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Autorizzazione Glifosato: in autunno l’Ue vota per il rinnovo decennale

Quasi un milione e mezzo di firme sono arrivate sul tavolo delle autorità competenti comunitarie, per dire stop al rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato, il controverso erbicida più utilizzato al mondo.

Malgrado ciò, si apprende che la Commissione sta lavorando con gli Stati membri per portare a un rinnovo decennale della concessione all’utilizzo.

Si attivano le associazioni ambientaliste. Per Slow Food, la“protezione di salute e ambiente non possono essere subordinate agli interessi delle multinazionali”.

Commissione Ue: “Voto in autunno su autorizzazione glifosato”

Pochi giorni fa, si è riunito il Paff, comitato europeo permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti della Commissione e dei Paesi membri. Sul tavolo, la proposta di un rinnovo dell’autorizzazione per altri 10 anni del glifosato, l’erbicida più utilizzato in Europa e nel mondo.

Secondo quanto si apprende dalla Commissione, l’incontro è stato “costruttivo”. Entro il primo settembre, gli Stati membri dell’Ue sono stati invitati a proporre commenti scritti sulla proposta dell’esecutivo comunitario. Una volta pervenuti, si procederà a una nuova discussione sul tema. “Possibile un voto in autunno”, spiegano le autorità europee.

Anche se, come trapelato da alcune agenzie di stampa, l’eventuale approvazione dell’utilizzo del glifosato non arriverà da parte della Commissione se non questa otterrà prima il supporto di una maggioranza qualificata di Paesi europei. L’esecutivo ha infatti richiamato gli Stati ad assumersi “una responsabilità condivisa”.

La Commissione sembra quindi voler fare pressione sugli Stati membri, imponendo un’accelerazione al processo autorizzativo. C’è tempo infatti fino alla fine di dicembre 2017 per il rinnovo, ma a quanto pare l’esecutivo europeo ha fretta di concludere l’iter.

In questo senso, vanno anche le recenti dichiarazioni di Vytenis Andriukaitis, commissario per la Salute e la sicurezza alimentare. Citando le conclusioni di Echa ed Efsa sull’argomento, Andriukaitis ha infatti affermato che “non c’è ragione per annoverare il glifosato tra le sostanze cancerogene”.

Autorizzazione glifosato: le proteste delle associazioni

L’accelerazione dell’Europa sull’iter autorizzativo ha messo in allarme le associazioni ambientaliste. La Coalizione #StopGlifosato, che riunisce 45 associazioni italiane, per bocca della portavoce Mariagrazia Mammuccini, si è detta “indignata e sconcertata” dalla proposta della Commissione.

L’esecutivo europeo, spiega, “intende rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato dopo la presentazione di oltre 1.300.000 firme da parte di cittadini europei”. La decisione “rischia di screditare ulteriormente le Istituzioni europee”, dichiara Mammuccini. L’appello è quindi rivolto al Governo Gentiloni perché prenda posizione sul tema:

«Chiediamo ai Ministri Martina, Galletti e Lorenzin, a nome del Governo italiano, di esprimersi contro la proposta della Commissione Europea pro glifosato, non solo per salvaguardare la salute dei cittadini europei e dell’ambiente ma la stessa credibilità dell’Unione Europea. Per questo abbiamo inviato una lettera ai tre Ministri italiani chiedendo un impegno del nostro Governo contro il rinnovo dell’autorizzazione all’uso di questo pericoloso diserbante».

Il movimento Slow Food ha inoltre invitato “tutti i paesi UE a votare contro il rinnovo della licenza di utilizzo del glifosato”. In un comunicato, l’associazione ricorda il pronunciamento IARC, Agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro, che ha definito il glifosato come probabile cancerogeno per gli esseri umani. Ha inoltre rimandato alle inchieste del quotidiano francese “Le Monde” che ha indagato l’attività di Monsanto “mostrando con dovizia di particolari come la multinazionale del cibo abbia sistematicamente cercato di screditare, intimidire e mettere a tacere tutte le organizzazioni approdate a conclusioni allarmanti sui rischi sanitari del glifosato”.

Slow Food chiede infine alla Commissione di “conformarsi alla volontà espressa dai cittadini europei”, attraverso la raccolta firme di Stop Glyphosate. “La protezione della salute e dell’ambiente non può essere subordinata agli interessi delle multinazionali del settore agroalimentare”, conclude.

FONTI:

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2017/07/21/glifosato-in-autunno-si-discute-rinnovo-autorizzazione-ue_795d52e7-5245-4d02-a09c-c1b15212cff2.html

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1200

https://www.slowfood.com/sloweurope/it/glifosato-slow-food-invita-i-paesi-ue-a-prendere-posizione-contro-la-proposta-della-commissione-europea/

http://www.suoloesalute.it/glifosato-13-milioni-firme-raccolte-dire-no-allerbicida/

 

Glifosato: 1,3 milioni di firme raccolte per dire no all’erbicida

Un milione e 320mila adesioni. È questo il risultato della raccolta firme messa in campo dalla Ice (Iniziativa dei cittadini europei) per mettere definitivamente al bando l’erbicida Monsanto, il più usato al mondo.

Secondo le regole europee, ora la Commissione dovrà obbligatoriamente vagliare la proposta.

La Coalizione #StopGlifosato, che ha raccolto le adesioni in Italia, parla di “segnale forte”. In primis al governo italiano e poi alle istituzioni di Bruxelles.

L’erbicida al bando: le firme raccolte

Presentata ufficialmente il 25 gennaio scorso, la petizione dell’Ice ha raggiunto in pochi mesi il risultato di un milione di adesioni. Oggi sono 1,32 milioni i cittadini europei che hanno dichiarato la propria contrarietà all’erbicida. Sono state un milione e 80mila le firme raccolte online, a cui si sono aggiunte le 237mila che sono arrivate materialmente, attraverso i banchetti sparsi in tutta Europa.

Nello specifico, la proposta ha l’obiettivo di fermare il processo di ri-autorizzazione del glifosato, prodotto chimico realizzato e commercializzato da Monsanto. Nel giugno del 2016, l’Unione Europea aveva rinnovato l’autorizzazione al prodotto fino alla fine del 2017. Ora è necessaria una nuova autorizzazione per continuare a utilizzare gli erbicidi che contengono questo formulato. Una autorizzazione che le associazioni ambientaliste vogliono fermare a tutti i costi.

La Commissione europea è ora obbligata a prendere in esame la richiesta. Secondo le regole comunitarie, infatti, se una proposta popolare raggiunge entro un anno il milione di firme, provenienti da almeno 7 Paesi Ue, le autorità non possono rifiutarsi di vagliarle.

Invitiamo la Commissione europea a rispettare le richieste dei firmatari rifiutando una nuova licenza per il glifosato”, ha rimarcato Greenpeace pochi giorni fa.

Anche l’Italia dice no all’erbicida

C’è soddisfazione nelle parole di Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione StopGlifosato, che raccoglie 45 associazioni italiane. La coalizione si è impegnata, negli ultimi 4 mesi, a raccogliere firme per aderire all’iniziativa Ice.

L’Italia ha dato un suo importante contributo con oltre 73mila firme, superando di molto il quorum di 54mila necessarie, in appena quattro mesi di campagna”, spiega Mammuccini. “È merito dei cittadini che si sono mobilitati e delle organizzazioni che hanno aderito alla campagna”.

Nella nota, la Coalizione ricorda come l’erbicida sia stato giudicato come “probabile cancerogeno” da Iarc, Agenzia internazionale di ricerca sul cancro. Un pronunciamento chiaro, che poi è finito “in un processo di revisione di organismi europei (EFSA, ECHA) che ha colpito l’opinione pubblica per mancanza di chiarezza sui conflitti di interesse dei board scientifici, oltre che per l’inclusione nella valutazione delle ricerche non pubblicate pagate dalla multinazionale che produce il glifosato”.

Come spiega ancora Mammuccini, il risultato della raccolta firme è un segnale non solo per le istituzioni europee. Anche il governo italiano è fortemente chiamato in causa:

«Il risultato raggiunto è un segnale che rimandiamo forte e chiaro al Governo e al Ministro delle Politiche agricole. L’Italia, un paese che è all’avanguardia sull’agricoltura di qualità e sul biologico, deve fare la sua parte per vietare il glifosato e fermare metodi pericolosi e inadatti alla sua vocazione. Il ministro Martina e il suo dicastero inoltre non hanno ancora dettagliato in cosa consiste il cosiddetto Piano Nazionale Glifosato Zero, annunciato lo scorso anno. Sulla scorta dei risultati raggiunti dall’Ice, chiediamo che venga fatta chiarezza sul piano annunciato».

Mammuccini chiede infine “un incontro con il ministro Martina e che il Governo ufficializzi il prima possibile la posizione che intende adottare in sede europea per quanto riguarda il negoziato sul glifosato”.

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1194

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2017/06/15/iniziativa-cittadini-ue-su-glifosato-a-quota-1-mln-di-firme_5c226603-5c31-4675-ac07-03dd6fab9891.html

http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/open/details/2017/000002

Coalizione #StopGlifosato denuncia: “Siamo tutti contaminati”

Non si placano le polemiche sul glifosato, l’erbicida inserito nella lista delle sostanze cancerogene.

La coalizione #StopGlifosato, che racchiude 45 associazioni, ha realizzato un test su 14 donne incinte: il 100% di loro presenta tracce di glifosato nelle urine.

Il test dimostra che la presenza dell’erbicida va da una quantità  di 0,43 nanogrammi per millilitro fino a 3,48 nanogrammi. Una presenza pericolosa anche tenendo conto che il glifosato è stato inserito dallo IARC (Istituto sulla Ricerca del Cancro) nella lista di sostanze probabilmente cancerogene. Un parere che si scontra contro quelli negativi dell’EFSA (l’Agenzia Europea per la Sicurezza dei Cibi) e dell’ECHA (l’Organismo per il Controllo delle Sostanze chimiche) che ritengono l’erbicida non cancerogeno.

Mammuccini #StopGlisofato: «Studi non imparziali»

Secondo Maria Grazia Mammuccini, la portavoce di #StopGlifosato, gli studi dei due organismi (ECHA e EFSA) non sono imparziali perché prendono in considerazione anche studi  sul  glifosatopresentati da aziende, non indipendenti e pubblici. Inoltre, continua la portavoce:

«Tutti e due gli organismi, nel loro tentativo di essere tranquillizzanti sulla cancerogenicità (che peraltro lo IARC conferma), hanno però ammesso che i danni ci sono: genotossicità, danni alla vista, effetti duraturi sugli organismi acquatici. Ma soprattutto l’ECHA ha fatto una grave ammissione: il suo parere ‘non tiene conto della possibilità di esposizione alla sostanza e quindi non tratta dei rischi di esposizione’. In altre parole, non si sa quali potrebbe essere gli effetti a un’esposizione prolungata, come quella degli agricoltori».

Sono i cittadini europei che devono dire basta al glifosato

Per la Mammuccini, in una situazione in cui gli organismi di controllo hanno nei loro board i rappresentanti di grandi multinazionali, non resta che ai cittadini di “prendersi la responsabilità della propria salute”. Per questo la colazione ha pensato di lanciare una petizione che ha giù raggiunto 800mila firme (ne servono 1 milione). Le informazioni e gli aggiornamenti sugli esiti si possono trovare sul sito l www.stopglifosato.it.

 

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1174

www.stopglifosato.it

http://asud.net/glifosato-siamo-tutti-esposti-le-analisi-choc-14-donne-incinte-positive-allerbicida/

 

Calabria, la Giunta Regionale bandisce il diserbante glifosate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Decisione storica, ma che fa discutere, quella della Giunta Regionale calabrese. La Calabria è infatti la prima regione ad aver messo definitivamente al bando il diserbante glifosate, uno dei prodotti agricoli più utilizzati al mondo, presente in oltre 750 formulati sul mercato.

Diserbante glifosate bandito: esultano le associazioni bio

A dare per prima la notizia della decisione della giunta calabrese è stata la Coldiretti. Con delibera numero 461/2016, l’ente regionale ha aggiornato i Disciplinari di Produzione Integrata delle infestanti e delle Pratiche agronomiche. All’interno del provvedimento, l’importante novità: stop al diserbante glifosate. Le aziende agricole che continueranno a ricorrervi saranno escluse dai finanziamenti del PSR, il Piano di sviluppo rurale regionale.

La Coalizione #StopGlifosato apprende con favore l’approvazione della delibera. E per bocca della portavoce Maria Grazia Mammuccini, afferma:

«La Calabria ha compiuto un importantissimo passo in avanti nella battaglia contro il glifosate, prendendo per prima una decisione che abbiamo chiesto a tutte le Regioni italiane». E lancia un appello a tutte le altre giunte regionali del Paese: «Seguite l’esempio della Calabria: prendete una decisione che tutela la salute dei consumatori e anche la produzione di cibo di qualità».

Anche Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria esprime soddisfazione:

«Bersaglio centrato: è stato bandito l’uso del diserbante glifosate e l’agricoltura Calabrese ha tutto da guadagnarci». La decisione, infatti, qualifica sempre di più la regione come «garante della sicurezza alimentare, confermando gli alti standard qualitativi e incidendo notevolmente sulla valorizzazione delle nostre produzioni. “Glifosato zero” ci pone ai primi posti quale territorio vocato al biologico e a produzioni di qualità eco-sostenibili. Certamente – conclude – devono essere bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosate e occorre che la Regione intensifichi i controlli».

Anche Aiab, Associazione italiana per l’agricoltura biologica, ringrazia la Giunta Regionale per l’atto.

«Siamo fiduciosi – dichiara Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB – che sul solco della regione Calabria si muoveranno molte altre regioni. La scelta della Calabria, inoltre, rompe il fronte di omertà mantenuto da tutte le altre Regioni, che invece di tutelare consumatori e ambiente, si trincerano, per pavidità nei confronti della multinazionale Monsanto, dietro le scelte scellerate e piratesche dell’UE».

La polemica

Non sono mancate le polemiche. In un comunicato congiunto, i presidenti regionali di Confagricoltura, Cia, Copagri e Confocooperative attaccano la decisione di bandire il diserbante glifosate:

«Sul Glifosato avevamo chiesto di attendere una decisione definitiva adeguandoci alle prescrizioni che accompagnavano la già decisa proroga; la Giunta Regionale, invece, ha irresponsabilmente deciso ritenendo inutile ogni validazione scientifica. In Calabria, qualcuno ha pensato di essere sommamente competente, persino più dell’Agenzia Europea per le sostanze chimiche, ed aggiornare i Disciplinari mettendo al bando il Glifosato; una decisione che è stata subito celebrata con il consueto quanto stancante sventolio di comunicati stampa e bandierine gialle. Siamo a corto di aggettivi per definire simili, irresponsabili atteggiamenti; la Giunta ha ritenuto di non consultare le organizzazioni agricole e di procedere in solitario con una decisione che è ingiustificata ed inutilmente dannosa per le imprese agricole».

Diserbante glifosate: la proroga del governo

Il 21 novembre, il governo italiano emanava una proroga sulla revoca dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei prodotti a base glifosate. Una proroga che rinviava di 90 giorni la scadenza sia per la commercializzazione da parte di rivenditori e distributori (ora fissata al 22 febbraio), che per l’impiego da parte degli utilizzatori finali (che arriva quindi al 22 maggio).

La proroga si sarebbe resa necessaria a causa dell’impossibilità di smaltire le scorte entro i termini precedentemente stabiliti.

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1105

http://www.coldiretti.it/notizie_territorio/Pagine/N.202-%E2%80%93-12-DICEMBRE-2016.aspx

http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3561:glifosato-aiab-calabria-ringrazia-la-regione&catid=75:comunicati-stampa&Itemid=33

http://www.lametino.it/Ultimora/agrinsieme-giunta-regionale-ritiri-delibera-su-glifosato.html

http://www.suoloesalute.it/fitofarmaci-contenenti-glyphosate-nuova-proroga-3-mesi-dal-governo/

Ogm: il parlamento UE dice no a 5 nuovi prodotti

Giovedì 6 ottobre, il Parlamento europeo ha votato per negare la possibile autorizzazione da parte della Commissione europea per la coltivazione nel continente di cinque prodotti OGM.

In tale occasione, il Parlamento ha approvato cinque risoluzioni non vincolanti, presentate dai deputati Bart Staes (Verdi/ALE, BE), Sirpa Pietikäinen (PPE, FI), Guilliaume Balas (S&D, FR), Lynn Boylan (GUE/NGL, IE) ed Eleonora Evi (EFDD, IT). I provvedimenti riguardavano la coltivazione nell’UE di altrettanti prodotti geneticamente modificati: il mais Bt11 e 1507, il MON810 (semi e prodotti) e un cotone resistente al glifosato.

Sulle varianti del mais, la motivazione addotta per la negazione dell’autorizzazione riguarda il  danno che le coltivazioni potrebbero arrecare ad alcune specie di farfalle e falene. I membri del parlamento, si legge in una nota, “mettono in discussione il concetto, introdotto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), di una “mortalità locale accettabile” di alcune specie di lepidotteri”.

Stop anche ai semi di mais MON 810. Secondo i deputati, la valutazione dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) sul prodotto sarebbe carente di alcuni dati. Tra le ragioni del “no” anche il possibile rischio di “contaminazione incrociata di una pianta invasiva che trasporta la tossina Bacillus thuringiensis (Bt), utilizzata come pesticida, [che] potrebbe porre “grandi rischi per gli agricoltori e per l’ambiente”.

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I deputati hanno inoltre rinnovato il proprio appello per intervenire sulla procedura di autorizzazione degli OGM nell’Unione Europea, meccanismo che, a parer loro, andrebbe rivisto.

Nei casi del MON810 e del cotone ogm, i membri del parlamento hanno evidenziato come gli OGM siano autorizzati dalla Commissione europea senza il sostegno dei pareri dei comitati degli Stati membri. Una procedura che “avrebbe dovuto essere un’eccezione, ma è di fatto diventata la norma”.

L’istituzione si era già opposta, nell’ottobre dello scorso anno, a una normativa europea che avrebbe concesso agli Stati nazionali di limitare o vietare la vendita e l’uso di alimenti OGM a livello UE. Una procedura che avrebbe potuto portare alla reintroduzione di controlli transfrontalieri all’interno di Schengen, tra paesi pro e anti-OGM.

Questa è la quinta volta in un anno che il Parlamento Europeo ha negato l’approvazione di OGM”, ha dichiarato Eduardo Cuoco, Direttore Europeo di IFOAM, organizzazione internazionale per la promozione dell’alimentazione e dell’agricoltura biologica. “Il voto dimostra che il Parlamento continua a esprimere il desiderio dei cittadini europei di un’agricoltura libera da OGM. È arrivato il momento che gli Stati Membri siano coerenti con i propri divieti nazionali, agiscano e votino contro gli OGM a novembre”.

Secondo IFOAM, gli organismi geneticamente modificati mettono a rischio lo sviluppo dell’agricoltura biologica, un settore che in Europa vale 42 miliardi di euro e che cresce del 7,4% ogni anno. “Gli OGM non sono compatibili con i principi dell’agricoltura biologica, dal momento che i rischi che pongono all’ambiente e alla salute non sono sufficientemente conosciuti”.

FONTI:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20161005IPR45827/i-deputati-si-oppongono-all%E2%80%99autorizzazione-di-cinque-ogm

http://www.lastampa.it/2016/10/06/esteri/il-parlamento-europeo-dice-no-a-quattro-prodotti-ogm-PoLT425dv8tmb3nVOX9gxM/pagina.html

http://www.ifoam-eu.org/en/news/2016/10/06/press-release-eu-parliament-objects-new-gmo-authorisations

Glifosato e rischio cancro: l’EFSA diffonderà i dati grezzi delle sue ricerche

L’EFSA, l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea, renderà pubblici i dati grezzi utilizzati nella sua recente valutazione sulla sicurezza del glifosato. Le informazioni saranno prima rilasciate a un gruppo di parlamentari europei e successivamente disponibili al pubblico accesso. I dati dovrebbero “essere sufficienti per permettere a scienziati indipendenti di scrutinare la valutazione del glifosato”, ha spiegato l’Agenzia in una nota. La diffusione, secondo quanto riporta la nota, fa parte di un impegno preso dall’Agenzia a rendere più aperto il processo di valutazione del rischio.

La decisione è arrivata in seguito a una richiesta di accesso pubblico ai dati, finora segreti, promossa dal gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo. La richiesta era stata avanzata da quattro membri dell’organo comunitario, nel marzo 2016. Il 28 settembre, i deputati coinvolti hanno inscenato una sorta di manifestazione nel Parlamento di Strasburgo, allestendo una “finta” sala lettura per l’accesso alle ricerche sul glifosato.

Nel novembre dello scorso anno, l’EFSA aveva reso note le proprie conclusioni sul profilo tossicologico del glifosato, sostanza attiva largamente utilizzata in pesticidi ed erbicidi. La conclusione dell’Agenzia europea, che ha destato non pochi malumori nelle associazioni ambientaliste e dei consumatori, è che la sostanza sarebbe un ‘improbabile’ cancerogeno. Lo studio aveva destato particolare attenzione anche a causa della precedente dichiarazione dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), che nel marzo 2015 aveva invece classificato il glifosato come una probabile sostanza cancerogena per gli umani.

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I pareri contrastanti hanno successivamente destato una polemica scientifica internazionale. Lo IARC ha dichiarato di essere giunto alla propria conclusione utilizzando unicamente studi di dominio pubblico, anche di fonte industriale, rivisti da terze parti. L’Efsa, invece, avrebbe incluso nei propri risultati anche i paper riguardanti sperimentazioni animali senza sufficienti informazioni per una revisione scientifica indipendente.

Da qui, la necessità espressa da più parti di rendere pubblici i dati utilizzati durante la valutazione.

La trasparenza e l’apertura sono valori essenziali per l’EFSA, perché rafforzano la fiducia delle persone nella scienza”, ha dichiarato Bernhard Url, Direttore Esecutivo dell’Agenzia. “Condividere i dati che sono alla base del nostro lavoro è un ingrediente chiave per rendere la scienza riproducibile e quindi affidabile. Continueremo a rendere disponibili i dati ogni volta che sarà possibile, cercando allo stesso tempo di bilanciare la trasparenza e i legittimi interessi del proprietario dello studio”.

FONTI:

https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/160929a

https://www.efsa.europa.eu/en/press/news/151112

http://www.iarc.fr/en/media-centre/iarcnews/pdf/MonographVolume112.pdf

http://www.helpconsumatori.it/ambiente/glifosato-lefsa-rendera-accessibili-i-dati-per-la-valutazione-della-sicurezza/107463

http://www.ilfattoalimentare.it/glifosato-efsa-iarc.html