Suolo e Salute

Mese: Ottobre 2026

ECCO I CAMPIONI DEL BIOLOGICO EUROPEO

ECCO I CAMPIONI DEL BIOLOGICO EUROPEO

Il 23 settembre proclamati a Bruxelles i vincitori degli EU Organic Awards. Sul podio Irlanda, Danimarca, Bulgaria, Austria, Germania, Francia e Italia, con il Distretto Sardegna Bio

I vincitori dell’edizione 2026 degli EU Organic Awards (la quinta) sono:

  • Miglior agricoltore biologico donna è Kay O’Sullivan in Irlanda. Kay gestisce Glynn Organic Farm, un’azienda zootecnica di 63 ettari con bovini e ovini, certificata biologica da più di 15 anni. L’azienda si basa sul pascolo su prati polifiti. Si impegna attivamente con le comunità locali e condivide la sua esperienza attraverso i social media e la stampa locale. Ospita eventi nazionali di allevamento bovino da carne, visitatori internazionali, gruppi di studio e organizza open day, promuovendo l’agricoltura sostenibile attraverso lo scambio di esperienze
  • Miglior agricoltore biologico uomo è il danese Hans Erik Joergensen in Danimarca. Hans Erik Joergensen gestisce Risbjerg Landbrug, un’azienda biologica mista di 350 ettari con maiali, bovini, galline ovaiole e colture diversificate, certificata biologica da 19 anni. L’azienda combina un elevato benessere degli animali con pratiche incentrate sulla salute del suolo, tra cui la produzione di suini al pascolo, diverse rotazioni di colture e riduzione della lavorazione del suolo. Sostiene anche persone con bisogni particolari, rifugiati e tirocinanti, coinvolgendo il pubblico attraverso iniziative aziendali aperte e visite educative. L’azienda agricola contribuisce a più di 50 progetti di ricerca e sviluppo, condividendo conoscenze e promuovendo la sostenibilità dell’agricoltura biologica.
  • La migliori PMI di trasformazione biologica a Bio Bulgaria, chiaramente in Bulgaria. L’azienda è stata fondata nel 2006, ha 47 dipendenti e produce per terzi più di 30 prodotti. Supporta i produttori biologici locali garantendo un mercato stabile e una filiera corta, promuove il commercio equo e solidale, alimenti a prezzi accessibili e massima trasparenza sull’origine di prodotti. L’azienda promuove il biologico attraverso scuole e media e sostiene l’economia circolare.
  • Miglior ristorante biologico è l’austriaco Zotter Schokolade in Austria. Fondata nel 1999, impiega 200 persone e gestisce 95 ettari biologici. Utilizza i suoi prodotti nel ristorante agrituristico; il concetto di produzione aperta consente ai visitatori di conoscere le origini dei piatti e di verificare il benessere degli animali allevati. Nella location si trova anche un “cinema al cacao”, un “teatro al cioccolato” e un “Tiergarten (zoo) commestibile”, creando una curiosa esperienza immersiva incentrata sulla regionalità e sul cibo sostenibile.
  • Miglior dettagliante è Boßhammersch Hof in Germania, un servizio di consegna di prodotti biologici a domicilio a conduzione familiare fondato nel 1997, che impiega 44 persone e consegna oltre 2.000 box (non di plastica) a settimana. Promuove salari equi, diversità interculturale e leadership femminile; collega 60 aziende biologiche con famiglie, scuole e comunità rurali, offrendo prezzi equi e prodotti stagionali, per lo più acquistati entro 100 km. La sua app fornisce monitoraggio delle consegne e ricette.
  • La migliore città biologica è Cussac-Fort-Médoc, un paesino francese di 2.326 abitanti nel dipartimento della Gironda che serve il 50% di prodotti biologici nelle sue mense scolastiche attraverso un pionieristico servizio di agricoltura comunale. Il suo appezzamento biologico di 7.000 mq fornisce la metà delle verdure fresche per 230 pasti giornalieri: trasporto zero, imballaggio zero e nessun costo aggiuntivo. Eventuali surplus produttivi sostengono gli aiuti alimentari locale, ma anche ristoranti e negozi, fornendo un modello pratico per le aree rurali che perseguono la transizione al biologico.
  • Miglior regione biologica/bio-distretto arriviamo in Italia col Distretto Sardegna Bio, creato nel 2021. Sardegna Bio coinvolge 2.600 aziende biologiche che operano su 184.000 ettari; riunisce produttori, trasformatori e consumatori attraverso le catene di approvvigionamento locali, appalti pubblici e le comunità energetiche rurali, organizza partecipazioni collettive in fiere in Italia e all’estero.

In tutto sono state presentate più di 120 domande da tutta l’UE per l’edizione di quest’anno, con 21 candidati da 12 Paesi selezionati come finalisti (qui l’elenco:  https://agriculture.ec.europa.eu/media/news/finalists-announced-2026-eu-organic-awards-2026-06-23_en) I premi sono organizzati dalla Commissione europea con il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato europeo delle regioni, COPA-COGECA, e IFOAM Organics Europe, con il sostegno del Parlamento europeo e del Consiglio.

Nel 2025 e nel 2023 nessun italiano è stato premiato, nel 2024 nella categoria Piccole e medie imprese aveva vinto la marchigiana Coop Gino Girolomoni, nella prima edizione del 2022 il premio di categoria era andato al  Bio-Distretto Cilento.

Complimenti ai vincitori, sui quali qui trovate qui maggiori dettagli https://agriculture.ec.europa.eu/media/events/eu-organic-awards-ceremony-2026-2026-09-23_en

IL BIOLOGICO? PER SETTE EUROPEI SU DIECI LA SUA QUALITÀ È SUPERIORE

IL BIOLOGICO? PER SETTE EUROPEI SU DIECI LA SUA QUALITÀ È SUPERIORE

La maggioranza dei cittadini europei sa che i prodotti biologici rispettano norme specifiche, ritiene che siano ottenuti con pratiche migliori e siano più buoni, ma anche che siano più costosi.

Lo svela un’indagine di Eurobarometro

 

La Direzione generale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (DG AGRI) della Commissione europea ha commissionato un Eurobarometro sulla percezione dei cittadini sull’agricoltura e sulla politica agricola europea.

Gli Eurobarometro sono sondaggi sull’opinione pubblica condotti regolarmente su una vasta gamma di argomenti a partire dagli anni ’70 in tutti gli Stati membri: contano così su di un archivio formidabile che consente di conoscere non solo le opinioni dei cittadini europei, ma anche come si sono evolute nell’arco di oltre cinquant’anni.

 

Secondo il rapporto, più di otto intervistati su dieci concordano sul fatto che i prodotti biologici rispettano norme specifiche in materia di pesticidi, fertilizzanti, antibiotici e OGM (84%, +2% rispetto alla precedente indagine dell’estate 2024), sono ottenuti con migliori pratiche ambientali (82%, +3%) e rispettano standard più elevati di benessere animale (82%, +3%).

Poco più di sette su dieci (72%, dato invariato) dichiarano che i prodotti biologici sono di qualità superiore rispetto agli altri prodotti alimentari, mentre sono più di sei su dieci (62%, -2%) quelli che sostengono che hanno un sapore migliore.

 

Plebiscitaria la valutazione sul prezzo d’acquisto: il 91% (dato invariato rispetto all’indagine 2024) concorda sul fatto che i prodotti alimentari biologici sono più costosi rispetto agli altri prodotti alimentari.

Il diverso livello di sviluppo del mercato biologico nei Paesi membri è testimoniato dalle percentuali di chi ritiene che i prodotti alimentari biologici siano difficili da reperire nei supermercati, nei negozi o nei mercati della propria zona di residenza (44%, -1% rispetto alla precedente indagine) e la maggioranza di chi non è d’accordo (52%, +1%).

 

Alla richiesta di indicare le due principali responsabilità degli agricoltori nei confronti della società, poco più della metà degli intervistati cita la fornitura di alimenti sicuri, sani, sostenibili e di alta qualità (52%, +5 punti percentuali rispetto all’estate 2024). Si tratta della responsabilità indicata più di frequente, al primo posto in tutti gli Stati membri;

Tre intervistati su dieci citano come importante la garanzia di un approvvigionamento alimentare stabile nell’UE in ogni momento (30%, +3%), seguiti da chi indica la tutela del benessere degli animali allevati (27%, +1%) e la fornitura alla popolazione di una varietà di prodotti di qualità (24%, dato invariato).

Circa un intervistato su cinque cita la protezione dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici (21%, +%), mentre una quota leggermente inferiore indica la creazione di crescita e posti di lavoro nelle zone rurali (18%, -%) e la promozione e il miglioramento della vita nelle aree rurali (16%, -2%).

Per quanto riguarda gli italiani, il 57% conosce il logo biologico europeo, il 32% il logo del commercio equo e solidale, il 31% il marchio DOP e il 30% quello IGP (sempre un po’ meno della media europea).

 

Questa è una sintesi davvero estrema, la pubblicazione (64 pagine, più le schede di sintesi per ogni Paese) è ricca d’informazioni e merita il download.

 

Da questa pagina accedi al rapporto complessivo e alle schede di ciascun Paese: https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3687

CIN CIN! BIOLOGICI TRE DEI QUATTRO MIGLIORI ROSATI D’ITALIA

CIN CIN! BIOLOGICI TRE DEI QUATTRO MIGLIORI ROSATI D’ITALIA

Il mensile Altroconsumo ha valutato i vini rosati italiani in base a prezzo, risultati della degustazione alla cieca, origine e tasso alcolico. Grazie alla qualità delle uve garantita dalla gestione sostenibile del vigneto e alla competenza delle nostre cantine, tre dei primi quattro sono biologici

 

Lo ammettiamo, non è merito di Suolo e Salute, è tutto merito delle aziende. Ma ci fa piacere segnalare che secondo le valutazioni di Altroconsumo il miglior vino rosato italiano è prodotto da un’azienda biologica controllata da Suolo e Salute: si tratta della Società Agricola Giuseppe Sedilesu & C. Snc (https://www.giuseppesedilesu.it/) che si lascia alle spalle i concorrenti con Erèssia 2024 100% Cannonau di Sardegna Rosato doc.

Secondo gli assaggiatori della rivista, sono particolarmente apprezzabili il profumo intenso e complesso, il buon corpo e la lunga persistenza aromatica, con sentori di frutti rossi, mela matura, prugna e note balsamiche. Erèssia presenta inoltre un contenuto di solfiti molto basso.

Biologico e certificato da Suolo e Salute è anche il Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025 Chiamami quando piove della società agricola Valori Srl (https://www.vinivalori.it/), caratterizzato anch’esso da un contenuto di solfiti molto basso e che si è fatto apprezzare dagli assaggiatori per il profumo intenso e fruttato, il buon corpo e la persistenza aromatica (rosa appassita, melograno, mela matura e pesca).

A conferma dell’elevata qualità dei vini biologici e della competenza delle nostre cantine, anche il terzo dei quattro vini rosati che Altroconsumo ha valutato i migliori d’Italia è biologico.

Si tratta del Cerasuolo d’Abruzzo DOC Riseis 2025 della cantina abruzzese Agriverde, a base di Cordisco (il nome locale del Montepulciano).

I vivi complimenti di Suolo e Salute alle cantine selezionate!

Leggi di più: https://www.altroconsumo.it/alimentazione/vino/news/migliori-vini-rosati

PAESI BASSI, LIDL PUNTA AL 12% DI BIOLOGICO NELL’ORTOFRUTTA

PAESI BASSI, LIDL PUNTA AL 12% DI BIOLOGICO NELL’ORTOFRUTTA

Non una buona intenzione, ma un progetto strategico. E non solo: entro il 2030 è programmata una quota di almeno il 10% per il latte

 

La catena di discount ha annunciato alla rivista Europeam Supermarket Magazine di aver fissato l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 una quota biologica del 12% in volume (quindi in valore la percentuale aumenta) per patate, ortaggi e frutta, mentre punta ad almeno il 10%, sempre in volume, per i prodotti lattiero-caseari liquidi freschi a proprio marchio. Si tratta di due categorie centrali nella spesa quotidiana.

L’aver fissato (e resi pubblici) obiettivi quantitativi precisi dimostra che la catena non punta a un’operazione di cosmesi con generiche dichiarazioni “verdi”, ma marcia spedita sulla base di indicatori precisi per misurare l’impatto della scelta.

In Olanda solo il 5% della SAU è biologica (un quarto dell’Italia), con poco più di 2.000 aziende agricole e poco più di 1.000 imprese di trasformazione (e ben 500 importatori: Rotterdam è il primo porto europeo, Amsterdam è il quarto), mentre la spesa pro capite nel 2024 era di 105 euro (circa il 20% in più rispetto alla spesa media italiana), destinati ad aumentare con la mossa di Lidl.

Non c’è particolare motivo di dubitare: la catena già nel 2024 aveva sottoscritto con le organizzazioni degli agricoltori biologici fornitori l’Hutspotakkoord, l’impegno a raddoppiare la quota di frutta e verdura biologica entro il 2026, ma ha raggiunto l’obiettivo con un anno d’anticipo.

Gli obiettivi al 2030 sono stati presentati al Lidl Campus di Huizen nel corso di un incontro di lavoro con gli operatori della filiera per discutere della transizione verso produzione e consumo biologici e del ruolo della distribuzione.

Per Louise Vet, professoressa emerita di ecologia evolutiva all’università di Wageningen (centro di eccellenza mondiale nel campo dell’agroalimentare), la transizione verso l’agricoltura biologica offre importanti opportunità e offre al retail l’opportunità di svolgere un ruolo di assoluto rilievo.

Imre ter Heddem responsabile per la sostenibilità in Lidl Nederland ha dichiarato che la catena non intende solo offrire al pubblico prodotti biologici, ma li vuole rendere accessibili e alla portata di tutti.

Non si tratta di discorsi di circostanza: un’indagine sui prezzi condotta nella primavera scorsa dall’associazione olandese dei consumatori Consumentenbond ha analizzato i prezzi di 166 prodotti biologici (ortaggi, frutta, carne, latticini, caffè e tè) in 13 supermercati, rilevando grandi differenze, ma anche che il più economico dal test è proprio Lidl, i cui prezzi sono inferiori del 19% rispetto alla media.

Alcune catene offrono scontistiche specifiche per i prodotti biologici (Albert Heijn Premium offre il 10% di sconto su biologico con una tessera al costo annuale di 14,99 EUR), la catena specializzata Odin sconta del 15% con un abbonamento, ma anche al netto degli sconti Lidl rimane il campione della convenienza.

Se qualche catena italiana vuole trarre ispirazione dalle mosse del collega dei Paesi bassi…

Leggi di più: https://www.esmmagazine.com/fresh-produce/lidl-netherlands-sets-organic-targets-for-fresh-produce-dairy-sales-322449

Qui l’offerta biologica LIDL Nederland: https://www.lidl.nl/c/biologisch-assortiment/a10010999

Qui l’indagine dei consumatori olandesi: https://www.consumentenbond.nl/acties-claims/nieuws/2026/prijspeiling-biologisch-eten