Suolo e Salute

Anno: 2019

Puglia: deroga per le rotazioni colturali del grano duro bio

Puglia: deroga per le rotazioni colturali del grano duro bio

Dopo Sicilia e Basilicata, anche la Puglia ha ottenuto il via libera ad una deroga per la rotazione colturale del grano duro in regime di agricoltura biologica.

Il comma 2 dell’articolo 2 del decreto era stato riformulato, limitando la possibilità di coltivare grano duro bio solo dopo la rotazione di almeno due cicli di colture principali di specie diverse, uno dei quali destinati a leguminosa. Questo avrebbe creato una penalizzazione economica per gli agricoltori pugliesi, che si trovano nelle condizioni geografiche e metereologiche favorevoli per la produzione cerealicola.

Così l’amministrazione regionale della Puglia ha adottato una “Determinazione sulle rotazioni colturali che consente agli agricoltori pugliesi che coltivano in biologico di alternare la coltivazione del frumento duro con due colture diverse, almeno una delle quali sia leguminosa. Il provvedimento va incontro alle legittime aspettative dei cerealicoltori in biologico della nostra regione che risultavano penalizzati dal precedente dispositivo normativo. Infatti, il modello colturale che vede la rotazione quadriennale in avvicendamento con le leguminose da granella o da sovescio rappresenta un consolidato modello di crescita del settore degli ultimi anni. La deroga, adottata in conseguenza di approvazione da parte del ministero, si è resa necessaria a causa delle specifiche condizioni pedoclimatiche che pongono limiti alle possibilità di coltivazione e alle scelte colturali”, si legge sulla nota ufficiale resa pubblica dalla Regione Puglia.

 

Fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/vivaismo-e-sementi/2019/05/28/grano-duro-biologico-in-puglia-deroga-per-le-rotazioni-colturali/63159

Il ministro Centinaio invita a proseguire sulla strada del biologico

Il ministro Centinaio invita a proseguire sulla strada del biologico

Lo scorso venerdì 24 maggio, in occasione della giornata mondiale sulla biodiversità, è intervenuto il Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio che ha assicurato maggiori attenzioni al biologico.

“Siamo il Paese più ricco di biodiversità, un enorme patrimonio che tutto il mondo ci invidia e che attraversa indistintamente la penisola dal nord al sud. La biodiversità’ di interesse agricolo, l’agrobiodiversità, che rappresenta la diversità dei sistemi agricoli coltivati è un valore aggiunto del nostro Paese che va preservato e tutelato, per garantirne la sopravvivenza in un mondo in cui le specie vegetali e animali sono sempre più a rischio di estinzione”, ha dichiarato il Ministro.

“Stiamo lavorando e investendo sul biologico e su politiche di sviluppo sostenibile: siamo il Paese tra i più importanti al mondo per il biologico e vogliamo andare avanti su questa strada, forse tra le più efficaci per salvaguardare veramente questa nostra immensa ricchezza. Stiamo migliorando la parte legislativa relativa al bio e siamo pronti a impegnarci in questo senso anche a livello europeo, purché – sottolinea il Ministro – nulla ricada sulle spalle degli agricoltori, i veri custodi e garanti delle nostre preziose eccellenze”.

“Dobbiamo andare avanti su questa direzione, o lasceremo a chi viene dopo di noi un’Italia più povera di quella che ci hanno consegnato i nostri padri”, ha concluso il Ministro.

 

Fonte: http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/49637/mercati-e-imprese/biodiversita-centinaio-avanti-con-il-biologico

“Made in Nature”: il progetto che promuove la frutta e la verdura bio

“Made in Nature”: il progetto che promuove la frutta e la verdura bio

Negli ultimi anni il biologico ha registrato un’importante crescita, ma molti consumatori europei ancora non conoscono l’agricoltura biologica. Proprio per questo motivo nasce “Made in Nature”.

“Made in Nature – Scopri i valori del biologico europeo” è un progetto che nasce per far conoscere e promuovere la filiera della frutta e della verdura bio in Italia, Francia e Germania.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro, vuole informare sui valori del biologico e dei produttori che si appoggiano a questo tipo di coltivazione.

Il progetto, che ha la durata di tre anni, si sviluppa intorno ad azioni mirate, che coinvolgeranno anche stampa, bloggers e operatori del settore.

L’obiettivo? Raggiungere 24 milioni di consumatori per migliorare l’awarness nei confronti dei prodotti bio certificati e aumentare così i consumi.

 

Fonte: http://www.greenews.info/comunicati-stampa/made-in-nature-un-progetto-europeo-da-15-mln-di-euro-per-raccontare-il-biologico-20190521/

Il Vino Biologico è un prodotto naturale e salutare

Il Vino Biologico è un prodotto naturale e salutare

Il biologico cresce, soprattutto il settore vinicolo al quale si rivolge sempre più un consumatore attento alla propria salute.

Tutto il mondo Bio, prodotti biologici compreso il vino, in Europa oggi (anni 2016-2018) vale annualmente un fatturato di circa 28 miliardi di euro.

Cosa vuol dire bere un “vino biologico” oggi? Parliamo di salute, di valore aggiunto, qualità del consumo, di una maggiore sicurezza e di maggiori garanzie per il consumatore.

La novità del vino biologico e un consumatore sempre più fai da te nell’acquisto comportano una maggiore attenzione da parte della filiera nel presentare il proprio prodotto perché è determinante per la crescita dei consumi e per una più trasparente e corretta vendita.

 

Fonte: https://www.newsfood.com/il-vino-fa-buon-sangue-il-vino-bio-e-ancora-meglio-status-quo-del-vino-biologico/

“Global Strike for Future”: l’agricoltura biologica per combattere i cambiamenti climatici

“Global Strike for Future”: l’agricoltura biologica per combattere i cambiamenti climatici

Venerdì 24 maggio torna il “Global Strike for Future”, la protesta contro i cambiamenti climatici.

Dai dati emessi dall’IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change, il gruppo di scienziati e climatologi coordinato dall’ONU, è emerso che l’agricoltura ad alto impatto ambientale e l’uso attuale di foreste e suolo sono responsabili del 24% delle emissioni totali di gas serra.

La riconversione all’agroecologia, secondo l’organizzazione, può essere la soluzione migliore per combattere l’impatto ambientale. L’agricoltura bio può invertire il processo poiché, secondo alcune indagini, utilizza il 45% in meno di energia, producendo il 40% in meno di gas serra rispetto all’agricoltura convenzionale.

“L’agroecologia può fare la differenza: è lo strumento attraverso il quale difendere le risorse naturali e biologiche. Ci aspettano due importanti appuntamenti, la Pac e il Pan che disegneranno le scelte dei prossimi sette o otto anni: è evidente che anche per combattere i mutamenti climatici, abbiamo bisogno di rimodulare le priorità e il biologico è il modello produttivo che più di altri è capace di dare garanzie per la salute dei cittadini e dell’ambiente” dichiara Maria Grazie Mammuccini.

“La meccanizzazione, le monoculture intensive, l’uso massiccio dell’irrigazione e di input artificiali esterni come i fertilizzanti di sintesi e i pesticidi hanno fatto perdere ai terreni i microrganismi utilizzati dalle piante per estrarre nutrienti complessi e per difendersi dalle avversità. Il suolo in molti casi è diventato un sistema idroponico: un semplice substrato fisico privo di interazione naturali”, spiega Lorenzo Ciccarese, il responsabile dell’Area per la conservazione delle specie e degli habitat e per la gestione sostenibile delle aree agricole e forestali presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

“500 milioni di ettari di terre agricole abbandonate hanno perso la loro funzione produttiva ed ecologica. Ripristinando la salute di questi terreni potremmo aumentare non solo la produzione di cibo ma anche il potenziale sequestro di carbonio (…). Le Nazioni Unite hanno stimato che il costo complessivo annuale dei fenomeni di degrado dei terreni raggiunge la cifra di 490 miliardi di dollari, decisamente superiore a quella dei costi della prevenzione. In Europa il costo annuale del degrado dei terreni è pari a 52 miliardi di dollari, 38 miliardi di euro” commenta Stefano Bocchi, docente di Agronomia all’Università degli studi di Milano.

 

Fonte: https://www.cambialaterra.it/2019/05/24-maggio-lagricoltura-biologica-per-combattere-i-cambiamenti-climatici/

Giornata mondiale della Biodiversità

Giornata mondiale della Biodiversità

Ieri si è celebrata la giornata mondiale della Biodiversità, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Dalla discussione è emerso che l’agricoltura convenzionale ed intensiva è la minaccia per milioni di specie animali e vegetali. La perdita di biodiversità è un dramma per l’intero ecosistema; il disequilibrio in natura, infatti, oltre a compromettere il controllo di patogeni ed infestazioni crea una riduzione della variabilità alimentare e quindi mette a rischio il futuro dell’alimentazione a livello globale. Oltre a questo aumenta l’esposizione a disastri naturali, per via della perdita di fertilità e conseguente erosione dei suoli.

L’analisi di EcorNaturaSì, una delle realtà del biologico italiano, sottolinea e riconferma l’agricoltura biologica come soluzione alla perdita di biodiversità. Infatti, nei terreni biologici e biodinamici è possibile trovare il doppio delle specie vegetali rispetto ai terreni coltivati tradizionalmente:

  •  60% di avifauna;
  • 75% in più di chirotteri.

“L’agricoltura biologica è tale solo se riesce a recuperare la fertilità dei suoli e la varietà della natura. È per questo che il nostro impegno nella tutela della biodiversità sta crescendo sia nelle pratiche agricole di tutti i giorni che nei progetti di ricerca a cui partecipiamo” commenta Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì.

 

Fonte: https://www.lastampa.it/2019/05/22/scienza/nei-campi-bio-tornano-animali-e-piante-8wi7E1e0fywVpTvpac1UGN/pagina.html

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/la-giornata-mondiale-della-biodiversita-2019