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MARCHIO BIOLOGICO ITALIANO, AL VIA LE DOMANDE

MARCHIO BIOLOGICO ITALIANO, AL VIA LE DOMANDE

Il marchio identifica i prodotti biologici ottenuti con materie prime agricole nazionali. Gli operatori interessati possono presentare la richiesta attraverso il SIAN-SIB

Il Marchio Biologico Italiano entra nella sua fase operativa. Dal 15 settembre 2026, infatti, gli operatori biologici interessati possono presentare al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) l’istanza per l’utilizzo del nuovo marchio, previsto dalla legge n. 23/2022 e disciplinato dal DM 26 maggio 2026, n. 251972. Si tratta di un passaggio atteso dal comparto, perché introduce un ulteriore strumento per distinguere e valorizzare sul mercato le produzioni biologiche legate alla filiera agricola nazionale.

Il Marchio Biologico Italiano è di proprietà esclusiva del MASAF e può essere utilizzato per contraddistinguere i prodotti biologici realizzati con materie prime agricole nazionali, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Il segno distintivo si affianca alle informazioni già previste per i prodotti biologici e si collega alle indicazioni ufficiali riportate in etichetta: “Agricoltura Italia” o “Acquacoltura Italia”.

L’obiettivo è rendere più immediato per il consumatore il riconoscimento dell’origine italiana delle materie prime utilizzate, rafforzando il rapporto tra prodotto biologico, territorio e tracciabilità.

L’istanza deve essere presentata attraverso il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), accedendo al Sistema Informativo Biologico (SIB). L’accesso avviene mediante identità digitale, utilizzando SPID, CIE o CNS. Una volta entrati nel sistema, l’operatore dovrà attivare il servizio dedicato al Marchio Biologico Italiano e procedere con la compilazione e l’invio della domanda secondo le modalità previste. L’operatore ha l’obbligo di avvisare il proprio Organismo di Controllo e Certificazione. L’adesione non è obbligatoria: il sistema è infatti basato sulla partecipazione volontaria degli operatori biologici che intendono valorizzare le proprie produzioni attraverso il nuovo marchio.

La nascita del Marchio Biologico Italiano si inserisce in un mercato nel quale l’origine delle materie prime rappresenta un elemento sempre più importante nelle scelte di acquisto.

Per le aziende agricole e agroalimentari, poter comunicare in maniera riconoscibile il legame tra biologico e produzione nazionale significa disporre di un ulteriore strumento di identificazione sul mercato.

Con l’apertura delle istanze prende dunque avvio concretamente il percorso previsto per il nuovo marchio. Gli operatori biologici interessati sono chiamati a verificare i requisiti previsti e ad accedere al SIAN-SIB con la propria identità digitale per presentare la richiesta.

Per maggiori informazioni si chiede di contattare Suolo e Salute:

www.suoloesalute.it – info@suoloesalute.it – tel. +39 051 6751265

 

Fonte: https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/25140

AGENCE BIO: TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE PERE SUL BIOLOGICO FRANCESE

AGENCE BIO: TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE PERE SUL BIOLOGICO FRANCESE

Agence Bio (Agence française pour le développement et la promotion de l’agriculture biologique) è l’organismo pubblico/privato incaricato dello sviluppo del biologico francese e vede tra i soci il ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, quello della transizione ecologica e della coesione territoriale, le camere di commercio, la cooperazione agricola e tutte le organizzazioni del settore biologico

86 958 operatori nel 2024 (61 853 le aziende agricole, pari al 14,9% delle aziende agricole francesi e al 16% dell’occupazione agricola), 2,71 milioni di ettari (10,1% della SAU francese), 9 organismi di certificazione, oltre 300 visite ispettive al giorno.

12 miliardi di € di fatturato nel 2024 (+0.8%, vale il 5,7% %del consumo alimentare domestico) attraverso 6 circuiti di distribuzione: aree di grandi e medie dimensioni, negozi specializzati, vendita diretta, artigiani e piccoli commercianti, ristorazione commerciale, ristorazione collettiva, il tutto oggetto di rapporti puntuali dell’agenzia.

Il suo sito presenta informazioni aggiornate e analisi sul bio d’oltralpe, con rapporti dalla produzione al consumo e una ricca dotazione di infografiche, costituendo uno strumento indispensabile per chi intenda capire il mercato biologico francese o anche solo trarre ispirazione.

Leggi di più : https://www.agencebio.org/

AND THE WINNER IS…

AND THE WINNER IS…

Torna il premio europeo per i migliori operatori biologici, ancora un mese per autocandidarsi

 

Ricordiamo che il periodo di candidatura per gli EU Organic Awards 2026 è ancora aperto: invitiamo tutti gli operatori a partecipare!

I premi riconoscono iniziative eccellenti lungo tutta la filiera biologica, in particolare nelle categorie:

Miglior agricoltore biologico (due premi, donna e uomo)

Migliore regione biologica / biodistretto

Migliore città biologica

Migliore PMI di trasformazione alimentare biologica

Miglior rivenditore di alimenti biologici

Miglior ristorante / servizio di ristorazione biologico

 

Le candidature possono essere presentate gratuitamente solo online fino al 26 aprile.

Per tutti i dettagli sulle categorie, i criteri di ammissibilità e per trarre ispirazione dai vincitori delle precedenti edizioni, potete visitare la pagina web di IFOAM Organics Europe https://www.organicseurope.bio/get-involved/european-organic-awards/european-organic-awards-2026/.

I vincitori saranno invitati a spesae della Commissione alla cerimonia pubblica di premiazione da parte di Christophe Hansen, Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione, che si terrà a settembre al Palazzo Berlaymont a Bruxelles.

Condividete liberamente questa opportunità all’interno del vostro network per contribuire a valorizzare la diversità e l’eccellenza del comparto biologico in tutta Europa!

BIO, CRESCONO SAU. NUMERO DI OPERATORI E PESO SUL TOTALE DELLE SUPERFICI

BIO, CRESCONO SAU. NUMERO DI OPERATORI E PESO SUL TOTALE DELLE SUPERFICI

Le anticipazioni del ministero: superati i due milioni e mezzo di ettari, sfiorati i 100mila operatori

Con sei anni di anticipo rispetto al 2030, in sette regioni (Toscana, Calabria, Sicilia, Marche, Basilicata, Valle D’Aosta e Campania), ma anche nella provincia autonoma di Bolzano si è già superato l’obiettivo europeo di portare al 25% la quota di biologico nella Superficie agricola.

 

Ma anche Lazio e Puglia, rispettivamente con il 23,4% e il 24,5%, sono molto vicine al traguardo.

I dati emergono dall’anticipazione del rapporto “Bio in cifre” che ISMEA ha presentato in occasione della “Giornata europea del Biologico” al ministero dell’Agricoltura (la versione definitiva del rapporto sarà pubblicata a dicembre).

 

Dal rapporto (relativo al 2024) emerge che la superficie biologica incide su quella totale nella misura del 20,2% (sostanzialmente stabile rispetto al 2023, l’aumento è dello +0,4%).

Gli ettari coltivati con metodo biologico sono in tutto 2.514.596 (comprese le superfici in conversione); qui la crescita è del +2,4% rispetto all’anno precedente, mentre è di un più robusto +68% su dieci anni.

In parallelo alle superfici aumenta anche il numero degli operatori biologici, che alla fine del 2024 erano complessivamente 97.170 (+2,9% sul 2023 e + 62% nell’ultimo decennio), di cui più dell’89% (esattamente 87.042) erano aziende agricole (+3,4% sul 2023).

 

Anche la domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori italiani si conferma robusta e in continua espansione.

 

Potete leggere l’intera anticipazione del rapporto a pagina https://sinab.it/bionovita/giornata-europea-del-biologico-a-roma/