Suolo e Salute

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IL BIOLOGICO IN TEMPO DI GUERRE

IL BIOLOGICO IN TEMPO DI GUERRE

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno portando a una nuova crisi energetica. La sovranità alimentare europea (e italiana) è sospesa al prezzo dei combustibili e dei minerali importati. Vogliamo capire che l’agricoltura biologica è ormai una soluzione strategica fondamentale?

 

Tutti i Paesi europei importano la quasi totalità dei minerali con cui producono i fertilizzanti di sintesi e un terzo di queste materie prime transita attraverso lo stretto di Hormuz. Questa dipendenza quasi assoluta dalle importazioni ha conseguenze economiche devastanti.

I prezzi FOB dell’urea che partiva dai porti del Medio Oriente fino al 27 febbraio si aggiravano sui 480 dollari a tonnellata. Con l’inizio delle ostilità i prezzi sono impazziti, raggiungendo il 13 marzo i 725 dollari alla tonnellata (poi si è scesi, ma rimanendo sempre superiori del 40% ai prezzi anteguerra).

Lo scenario ricorda lo shock del 2022, quando il prezzo dei fertilizzanti era esploso di oltre il 70% in seguito all’attacco russo all’Ucraina.

Piaccia o no, il modello prevalente di agricoltura convenzionale rimane dipendente dalle risorse fossili e in balia dell’andamento dei prezzi delle materie prime necessarie alla produzione dei fertilizzanti chimici di sintesi e degli altri input.

Il modello biologico si ripresenta quindi tutt’altro che come ideologia, ma come uno strumento di resilienza economica e sovranità agricola, grazie alla sua impostazione di “indipendente per natura”.

Basandosi su cicli biologici e su fertilizzanti organici, piuttosto che su input d’importazione da aree instabili, la produzione biologica riduce strutturalmente l’esposizione agli shock geopolitici e alla volatilità del mercato.

Non ha molto senso parlare di rafforzamento della sovranità alimentare e poi non sostenere e promuovere l’agricoltura biologica, che rappresenta al di là di ogni dubbio uno dei sistemi agricoli più autonomi.

Le pratiche caratteristiche dell’agricoltura biologica (esclusione dei fertilizzanti di sintesi, pratiche agronomiche di comprovata efficacia, come le rotazioni delle colture, l’integrazione delle leguminose e il riciclaggio degli effluenti zootecnici) limitano fortemente la sua dipendenza dagli input importati e dai loro prezzi estremamente volatili e fuori controllo.

Suolo e Salute chiama le autorità pubbliche (e invita le altre organizzazioni del settore a fare altrettanto) a   sostenere con convinzione e in modo massiccio i sistemi di produzione più autonomi e indipendenti, in primis l’agricoltura biologica.

Ciò dovrà accadere non solo, ma anche, attraverso i regimi di sostegno della prossima PAC, con un approccio serio (e non da finanziamenti a pioggia) alle regole della condizionalità ambientale.

Se la sovranità alimentare non è solo un titolo da convegni, ma davvero un tema, deve tornare centrale assieme alla sostenibilità.

Fonte: Suolo e Salute

GERMANIA, L’AVVENTURA DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

GERMANIA, L’AVVENTURA DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Per la prima volta, 5 aziende biologiche tedesche uniscono le forze per un’iniziativa promozionale nazionale

Cinque aziende di rispettabili dimensioni (Allos, Bauck Mühle, Gläserne Milcherei, Holle e Voelkel) stanno avviando un’iniziativa promozionale innovativa (almeno per il settore biologico).

Si tratta dell’album “Abenteuer Bio-Landwirtschaft” (l’avventura dell’agricoltura biologica) per la raccolta di figurine rivolto alle famiglie, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza (e ovviamente incentivare gli acquisti).

L’iniziativa, ideata e coordinata da Voelkel, partirà a maggio nel canale specializzato. L’album (in carta certificata FSC) di 44 pagine raccoglierà 120 figurine autoadesive (tutto riciclabile nella carta, anche il supporto delle figurine) e vede il sostegno della rivista per i consumatori Schrot&Korn e della Bündnis für eine enkeltaugliche Landwirtschaft (l’Alleanza per un’agricoltura a misura di nipote, un’associazione di organizzazioni della società civile e aziende biologiche impegnata a promuovere la transizione agricola ecologica), ma è coinvolta direttamente anche l’azienda italiana Panini spa (leader mondiale nel settore delle figurine) che si occuperà della stampa del materiale.

La raccolta è semplice ed è legata all’acquisto di prodotti; acquistandone tre delle aziende promotrici si riceve una bustina di figurine (ne saranno in circolazione quasi 10 milioni, mentre gli album diffusi sono circa 180mila).

I temi dell’album sono l’agricoltura, la zootecnia, la trasformazione dei prodotti e il ruolo del suolo per l’alimentazione. Completano il tutto puzzle, ricette, un ricco corredo di illustrazioni e un concorso (si tratta di indovinare quante coccinelle sono riprodotte nell’album) che mette in palio una vacanza in agriturismo biologico e venti pacchi di degustazione dei prodotti delle aziende partner.

“La campagna unisce il piacere intelligente con una conoscenza approfondita dell’agricoltura biologica e contemporaneamente incentiva la domanda nei negozi specializzati biologici”, ha detto Jurek Voelkel, direttore marketing e vendite di Voelkel, aggiungendo: “In tempi di tante situazioni di crisi la cooperazione è un punto di forza importante per il nostro settore, sia che si tratti di acquisto, di produzione o di marketing. Credo che la nostra “Avventura dell’agricoltura biologica” rappresenti un esempio rivoluzionario di questo convincimento”.

Vuoi saperne di più? https://voelkel.bio/pressemitteilungen/panini-sticker-sammelheft-abenteuer-bio-landwirtschaft/

AND THE WINNER IS…

AND THE WINNER IS…

Torna il premio europeo per i migliori operatori biologici, ancora un mese per autocandidarsi

 

Ricordiamo che il periodo di candidatura per gli EU Organic Awards 2026 è ancora aperto: invitiamo tutti gli operatori a partecipare!

I premi riconoscono iniziative eccellenti lungo tutta la filiera biologica, in particolare nelle categorie:

Miglior agricoltore biologico (due premi, donna e uomo)

Migliore regione biologica / biodistretto

Migliore città biologica

Migliore PMI di trasformazione alimentare biologica

Miglior rivenditore di alimenti biologici

Miglior ristorante / servizio di ristorazione biologico

 

Le candidature possono essere presentate gratuitamente solo online fino al 26 aprile.

Per tutti i dettagli sulle categorie, i criteri di ammissibilità e per trarre ispirazione dai vincitori delle precedenti edizioni, potete visitare la pagina web di IFOAM Organics Europe https://www.organicseurope.bio/get-involved/european-organic-awards/european-organic-awards-2026/.

I vincitori saranno invitati a spesae della Commissione alla cerimonia pubblica di premiazione da parte di Christophe Hansen, Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, che si terrà a settembre al Palazzo Berlaymont a Bruxelles.

Condividete liberamente questa opportunità all’interno del vostro network per contribuire a valorizzare la diversità e l’eccellenza del comparto biologico in tutta Europa!

IL 60% DEI SUOLI EUROPEI È DEGRADATO

IL 60% DEI SUOLI EUROPEI È DEGRADATO

“Il suolo è una risorsa vitale, limitata e ritenuta non rinnovabile e insostituibile su una scala temporale umana. È fondamentale per l’economia, l’ambiente e la società in generale”, parola della UE.

Nonostante sia alla base di tutto, fino a oggi il suolo non disponeva di una direttiva europea specifica.

Sì, erano state adottate strategie e orientamenti, ma mancava un vero e proprio quadro normativo vincolante.

Ora la situazione evolve: con la Direttiva (UE) 2025/2360, l’Unione Europea considera che “Per suoli sani si intendono suoli che presentano buone condizioni chimiche, biologiche e fisiche e sono quindi in grado di fornire servizi ecosistemici vitali agli esseri umani e all’ambiente, quali alimenti sicuri, nutrienti e sufficienti, biomassa, acqua pulita, ciclo dei nutrienti, stoccaggio del carbonio e habitat per la biodiversità. I suoli sono essenziali anche per garantire la sicurezza alimentare” e istituisce un sistema armonizzato di monitoraggio del suolo.

Si stima, infatti, che il 60-70 % dei suoli dell’Unione sia deteriorato e continui a deteriorarsi.

Gli Stati membri saranno tenuti a valutare i suoli attraverso indicatori condivisi – chimici, fisici e biologici – così da rendere i dati confrontabili tra Paesi e territori, perché senza misurazione non può esserci una pianificazione efficace.

La direttiva riguarda tutte le tipologie di suolo – agricolo, urbano e naturale – e pone l’attenzione su criticità come erosione, perdita di carbonio organico, compattazione e contaminazione.

L’obiettivo fissato a livello europeo è raggiungere suoli in buone condizioni entro il 2050.

Gli Stati membri dovranno recepire la direttiva entro il 17 dicembre 2028.

 

Puoi leggere qui in italiano la direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202502360

SPRECHIAMO TROPPO CIBO

SPRECHIAMO TROPPO CIBO

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ogni anno nel mondo vengono sprecati 1,05 miliardi di tonnellate di cibo, un terzo della produzione, dando vita a un paradosso insostenibile: ogni persona butta via quasi 80 kg di cibo all’anno, mentre più di 670 milioni di persone soffrono la fame

 

Gli sprechi pesano anche sull’ambiente: incidono per quasi il 10% delle emissioni di gas serra e consumano un quarto dell’acqua utilizzata in agricoltura. E se lo spreco alimentare fosse un paese, sarebbe il terzo maggior emettitore di gas serra dopo Cina e Stati Uniti.

Insomma, per restare nei limiti del pianeta, invece di cercare cibo più economico a tutti i costi per poi buttarlo via, sembrerebbe più saggio orientarsi versi prodotti di qualità e gestirli bene…

L’Italia è sul poco invidiabile podio: ogni italiano spreca in media 555,8 grammi di cibo a settimana, più di quanto registrato in Francia (459,9 g), Spagna (446,5 g), Paesi Bassi (469,6 g) e Germania (512,9 g).

Lo evidenzia il Cross Country Report 2025 di Waste Watcher International, presentato in occasione della tredicesima Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare.

Per carità c’è’ qualche segnale incoraggiante (dal 2015 lo spreco settimanale pro capite nel nostro Paese si è ridotto di quasi 100 grammi, passando da 650 agli attuali 555,8 grammi). Ma nonostante la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale legato allo spreco, l’obiettivo fissato per il 2030 — che prevede di scendere a 369,7 grammi a settimana — appare ancora lontano.

Il percorso non si esaurisce nei campi e negli allevamenti: la sfida prosegue tra gli scaffali dei supermercati e, soprattutto, nelle nostre case, dove si decide la partita più importante.

Quel che è sicuro è che acquistare cibo apparentemente economico e poi sprecarne più di mezzo chilo a settimana può costare di più che acquistare cibo di elevata qualità gestito con intelligenza.

Leggi di più: https://en.ilsole24ore.com/art/food-waste-italy-black-jersey-europe-according-to-waste-watcher-AIqWDUGB

BIOFACH 2026: LA GRANDE FIERA MONDIALE DEL BIOLOGICO GUARDA AL FUTURO

BIOFACH 2026: LA GRANDE FIERA MONDIALE DEL BIOLOGICO GUARDA AL FUTURO

La kermesse tedesca ha ribadito la sua centralità per l’intero comparto del biologico. Un’edizione ricca di stimoli professionali per Suolo e Salute e per le altre aziende co-espositrici del Gruppo Cotecna.

 

BIOFACH 2026, svoltasi dal 10 al 13 febbraio a Norimberga, in Germania, ha confermato ancora una volta il suo ruolo di piattaforma leader mondiale per il settore dei prodotti biologici, con un successo di pubblico e partecipazione internazionale. Con circa 2.200 espositori provenienti da quasi 90 paesi e quasi 32.000 visitatori professionali, di cui circa la metà dall’estero, la manifestazione ha attirato l’attenzione di aziende, buyer, istituzioni e realtà della filiera bio. A dispetto delle difficoltà nei trasporti aerei e ferroviari, i padiglioni della fiera si sono mantenuti ben frequentati, offrendo numerose opportunità di incontro e confronto.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato il tema “Growing Tomorrow: Young Voices, Bold Visions!”, che ha posto al centro l’importanza delle nuove generazioni e le idee per costruire sistemi produttivi più resilienti e sostenibili.

Oltre ai padiglioni espositivi, BIOFACH ha offerto un ricco programma congressuale con dibattiti su innovazione, sostenibilità, certificazione e nuove tendenze di mercato. Particolare attenzione è stata dedicata alle tecnologie green e alle soluzioni di packaging sostenibile, come dimostrato dalle presentazioni di materiali e processi a basso impatto ambientale.

L’internazionalità dell’evento è emersa anche dalla partecipazione di delegazioni nazionali: l’India è stata designata “Country of the Year”, con uno spazio espositivo di rilievo dedicato alla sua ampia offerta di prodotti biologici e alle specialità regionali

Il successo italiano non è mancato: diverse aziende italiane, molte certificate da Suolo e Salute, hanno partecipato con prodotti come oli, pasta, riso e specialità regionali, sfruttando la vetrina internazionale per rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

BIOFACH 2026 ha così ribadito la sua centralità per l’intero comparto biologico, non solo come spazio espositivo, ma come luogo di dialogo e definizione delle strategie future per un’agricoltura e un’alimentazione sostenibili a livello globale.

“Per noi di Suolo e Salute – commenta Alessandro D’Elia, Amministratore Delegato della società – è stata un’edizione davvero superlativa, anche grazie alla condivisione degli spazi espositivi con Neotron, Fitosoil, GeoChem e NofaLab, realtà che, insieme a noi hanno rappresentato il Gruppo Cotecna. I nostri spazi espositivi realizzati in cartone speciale riciclabile al 95%, sono stati una testimonianza concreta dello spirito con cui il Gruppo Cotecna ha partecipato alla fiera: un impegno verso una sostenibilità reale e tangibile, non semplicemente dichiarata. È stato un BIOFACH intenso – continua D’Elia – ricco di appuntamenti, confronti e incontri all’interno della grande galassia del biologico: un’occasione preziosa per rafforzare relazioni, costruire nuove sinergie e condividere visioni sul futuro del settore. E poi, naturalmente, tanto divertimento: un ingrediente che a questa fiera non manca mai.”

 

Per approfondimenti: https://www.biofach.de/en/press/press-releases/2026/02/biofach-2026-closing-report