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INSEDIAMENTO PATUANELLI, L’ASPETTATIVA DI UN CAMBIO DI ROTTA PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

INSEDIAMENTO PATUANELLI, L’ASPETTATIVA DI UN CAMBIO DI ROTTA PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

Grande attesa da parte della #Coalizione Cambiamo Agricoltura, nei confronti del nuovo Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. L’organizzazione, composta da un insieme ampio di associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica, auspica infatti un rilancio della transizione agroecologica, che si configuri nella congiunzione tra una redditizia produzione di alimenti e una più sostenibile gestione delle risorse naturali.

In cima all’agenda, svetta per Patuanelli l’appuntamento per l’avvio del tavolo di concertazione per la redazione del Piano Strategico Nazionale PAC, politica comunitaria di rilevante importanza che coinvolge e regolamenta il comparto agricolo per gli Stati membri dell’Ue, attesa nella sua riforma da oltre un anno. Riforma che dovrebbe essere completata nel suo iter dal trilogo UE entro il mese di maggio.

Altro impegno che svetta in cima alla lista del nuovo Ministro, è l’approvazione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, non rinnovato dal febbraio 2018, strumento rilevante per l’attuazione della direttiva UE sui pesticidi presente anche all’interno delle priorità di Farm to Fork e Biodiversità 2030.

Questi ultimi, richiedono un cambio di rotta all’agricoltura italiana: la conquista della sostenibilità ambientale come punta di diamante per la nazione; ma la #Coalizione Cambiamo Agricoltura aggiunge ulteriori idee per il paese, certamente non meno ambiziose. Il 40% di suolo certificato a metodo bio entro il 2030, la ristrutturazione delle filiere della zootecnica intensiva realizzata attraverso gli aiuti PAC con particolare attenzione alla zona della Pianura Padana.

E più in generale, una virata decisa, verso la transizione agroecologica. Al fine di realizzare questi obiettivi, #Cambiamo Agricoltura richiederà al nuovo ministro un incontro, per un confronto costruttivo su aspettative e urgenze.

Fonte: Italiambiente

ITALIA PATRIA DI GIOVANI AGRICOLTORI

ITALIA PATRIA DI GIOVANI AGRICOLTORI

Se prima si pensava all’agricoltore come un lavoro desueto e portato avanti solo dalle vecchie generazioni, ora abbiamo di fronte uno scenario completamente diverso.

Analizzando i dati Infocamere del 2020, Coldiretti ha pubblicato uno studio sugli under 35 e l’agricoltura che fa ben sperare.

Con 56 mila under 35 alla guida di aziende agricole, con un aumento del 12% negli ultimi 5 anni, l’Italia vanta il primato europeo.

Nel settore agricolo italiano, il 10% è composto da giovani, che oltre alle coltivazioni hanno sviluppato diversi interessi che spaziano fra:

  • Energie rinnovabili
  • Agricoltura biologica e agricoltura sociale per l’inserimento di persone con disagio
  • Cura del paesaggio
  • Trasformazione dei prodotti e vendita diretta

Il fatturato delle aziende guidate dagli under 35 hanno anche altri aspetti positivi, infatti evidenziano un fatturato più elevato del 75% e il 50% in più di occupati.

Molti di questi giovani agricoltori, inoltre, sceglie il metodo biologico cercando sempre di più un contatto diretto con i consumatori.

Il campione esaminato dimostra anche che un imprenditore su due è laureato.

In molti hanno ereditato l’azienda di famiglia, ma tanti altri hanno iniziato questo percorso da zero, scommettendo sulla campagna come opportunità lavorativa.

Vi invitiamo a leggere l’articolo di Lifegate in cui sono anche narrate diverse storie di giovani agricoltori: lifegate.it

I LIMITI DI FOSFITI DANNEGGIANO IL MERCATO ITALIANO

I LIMITI DI FOSFITI DANNEGGIANO IL MERCATO ITALIANO

Ci sono voluti anni di discussioni per arrivare a un cambiamento dei limiti di contaminazioni accidentali da fosfiti nelle produzioni biologiche.

Questi limiti, però, non sono adeguati alle normative europee.

Secondo Cia-Agricoltori Italiani il Decreto Ministeriale pubblicato poche settimane fa in Gazzetta Ufficiale, avrà forti ripercussioni su molti agricoltori onesti che si vedranno de-certificare i loro prodotti.

Qui la notizia integrale: https://www.cia.it/news/notizie/biologico-cia-nuove-norme-su-fosfiti-troppo-restrittive-rispetto-resto-ue/

Foto di Jill Wellington da Pixabay

AGRICOLTURA BIOLOGICA: UN TOCCASANA PER L’AMBIENTE, IL CONSUMATORE E L’AGRICOLTORE

AGRICOLTURA BIOLOGICA: UN TOCCASANA PER L’AMBIENTE, IL CONSUMATORE E L’AGRICOLTORE

Uno studio di France Strategie (istituzione autonoma francese) afferma che l’agricoltura biologica è il modello più performante sia sul piano ambientale che economico. Tale istituzione, nel raccogliere i dati, ha preso in esame diversi aspetti che hanno riguardato:

  • Le esternalità positive dell’agricoltura biologica
  • I sistemi agroambientali e climatici
  • I valori ambientali
  • L’impatto degli agrofarmaci

Nello studio emerge chiaramente un quadro noto, e cioè che se da una parte il minor utilizzo di mezzi tecnici di sintesi induce a un minor resa e a una maggiore forza lavoro, dall’altra parte troviamo un risparmio nei costi relativi ai fertilizzanti e ai prodotti fitosanitari e al maggior prezzo di commercializzazione dei prodotti biologici. Inoltre è stato dimostrata una maggiore solidità del modello bio rispetto all’agricoltura convenzionale, con rese più stabili e con un valore più elevato nel tempo. Lo studio ha riguardato 23 casi reali, e nei risultati non si è tenuto conto delle sovvenzioni pubbliche a favore del settore bio.

Per approfondimenti sullo studio e sulla comparazione economica tra il biologico e il convenzionale si rimanda all’articolo.

 

Fonte: il salvagente.it

Foto di Pexels da Pixabay

LA RIVOLUZIONE VERDE: L’ITALIA DEVE RIPARTIRE DALL’AGRICOLTURA

LA RIVOLUZIONE VERDE: L’ITALIA DEVE RIPARTIRE DALL’AGRICOLTURA

La crisi derivata dal Coronavirus non ha intaccato la poca attenzione nei confronti della natura e dell’agricoltura. Una forma mentis instillata nella gran parte di noi che pensa che il nostro “patrimonio agricolo” si possa sfruttare a pieno piacimento, senza doverne rispondere in un prossimo futuro.
L’Italia ha ancora molto da imparare, nell’agricoltura convenzionale è uno dei maggiori utilizzatori di pesticidi chimici, che sta portando ad un degrado dei terreni.

Lo scenario è preoccupante, ma non bisogna disperare. L’Italia si trova ad un bivio importante e può tramutare questa crisi in opportunità. Con i fondi che arriveranno dal Recovery Fund si può avviare una seria riforma dell’agricoltura, che porti a un uso più consapevole delle nostre risorse ed a una maggiore propensione verso il biologico.
Il piano che ne deriverebbe porterebbe a un forte investimento che gioverebbe a tutto il comparto agricolo/ambientale:

  • preservando la biodiversità
  • migliorando le condizioni di lavoro
  • riqualificando le superfici agricole

Va calcolato però, che dietro ad un forte investimento, ci sarà un ritorno di redditività nel tempo incalcolabile grazie a:

  • lotta al degrado con la ripopolazione delle zone agricole
  • maggiore manutenzione del territorio che arginerebbe il dissesto idrogeologico
  • un reddito dignitoso per i lavoratori agricoli

Se negli anni 70 l’industrializzazione del paese portò all’uscita della crisi del petrolio, ora i Distretti Biologici potrebbero traghettare il nostro paese verso una nuova era, che porti maggiore consapevolezza in ambito ambientale e negli sprechi: una vera e propria rivoluzione verde.

 

Fonte: il manifesto
Foto di photoAC da Pixabay

Psr Umbria: 46 milioni destinati ai giovani agricoltori

Psr Umbria: 46 milioni destinati ai giovani agricoltori

Sono oltre 46 i milioni di euro stanziati tra il 2017 e il 2018 previsti dal Psr Umbria e destinati a finanziare nuovi insediamenti, interventi per la trasformazione e commercializzazione, e agriturismi.

Si tratta di un investimento importante, che ha l’obiettivo di sostenere e favorire lo sviluppo di imprese guidate da giovani.

Psr Umbria: le tipologie d’intervento previste dal progetto

Nello specifico, i fondi del Psr Umbria destinati ai giovani constano di 31 milioni e 500 mila euro per il 2017 e 14 milioni e 500 mila euro per il 2018.

Le tipologie di intervento ammesso sono tre.

La prima è finalizzata al sostegno delle azioni previste dalla sottomisura 4.1.1. Si tratta di interventi di trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli. A questa tipologia sono destinati 23 milioni nel 2017 e 7 milioni e 494mila euro nel 2018.

La seconda riguarda la sottomisura 6.1, inerente l’avviamento di imprese da parte di giovani agricoltori, per la quale saranno stanziati fino a 7 milioni nel 2017 e 6 nel 2018.

L’ultima tipologia di intervento, invece, è riferita alla sottomisura 6.4.1 e riguarda gli agriturismi. Il plafond messo a disposizione dal Psr Umbria è in questo caso di 1 milione e 500 mila euro nel 2017 e 1 milione nel 2018.

Il 31 agosto è la data fissata, sia per il 2017 che per il 2018, per formulare le graduatorie di ammissibilità delle domande di sostegno che saranno presentate.

Attualmente per il primo bando di finanziamento per l’avviamento di imprese per giovani agricoltori sono state presentate 254 domande e 126, circa la metà, sono state finanziate

È il futuro della nostra agricoltura ed è giusto – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini – che il Programma di sviluppo rurale contenga le misure di sostegno adeguate per soddisfare le esigenze dei sempre più numerosi giovani che vogliono investire in questo comparto“.

E la risposta da parte dei giovani è incoraggiante. Nella precedente programmazione 2007-2013, è pervenuto un elevato numero di domande. Di queste, 556 sono state ammesse a finanziamento, 431 delle quali hanno già ricevuto gli aiuti richiesti.

FONTE:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2017/06/19/umbria-un-psr-che-pensa-ai-giovani/54589