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COME ANDRÀ L’AGRICOLTURA EUROPEA?

COME ANDRÀ L’AGRICOLTURA EUROPEA?

Il consueto rapporto della Commissione analizza le prospettive dell’agricoltura UE fino al 2035

Ogni anno i servizi della Commissione pubblicano l’EU agricultural outlook, il report che presenta le previsioni per i principali mercati agricoli e le prospettive. Il report è il risultato di una collaborazione di lunga data tra DG AGRI, la direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale e il Joint Research Centre (JRC), il Centro comune di ricerca, il servizio scientifico e di conoscenza che fornisce consulenza scientifica indipendente e sostegno alla politica UE.

Il report si basa su una serie di ipotesi relative al contesto macroeconomico, al contesto delle politiche agricole e commerciali e agli sviluppi dei mercati internazionali desunte dalle ultime prospettive dell’OCSE-FAO. Queste ipotesi prevedono uno sviluppo relativamente regolare dei mercati, mentre sappiamo che tendono ad essere molto più volatili. L’outlook non costituisce quindi una previsione, ma offre proiezioni che corrispondono alle tendenze medie che ci si può attendere i mercati agricoli seguano in un determinato contesto macroeconomico a politiche invariate (chiaramente non possono prevedere eventi come il COVID o l’evoluzione delle guerre che riguardano più da vicino la UE, ma costituiscono ugualmente uno strumento di conoscenza e di lavoro che tiene in conto le macrotendenze globali).

Il report prevede che l’agricoltura dell’UE manterrà un alto livello di produttività fino al 2035 (non perché dopo si riduca, ma perché l’orizzonte delle analisi si ferma al 2035), in grado di sostenere prestazioni commerciali positive, in particolare per i prodotti di alto valore, con esportazioni agroalimentari che continueranno a contribuire in modo significativo alla sicurezza alimentare globale.

Si prevede che il consumo di proteine rimarrà leggermente al di sopra dei livelli attuali, riflettendo il crescente fabbisogno proteico di una popolazione UE che invecchia; si prevede anche che le aziende agricole dell’UE ridurranno ulteriormente sia le emissioni di gas serra che le eccedenze di azoto, con un graduale miglioramento delle prestazioni ambientali del settore primario; la produttività del lavoro rimarrà il principale motore della produttività agricola complessiva dell’UE, contribuendo a un aumento del reddito reale per lavoratore agricolo.

Il report è accessibile qui: https://agriculture.ec.europa.eu/data-and-analysis/markets/outlook/medium-term_en

FINANZIAMENTI EUROPEI PER LA PROMOZIONE

FINANZIAMENTI EUROPEI PER LA PROMOZIONE

La Commissione europea ha annunciato ulteriori dettagli sulle campagne di promozione dei prodotti agroalimentari UE per il 2026. 26 milioni per il bio

Nel 2026 la Commissione europea stanzierà 205 milioni di euro per cofinanziare attività di promozione dei prodotti agroalimentari sostenibili e di alta qualità dell’UE all’interno dell’Unione europea e a livello mondiale. Si tratta dello stanziamento più elevato mai destinato alla sensibilizzazione dei consumatori sui prodotti agricoli europei e sui sistemi di qualità.

L’Agenzia esecutiva per la ricerca europea (REA) lancerà l’invito a presentare proposte il 22 gennaio 2026 (in realtà gli avvisi saranno due, uno per i programmi semplici -con partecipanti da un solo Paese- e uno per i programmi multipli – che vedono la partnership di organizzazioni di due o più Paesi).

Come negli anni precedenti, una parte di questo bilancio è specificamente dedicata ai programmi di promozione dei prodotti biologici, per un importo totale di circa 26 milioni di euro, un’opportunità da non perdere per chi intendeva attivare iniziative. Possono presentare domanda organizzazioni rappresentative (associazioni, consorzi, cooperative), non singoli operatori. Il contributo copre il 70% dei costi ammissibili (programmi single) o l’80% (programmi multi).

Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina web ufficiale della Commissione. (https://rea.ec.europa.eu/funding-and-grants/promotion-agricultural-products-0_en).

Per fornire un supporto agli interessati, la Commissione europea organizza delle giornate informative il 27 e 28 gennaio a Bruxelles e online. I partecipanti potranno ascoltare i pareri di responsabili politici, esperti valutatori ed ex beneficiari su:

come preparare una candidatura efficace

cosa rende vincente una campagna promozionale

come funziona nella pratica la politica di promozione dell’UE

 

È possibile registrarsi all’evento qui: https://rea.ec.europa.eu/events/promotion-agricultural-products-info-days-2026-2026-01-27_en

COMMISSIONE EUROPEA, INDAGINE SUL BIOLOGICO NELLA RISTORAZIONE SCOLASTICA

COMMISSIONE EUROPEA, INDAGINE SUL BIOLOGICO NELLA RISTORAZIONE SCOLASTICA

Un questionario per capire il rapporto tra amministrazioni locali e prodotti biologici e per individuare strumenti di valorizzazione

 

Se la Danimarca svetta (da anni quasi tutte le derrate utilizzate nelle mense scolastiche sono biologiche), l’Italia è comunque nella fascia alta della classifica sull’uso di prodotti biologici nella ristorazione collettiva pubblica, un primato favorito dalla normativa.

Già l’articolo 59 della legge n.488/1999, la “Finanziaria 2000” disponeva che “per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta”, poi sono venuti i Criteri Ambientali Minimi (CAM) adottati nell’ambito del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione, che fissano percentuali elevate (per quanto variabili) per le derrate biologiche da utilizzare.

La ristorazione collettiva ha un ruolo importante, sia per la divulgazione (le amministrazioni sono tenute a organizzare attività informative sulla qualità dei prodotti utilizzati) che in termini di consumo.

La Commissione europea ne è consapevole e ha lanciato un questionario rivolto alle amministrazioni locali sulle esperienze relative agli alimenti biologici nella ristorazione pubblica e sulle attività educative incentrate sulla tematica degli alimenti biologici.

L’obiettivo è disporre di un quadro complessivo della situazione nei 27 Paesi membri, anche allo scopo di avviare ulteriori politiche mirate alla maggior diffusione dei prodotti biologici nello specifico canale.

La raccolta dei dati si è conclusa il 20 novembre 2025 ed è quindi troppo presto per conoscere i risultati, ma è certamente positiva l’intenzione della Commissione di mappare le esperienze attuali della pubblica amministrazione in materia di alimenti biologici nella ristorazione collettiva.

Le informazioni saranno utili per valorizzare le esperienze più significative, a anche per studiare forme di sostegno alle amministrazioni impegnate nel miglioramento della qualità degli alimenti nei servizi pubblici in tutta Europa.

 

Nell’attesa dei risultati, non si può più rispondere, ma si può leggere il questionario a pagina https://a.cawi24.pl/organicfoodit/?tqs=X&tqlc=it&tqc=it.

APERTE LE CANDIDATURE PER LA QUARTA EDIZIONE DELL’EU ORGANIC AWARDS

APERTE LE CANDIDATURE PER LA QUARTA EDIZIONE DELL’EU ORGANIC AWARDS

C’è tempo fino al 27 Aprile per concorrere agli EU Organic Awards, i premi conferiti ai leader del biologico

La Commissione ha annunciato che sono aperte le candidature per la 4th edition of the EU Organic Awards. Il periodo di candidatura durerà fino al 27 aprile 2025. I premi celebrano i leader della filiera biologica che sviluppano progetti stimolanti che migliorano la produzione e il consumo di alimenti biologici.

 

Saranno assegnati sette premi in sei categorie:

  • Miglior agricoltore biologico (uomo e donna)
  • Miglior regione biologica/biodistretto
  • Miglior città biologica
  • Miglior PMI di trasformazione alimentare biologica
  • Miglior rivenditore di alimenti biologici
  • Miglior ristorante/servizio di ristorazione biologico

 

Può presentare domanda qualsiasi attore o istituzione dell’UE con un progetto che contribuisca a una maggiore convenienza e accessibilità dei prodotti biologici nell’UE, compreso le città che offrono, ad esempio, pasti biologici agli studenti delle scuole locali o che promuovono attivamente la produzione biologica.

Le candidature sono ammesse in tutte le lingue ufficiali dell’UE tramite un modulo online disponibile fino al 27 aprile 2025.

I progetti vincitori svolgeranno un ruolo chiave nel sensibilizzare l’opinione pubblica sulla produzione biologica all’interno dell’UE.

 

Per approfondimenti:

EU ORGANIC AWARDS

BRUXELLES CERTIFICA LA CRESCITA DEL BIO EUROPEO

BRUXELLES CERTIFICA LA CRESCITA DEL BIO EUROPEO

Il rapporto sul biologico della Commissione europea evidenzia un decennio di crescita nella produzione e nei consumi. La quota di superficie bio del vecchio continente arriva così al 9,1%. Dovrà arrivare al 25% entro il 2030

Esce l’edizione 2023 del Market Brief della Commissione europea e sono buone notizie per l’agricoltura biologica del vecchio continente.

La quota di terreni agricoli dell’UE destinati all’agricoltura biologica è aumentata infatti di oltre il 50% nel periodo 2012-2020, con un aumento annuo del 5,7%. Nel 2020 il 9,1% della superficie agricola dell’UE è stata coltivata con il metodo bio (dovrà aumentare di più del 150% in 10 anni per raggiungere l’obiettivo del 25% della Farm To Fork). In media, sebbene con forti differenze Stati membri, le aziende agricole bio sono più grandi di quelle convenzionali e sono gestite da imprenditori più giovani.

Parallelamente alla crescita della produzione, le vendite al dettaglio di prodotti biologici sono raddoppiate nell’UE tra il 2015 e il 2020.

Cresce la polarizzazione

I quattro paesi con la più vasta superficie agraria bio nell’Ue sono Francia, Spagna, Italia e Germania, che insieme rappresentano il 52% del totale nel 2012 e il 59% nel 2020. La quota maggiore è ancora dedicata ai prati permanenti (42%), seguiti dai foraggi verdi (17%), cereali (16%) e colture arboree come frutteti, oliveti e vigneti (11%). Nonostante una crescita significativa, la produzione zootecnica biologica rappresenta ancora una piccola quota totale dell’UE, tra l’1% e il 7% a seconda del settore.

Produrre con meno input

In un momento in cui è fondamentale per l’UE ridurre la sua dipendenza dai fertilizzanti per ragioni geopolitiche, ambientali ed economiche, i dati della rete di dati contabili agricoli dell’Ue (RICA) mostrano che le aziende di produzione vegetale biologica spendono molto meno per questi prodotti e per i pesticidi rispetto alle aziende convenzionali. Le aziende di seminativi bio risparmiano dal 75 al 100% sui costi dei prodotti fitosanitari per ettaro e dal 45 al 90% sui costi dei fertilizzanti rispetto alle aziende convenzionali. Le aziende bio hanno in media rese inferiori (5-30% a seconda delle colture) e in alcuni settori hanno un maggiore bisogno di manodopera. Generano tuttavia un reddito per lavoratore simile o superiore al convenzionale grazie a prezzi più elevati e livelli più elevati di sostegno dell’UE, derivanti principalmente dalla politica agricola comune (Pac).

Gli aiuti Pac

Nel 2020 il 61,6% dei terreni dell’UE destinati all’agricoltura biologica ha ricevuto pagamenti di sostegno specifico per il biologico dalla Pac, con una media di 144 €/ha di sostegno comunitario e 79 €/ha di cofinanziamento nazionale. Un aiuto accresciuto per i produttori bio che operano nelle zone con vincoli naturali. Anche altre misure di sviluppo rurale hanno sostenuto lo sviluppo del bio, compresi gli investimenti nelle pratiche di agricoltura biologica e gli aiuti per la commercializzazione e la promozione dei prodotti biologici. Con la nuova Pac partita da gennaio 2023, la quota di Sau che riceverà il sostegno per l’agricoltura biologica è più elevata.

Bio come bene rifugio nei momenti di crisi

La crescita delle vendite di prodotti biologici è stata particolarmente forte durante la pandemia da Covid-19, come conseguenza della maggiore attenzione dei consumatori ai problemi di salute, dell’aumento del consumo di cibo a casa e/o della carenza di alimenti convenzionali. Gli attuali sviluppi economici, come l’inflazione che galoppa nel comparto agroalimentare, tuttavia, incidono sul potere d’acquisto dei consumatori dell’Ue penalizzando la domanda di prodotti biologici.

USI SOSTENIBILI, GIRO DI VITE SUGLI AGROFARMACI

USI SOSTENIBILI, GIRO DI VITE SUGLI AGROFARMACI

Difesa delle colture, in arrivo vincoli più stringenti. La Commissione Ue presenta infatti la nuova proposta di Regolamento sugli usi sostenibili degli agrofarmaci. Precedenza ai mezzi di biocontrollo, la chimica slitta in secondo piano. La novità è inserita nel Pacchetto Natura, che mira a dimezzare l’impiego di agrofarmaci entro il 2030

Ridurre del 50% l’uso degli agrofarmaci entro il 2030. È l’obiettivo dichiarato dal Green Deal e il mezzo per raggiungerlo è il “Pacchetto Natura” che la Commissione europea si appresta a varare. Oltre alla stretta sulla chimica in agricoltura dovrebbe contenere altri obiettivi vincolanti per frenare la perdita di biodiversità. Il dimezzamento nell’uso e nel rischio degli agrofarmaci a livello Ue è uno degli obiettivi dichiarati della Strategia Farm to Fork, sui sistemi alimentari sostenibili.

Niente Pan

La formula scelta dall’esecutivo Ue è quella di un Regolamento, immediatamente applicativo, che affretterà i tempi di adozione rimpiazzando l’attuale direttiva 2009/128 sull’uso sostenibile degli agrofarmaci senza biaogno di recepimento nazionale ed elaborazione del relativo Piano d’azione nazionale (Pan). «Manterremo gli ambiziosi impegni assunti nell’ambito della strategia – afferma Stella Kyriakides, Commissaria Ue alla Salute– e nel farlo manterremo anche la nostra promessa di non lasciare indietro nessuno, né consumatori, né produttori. La nostra ambizione sarà accompagnata da un livello di sostegno altrettanto ambizioso».

Precedenza al biocontrollo

Il quadro normativo renderà più stringente il principio che la chimica è una soluzione da adottare solo quando le altre sono insufficienti. Solo dopo, cioè, aver applicato pratiche agricole sostenibili, misure di prevenzione, metodi di lotta biologica ai parassiti o varietà resistenti. Un principio già riconosciuto dalle leggi Ue ma, secondo le numerose valutazioni sulla direttiva pesticidi fatte dalla Commissione europea, poco praticato a livello di Stati membri. Il pacchetto dovrebbe contenere anche gli obiettivi per riservare una certa percentuale di aree agricole ad aree ad alta diversità.

Timori per la perdita di produttività

Tutte misure che nei mesi scorsi hanno fatto discutere per i rischi potenziali in termini di capacità produttiva in una fase in cui la guerra in Ucraina rimette in discussione la sicurezza alimentare mondiale. I rischi «per la sicurezza alimentare in Africa e Medio Oriente – sostiene Frans Timmermans , vicepresidente della Commissione europea– sono enormi. Ma usare questi problemi come alibi per non realizzare la Farm to Fork significherebbe uccidere la salute e la sopravvivenza a lungo termine della nostra agricoltura».

Le reazioni

«Per ridurre la chimica – commenta l’europarlamentare Paolo De Castro – occorre garantire delle valide alternative per gli agricoltori». Secondo l’ex ministro « la proposta della Commissione non tiene conto dell’attuale contesto geo politico e delle conseguenze che la riduzione dell’uso della chimica può avere sulla produzione agricola».

Sulla stessa linea Confagricoltura e Agrofarma: «Manca la valutazione d’impatto – lamenta Riccardo Vanelli, Presidente di Agrofarma-»