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FRANCE 24: “GLI SCIENZIATI TEMONO UN PASSO INDIETRO SUI PESTICIDI”

FRANCE 24: “GLI SCIENZIATI TEMONO UN PASSO INDIETRO SUI PESTICIDI”

France 24, emittente del gruppo radiotelevisivo pubblico Audiovisuel Extérieur de la France, in un servizio del 10 ottobre ha denunciato i rischi di un possibile allentamento delle norme europee sui pesticidi

 

Scienziati, medici e persone colpite dagli effetti nocivi dei pesticidi temono che alcune sostanze pericolose possano restare sul mercato più a lungo grazie al pacchetto legislativo europeo Omnibus X, che per la Commissione europea serve a semplificare le procedure e ridurre gli ostacoli burocratici.

Secondo i critici, la dichiarata semplificazione si traduce in un indebolimento delle garanzie per la salute pubblica e per l’ambiente.

Il servizio cita la storia dell’ex apicoltore e frutticoltore José Nadan che per anni aveva utilizzato pesticidi che secondo i rappresentanti erano così sicuri che si sarebbero potuti bere, per poi vedersi diagnosticato un cancro alla prostata (malattia che gli è stata ufficialmente riconosciuta dalla Mutualité sociale agricole come professionale e causata dai pesticidi).

Cita anche quella di Edmond Leduc, ex medico in pensione che ha vissuto accanto a campi trattati con pesticidi per 44 anni, occupandosi da hobbista di giardinaggio. Dopo una diagnosi di linfoma, anche a lui è stato recentemente diagnosticato un cancro alla prostata.

Anche altri ex agricoltori e residenti vicino ai campi trattati raccontano alla testata di aver sviluppato gravi patologie: oltre ad alcuni tumori, tra i problemi sanitari associati all’esposizione figurano malattie respiratorie e disturbi neurodegenerativi.

Tant’è che le richieste di riconoscimento delle malattie professionali legate ai pesticidi sono passate da 318 nel 2024 a 975 nel 2025, più che triplicate.

In questo quadro è tutt’altro che peregrino interrogarsi sulla ragionevolezza di una delle modifiche più contestate dell’Omnibus X, ossia l’eliminazione delle rivalutazioni periodiche dei pesticidi, rivalutazioni che invece permettono di riesaminare le autorizzazioni alla luce delle nuove prove scientifiche nel frattempo emerse.

Il messaggio centrale del servizio è che semplificare le norme non dovrebbe comportare una riduzione della protezione sanitaria: quando dalla ricerca scientifica emergono nuovi rischi le autorizzazioni devono poter essere riviste urgentemente.

 

Intanto la scorsa settimana vittime del cancro e agricoltori hanno marciato affiancati, assieme con medici e attivisti, per protestare contro questo potenziale “via libera” a tempo indeterminato. Organizzata da una manciata di organizzazioni non profit, la marcia pacifica ha visto 8.000 partecipanti riunirsi fuori da una fabbrica di Syngenta nel nord della Francia.

 

Puoi approfondire qui (in francese)

https://www.france24.com/en/europe/20261010-so-safe-you-could-drink-it-scientists-and-pesticide-victims-fear-an-eu-rollback

https://www.lemonde.fr/planete/article/2026/10/03/les-victimes-ne-veulent-plus-mourir-en-silence-des-malades-du-cancer-et-des-agriculteurs-mobilisent-l-opinion-pour-la-sortie-des-pesticides_6787824_3244.html

https://www.france24.com/en/tv-shows/france-in-focus/20260507-toxic-beginnings-babies-exposed-to-pesticides-in-the-womb

Qui (in inglese) il rapporto “Food & Feed Omnibus, co-written by the pesticide lobby” curato da Corporate Europe Observatory: https://corporateeurope.org/sites/default/files/2026-10/Food%20Feed%20Omnibus%20co-written%20by%20the%20pesticide%20lobby_0.pdf

Qui l’articolo del Financial Times “Chemical groups succeed in watering down EU pesticide rules”: https://www.ft.com/content/3c86343d-e280-4263-940e-e09b1d75d32a?syn-25a6b1a6=1

PARKINSON’S EUROPE CONTRO LA “CATTIVA SEMPLIFICAZIONE”

PARKINSON’S EUROPE CONTRO LA “CATTIVA SEMPLIFICAZIONE”

Ci sono legami credibili tra tassi più elevati di Parkinson, la malattia neurologica in più rapida crescita al mondo ed esposizione a determinati pesticidi: la loro autorizzazione a tempo indeterminato senza revisioni periodiche è un rischio che non possiamo permetterci

 

Parkinson’s Europe, l’organizzazione ombrello europea del Parkinson conta associazioni socie da più di 20 paesi ed è attiva da oltre 30 anni.

Aiuta le persone con Parkinson e le loro famiglie a ottenere il supporto di cui hanno bisogno, sostenendo i loro diritti, condividendo informazioni e risorse e sensibilizzando sul Parkinson e la ricerca di una cura.

L’associazione ritiene che la proposta di rivedere il meccanismo di autorizzazione dei pesticidi che l’Unione europea sta discutendo eroderà seriamente la già tenue supervisione normativa e cancellerà  la già scarsa protezione che le persone in Europa hanno avuto contro gli effetti nocivi dei pesticidi.

Sull’argomento ha appena rilasciato un position paper in cui  “esorta il Parlamento europeo e il Consiglio a mantenere l’obbligo di una periodica rivalutazione scientifica delle sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari”.

Il documento continua: “L’esposizione ai pesticidi è associata a un maggiore rischio di sviluppare il morbo di Parkinson, una patologia neurodegenerativa progressiva, incurabile e di lunga durata. Ogni anno, un numero crescente di persone riceve una diagnosi di Parkinson; ciò comporta per il sistema sanitario europeo un costo stimato di 22,8 miliardi di euro l’anno, una cifra destinata a salire ulteriormente se non verranno adottate misure di prevenzione.

Diversi Stati membri dell’UE hanno già riconosciuto il Parkinson indotto da pesticidi come malattia professionale per gli agricoltori.

Le periodiche rivalutazioni obbligatorie della sicurezza dei pesticidi sono fondamentali per integrare i nuovi dati scientifici che emergono nel tempo, tanto più che gli effetti neurologici di alcune sostanze possono manifestarsi molto tempo dopo la loro approvazione e il loro utilizzo.

In virtù del principio di precauzione, i trattati dell’UE e la giurisprudenza richiedono l’adozione di procedure di sicurezza rigorose affinché l’approvazione dei pesticidi sia valida. La proposta di sostituire le revisioni periodiche prestabilite con periodi di approvazione illimitati e revisioni discrezionali effettuate caso per caso significherebbe considerare i pesticidi approvati come sicuri a tempo indeterminato, salvo prova contraria; un approccio che viola il principio di precauzione e annulla qualsiasi incentivo per le aziende chimiche, a sottoporre i propri prodotti a nuove valutazioni alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche.

Un sistema del genere non è in grado di tutelare la salute umana con la stessa efficacia dell’attuale quadro normativo basato su revisioni periodiche. L’UE deve mantenere la propria leadership in termini di elevati standard ambientali e sanitari; pertanto, Parkinson’s Europe esorta i responsabili politici a respingere la proposta”.

Le proposte di Parkinson’s Europe sono, invece:

Mantenere la durata massima dell’approvazione in 10 anni, respingendo approvazione illimitata o a scadenza più lunga: è necessario per recepire i nuovi dati scientifici sulla neurotossicità a lungo termine.

  • prevedere riesami periodici obbligatori che non devono dipendere dalla discrezionalità politica o amministrativa della Commissione europea o degli Stati membri.
  • Definire criteri oggettivi per l’avvio di revisioni immediate della sicurezza, con obbligo di revisioni automatiche ogniqualvolta emergano prove indipendenti relative a malattie croniche, effetti neurodegenerativi, esposizione professionale o persistenza nell’ambiente.
  • Stabilire la salute umana e quella dei lavoratori come priorità giuridica assoluta: la salute umana – con particolare riferimento agli esiti cronici e a quelli che si manifestano dopo un lungo periodo di latenza – deve rimanere il fattore determinante e prevalente in ogni processo di approvazione, rinnovo o concessione di deroghe per i pesticidi.

Potete leggere qui il position paper: https://parkinsonseurope.org/app/uploads/2026/10/Pesticides-Parkinsons.pdf

SPAGNA, RICONOSCERE IL PARKINSON COME MALATTIA PROFESSIONALE DEGLI AGRICOLTORI

SPAGNA, RICONOSCERE IL PARKINSON COME MALATTIA PROFESSIONALE DEGLI AGRICOLTORI

WWF, Ecologistas en Acción e la Sociedad Española de Agricultura Ecológica y Agroecología SEAE chiedono al Governo di riconoscere il legame tra pesticidi e morbo di Parkinson

 

Nel Congresso della Sociedad Española de Agricultura Ecológica y Agroecología di Pamplona è stato presentato il documentario “Parkinson tóxico” del fotoreporter Santi Donaire. L’audiovisivo raccoglie testimonianze di esperti e lavoratori agricoli esposti a pesticidi che hanno sviluppato la malattia.

A livello globale, la prevalenza del Parkinson è raddoppiata negli ultimi 25 anni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il suo sviluppo è influenzato non solo da fattori genetici, ma anche da quello ambientali; tra questi, l’esposizione ai pesticidi aumenta il rischio di contrarre la malattia, come documentato nel suo rapporto 2023.

Le prove scientifiche che collegano i pesticidi con il Parkinson sono già riconosciute in Francia (qui è formalmente riconosciuta come malattia professionale per gli agricoltori esposti a pesticidi dal 2012), in Canada (dal 2021); in altri Paesi, tra cui Germania e Italia, anche in assenza di riconoscimento automatico, esiste nutrita giurisprudenza che riconosce la correlazione con l’uso prolungato di pesticidi.

L’obiettivo principale delle tre organizzazioni spagnole è fare emergere il problema non solo tra gli addetti ai lavori e procedere verso il riconoscimento ufficiale della malattia come professionale. Chiedono al Ministero della Salute di promuovere studi epidemiologici per analizzare l’incidenza della malattia in relazione all’attività agricola e invitano quello dell’Agricoltura a rivedere il quadro d’azione prioritario sull’uso dei pesticidi, introducendo obiettivi vincolanti e ambiziosi per ridurre il loro uso e impatto.

In Spagna (che è uno dei Paesi che utilizza più pesticidi nell’Unione Europea) sono colpite dalla malattia oltre 150.000 persone, con circa 10.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno.

Le organizzazioni sottolineano che se ci sono casi di Parkinson che non possono essere evitati, quelli legati all’esposizione ai pesticidi possono invece essere prevenuti, e che è compito dell’amministrazione pubblica l’adozione di misure per ridurre questi rischi e, a malattia già sviluppata, per garantire il riconoscimento come malattia professionale, con l’accesso alle forme di sostegno previste in questi casi.

Le organizzazioni incoraggiano a unirsi alla petizione al governo (si può sottoscrivere on line).

Vedi qui il documentario: https://www.youtube.com/watch?v=lm-uRDoO4s8

Qui la petizione: https://agroecologia.net/firma-parkinson-enfermedad-profesional-plaguicidas/

SUI PESTICIDI È SEMPLIFICAZIONE O AGEVOLAZIONE?

SUI PESTICIDI È SEMPLIFICAZIONE O AGEVOLAZIONE?

Anche dalla comunità scientifica dubbi sulla capacità della proposta della Commissione di semplificare senza compromettere la sicurezza sanitaria e quella dell’ambiente

 

Tra i pacchetti per la semplificazione che dovrebbero alleggerire gli operatori europei da vincoli sproporzionati che la Commissione UE sta portando avanti c’è “Omnibus X”, che punta a semplificare diverse norme sulla sicurezza alimentare e sui pesticidi.

Niente di male, anzi, quando si tratta di ridurre duplicazioni e adempimenti ridondanti, ma quando ci si concentra sulla riduzione di alcuni controlli su pesticidi e biocidi la questione cambia.

Maurizio Ferri, medico veterinario al Dipartimento di prevenzione della salute della Asl di Pescara, riepiloga la questione in un articolo su Repubblica.

A maggio 2026 il Consiglio UE ha approvato una proroga fino al 2030 della protezione dei dati sui principi attivi dei biocidi, un provvedimento sul quale è critico, dato che l’approvazione è stata richiesta e concessa prima della conclusione della valutazione complessiva delle regole. Altrettanto critico è sul ricorso ai pacchetti “Omnibus”, che riuniscono in un unico provvedimento modifiche in ambiti molto diversi, il che si traduce in una riduzione del controllo democratico che il parlamento può esercitare e della possibilità di intervenire sulle singole norme.

Su pesticidi e biocidi sono stati tenuti nella dovuta considerazione gli effetti ambientali, tra cui il declino degli insetti e delle popolazioni di impollinatori? Che attenzione si è prestata ai numerosi studi sui possibili rischi sanitari dell’esposizione professionale ai pesticidi, inclusi tumori e malattie neurologiche? Le autorizzazioni più lunghe o addirittura senza scadenza per alcuni pesticidi e biocidi sono davvero “semplificazione” o piuttosto un poco rassicurante  “liberi tutti”?

Ferri cita anche lo studio che abbiamo già presentato recentemente su questa newsletter che stima in oltre 400 milioni i casi annui di avvelenamento acuto da pesticidi tra i lavoratori agricoli, con circa 11.000 morti.

Il consumo globale è raddoppiato dal 1990, raggiungendo 3,8 milioni di tonnellate nel 2023. Una meta-analisi indica un +13% di rischio di tumore cerebrale tra gli agricoltori e altri studi un +24% di tumore alla prostata tra gli applicatori professionali. In Italia, ricerche di oltre quarant’anni collegano l’agricoltura a tumori di pelle, colon-retto e mammella. In Francia, Germania e Italia il Parkinson è riconosciuto come malattia professionale agricola, poiché alcuni pesticidi danneggiano i neuroni dopaminergici.

Un quadro che sembra adattarsi davvero poco alla “semplificazione” spinta che la Commissione intende introdurre.

La questione resta aperta: il Parlamento europeo dovrà esaminare oltre un migliaio di emendamenti ai primi di ottobre e la valutazione complessiva dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2027.

E non è detto si concluda approvando in blocco le “semplificazioni” proposte dalla Commissione: questa settimana il Parlamento europeo ha bocciato la richiesta della Commissione di aumentare il limite di legge per i residui su colza del neonicotinoide flupiradifurone, sospetto di effetti tossici sullo sviluppo neurologico dei bambini. La strada potrebbe essere più in salita di quanto la Commissione vorrebbe…

Leggi qui l’articolo su Repubblica: https://www.repubblica.it/salute/2026/09/16/news/pesticidi_e_biocidi_l_europa_vuole_semplificare_le_regole_mettendo_a_rischio_la_nostra_salute-425588376/

STRAGE SILENZIOSA NEI CAMPI: OGNI ANNO I PESTICIDI AVVELENANO QUASI LA META’ DEGLI AGRICOLTORI DEL MONDO

STRAGE SILENZIOSA NEI CAMPI: OGNI ANNO I PESTICIDI AVVELENANO QUASI LA META’ DEGLI AGRICOLTORI DEL MONDO

400 milioni di avvelenamenti acuti, 11mila morti all’anno


Un nuovo studio pubblicato su Frontiers on Public Health mostra che ogni anno oltre 400 milioni di agricoltori e braccianti agricoli del mondo sono colpiti da avvelenamento acuto da pesticidi.

Questo numero non tiene conto degli 84 milioni di bambini che lavorano nell’agricoltura globale e che sono ancora più vulnerabili alle sostanze chimiche tossiche rispetto agli adulti, così come non considera le famiglie nelle aree rurali soggette all’esposizione ambientale e alla deriva dei trattamenti.
Il numero di morti totale in tutto il mondo da avvelenamenti non intenzionali da pesticidi è stimato in circa 11.000 all’anno; più di metà di questi si è verificato in un solo paese, l’India, il che evidenzia gravi problemi legati ai controlli, alla formazione degli operatori e all’uso di pesticidi su colture non solo destinate al mercato domestico, ma in gran parte destinato all’export globale.

Lo studio ha rilevato che il maggior numero di casi di avvelenamento non fatali si è registrato nell’Asia meridionale, seguito dal sud-est asiatico e dall’Africa orientale; la più alta incidenza nazionale singola è stata in Burkina Faso (le cui principali produzioni sono sorgo, miglio, mais, arachidi, riso, cotone e karitè), dove quasi l’84% degli agricoltori e dei lavoratori agricoli ha sperimentato avvelenamenti acuti non intenzionali da pesticidi (UAPP) ogni anno.

Con tutta probabilità i dati sono anche sottostimati, per la difficoltà nella raccolta e per la debolezza dei sistemi sanitari, in particolare nei Paesi in via di sviluppo

Lo studio conferma la necessità di un bando ai pesticidi agricoli più pericolosi, fornendo agli agricoltori sostegno, formazione e accesso ad alternative più sicure per proteggere la loro salute e quella delle loro famiglie.

Leggi di più: Boedeker W, Watts M, Clausing P and Marquez E (2026) Worldwide unintentional acute pesticide poisonings: reassessing the occupational and non-occupational burden. Front. Public Health 14:1825899. doi: 10.3389/fpubh.2026.1825899

https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2026.1825899/full

IN OREGON LE API MUOIONO DI VECCHIAIA

IN OREGON LE API MUOIONO DI VECCHIAIA

Dopo una strage di api causata dai pesticidi, l’Università dell’Oregon ha avviato un programma di formazione sull’uso corretto dei pesticidi e iniziative per rendere i famosi vini dello Stato in più bee friendly del mondo

 

La minaccia dei pesticidi sulle api (in particolare quella portata dai neonicotinoidi) non è certamente una novità, con approccio differenziato tra autorità USA ed europee (e in genere quello delle prime è molto più morbido, ma con variabilità tra Stato e Stato).

Nel 2013 l’Oregon ha registrato una strage di api causata dai pesticidi che ha avuto una grande eco tra il pubblico, minacciava un impatto negativo sull’immagine della viticoltura dello Stato e ha sollecitato riflessioni sulla necessità di proteggere l’ambiente.

L’università statale ha avviato la creazione di materiale didattico destinato a aziende e professionisti del settore agricolo e nel 2018 si è data vita all’Oregon Bee Project per diffondere la conoscenza su come far convivere produzione primaria e api.

Sono stati coinvolti circa 12.000 agricoltori che hanno ricevuto formazione specifica sui rischi dei pesticidi per le api, coinvolgendo anche le scuole nelle attività di sensibilizzazione; è stato realizzato l’Oregon Bee Atlas, che raccoglie dati sulle 567 specie di api presenti nello Stato.

L’Atlante traduce i dati dei censimenti delle api in indicazioni pratiche per agricoltori e giardinieri, suggerendo le migliori essenze da piantare in ogni contea dell’Oregon e fornisce informazioni che possono orientare le migliori decisioni per la gestione degli habitat a livello territoriale.

Il risultato? Con la sensibilizzazione e l’informazione degli umani, da cinque anni in Oregon le api muoiono solo di vecchiaia…

Un ottimo esempio pratico che potrebbe ispirare anche i nostri comprensori produttivi…

 

Vedi cosa scrive l’EFSA su neonicotinoidi e api: https://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/news/180228-QA-Neonics-it.pdf

Vedi il progetto dell’Oregon: https://www.oregonbeeproject.org/