisi e approfondimenti sull’agricoltura biologica in UK
  • cenni sul mercato biologico della cosmesi e del tessile
  • previsioni di mercato e le opportunità per l’anno a venire.

 

Si può scaricare gratuitamente qui: https://www.soilassociation.org/certification/organic-market-report/

VENDITA DIRETTA, UN’IDEA PER IL MASAF…

VENDITA DIRETTA, UN’IDEA PER IL MASAF…

Stati Uniti: una directory con più di 25mila opportunità di acquistare direttamente in campagna, un utile servizio per i consumatori (e per gli agricoltori)

L’Agricultural Marketing Service dello USDA (cioè del dipartimento statunitense per l’agricoltura, l’equivalente del nostro Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) ha presentato un’app utilizzabile da pc e da smartphone che consente di esplorare tutte le opzioni alimentari intorno a sè: farmers market (a oggi più di 7mila), agriturismi (più di 13mila), vendite dirette in azienda (quasi 5mila), CSA- Comunità a supporto dell’agricoltura (quasi 2mila) e food-hub, strutture che concentrano e distribuiscono prodotti locali tracciati e identificati (circa 500).

È sufficiente digitare nella barra di ricerca la località, indicare il raggio di ricerca (10 miglia, 30 miglia…) il nome dell’attività o il tipo di prodotto, eventualmente scegliendo tra numerose opzioni (giorni e orari di apertura, metodi di pagamento accettati, modalità d’ordine…). E’ possibile indicare anche il metodo di produzione, scegliendo tra “biologico con certificazione USDA”, “biologico non certificato” (negli USA è possibile per le piccole aziende), certificato “Naturally Grown”, Global-GAP, senza antibiotici. La query restituisce mappa, telefono ed E-mail, link al sito o al profilo facebook e altri dettagli.

Un ottimo servizio per sviluppare filiere corte tra consumatori e agricoltori saltando le intermediazioni, un suggerimento anche per il ministero e gli assessorati regionali!

Ecco il portale: https://www.usdalocalfoodportal.com/

IL VINO BIOLOGICO PROTAGONISTA AL VINITALY 2026

IL VINO BIOLOGICO PROTAGONISTA AL VINITALY 2026

Il vino biologico conquista il centro della scena al Vinitaly 2026 e si afferma come uno dei pilastri su cui punta il comparto vitivinicolo italiano. In un contesto segnato da un rallentamento dei consumi globali, il segmento bio mostra una crescita costante, confermandosi tra i più dinamici e resilienti del settore

La tendenza è chiara: il vino biologico, da nicchia di consumo, è ormai diventato una scelta strategica per molte aziende, capace di intercettare una domanda internazionale orientata alla qualità e alla sostenibilità.

A trainare questa evoluzione sono diverse regioni italiane. In particolare, le Marche si distinguono per la crescita, con una quota significativa di vigneti certificati e una filiera che punta su innovazione, qualità e identità territoriale. La Sicilia, invece, si conferma leader nazionale per superficie vitata biologica, consolidando il proprio ruolo sui mercati nazionali ed esteri.

Tra gli stand della fiera veronese emerge un filo conduttore condiviso: le aziende investono in tecnologie avanzate, certificazioni e nuovi modelli produttivi per rispondere a consumatori sempre più attenti e consapevoli.

Cresce anche il valore percepito del vino biologico nella ristorazione e nei canali premium, dove l’offerta si amplia e si qualifica. Il risultato è un posizionamento più elevato, che consente al comparto di reggere meglio le fluttuazioni del mercato rispetto ai vini convenzionali.

Molte delle cantine presenti alla kermesse veronese sono certificate da Suolo e Salute.

«Il messaggio che arriva da Vinitaly – commenta Alessandro D’Elia, direttore generale di Suolo e Salute – è netto: il biologico non rappresenta più un’alternativa, ma una direzione precisa. Un percorso che unisce qualità, innovazione e una scelta virtuosa che coniuga produttività e mercato con il rispetto dell’agroecosistema e delle risorse. Un paradigma che piace ai consumatori e che è destinato a consolidarsi nei prossimi anni».

Il Vinitaly Bio vede protagonista il meglio del vino biologico certificato, dall’Italia e dal mondo. È un punto di riferimento per chi produce e per chi vuole scoprire etichette che uniscono qualità, sostenibilità e territorio.

Accanto agli stand torna l’Enoteca Bio, uno spazio dinamico dove buyer e professionisti possono degustare una selezione di vini biologici internazionali.

Per chi desidera approfondire, le sale degustazione diventano il luogo ideale per incontrare i produttori, ascoltare le loro storie e assaggiare vini che raccontano un futuro più green per il vino.

 

https://www.vinitaly.com/verona/aree-tematiche/vinitaly-bio/