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Per annullare l’effetto del glifosato bastano due settimane di dieta bio

Per annullare l’effetto del glifosato bastano due settimane di dieta bio

Il consumo esclusivo di alimenti biologici può aiutarci a ostacolare il bioaccumulo di sostanze tossiche nell’organismo come ad esempio il glifosato, scoperto tutto ciò grazie ad uno studio.

In Europa viene rinnovata l’autorizzazione per l’impiego del glifosato.  Altri 5 anni in cui sui campi di mezza Europa (Italia e Francia hanno già parzialmente ridotto l’impiego) verrà utilizzato l’erbicida considerato “probabilmente cancerogeno” dallo Iarc. Come difendersi? Una nuova “arma” arriva dal consumo di alimenti biologici.

Uno studio su una famiglia italiana ha infatti dimostrato come il consumo di prodotti agroalimentari provenienti da coltivazioni bio sia in grado di ridurre i livelli di contaminazione nell’organismo. Annullandone gli effetti quasi del tutto.

Alimenti biologici e contaminanti nelle urine: lo studio FederBio

Aveva destato giusta preoccupazione una ricerca pubblicata a ottobre su JAMA in cui alcuni ricercatori dell’Università della California dimostravano come le concentrazioni di glifosato nell’urina della popolazione siano più che raddoppiate nel corso di 23 anni. Da una media di 0,2 microgrammi per litro nel ’93 si è passati a una di 0,44 microgrammi per litro nel 2016.

La buona notizia di oggi è che bastano due settimane di dieta a base di alimenti biologici per azzerarne i livelli nell’organismo. Lo studio è stato condotto in Italia e promosso da FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica), Isde-Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Wwf. Le sigle hanno lanciato la campagna #ipesticididentrodinoi per analizzare i livelli di contaminanti chimici presenti nel nostro organismo e per proporre soluzioni alternative.

I ricercatori si sono concentrati sugli inquinanti contenuti nelle urine di una famiglia italiana. Papà, mamma e due bambini di 7 e 9 anni si sono sottoposti a un esame specifico per stimare il contenuto di pesticidi nella pipì. L’analisi è stata effettuata prima e dopo una dieta 100% biologica.

I risultati sono stati estremamente interessanti. Dopo i 15 giorni di dieta sana, si è registrata una quasi completa decontaminazione dagli insetticidi più impiegati in agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e dal glifosato.

I ricercatori hanno effettuato 16 analisi su altrettanti campioni di urine. Quattro per ciascun membro della famiglia ‘analizzata’. In 13 dei 16 campioni sono stati riscontrati risultati estremamente positivi, con un abbattimento quasi totale dei livelli di contaminanti dopo la dieta bio. Solo in due casi non sono stati registrati miglioramenti. L’80% delle analisi, dunque, ha dimostrato gli effetti benefici della dieta a base di alimenti biologici.

I benefici degli alimenti biologici in dettaglio

Le analisi sono state elaborate dal Medizinisches Labor Bremen – MLHB, laboratorio accreditato di Brema. I risultati più interessanti sono stati individuati su due sostanze.

In primis, l’insetticida clorpirifos. Nel bambino più piccolo, il contaminante era presente nelle urine con un valore di oltre 5 microgrammi per grammo di creatinina. Si tratta di un valore più di tre volte maggiore rispetto alla media di riferimento, che si ferma a 1,5 mg/g. Dopo i 15 giorni di dieta a base di alimenti biologici il valore è sceso a 1,8 microgrammi. Anche nel papà la sostanza era presente in concentrazioni molto elevate: tre volte di più rispetto alla media di riferimento per gli adulti. Dopo la dieta, il valore non è stato più rilevabile.

Anche sul glifosato i risultati sono estremamente interessanti. Dopo la dieta bio, infatti, i valori di tutti i 4 membri della famiglia sono risultati al di sotto della soglia di rilevabilità. Un risultato straordinario, se consideriamo che le concentrazioni erano molto elevate. Nel papà, per esempio, i livelli erano più del doppio rispetto alla media della popolazione di riferimento (+116%). Dopo la dieta, le tracce di erbicida sono scomparse. Nei bambini i livelli iniziali erano più bassi, ma comunque importanti: 0,16 per la bambina di 9 anni, 0,19 per il più piccolo. A fronte di un valore di riferimento di 0,12 microgrammi/litro. Dopo la dieta, i residui di glifosato non sono più stati individuati.

Gli ambientalisti: “Incredibile l’assenza di monitoraggi su ampia scala”

La buona notizia, l’abbiamo visto, è che gli alimenti biologici possono aiutarci a ridurre efficacemente questi contaminanti chimici nel corpo. Il che ci ricorda quanto dobbiamo stare attenti ai prodotti che acquistiamo e consumiamo.

Se le analisi, infatti, da un lato ci rincuorano, dall’altra ci fanno temere per il cosiddetto ‘bioaccumulo’, l’accumulo di sostanze tossiche persistenti nell’organismo, risultato più che mai evidente dalle analisi. Lo scrivono i promotori della ricerca in una nota:

«Un’indicazione importante del fatto che la chimica contenuta negli alimenti da agricoltura convenzionale, anche in presenza di cibi che rispettano le soglie stabilite di fitofarmaci, come capita nella maggior parte dei prodotti consumati in Italia, rimane e si accumula nel nostro corpo, con conseguenze che ancora non sono state totalmente studiate e comprese».

Parole cui fa eco Maria Grazia Mammuccini, portavoce della coalizione #StopGlifosato, che si è mobilitata negli ultimi anni per ostacolare l’approvazione di una nuova autorizzazione europea per l’erbicida:

«L’iniziativa che abbiamo condotto ci spinge a una seria riflessione sul fatto che se cerchiamo ‘i pesticidi dentro di noi’ è molto probabile che li troviamo. Ma su questo non ci sono monitoraggi su ampia scala: è incredibile che ancora oggi ci si ponga in maniera molto vaga il tema dell’effetto dei pesticidi all’interno del nostro organismo. Misurare i livelli di inquinamento da fitofarmaci sui prodotti alimentari è il primo passo. Ma serve approfondire la conoscenza degli effetti che diverse e numerose sostanze hanno sulla nostra salute».

Ue, nuovo rinvio per il glifosato: ora si lavora a un rinnovo quinquennale

Ue, nuovo rinvio per il glifosato: ora si lavora a un rinnovo quinquennale

Il glifosato ancora al centro del dibattito europeo. Dopo il rinvio della votazione sulla ri-autorizzazione della sostanza, prevista per il 25 ottobre scorso, proseguono le trattative tra i Paesi membri per arrivare a una soluzione definitiva.

Due le principali proposte sul tavolo.Ad oggi, la strada più probabile sembra essere quella di una nuova approvazione dell’autorizzazione, ma per un periodo di tempo piuttosto limitato.

Ecco le ultime novità.

Il glifosato sarà bandito dai campi europei?

Sull’acceso dibattito europeo intorno al glifosato c’è un’unica certezza: un rinnovo decennale all’autorizzazione dell’erbicida non arriverà. È questo il risultato delle trattative degli ultimi mesi, che hanno portato a un rinvio del provvedimento nelle ultime 5 riunioni del Paff, il comitato tecnico permanente veterinario e fitosanitario dell’Ue, che deve decidere sulla questione.

Già nell’ultima riunione, la Commissione europea aveva provato a mediare per giungere a un’approvazione limitata nel tempo: 7 anni la proposta di Bruxelles. Una proposta respinta al mittente.

Per giungere a una conclusione della vicenda, ora le ipotesi in campo sono due.

Alcune fonti parlano di un possibile compromesso sui 3 anni di proroga dell’autorizzazione. Un’ipotesi a cui potrebbero aderire persino alcuni dei Paesi che si sono finora detti contrari. La Commissione, invece, propone una prosecuzione dell’autorizzazione per il glifosato fino al 2022, con un periodo di transizione di 5 anni.

La prossima data utile per trovare un accordo è stata ora fissata al 9 novembre. Data in cui i tecnici degli Stati membri si ritroveranno per individuare una maggioranza qualificata, che in Ue significa il 55% dei Paesi membri, per un totale del 65% della popolazione comunitaria.

Confagricoltura ribadisce il proprio sì all’erbicida

Diverse le posizioni in campo, anche in Italia. Confagricoltura ribadisce il proprio sì al glifosato e propone un rinnovo dell’autorizzazione di lungo termine. A esprimere la posizione dell’associazione, il presidente Massimiliano Giansanti:

«La nostra posizione è sempre stata a favore di un’agricoltura competitiva in un mercato sempre più globale. Detto questo, in Italia il glifosato è sempre stato utilizzato in maniera diversa. Noi lo usiamo soprattutto nei periodi autunnali, e con la massima precauzione, per preparare i letti di semina. Altrove impiegano il prodotto al momento del raccolto, come in Canada. Questo ci consente di abbattere i costi di produzione e di preparare terreni altamente rispettosi dell’ambiente. Insomma, quell’agricoltura conservativa che, tra l’altro, impedisce lo smottamento dei terreni nelle zone collinari. In ultima analisi, per gli agricoltori italiani il glifosato è uno strumento eccezionale in quanto consente di evitare il ricorso ad altri diserbanti davvero pericolosi. Ma noi ci battiamo da sempre sulla base di evidenze scientifiche certe».

In occasione dell’inchiesta di Report sull’argomento, andata in onda il 30 ottobre, la Coalizione #StopGlifosato ha ribadito la propria posizione contraria, attraverso un post sulla pagina Facebook ufficiale:

«La Coalizione italiana #StopGlifosato ribadisce il suo NO ad ogni ipotesi di rinnovo che consenta l’utilizzo nei campi coltivati europei del glifosato oltre il 2020 e chiede al Governo italiano di farsi parte attiva verso gli altri Stati membri della UE per bocciare questa ennesima proposta insostenibile rilanciata anche dalla Commissione Europea dopo la bocciatura della sua proposta di rinnovo a 10 anni.

Con il voto sul glifosato l’Unione Europea mette in gioco la sua credibilità e fiducia per milioni di cittadini europei che chiedono una rapida uscita dall’uso del diserbante che inquina le nostre acque, uccide la biodiversità dei fiumi e mette a rischio la salute umana».

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3554

https://www.agi.it/cronaca/glifosato_erbicida_monsanto_europa_slitta_accordo-2299902/news/2017-10-29/

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ue-sul-glifosato-scontro-commissione-parlamento-1457816.html

https://www.facebook.com/StopGlifosato/posts/734175326782552

Glifosato: non c’è l’accordo, slitta ancora il voto Ue

Glifosato: non c’è l’accordo, slitta ancora il voto Ue

Il 25 ottobre era atteso, per la seconda volta dopo il rinvio di inizio mese, il voto definitivo per la ri-autorizzazione del diserbante glifosato nel continente. Ma nemmeno stavolta i Paesi membri non sono riusciti a raggiungere un accordo. Anche perché, poche ore prima, l’Europarlamento aveva proposto un bando all’erbicida in un percorso di 5 anni, esteso fino al 2022.

Intanto arrivano nuovi studi allarmanti dagli USA sulla presenza della sostanza negli esseri umani. Vediamo tutte le ultime informazioni.

Glifosato: il no dell’Europarlamento

Ancora una fumata nera per il diserbante glifosato. Il 25 ottobre era atteso il voto definitivo sul rinnovo dell’autorizzazione decennale per l’impiego dell’erbicida in Europa. Ma il Paff, il comitato per piante, animali, alimenti e mangimi Ue, non ha raggiunto un accordo sulla deliberazione.

Questo, malgrado il tentativo di mediazione svolto dalla Commissione per arrivare a un’approvazione limitata nel tempo, tra i 5 e i 7 anni. Escludendo quindi di fatto l’atteso rinnovo di 10 anni, fino al 2027. Il tentativo era stato annunciato da Margaritis Schinas, capo portavoce dell’esecutivo europeo, a 24 ore dalla riunione del Paff:

«Il collegio – spiegava Schinas – ha istruito i rappresentanti della Commissione che domani parteciperanno al Comitato con gli esperti dei Paesi Ue a lavorare per cercare il consenso più ampio su una proposta di rinnovo dell’autorizzazione tra cinque e sette anni». 

La era stata resa necessaria anche a seguito del voto dell’Europarlamento che a larga maggioranza – 355 voti favorevoli, 204 contrari e 111 astenuti – approvava una risoluzione presentata dai Verdi per eliminare gradualmente i prodotti in commercio che contengono l’erbicida. Una proposta che vede una timeline di 5 anni, da qui al 2022, per l’eliminazione definitiva della sostanza dai campi europei.

Diserbante glifosato: il voto slitta ancora

Ma i governi dei Paesi membri, rappresentati nel Paff, non sono riusciti a trovare la ‘quadra’. Le nazioni favorevoli al rinnovo sono numerose: Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria. Insieme, esse compongono il 55% degli Stati membri, una soglia necessaria per approvare il rinnovo.

Alcuni no pesanti però – in primis quelli di Francia e Italia –, insieme all’importante astensione della Germania, impediscono di trovare una maggioranza. Già perché è richiesto che i Paesi favorevoli debbano rappresentare almeno il 65% della popolazione dell’Unione, per rendere valida la votazione. Insomma, si conferma lo stallo: una nuova riunione del Paff è ora prevista per il 6 novembre.

Le istituzioni di Bruxelles, intanto, prendono tempo:

«Ora si riflette su come procedere – dichiara la portavoce dell’esecutivo Ue per la Salute – si cerca una soluzione condivisa e che tuteli al massimo la salute dei cittadini. La Commissione ha preso atto delle posizioni delle diverse delegazioni degli stati membri su cui rifletterà e annuncerà prossimamente la data della prossima riunione».

Esultano le organizzazioni ambientaliste

Sul mancato rinnovo dell’autorizzazione, esprimono soddisfazione le sigle ambientaliste riunite nella Coalizione #StopGlifosato:

«Il glifosato è dappertutto e i suoi pericoli sono noti – ha commentato Franziska Actherberg, responsabile Politiche alimentari di Greenpeace Europa, membro della Coalizione – Oggi la Commissione ha fallito per la quinta volta consecutiva nel tentativo di ottenere il sostegno al rinnovo della licenza del glifosato. Se la Commissione non sostiene un divieto, continuerà a fallire».

Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione, alla vigilia del voto aveva inoltre ricordato come anche un periodo di transizione di 5-7 anni verso il bando definitivo del diserbante glifosate fosse uno smacco di fronte alle “preoccupazioni degli europei”:

«La Commissione Ambiente aveva approvato nei giorni scorsi un documento in cui si chiedeva una fase di eliminazione delle scorte, fissata da qui al 2020. Andare oltre questa ipotesi non è accettabile».

Glifosato: esposizione aumentata del 500% in 23 anni

Mentre infuria il dibattito in Europa, negli USA viene pubblicato sulla rivista scientifica Jama, uno studio dei ricercatori della University of California San Diego School of Medicine che attesta la massiccia diffusione del diserbante.

«I [nostri] dati – commenta Paul J. Mills, autore della ricerca, con parole riportate da Wired – mettono a confronto i livelli di glifosato e del suo metabolita, l’acido aminometilfosfonico, nel corpo umano durante un periodo di 23 anni a partire dal 1993, cioè poco prima dell’introduzione delle colture geneticamente modificate negli Stati Uniti».

I livelli di esposizione, secondo gli studiosi, sono aumentati in California di circa il 500% durante tale periodo. In valori assoluti, il livello medio di residuo di glifosato nelle urine dei partecipanti è passato da 0,203 μg / L nel 1993-1996 a 0,449 μg / L nel 2014-2016.

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3553

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3545

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-10-25/2017102537359064.pdf

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Monsanto-bacio-della-morte-Europa-proteste-contro-produttore-mondiale-Glifosato-349d6e0c-cd89-431a-a96f-a59ce29e9149.html#foto-1

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/10/25/glifosato-voto-ue-su-rinnovo-autorizzazione-rimandato_829f9120-1e0c-4728-9b15-0a877bc32944.html

http://www.eunews.it/2017/10/25/glifosato-non-ce-maggioranza-qualificata-salta-ora-rinnovo-delle-licenze/95602

http://www.eunews.it/2017/10/24/parlamento-ue-commissione-no-al-rinnovo-dellautorizzazione-glifosato/95489

https://www.wired.it/attualita/ambiente/2017/10/25/glifosato-esposizione-erbicida-aumentata/

Diserbante glifosato: arriva il no definitivo del governo italiano

In vista del voto definitivo del Paff in Europa, gli Stati membri chiariscono la propria posizione in merito al rinnovo delle autorizzazioni per il diserbante glifosato.

La Francia ha più volte ribadito il proprio no. La Germania, invece, tentenna anche perché la coalizione che sosterrà il futuro governo non è stata ancora chiarita, dopo le elezioni del 24 settembre scorso.

Una buona notizia c’è: grazie alla pressione di Greenpeace e alle attività della coalizione #StopGlifosato arriva il no definitivo del governo Gentiloni. Tutte le ultime novità.

Diserbante glifosato: il no della Lorenzin

Un aperitivo al glifosato per il ministro. Con questa singolare protesta, gli attivisti di Greenpeace hanno manifestato di fronte al ministero della Salute per opporsi al rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida più utilizzato al mondo.

Beatrice Lorenzin, titolare del dicastero, ha confermato la posizione più volte espressa dal ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.

«Non è un mistero – ha dichiarato Lorenzin –l’Italia vota no: noi abbiamo già votato due volte no, perché dovremmo votare sì questa volta?».

Riferendosi poi agli altri stati membri favorevoli all’approvazione, o ancora in forse, il ministro ha proposto ai manifestanti di “andare in Unione Europea: andate dai tedeschi, dai finlandesi, dagli svedesi, dagli spagnoli dai greci, dai portoghesi. Perché il no è sempre stata la nostra posizione”.

Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura per Greenpeace Italia, ha commentato le dichiarazioni del ministro:

«Siamo molto soddisfatti: finalmente la posizione del Governo italiano è chiara e inequivocabile».

Monsanto diserta il dibattito

Proseguono intanto le discussioni a livello europeo, in attesa del voto definitivo sulla ri-autorizzazione del diserbante glifosato. L’11 ottobre, la commissione parlamentare europea Envi (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) ha fissato un’audizione sui cosiddetti “Monsanto Papers”, ovvero le presunte interferenze che la multinazionale avrebbe operato durante il processo di regolamentazione europeo. Un dibattito a cui i vertici dell’azienda hanno deciso di non partecipare.

Il confronto è stato quindi sostenuto dalla dottoressa Kathryn Guyton, specialista dell’Oms e quindi dello Iarc, che ha spiegato le basi su cui l’organismo ha affermato la possibile cancerogenicità dell’erbicida. Presente anche Jose Tarazona, dell’Efsa, Agenzia europea sulla sicurezza alimentare che aveva invece negato la connessione tra il diserbante glifosato e il cancro.

Su quest’ultima valutazione, però, sono emerse di recente novità che ne avrebbero messo in dubbio l’imparzialità. Secondo un’inchiesta del Guardian, il rapporto Efsa conteneva circa 100 pagine (su un totale di 4.300) copiate direttamente dai documenti presentati da Monsanto. Pagine che trattano il nesso tra glifosato e genotossicità, cancerogenicità e pericolosità per l’apparato riproduttivo.

Su questo e altre presunte ingerenze della multinazionale nel processo autorizzativo, Greenpeace ha richiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta di livello europeo.

Autorizzazione diserbante glifosato: si vota il 25 ottobre

Il 5 e 6 ottobre scorsi il Paff, il comitato Ue per i prodotti fitosanitari, si era riunito, creando una certa attesa su una possibile votazione per la ri-autorizzazione decennale del glifosato. Una votazione che era però stata escluso dall’ordine del giorno.

Il voto potrebbe ora arrivare il prossimo 25 ottobre, data in cui è stata fissata una nuova riunione del comitato. Per bloccare la nuova autorizzazione, sarà necessario il voto contrario del 45% degli Stati membri o di 4 Paesi che ospitano almeno il 35% della popolazione europea.

Il no dell’Italia va ad aggiungersi a quello di Francia, Lussemburgo e Austria. Ci sono però circa 12 Paesi membri orientati al voto favorevole. Sarà importante l’atteggiamento della Germania, che non ha ancora espresso una posizione chiara. Un sì al diserbante glifosato potrebbe ostacolare il cammino verso una coalizione con i Verdi, che insieme alla CDU di Angela Merkel e i liberali dell’Fpd dovrebbero formare il nuovo governo tedesco.

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3536

http://www.ow7.rassegnestampa.it/RassegnStampaCia/PDF/2017/2017-10-18/2017101837297852.pdf

https://altreconomia.it/glifosato/

http://www.slowfood.it/vietare-il-glifosato-e-una-questione-di-civilta/

https://www.theguardian.com/environment/2017/sep/15/eu-report-on-weedkiller-safety-copied-text-from-monsanto-study

 

La Francia mette al bando glifosato e Roundup: lo stop entro 7 anni

La Francia ha detto no. A partire dalla fine dei 5 anni di governo di Emmanuel Macron, il Paese transalpino metterà definitivamente al bando il glifosato.

Uno stop che si estenderà a tutti i possibili utilizzi e quindi anche all’agricoltura. Sarà vietato anche il Roundup, l’erbicida Monsanto che contiene il formulato.

La decisione è stata annunciata negli scorsi giorni dal governo francese presieduto da Edouard Philippe.

Roundup: la messa al bando tra 5-7 anni

Entro “la fine del quinquennio” del presidente Emmanuel Macron, il glifosato e tutti i prodotti in commercio che lo contengono – tra cui il Roundup – saranno “vietati in Francia”. È questo l’annuncio che il governo francese, presieduto dal premier Edouard Philippe, ha effettuato nelle ultime ore.

La dichiarazione è tratta da un’intervista al portavoce del governo, CristopheCastaner, intervistato da Bfm-Tv. Dopo le dichiarazioni del portavoce è arrivata però una parziale smentita del Ministro dell’Agricoltura StéphaneTravert. Una smentita non sulla sostanza dell’annuncio, quanto sui tempi: lo stop potrebbe arrivare in un periodo di 5-7 anni.

Al di là delle tempistiche, la direzione è ormai tracciata.

L’annuncio arriva malgrado l’opposizione degli agricoltori francesi. Nei giorni scorsi, infatti, la Federazione nazionale dei sindacati degli agricoltori (FDSEA, Fédérationnationaledessyndicats d’exploitantsagricoles) era scesa in piazza per contrastare la scelta dell’amministrazione Macron di non appoggiare il rinnovo dell’autorizzazione all’erbicida in sede europea.

La sua politica uccide l’agricoltura francese”, dichiarava DamienGreffin, presidente della FDSEA.

Malgrado le proteste, il governo va avanti per la propria strada. Il glifosato è stato già vietato dal primo gennaio di quest’anno nelle aree aperte al pubblico. L’uso privato sarà invece proibito nel 2019. Entro il 2024, dovrebbe arrivare il bando definitivo, per tutti gli usi. Quindi anche in agricoltura, dove prodotti come il Roundup vengono utilizzati abbondantemente.

Il governo Castaner ha giustificato la scelta, che coinvolge anche altri formulati chimici oltre al glifosato, parlando di “rischio per la salute pubblica”. Oltre al divieto, l’esecutivo annuncia un investimento di 5 miliardi di euro per lo sviluppo di prodotti alternativi.

Lo studio

L’annuncio del governo francese arriva in un momento caldo per l’erbicida. A breve ci sarà infatti il voto in sede europea per il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del prodotto. Non solo: Glifosato e Roundup sono stati al centro delle polemiche negli ultimi giorni a causa di uno studio commissionato dall’organizzazione governativa GénérationsFutures, che ha richiesto ad alcuni laboratori diindividuare la presenza dei formulati in alcuni prodotti alimentari in commercio.

Seppur limitata a circa 30 prodotti, l’indagine ha dimostrato una presenza diffusa di glifosato all’interno dei cibi commercializzati Oltralpe: il 53,3% dei campioni analizzati è risultato infatti contaminato.

Le analisi, pubblicate su tutti i giornali francesi lo scorso 14 settembre, hanno dimostrato la presenza del formulato in:

  • 7 cereali per la colazione (sugli 8 analizzati)
  • 7 legumi su 12
  • 2 tipi di pasta su 7

Sul fronte delle concentrazioni, i dati relativi ai legumi paiono particolarmente rilevanti:

«Non tanto da provocare intossicazioni acute – spiega lo studio –maquanto basta per contaminare a poco a poco l’apparato digestivo e dunque il nostro organismo».

Roundup e glifosato: il rinnovo in Europa

Come accennato, la decisione arriva a pochi giorni dal pronunciamento europeo sulla proroga all’autorizzazione del glifosato. Il voto definitivo sulla materia dovrebbe arrivare il prossimo 5 ottobre. La scadenza dell’autorizzazione arriverà il 31 dicembre di quest’anno: se rinnovata, l’autorizzazione all’impiego di Roundup e simili arriverà al 2027, con una proroga di 10 anni.

La Francia era già intervenuta nel dibattito sul tema, a inizio settembre:

«La Francia – annunciava un funzionario del Ministero dell’Ambiente –voteràcontro la riautorizzazione del glifosato, visti i dubbi che restano circa la sua pericolosità».

FONTI:

http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=3495

http://www.repubblica.it/ambiente/2017/09/25/news/la_francia_dice_no_al_glifosato_divieto_fino_al_2022-176470139/

http://www.askanews.it/video/2017/09/22/stop-glifosato-agricoltori-francesi-in-piazza-macron-ci-uccide-20170922_video_17574132/

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/francia-glifosato-alimenti-cibo

http://www.lifegate.it/persone/news/fine-glifosato-in-francia

http://www.suoloesalute.it/francia-glifosato-votera-no-al-rinnovo-ue/

Francia contro il glifosato: voterà no al rinnovo in UE

La scadenza arriverà il 31 dicembre del 2017. Entro questa data le autorità europee devono decidere se rinnovare o meno l’autorizzazione all’impiego del glifosato per ulteriori 10 anni.

I negoziati sull’argomento sono ripresi già a luglio, quando si riuniva il il Paff, comitato europeo permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. In quella sede, la Commissione faceva sapere che il rinnovo dovrà essere condiviso dalla maggioranza dei Paesi membri. In questi giorni, la Francia ha ribadito il suo no netto all’utilizzo del formulato.

Si tratta di un passo in avanti importante, in attesa del voto definitivo, che dovrebbe arrivare a ottobre. Nel frattempo si attende una presa di posizione anche da parte del governo italiano. “Segua l’esempio di Macron”, insistono gli ambientalisti italiani.

Ecco tutte le ultime novità.

Glifosato: la Francia rinnova il suo NO

Già nell’aprile del 2016, la Francia poneva per la prima volta una serie di misure restrittive alla diffusione del glifosato, elemento contenuto in numerosi erbicidi in commercio, tra cui il RoundUp di Monsanto.

La decisione diventava operativa con una lettera dell’ANSES, l’agenzia per la sicurezza e la salute d’Oltralpe. Nella missiva, inviata a tutti i produttori dell’agente chimico, il vice-direttore generale dell’agenzia, Francoise Weber, avvertiva dell’intenzione di ritirare l’autorizzazione a tale prodotto.

In particolare, l’ente francese sottolineava i rischi potenziali per la salute dati dalla combinazione del glifosato con l’ammina di sego. Oggi la Francia rinnova la propria posizione contraria al formulato, annunciando il proprio no al rinnovo dell’autorizzazione in sede europea.

«La Francia voterà contro la riautorizzazione del glifosato, visti i dubbi che restano circa la sua pericolosità», ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Ambiente. Che ha inoltre confermato come un voto sul tema è in vista per l’8 ottobre prossimo.

Si tratta di una decisione estremamente importante. La decisione del rinnovo dell’autorizzazione all’erbicida, infatti, si ottiene solo con il 55% dei Paesi membri che sono rappresentativi del 65% della popolazione del continente. La decisione della Francia avrà quindi sicuramente un peso nei negoziati.

Gli ambientalisti: “Italia segua l’esempio della Francia”

La scelta del Ministro dell’Ecologia francese, Nicolas Hulot, ha dato adito agli ambientalisti italiani per pungolare il governo Gentiloni sull’argomento. La Coalizione StopGlifosato, per esempio, che racchiude 45 associazioni ambientaliste italiane, ha invitato l’esecutivo a dare una risposta chiara sul tema:

«Rispettando gli impegni a favore dell’ambiente espressi in campagna elettorale – dichiara in una nota Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione – Macron e il suo ministro dell’Ecologia stanno prendendo una decisione a favore della salute umana. Alla fine di luglio abbiamo scritto una lettera appello ai ministri Martina e Lorenzin perché l’Italia si schieri contro il glifosato. Non abbiamo ancora ricevuto risposta. Chiediamo che il Governo italiano dica con chiarezza come intende schierarsi e ci auguriamo veramente che segua l’esempio di Macron e Hulot».

La Coalizione ricorda che lo IARC ha definito l’erbicida come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Mentre EFSA ed ECHA, pur dando parere di non cancerogenicità, hanno comunque riconosciuto “la dannosità per l’uomo e gli ecosistemi provocati dall’utilizzo agricolo” del glifosato. Malgrado ciò, ricorda Mammuccini, “la comunità scientifica è fortemente scettica sull’assoluzione del glifosato dal rischio di cancerogenicità”.

La portavoce ribadisce inoltre come “un milione e 300mila cittadini europei abbiano firmato l’Iniziativa di legge europea per bandire l’erbicida”. E conclude con un richiamo sull’importanza del settore agroalimentare della Penisola:

«Per un paese come l’Italia che fonda la sua produzione agricola e alimentare sulla qualità sarebbe un clamoroso autogol schierarsi a fianco delle multinazionali».

FONTI:

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/08/31/glifosato-la-francia-dira-no-a-rinnovo-autorizzazione-ue_465ca9ff-da81-4e9a-a415-6d2ad2cd57cf.html

http://www.reuters.com/article/us-france-glyphosate/france-to-ban-some-glyphosate-weedkillers-amid-health-concerns-idUSKCN0X512S

https://www.reuters.com/article/us-health-france-glyphosate/france-to-vote-against-license-renewal-for-weedkiller-glyphosate-idUSKCN1BA242

http://www.suoloesalute.it/autorizzazione-glifosato-autunno-lue-vota-rinnovo-decennale/