Suolo e Salute

Tag Archives: agricoltura biologica

LA PASTA BIOLOGICA PROMOSSA A PIENI VOTI IN FRANCIA

LA PASTA BIOLOGICA PROMOSSA A PIENI VOTI IN FRANCIA

Come volevasi dimostrare: se nei campi non usi pesticidi, di norma non li  trovi nel piatto!

Nel numero di febbraio 2026 Que Choisir, la rivista dell’Union fédérale des consommateurs francese si occupa della pasta (in particolare dei fusilli, o «torsades»), aggiungendo un’ennesima prova concreta: se si vuole nutrire se stessi e i propri cari con una dieta priva del carico chimico deleterio dei prodotti fitosanitari di sintesi, c’è un solo marchio pubblico che vieta l’uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi nei campi, con uno standard in vigore da trentacinque anni… indovinate quale?

Scrive la rivista “È ormai un fatto ben noto, che i nostri risultati confermano ancora una volta: il biologico protegge dai pesticidi. Infatti, nei 10 prodotti biologici inclusi nella nostra selezione non è stato rilevato nessun residuo pericoloso, mentre la metà delle paste non biologiche analizzate presentava uno o più residui, il più frequente dei quali era l’insetticida neurotossico pirimifos-metile. Per noi stessi, ma anche per gli agricoltori, i loro vicini e il pianeta, il marchio biologico appare quindi preferibile”.

Potete vedere qui il video di presentazione della sintesi dei risultati https://www.youtube.com/watch?v=9wZMqKDk1p4.

Qui, invece (ma c’è un paywall per accedere all’articolo completo) potete vedere i 25 marchi presi in esame:  https://www.quechoisir.org/comparatif-pates-fusilli-n173886/

SFATIAMO I FALSI MITI SUL BIOLOGICO

SFATIAMO I FALSI MITI SUL BIOLOGICO

Una sessione online per affrontare la diffusa disinformazione sul biologico e sottolinearne il vero significato

IFOAM Organics International ha raccolto il 21 gennaio scorso alcune tra le voci più autorevoli nel campo della ricerca, della promozione e della produzione per sfidare (e sfatare) i miti più persistenti che circondano l’agricoltura biologica, dall’impatto ambientale all’accessibilità economica, alla sicurezza alimentare, i relatori hanno affrontato le informazioni errate (quando non si tratti di vere e proprie fake news) con prove, esperienze e approfondimenti.

Chi avesse perso la sessione, può guardare la registrazione a pagina https://www.ifoam.bio/news/truth-about-organic-webinar-takeaways (da Youtube è possibile impostare la traduzione).

Nella stessa pagina può trovare anche i punti chiave emersi dal dibattito:

È vero che il biologico è solo una strategia di marketing?

È vero che il biologico è costoso e non accessibile?

È vero che i prodotti biologici non hanno un impatto comprovato sulla salute?

È vero che il biologico non è migliore per l’ambiente?

È vero che il biologico non può nutrire il mondo?

È vero che non esiste un consenso globale sul significato di “biologico?

LA FRANCIA TAGLIA I RAMEICI, PREOCCUPAZIONI PER I VITICOLTORI BIO (E NON SOLO)

LA FRANCIA TAGLIA I RAMEICI, PREOCCUPAZIONI PER I VITICOLTORI BIO (E NON SOLO)

“Così saremo costretti ad abbandonare il bio”. I vigneron francesi lanciano l’allarme dopo le restrizioni sui fungicidi a base di rame, una scelta che scoraggia chi è già alle prese con il cambiamento climatico. A rischio il 20% delle certificazioni

Duro colpo per la viticoltura biologica francese: a partire dal 15 gennaio 2026, circa venti prodotti fungicidi a base di rame perdono l’autorizzazione alla commercializzazione, riducendo drasticamente il ventaglio di strumenti tecnici a disposizione, anche se, come per prassi c’è un periodo di smaltimento delle scorte (potevano essere venduti e acquistati fino al 15 gennaio 2026 e possono essere utilizzati fino al 15 gennaio 2027, è il dopo che si presenta come un buco nero).

La decisione dell’agenzia francese Anses (Agence nationale de sécurité sanitaire), già annunciata nel luglio scorso, aveva colto di sorpresa i viticoltori e ora che è entrata in vigore, rischia di rimettere in discussione l’esistenza della viticoltura biologica nelle aree francesi più esposte alla peronospora.

Secondo l’Anses, alla base della decisione c’è un problema di sicurezza per gli operatori agricoli: «I dati disponibili non consentono di escludere un rischio di effetti dannosi per gli utilizzatori», afferma l’agenzia, sottolineando come i produttori dei mezzi tecnici non abbiano fornito documentazione sufficiente a dimostrare l’assenza di rischi inaccettabili. Una motivazione che segna un cambio di paradigma: non più solo ambiente e suolo, ma salute dei vignaioli.

Le cui reazioni non si sono fatte attendere. François Garcia, della Camera agricola dell’Hérault, ha parlato senza mezzi termini di una misura potenzialmente devastante: «Il rame è indispensabile nella viticoltura biologica. Queste restrizioni avranno conseguenze gravi».

Wine Spectator riporta che «le stime del settore suggeriscono che il 20% dei vigneti biologici potrebbe perdere la certificazione a causa dell’incapacità di controllare la muffa senza adeguate opzioni di rame».

I dati dell’Itab (Institut Technique de l’Agriculture Biologique) mostrano come i viticoltori francesi, in media, abbiano già ridotto sensibilmente l’uso del rame: 3,72 kg/ha nel 2024, al di sotto del limite europeo medio di 4 kg/ha.

«Sembra un attacco contro le pratiche di agricoltura biologica», ha detto Alexis de Benoist dell’omonimo Domaine in Borgogna a Wine Spectator. «Stiamo già usando meno rame rispetto al dosaggio annuale autorizzato. Eliminarlo rende le viti molto più fragili e suscettibili alla peronospora».

Valentin Mery di Demeter conferma una situazione piuttosto fragile: «C’è poco sostegno pubblico per chi vuole restare biologico nel lungo periodo. Convertirsi è difficile, ma mantenere il bio lo è ancora di più».

Per i 17 formulati commerciali cui non è stata rinnovata l’autorizzazione.

I 2 prodotti riautorizzati (Heliocuvre e Champ Flo Ampli) rappresentano il 25% dei volumi commercializzati, e vedono nuove restrizioni applicabili per la campagna di commercializzazione 2026:
– Aumento del zona di non trattamento rispetto ai punti acqua (20 o 50 m);
– Aggiunta di 20 m di dispositivo vegetato permanente;
– Aggiunta di 10 m DSPPR (Distanza di sicurezza da persone e fiumi);
– Aggiunta della menzione Spe1 (nessuna possibilità di superare la dose di 4 kg/anno in campagna);
– Aggiunta della menzione Spe8 riguardante la tutela degli impollinatori;
– Riduzione delle dosi massime consentite per applicazione (circa 500 g);
– Obbligo di utilizzo dei diversi DPI e di guanti in nitrile per l’operatore;
– Più di 7 giorni tra un trattamento e l’altro.

“Potremmo aver bisogno di trattare ogni tre giorni, in caso di temporali, ma ci viene imposto di aspettare 7 giorni tra un trattamento e l’altro e con soli 400 grammi; non sarà efficace”, si preoccupa Pascal Doquet, amministratore del Syndicat Général des Vignerons e referente per il rame della Fédération Nationale d’Agriculture Biologique (FNAB).

Per saperne di più: https://www.winespectator.com/articles/french-organic-winegrowers-confront-copper-ban

https://www.vitisphere.com/actualite-105317-de-47-a-17-solutions-cupriques-disponibles-en-vigne-grosse-angoisse-contre-le-mildiou.html

SUCCESSO PER IL MASTER IN PRODUZIONE BIOLOGICA, L’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA REPLICA

SUCCESSO PER IL MASTER IN PRODUZIONE BIOLOGICA, L’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA REPLICA

Parte a marzo e sfornerà una quindicina di giovani qualificati pronti a potenziare il settore

L’Alma Mater Studiorum Università di Bologna attiva anche per l’anno accademico 2025- 2026, il Master universitario di I livello in “Produzioni biologiche e agroecologia”.
Il master è attivato su proposta del “Dipartimento di scienze e tecnologia agroalimentari” DISTAL in collaborazione con Fondazione Alma Mater e ha come obiettivo la formazione di una figura professionale in grado di organizzare e coordinare la produzione biologica e la gestione sostenibile di un’azienda agricola nel rispetto delle norme stabilite per il settore, con particolare riferimento all’evoluzione delle nuove disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare, introdotte nel testo unico sul biologico e che prevedono l’adozione di un Piano Nazionale atto a favorire lo sviluppo di bio-distretti, l’organizzazione delle filiere e il consumo dei prodotti biologici

Per venerdì 30 gennaio a partire dalle ore 16.30 organizza il primo incontro su Teams con gli studenti e con alcuni docenti che descriveranno brevemente gli argomenti delle lezioni, che saranno avviate a metà marzo.

Il link per partecipare all’incontro è https://shorturl.at/7eANS.

L’università sta cercando aziende in cui inserire gli studenti per un periodo di stage. Chi fosse disponibile o intendesse saperne di più contatti la segreteria del master margherita.gianotti3@unibo.it.

LA FRANCIA VIETA L’IMPORT DI PRODOTTI CON RESIDUI DI ALCUNI PESTICIDI

LA FRANCIA VIETA L’IMPORT DI PRODOTTI CON RESIDUI DI ALCUNI PESTICIDI

Sarà respinta alla dogana la frutta extra UE con residui di fungicidi prodotti dalla UE…

 

Il primo ministro e il ministro dell’Agricoltura francesi hanno annunciato il divieto di importare prodotti agricoli con residui di mancozeb (fungicida per contatto revocato nella UE dal 2021 a causa di rischi di tossicità riproduttiva e potenziale interferenza endocrina), glufosinato (revocato nella UE dal 2018 per la tossicità alla riproduzione), tiofanato-metile (fungicida sistemico revocato nella UE dal 2021), benomyl (un fungidica benzimidazolico bandito nella UE dal 2003) e carbendazim (tossico per la riproduzione e mutageno, revocato dal 2018).

 

La bozza del provvedimento, che prevede il criterio del residuo zero e l’aumento dei controlli alle frontiere, è stata notificata alla Commissione Europea (e non dovrebbe trovare opposizione: la tutela della salute dei consumatori è tra le materie che legittimano interventi autonomi dei singoli Paesi membri).

I prodotti che potrebbero essere interessati sono prevalentemente avocado, mango, guava, ma anche agrumi, uva e mele in contro-stagione.

 

Non mancano aspetti bizzarri: tutte queste sostanze sono state ritirate dalla vendita nell’Unione europea da non meno di cinque anni, ma ben quattro su cinque sono ancora fabbricati nella UE e da qui esportati verso i Paesi terzi.

Secondo la ONG svizzera Public Eye (https://www.publiceye.ch/en/) nell’Europa che ne ha vietato l’uso si producono 30 000 tonnellate di glufosinato, tiofanato-metile e mancozeb, esportate in Paesi che non hanno le stesse preoccupazioni sulla salute degli operatori e dei consumatori.

E proprio dalla Francia che intende stabilire una tolleranza zero si esportano 34 000 kg di mancozeb l’anno.

Al di là della mancanza di coerenza (“Non vogliamo comprare i prodotti per i quali è usato il mancozeb che abbiamo venduto noi ai produttori”),  l’efficacia del provvedimento si preannuncia dubbia: la Francia importa poca frutta da extra UE (non va dimenticato che conta su Dipartimenti e Regioni d’Oltremare che sono i fornitori privilegiati di frutta esotica e che già applicano le norme UE): il suo scopo principale è dare un contentino alla FNSEA con un po’ di fumo negli occhi ad agricoltori in agitazione e a consumatori preoccupati: la decisione, palesemente, è stata presa in seguito alle pesanti pressioni della Fédération nationale des syndicats d’exploitants agricoles che continua a far la voce grossa contro l’accordo commerciale UE-Mercosur.

La soluzione del problema non può essere lasciata a iniziative nazionali, ma deve essere trovata con standard comuni in tutta la UE che riguardino sia le norme che i pertinenti controlli sanitari e ambientali.

O, meglio ancora, sta nell’agricoltura biologica, che sin dal 1991 ha risolto il problema non utilizzando mezzi tecnici tossici o nocivi e proponendo una soluzione concreta per la sovranità alimentare.

 

Per saperne di più: https://www.ilsole24ore.com/art/il-governo-francese-vietato-l-import-ortofrutta-contaminata-pesticidi-banditi-europa-AIAzDrl

UN ASSESSORE BIOLOGICO IN VENETO

UN ASSESSORE BIOLOGICO IN VENETO

Il neo assessore all’agricoltura della Regione Veneto conduce un’azienda biologica

 

Dario Bond, laureato in scienze agrarie, con diploma sia in erboristeria all’università di Urbino che in naturopatia, titolare di erboristeria, è il nuovo assessore all’Agricoltura (più Caccia e Montagna) della Regione Veneto.

A testimonianza del suo radicamento nel territorio, alle elezioni regionali di fine novembre è stato l’unico candidato a superare nella propria circoscrizione il popolare ex presidente della regione Zaia per numero di preferenze.

Il neo assessore conduce da tempo con la famiglia un’azienda agricola biologica di 12 ettari (controllata da Suolo e Salute) all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dove coltiva circa 40 piante aromatiche e balsamiche utilizzate poi per la produzione di infusi e tisane.

All’assessore i migliori auguri di Suolo e Salute, con l’auspicio che la sua sincera attenzione per la salvaguardia dell’ambiente e la salute umana incida positivamente sull’agricoltura del Veneto, che rappresenta circa il 10% della PLV nazionale (in particolare vitivinicola e zootecnica).

Leggi qui: https://terraevita.edagricole.it/featured/dario-bond-e-il-nuovo-assessore-allagricoltura-del-veneto/