Suolo e Salute

Autore: admin

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Il Paese con più agricoltori biologici? L’India. Quello con la maggior superficie? L’Australia.

Il maggior mercato mondiale? Gli USA. I Paesi col maggior consumo pro capite? Svizzera, Danimarca, Austria.

E molto di più…

 

Come tradizione, a Biofach l’Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica FiBL e IFOAM Organics International hanno presentato la pubblicazione “The World of Organic Agriculture” (Il mondo dell’agricoltura biologica), giunta alla 27ma edizione.

La pubblicazione (che si può scaricare gratuitamente al link indicato più avanti è uno strumento prezioso per gli operatori, i responsabili politici, le autorità competenti, per i ricercatori e i professionisti del settore. Presenta ogni statistica immaginabile: superfici, operatori, scambi internazionali, mercati nazionali, analisi e previsioni per le diverse aree geografiche, approfondimenti sulle principali produzioni (cereali, agrumi, cacao, caffè, legumi secchi, frutta temperata, frutta tropicale e subtropicale, uva, semi oleosi, olive, ortaggi…)

Il volume non si limita a presentare questi dati, ma sottolinea il potenziale dell’agricoltura biologica di contribuire al futuro nell’ambito delle strategie generali di sostenibilità, come gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ONU e la strategia Farm to Fork della UE il suo ruolo nella trasformazione dei sistemi alimentari nel loro complesso.

Si può scaricare (volendo, sono disponibili anche le edizioni degli anni precedenti) a pagina https://www.organic-world.net/yearbook.html.

UK, IL MERCATO BIOLOGICO IN PIENA ESPANSIONE

UK, IL MERCATO BIOLOGICO IN PIENA ESPANSIONE

L’analisi di The Guardian: una maggiore consapevolezza sulle diete sane e le preoccupazioni sul cibo di cui fidarsi: le vendite crescono al ritmo più veloce degli ultimi vent’anni

Anche se il costo della vita aumenta e l’economia non è floridissima, il mercato biologico britannico sta godendo del suo più grande boom degli ultimi due decenni.

Non solo frutta e verdura, ma anche un aumento definito “massiccio” per le vendite di carne: quelle di pollo sono aumentate del 15% in valore del 13% in volume rispetto all’anno scorso, nonostante costi tre volte tanto rispetto a quello convenzionale. Per il salmone, addirittura del 21% e del 18% rispettivamente.

La britannica Soil Association ha anticipato alcuni dati sull’andamento (il report completo sarà presentato a marzo in un evento riservato ai soci). Per l’anno dal 1 ottobre al 30 settembre 2025 le vendite dio alimenti e bevande biologiche in Gran Bretagna e Irlanda del nord sono aumentate di quasi l’8%, e l’aumento non dipende solo dall’inflazione: in termini di volume le vendite sono crescite del 2.5%, cinque volte la crescita del mercato alimentare nel complesso.

Con la crisi finanziaria conseguente la Brexit prima e il COVID poi, la grande distribuzione si era concentrata sui prodotti a primo prezzo o comunque aveva smesso di scommettere sui prodotti biologici, più costosi, e dato che due terzi delle vendite passano per la GDO, il cambio relle politiche commerciali si era fatto sentire a livello di produzione.

Ma questa politica guardinga sembra appartenere al passato.

Tesco ha recentemente rinnovato la gamma di prodotti biologici a marchio privato per oltre 100 prodotti e la catena sostiene che “trovare alimenti biologici di qualità e di grande gusto è davvero importante” per i suoi clienti.

Waitrose ha investito nell’espansione e nel rilancio del suo marchio biologico Duchy, che arriva a 250 referenze e dichiara aumenti di vendite sia in valore che in volume (per esempio piccoli frutti e banane a +15%, uova 9%).

Gli analisti indicano anche l’entusiasmo dei giovani per il biologico e le scelte sostenibili: da un recente sondaggio risulta che il 42% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni acquista biologico almeno una volta al mese.

Per Tor Crockatt, responsabile marketing presso il produttore di yogurt Yeo Valley “Una famiglia su tre è preoccupata per gli alimenti ultra-processati e passa a prodotti più puliti”. Non è un caso che negli ultimi tre anni l’azienda abbia visto un aumento della domanda di yogurt del 40%.

Leggi qui l’articolo: https://www.theguardian.com/environment/2026/feb/06/quality-really-matters-why-the-organic-food-market-is-booming-again

BIOLAND SÜDTIROL LANCIA CORSI E-LEARNING GRATUITI PER VALORIZZARE IL BIOLOGICO ALTOATESINO

BIOLAND SÜDTIROL LANCIA CORSI E-LEARNING GRATUITI PER VALORIZZARE IL BIOLOGICO ALTOATESINO

Bioland Südtirol, nell’ambito del progetto europeo “Più biologico regionale in Europa”, presenta insieme a diversi partner, una nuova iniziativa formativa dedicata a personale di vendita, ristorazione, trasformazione e consumatori interessati all’agricoltura biologica

I moduli di e-learning gratuiti offrono contenuti flessibili e approfonditi su temi come la produzione biologica, la biodiversità, la protezione del clima e le strategie per valorizzare i prodotti tipici dell’Alto Adige. Attraverso queste risorse, i partecipanti potranno acquisire competenze pratiche e conoscenze teoriche sul valore aggiunto della produzione regionale, sull’importanza della tutela dell’agro-ecosistema e sulle tecniche per mitigare il cambiamento climatico.

L’iniziativa si inserisce nelle attività di promozione di Bioland Südtirol, che da anni lavora per diffondere consapevolezza sul biologico e sostenere lo sviluppo di una filiera regionale sostenibile e di qualità.

I corsi sono disponibili online e in modalità flessibile, consentendo a tutti di partecipare secondo i propri ritmi e interessi.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: https://biologicoregionale.eu/b2b/#:~:text=Di%20cosa%20tratta%20l’e%2Dlearning%20gratuito?

 

SEI A BIOFACH? VIENI A TROVARCI!

SEI A BIOFACH? VIENI A TROVARCI!

Suolo e Salute alla più importante manifestazione fieristica mondiale del biologico

In considerazione del suo ruolo di primo organismo di controllo e certificazione del biologico in Italia, Suolo e Salute non può mancare a BIOFACH.

Non farà eccezione alla tradizione nemmeno per l’imminente edizione che si terrà come di consueto a Norimberga dal 10 al 13 febbraio.

Quest’anno abbiamo il piacere di condividere lo spazio con altre aziende del Gruppo Cotecna: Neotron, Fitosoil, GeoChem e NofaLab, laboratori altamente specializzati nelle diverse attività analitiche per il settore agroalimentare e ambientale. Connettere competenze significa moltiplicare soluzioni.

Vieni a trovarci nella nostra tradizionale posizione al pad.4, stand 4-558!

Vedi qui la nostra presenza all’edizione 2025: https://www.suoloesalute.it/suolo-salute-biofach-2025-certificazione-biologica/

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

La direzione generale per i partenariati internazionali della Commissione europea ha pubblicato la Guida operativa UE sull’agroecologia che costituisce un riferimento fondamentale per la trasformazione dei sistemi alimentari

Del concetto di agroecologia non esiste un’unica definizione, ma un gran numero, che riflette le preoccupazioni e le situazioni dei diversi autori e operatori.

Quella concordata dal Gruppo di esperti di alto livello (HLPE) nel 2016 «l’applicazione di concetti e principi ecologici ai sistemi agricoli, concentrandosi sulle interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente, al fine di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per tutti oggi e domani» è diventata ormai un po’ stretta e ora si preferisce un approccio transdisciplinare, partecipativo e orientato all’azione, con un insieme di pratiche, ma anche un movimento sociale.

La guida combina un quadro teorico e una metodologia pratica per aiutare i decisori politici, i professionisti e i ricercatori a integrare l’agroecologia nei programmi, nel dibattito politico e nelle decisioni di investimento; copre 13 principi agroecologici e li collega alle principali sfide globali, tra cui la resilienza climatica, la biodiversità, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza sostenibili.

Il documento tratta anche della relazione tra agricoltura biologica e agroecologia, trovando punti di convergenza, ma anche possibili divergenze.

I primi: l’agricoltura biologica esclude i prodotti agrochimici di sintesi, mentre l’agroecologia mira a ridurli o sostituirli, anche se alcune delle sue correnti li rifiutano in toto; la corrente più avanzata dell’agricoltura biologica si avvicina all’agroecologia cercando di migliorare la biodiversità, combattere l’erosione, aumentare le sinergie tra i sistemi, utilizzare gli ecosistemi naturali come modelli, ecc.

Di contro, un’altra corrente della cosiddetta agricoltura biologica “industriale” sviluppa pratiche più intensive, con forte meccanizzazione e, sostanzialmente un approccio di sostituzione degli input chimici con input biologici, con minor focus sulla biodiversità, non sfruttando compitamente tutti i benefici (mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento del sequestro del carbonio nel suolo); diversi possono essere anche gli approcci in termini di equità sociale o diritti.

Ricchissima la bibliografia, in massima parte accessibile on line.

La guida è disponibile in inglese e in francese e si può scaricare gratuitamente a pagina https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/bebf7879-bb8c-11f0-b37f-01aa75ed71a1.

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI, SERVONO CAMBIAMENTI STRUTTURALI

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI, SERVONO CAMBIAMENTI STRUTTURALI

Nature: “L’impronta ambientale degli alimenti è trascurata nelle discussioni sulle raccomandazioni nutrizionali, è necessario e urgente cambiare prospettiva”

Johan Rockström  è stato co-presidente della Commissione EAT – Lancet composta da specialisti in nutrizione, clima, economia, salute e agricoltura da circa 35 paesi, che ha pubblicato una valutazione scientifica all’avanguardia di ciò che costituisce una dieta sana e ha proposto una dieta di salute planetaria (PHD).

Stimolato dalla presentazione delle nuove linee guida dietetiche statunitensi, scrive un potente commento su “Nature”.

“Da una prospettiva planetaria, ciò che scegliamo di mangiare non è solo una scelta di stile di vita, ma un fattore sistemico determinante per la salute dell’uomo e della Terra”.

Secondo il rapporto della Commissione EAT-Lancet, i sistemi alimentari sono oggi la principale causa del superamento dei limiti planetari da parte dell’umanità. La produzione alimentare contribuisce per circa il 30% alle emissioni globali di gas serra, per il 70% al consumo di acqua dolce ed è uno dei principali fattori di perdita di biodiversità.

Ogni anno, circa 15 milioni di adulti muoiono prematuramente a causa di diete malsane, superando il numero di decessi causati dall’inquinamento atmosferico in tutto il mondo.

Il messaggio è chiaro: i sistemi alimentari sono sia una parte importante del problema, che una parte importante della soluzione.

 

Ma sono necessari cambiamenti strutturali, verso i quali i responsabili politici non spingono, né negli USA né nella UE, la cui ambiziosa strategia “Farm to Fork” prometteva l’applicazione di un quadro per sistemi alimentari sostenibili che è stato congelato senza una giustificazione né un nuovo calendario…

 

Puoi leggere qui l’intervento https://www.nature.com/articles/d41586-026-00236-1