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PARKINSON’S EUROPE CONTRO LA “CATTIVA SEMPLIFICAZIONE”

PARKINSON’S EUROPE CONTRO LA “CATTIVA SEMPLIFICAZIONE”

Ci sono legami credibili tra tassi più elevati di Parkinson, la malattia neurologica in più rapida crescita al mondo ed esposizione a determinati pesticidi: la loro autorizzazione a tempo indeterminato senza revisioni periodiche è un rischio che non possiamo permetterci

 

Parkinson’s Europe, l’organizzazione ombrello europea del Parkinson conta associazioni socie da più di 20 paesi ed è attiva da oltre 30 anni.

Aiuta le persone con Parkinson e le loro famiglie a ottenere il supporto di cui hanno bisogno, sostenendo i loro diritti, condividendo informazioni e risorse e sensibilizzando sul Parkinson e la ricerca di una cura.

L’associazione ritiene che la proposta di rivedere il meccanismo di autorizzazione dei pesticidi che l’Unione europea sta discutendo eroderà seriamente la già tenue supervisione normativa e cancellerà  la già scarsa protezione che le persone in Europa hanno avuto contro gli effetti nocivi dei pesticidi.

Sull’argomento ha appena rilasciato un position paper in cui  “esorta il Parlamento europeo e il Consiglio a mantenere l’obbligo di una periodica rivalutazione scientifica delle sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari”.

Il documento continua: “L’esposizione ai pesticidi è associata a un maggiore rischio di sviluppare il morbo di Parkinson, una patologia neurodegenerativa progressiva, incurabile e di lunga durata. Ogni anno, un numero crescente di persone riceve una diagnosi di Parkinson; ciò comporta per il sistema sanitario europeo un costo stimato di 22,8 miliardi di euro l’anno, una cifra destinata a salire ulteriormente se non verranno adottate misure di prevenzione.

Diversi Stati membri dell’UE hanno già riconosciuto il Parkinson indotto da pesticidi come malattia professionale per gli agricoltori.

Le periodiche rivalutazioni obbligatorie della sicurezza dei pesticidi sono fondamentali per integrare i nuovi dati scientifici che emergono nel tempo, tanto più che gli effetti neurologici di alcune sostanze possono manifestarsi molto tempo dopo la loro approvazione e il loro utilizzo.

In virtù del principio di precauzione, i trattati dell’UE e la giurisprudenza richiedono l’adozione di procedure di sicurezza rigorose affinché l’approvazione dei pesticidi sia valida. La proposta di sostituire le revisioni periodiche prestabilite con periodi di approvazione illimitati e revisioni discrezionali effettuate caso per caso significherebbe considerare i pesticidi approvati come sicuri a tempo indeterminato, salvo prova contraria; un approccio che viola il principio di precauzione e annulla qualsiasi incentivo per le aziende chimiche, a sottoporre i propri prodotti a nuove valutazioni alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche.

Un sistema del genere non è in grado di tutelare la salute umana con la stessa efficacia dell’attuale quadro normativo basato su revisioni periodiche. L’UE deve mantenere la propria leadership in termini di elevati standard ambientali e sanitari; pertanto, Parkinson’s Europe esorta i responsabili politici a respingere la proposta”.

Le proposte di Parkinson’s Europe sono, invece:

Mantenere la durata massima dell’approvazione in 10 anni, respingendo approvazione illimitata o a scadenza più lunga: è necessario per recepire i nuovi dati scientifici sulla neurotossicità a lungo termine.

  • prevedere riesami periodici obbligatori che non devono dipendere dalla discrezionalità politica o amministrativa della Commissione europea o degli Stati membri.
  • Definire criteri oggettivi per l’avvio di revisioni immediate della sicurezza, con obbligo di revisioni automatiche ogniqualvolta emergano prove indipendenti relative a malattie croniche, effetti neurodegenerativi, esposizione professionale o persistenza nell’ambiente.
  • Stabilire la salute umana e quella dei lavoratori come priorità giuridica assoluta: la salute umana – con particolare riferimento agli esiti cronici e a quelli che si manifestano dopo un lungo periodo di latenza – deve rimanere il fattore determinante e prevalente in ogni processo di approvazione, rinnovo o concessione di deroghe per i pesticidi.

Potete leggere qui il position paper: https://parkinsonseurope.org/app/uploads/2026/10/Pesticides-Parkinsons.pdf

SPAGNA, RICONOSCERE IL PARKINSON COME MALATTIA PROFESSIONALE DEGLI AGRICOLTORI

SPAGNA, RICONOSCERE IL PARKINSON COME MALATTIA PROFESSIONALE DEGLI AGRICOLTORI

WWF, Ecologistas en Acción e la Sociedad Española de Agricultura Ecológica y Agroecología SEAE chiedono al Governo di riconoscere il legame tra pesticidi e morbo di Parkinson

 

Nel Congresso della Sociedad Española de Agricultura Ecológica y Agroecología di Pamplona è stato presentato il documentario “Parkinson tóxico” del fotoreporter Santi Donaire. L’audiovisivo raccoglie testimonianze di esperti e lavoratori agricoli esposti a pesticidi che hanno sviluppato la malattia.

A livello globale, la prevalenza del Parkinson è raddoppiata negli ultimi 25 anni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il suo sviluppo è influenzato non solo da fattori genetici, ma anche da quello ambientali; tra questi, l’esposizione ai pesticidi aumenta il rischio di contrarre la malattia, come documentato nel suo rapporto 2023.

Le prove scientifiche che collegano i pesticidi con il Parkinson sono già riconosciute in Francia (qui è formalmente riconosciuta come malattia professionale per gli agricoltori esposti a pesticidi dal 2012), in Canada (dal 2021); in altri Paesi, tra cui Germania e Italia, anche in assenza di riconoscimento automatico, esiste nutrita giurisprudenza che riconosce la correlazione con l’uso prolungato di pesticidi.

L’obiettivo principale delle tre organizzazioni spagnole è fare emergere il problema non solo tra gli addetti ai lavori e procedere verso il riconoscimento ufficiale della malattia come professionale. Chiedono al Ministero della Salute di promuovere studi epidemiologici per analizzare l’incidenza della malattia in relazione all’attività agricola e invitano quello dell’Agricoltura a rivedere il quadro d’azione prioritario sull’uso dei pesticidi, introducendo obiettivi vincolanti e ambiziosi per ridurre il loro uso e impatto.

In Spagna (che è uno dei Paesi che utilizza più pesticidi nell’Unione Europea) sono colpite dalla malattia oltre 150.000 persone, con circa 10.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno.

Le organizzazioni sottolineano che se ci sono casi di Parkinson che non possono essere evitati, quelli legati all’esposizione ai pesticidi possono invece essere prevenuti, e che è compito dell’amministrazione pubblica l’adozione di misure per ridurre questi rischi e, a malattia già sviluppata, per garantire il riconoscimento come malattia professionale, con l’accesso alle forme di sostegno previste in questi casi.

Le organizzazioni incoraggiano a unirsi alla petizione al governo (si può sottoscrivere on line).

Vedi qui il documentario: https://www.youtube.com/watch?v=lm-uRDoO4s8

Qui la petizione: https://agroecologia.net/firma-parkinson-enfermedad-profesional-plaguicidas/

SUI PESTICIDI È SEMPLIFICAZIONE O AGEVOLAZIONE?

SUI PESTICIDI È SEMPLIFICAZIONE O AGEVOLAZIONE?

Anche dalla comunità scientifica dubbi sulla capacità della proposta della Commissione di semplificare senza compromettere la sicurezza sanitaria e quella dell’ambiente

 

Tra i pacchetti per la semplificazione che dovrebbero alleggerire gli operatori europei da vincoli sproporzionati che la Commissione UE sta portando avanti c’è “Omnibus X”, che punta a semplificare diverse norme sulla sicurezza alimentare e sui pesticidi.

Niente di male, anzi, quando si tratta di ridurre duplicazioni e adempimenti ridondanti, ma quando ci si concentra sulla riduzione di alcuni controlli su pesticidi e biocidi la questione cambia.

Maurizio Ferri, medico veterinario al Dipartimento di prevenzione della salute della Asl di Pescara, riepiloga la questione in un articolo su Repubblica.

A maggio 2026 il Consiglio UE ha approvato una proroga fino al 2030 della protezione dei dati sui principi attivi dei biocidi, un provvedimento sul quale è critico, dato che l’approvazione è stata richiesta e concessa prima della conclusione della valutazione complessiva delle regole. Altrettanto critico è sul ricorso ai pacchetti “Omnibus”, che riuniscono in un unico provvedimento modifiche in ambiti molto diversi, il che si traduce in una riduzione del controllo democratico che il parlamento può esercitare e della possibilità di intervenire sulle singole norme.

Su pesticidi e biocidi sono stati tenuti nella dovuta considerazione gli effetti ambientali, tra cui il declino degli insetti e delle popolazioni di impollinatori? Che attenzione si è prestata ai numerosi studi sui possibili rischi sanitari dell’esposizione professionale ai pesticidi, inclusi tumori e malattie neurologiche? Le autorizzazioni più lunghe o addirittura senza scadenza per alcuni pesticidi e biocidi sono davvero “semplificazione” o piuttosto un poco rassicurante  “liberi tutti”?

Ferri cita anche lo studio che abbiamo già presentato recentemente su questa newsletter che stima in oltre 400 milioni i casi annui di avvelenamento acuto da pesticidi tra i lavoratori agricoli, con circa 11.000 morti.

Il consumo globale è raddoppiato dal 1990, raggiungendo 3,8 milioni di tonnellate nel 2023. Una meta-analisi indica un +13% di rischio di tumore cerebrale tra gli agricoltori e altri studi un +24% di tumore alla prostata tra gli applicatori professionali. In Italia, ricerche di oltre quarant’anni collegano l’agricoltura a tumori di pelle, colon-retto e mammella. In Francia, Germania e Italia il Parkinson è riconosciuto come malattia professionale agricola, poiché alcuni pesticidi danneggiano i neuroni dopaminergici.

Un quadro che sembra adattarsi davvero poco alla “semplificazione” spinta che la Commissione intende introdurre.

La questione resta aperta: il Parlamento europeo dovrà esaminare oltre un migliaio di emendamenti ai primi di ottobre e la valutazione complessiva dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2027.

E non è detto si concluda approvando in blocco le “semplificazioni” proposte dalla Commissione: questa settimana il Parlamento europeo ha bocciato la richiesta della Commissione di aumentare il limite di legge per i residui su colza del neonicotinoide flupiradifurone, sospetto di effetti tossici sullo sviluppo neurologico dei bambini. La strada potrebbe essere più in salita di quanto la Commissione vorrebbe…

Leggi qui l’articolo su Repubblica: https://www.repubblica.it/salute/2026/09/16/news/pesticidi_e_biocidi_l_europa_vuole_semplificare_le_regole_mettendo_a_rischio_la_nostra_salute-425588376/

VA AVANTI IL NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO UE

VA AVANTI IL NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO UE

La commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento europeo ha adottato con 37 voti a favore, 4 contrari e 8 astensioni la sua posizione negoziale sulle modifiche al regolamento UE 848/2018 sull’agricoltura biologica

La settimana scorsa la commissione Agricoltura e sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo ha adottato la relazione sulla revisione mirata del regolamento 848/2018 e ha conferito il mandato per avviare negoziati interistituzionali.

La modifica del regolamento si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea: in virtù dell’accordo di equivalenza con gli USA, nella UE è consentita la vendita come biologici dei prodotti biologici USA, la cui normativa federale consente l’arricchimento con vitamine e sali minerali che non è possibile nella UE: ai produttori USA è quindi consentita una pratica non consentita ai produttori UE, con distorsione del mercato che andava sanata.

La Commissione ha proposto una modifica limitata, per non aprire l’intero dossier, il che avrebbe portato ad allungamento dei tempi. Sono stati comunque presentati numerosi emendamenti da parte dei parlamentari.

Tutti gli emendamenti di compromesso sono stati adottati; il pacchetto non è perfetto e contiene ancora qualche proposta che desta preoccupazione, ma l’adozione della relazione ha bloccato un certo numero di emendamenti controversi e potenzialmente dannosi, consentendo al processo legislativo di proseguire senza indugi.

IFOAM Organics Europe, di cui Suolo e Salute è da anni è tra i maggiori sostenitori, ha accolto con favore il risultato, pur ribadendo la necessità di ulteriori miglioramenti durante i negoziati trilaterali tra Parlamento, Consiglio e Commissione, raccomandando agli eurodeputati di non perseguire emendamenti che non siano in linea con le esigenze e le aspettative del settore biologico, che col nuovo regolamento dovrà confrontarsi tutti i giorni.

Poche le novità tecniche: l’uso del logo biologico UE sui prodotti ottenuti nei Paesi terzi sarà possibile solo se gli stessi soddisfano norme equivalenti e rispettano ulteriori requisiti specifici. Sono stati incrementati i limiti per l’esenzione dal controllo dei piccoli operatori del retail che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori. Due emendamenti introducono flessibilità per le colture in serra, esonerandole dagli obblighi relativi alle rotazioni colturali pluriennali con leguminose, un altro introduce in capo alla Commissione europea l’obbligo di rapporti sulle importazioni; un altro rende parte integrante obbligatoria nel certificato biologico l’elenco dei prodotti e le relative quantità.
La votazione in plenaria è prevista per la settimana del 13 settembre: il parlamento voterà sull’approvazione del mandato per avviare i negoziati di trilogo. In caso di bocciatura del mandato potranno essere presentati emendamenti in plenaria, situazione funesta, dato che allungherà notevolmente l’iter legislativo, compromettendo l’adozione tempestiva della revisione.
Se, come auspichiamo, la plenaria approverà il mandato, i primi incontri di trilogo dovrebbero svolgersi nella settimana del 27 settembre e il regolamento potrebbe essere approvato entro l’anno.

 

Vedi qui il commento di IFAOM Organics Europe: https://www.organicseurope.bio/news/european-parliament-moves-organic-regulation-revision-forward-ifoam-organics-europe-calls-on-policymakers-to-keep-it-targeted/

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

Introdotto un nuovo ed eloquente pittogramma sulla pericolosità per le api

Il 26 maggio è stato pubblicato il regolamento (UE) 2026/1123 della Commissione che stabilisce i requisiti relativi all’etichettatura dei prodotti fitosanitari e abroga il regolamento (UE) n. 547/2011.

Il testo si si applicherà a tutte le nuove domande di prodotti per la protezione vegetale presentate a partire da gennaio 2028

Il nuovo regolamento prevede requisiti di etichettatura (tradizionale e digitale, una novità) standardizzati che riguardano in particolare informazioni sull’identificazione del prodotto, condizioni d’uso, frasi tipo per lo smaltimento sicuro dei prodotti e del loro contenitore, frasi tipo per la comunicazione dei pericoli per la salute umana e per le api (la pericolosità per le api andrà segnalata con un apposito pittogramma introdotto proprio dal regolamento), con la novità anche della frase tipo “Contiene un microrganismo. Può provocare reazioni di sensibilizzazione” come consiglio di prudenza da inserire sulle confezioni di tutti i prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.

Leggete qui il regolamento: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601123

NOTA DOLENTE: ANCHE L’ITALIA DÀ IL VIA LIBERA AI NUOVI OGM

NOTA DOLENTE: ANCHE L’ITALIA DÀ IL VIA LIBERA AI NUOVI OGM

L’Italia tra i 18 Paesi che in Consiglio europeo hanno approvato il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche (NGT) che supera l’obbligo di etichettatura della presenza di alimenti geneticamente modificati.

Croazia, Ungheria, Austria, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno votato contro, Belgio, Bulgaria, Germania si sono astenuti, gli altri 18 (Italia compresa) il 21 aprile hanno votato a favore, quindi, il Consiglio europeo ha approvato il regolamento sui nuovi OGM (NGT), il cui testo finale sarà sottoposto al vaglio del parlamento europeo il 18 maggio. Con tutta probabilità le norme si applicheranno dal 2028.

Il testo non prevede l’obbligo di indicare in etichetta se il prodotto o i suoi ingredienti derivano da semi geneticamente modificati in laboratorio, calpestando la normativa generale in materia di informazione del consumatore, secondo la quale “è opportuno garantire che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti che consumano. Le scelte dei consumatori possono essere influenzate, tra l’altro, da considerazioni di natura sanitaria, economica, ambientale, sociale ed etica” e disattendendo i risultati dei sondaggi, secondo i quali oltre l’85% dei consumatori Ue vuole la chiara indicazione dell’origine geneticamente modificata in etichetta.

L’indicazione della modifica genetica apparirà soltanto sui sacchi delle sementi, non sui documenti di vendita del grano, né tantomeno su quelli della farina (e di conseguenza sul pane che il consumatore acquista).

 

Un altro buco nero è rappresentato dalla questione dei diritti brevettuali: il testo approvato dai rappresentanti dei governi nazionali non vieta i brevetti sulle piante NGT, calpestando la precisa richiesta che il Parlamento europeo aveva avanzato nella prima lettura del 2024.

C’è quindi il rischio che chi si trovasse il campo contaminato da materiale geneticamente modificato a causa di derive, invece di essere indennizzato, possa venir chiamato a rispondere dell’uso di patrimonio genetico sotto brevetto dalle tre multinazionali delle sementi che da sole controllano oltre il 60% del mercato mondiale.

 

Contattate il vostro parlamentare europeo e spiegategli i rischi della norma e per sottolineare che la trasparenza non ostacola certamente l’innovazione, ma la rafforza, che i cittadini europei non vogliono essere tenuti all’oscuro di quel che mangiano e che le NGT non si conciliano con la “DOP economy” su cui l’Italia punta (o almeno così dichiara).

 

Intanto, il comune di Isola del Piano (piccolo, ma importante nel biologico: ospita la sede e il pastificio della Cooperativa Girolomoni) ha messo le mani avanti ed è tra i primi in Italia a vietare semi NGT nel proprio territorio, una mossa simbolica (il regolamento non c’è ancora), ma significativa.

 

Qui i testi di interesse:  https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/04/21/new-genomic-techniques-council-adopts-new-rules-to-boost-sustainable-and-competitive-eu-food-systems/