Suolo e Salute

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IL MONDO DEL BIOLOGICO EUROPEO SI INCONTRA IN IRLANDA

IL MONDO DEL BIOLOGICO EUROPEO SI INCONTRA IN IRLANDA

Suolo e Salute: golden sponsor dell’European Organic Congress 2026. Al centro: resilienza, politiche europee, mercato e futuro del biologico

Sarà Cork, una delle più belle città d’Irlanda, la capitale del biologico europeo dal 6 all’8 ottobre. Stakeholders, ricercatori, imprese, rappresentanti delle organizzazioni di settore e delle istituzioni si riuniranno per il European Organic Congress 2026, organizzato da IFOAM Organics Europe insieme alle organizzazioni irlandesi del biologico.

“Organics: A Strategic Investment in Europe’s Resilience” è il tema scelto per questa edizione: un titolo che porta al centro del dibattito il contributo dell’agricoltura biologica alla resilienza dei sistemi alimentari europei, in una fase segnata da cambiamenti climatici, nuove esigenze dei consumatori e trasformazioni del mercato.

Il congresso arriva inoltre in un momento importante per le politiche agricole dell’Unione europea. Tra i temi in discussione ci saranno il futuro bilancio comunitario, le politiche di sostegno al biologico e la revisione delle norme europee sulla produzione e sull’etichettatura biologica, con particolare attenzione anche alle conseguenze sul commercio internazionale.

Ampio spazio sarà dedicato al mercato biologico, con un’analisi delle tendenze del 2026, dei comportamenti dei consumatori e delle prospettive di crescita. Non mancherà uno sguardo al futuro, attraverso i lavori sulla Organic Vision 2040, il percorso che punta a delineare le priorità del movimento biologico europeo per i prossimi anni e che confluirà nelle iniziative per il 25° anniversario di IFOAM Organics Europe nel 2027.

Tra le novità del congresso anche la presentazione di un nuovo chatbot dedicato alla normativa biologica, pensato per aiutare agricoltori e operatori a orientarsi tra le disposizioni legislative.

Suolo e Salute sarà presente al congresso – essendo anche golden sponsor dell’evento – sostenendo l’importante lavoro di IFOAM Organics Europe e confermando il proprio impegno nel confronto europeo sul futuro dell’agricoltura biologica.

Il congresso si chiuderà l’8 ottobre con una giornata sul territorio: visite ad aziende biologiche irlandesi e occasioni di confronto diretto con gli operatori locali. Un modo per portare il dibattito dalle istituzioni e dalle sale congressuali alla realtà quotidiana delle imprese agricole.

Cork diventa così, per tre giorni, una sorta di osservatorio sul futuro del biologico europeo: regole, mercato, innovazione e capacità di affrontare le sfide dei prossimi anni saranno i temi al centro del confronto.

Fonte: https://www.europeanorganiccongress.bio

NUOVI OGM: LA COMMISSIONE UE AMMORBIDISCE LE REGOLE

NUOVI OGM: LA COMMISSIONE UE AMMORBIDISCE LE REGOLE

Concordato tra Consiglio UE (cioè i ministri nazionali) e parlamento UE il nuovo quadro giuridico per i nuovi OGM (che in Europa si chiamano NBT New Breeding Techniques, sta a dire nuove tecniche genomiche, ma da noi NGT o, più elegantemente, TEA, tecniche di evoluzione assistita)

Nella notte del 3 dicembre, dopo mesi di negoziati, tra Consiglio e Parlamento si è raggiunto un accordo politico provvisorio sulla proposta della Commissione europea sui “nuovi” OGM (NGT), fortemente sostenuti dalle organizzazioni agricole convenzionali e dalle multinazionali sementiere e altrettanto fortemente avversati dal movimento biologico.

L’accordo provvisorio è teso a ammorbidire le norme per la categoria di piante modificate geneticamente NGT1, considerate “equivalenti” alle colture convenzionali e rappresenta un grave rischio per la sovranità alimentare e l’autonomia sementiera europee, ma anche una vera e propria distrazione dalle effettive soluzioni agroecologiche necessarie per portare l’agricoltura verso la sostenibilità.

 

Il Consiglio ufficialmente sostiene che il nuovo regolamento che disciplinerà le NGT è teso a migliorare la competitività del settore agroalimentare e a garantire parità di condizioni per gli operatori europei, nel contempo rafforzando la sicurezza alimentare e riducendo la dipendenza dalle importazioni.

Come sottolinea IFOAM Organics Europe l’accordo provvisorio va invece a scapito delle garanzie essenziali per il sistema alimentare europeo, con conseguenze gravi per gli agricoltori, gli allevatori, i produttori, i consumatori e l’ambiente.

 

In sintesi:

 

Autorizzazioni

L’accordo prevede una procedura semplificata per l’autorizzazione di piante NGT1 (ottenute per mutagenesi mirata e cisgenesi) che saranno considerate equivalenti a quelle convenzionali), che dovrebbero essere esentate dalle attuali norme sugli OGM.

Per la categoria NGT2, con modifiche al genoma più rilevanti, invece, rimarrebbero in vigore le norme sugli OGM, compresa l’etichettatura dei prodotti.

 

Tracciabilità, etichettatura e coesistenza:

Saranno etichettati solo i semi, niente etichettatura per i prodotti derivati, né B2B né B2C.

In caso di presenza accidentale e tecnicamente inevitabile di materiale NGT, non si configura un caso di non conformità.

Gli stati membri dovrebbero poter vietare la coltivazione di piante NGT2 nel loro territorio, così come possono adottare ogni opportuna misura di coesistenza.

In base a una relazione sull’impatto economico e amministrativo sul biologico nell’arco di 5-7 anni la Commissione può presentare una specifica proposta legislativa.

 

Brevetti

Previsto un codice di condotta da redigere entro un anno e mezzo e da rivedere dopo cinque: la Commissione redige il codice con il sostegno delle parti interessate (titolari di brevetti, piattaforme di licenze volontarie, allevatori, agricoltori, organizzazioni della società civile…) per dettagliare gli impegni dei titolari di brevetti a fornire informazioni chiare e accessibili al pubblico sui brevetti, a concedere a condizioni eque e ragionevoli e ad astenersi dal pretendere diritti di brevetto nei confronti degli agricoltori in caso di presenza involontaria e minore di materiale genetico brevettato. Il codice dovrebbe inoltre promuovere una partecipazione economicamente vantaggiosa per le PMI, accordi di licenza standard e meccanismi equi per la risoluzione delle controversie

La Commissione monitorerà il funzionamento del codice di condotta e, se dalla valutazione emergono violazioni gravi o frequenti delle disposizioni dovrebbe adottare misure adeguate, compresa l’eventuale proposta di misure legislative.

 

Varie

I nuovi OGM resistenti agli erbicidi o dannosi a causa delle tossine prodotte, verranno sempre classificati come NGT2, quindi non completamente deregolamentati

 

Ci saranno ulteriori riunioni tecniche per colmare le lacune entro la metà di gennaio, poi ci sarà la revisione da parte di giuristi-linguisti, a seguire voto in seno alla commissione ENVI (ambiente) per l’adozione dell’accordo (al più presto alla fine di gennaio), poi voto in plenaria in cui possono essere presentati emendamenti (ma difficili da approvare).

 

Prime valutazioni

L’ accordo manca di protezioni efficaci sui brevetti per le colture NGT (nonostante ad ampia maggioranza nel 2024 il Parlamento europeo avesse approvato una forte posizione sull’argomento) e non garantisce la piena tracciabilità in tutta la filiera: senza queste garanzie, l’Europa rischia di compromettere la libertà di scelta, la trasparenza per i consumatori e il futuro dell’agricoltura e dell’allevamento innovativi.

Nonostante la normativa europea pulluli di richiami al diritto dei consumatori all’informazione sugli alimenti che consumano, la proposta è tesa a impedire loro di sapere come viene prodotto il loro cibo: i semi NGT1 saranno etichettati come tali, ma non sarà necessario informare i consumatori di questa caratteristica nelle etichette degli alimenti posti in vendita.

 

Per approfondimenti: https://europa.today.it/deep/ngt-ue-nuova-generazione-ogm-cosa-cambia.html