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I BENEFICI DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA PER L’AMBIENTE E IL BENESSERE DEGLI ANIMALI NEI CLIMI TEMPERATI, UNA RASSEGNA SISTEMATICA

I BENEFICI DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA PER L’AMBIENTE E IL BENESSERE DEGLI ANIMALI NEI CLIMI TEMPERATI, UNA RASSEGNA SISTEMATICA

Conclusioni: netti vantaggi per la protezione ambientale e la conservazione delle risorse  

Non mancano studi sull’impatto dell’agricoltura biologica sull’ambiente e sul benessere degli animali, ma sono abbastanza eterogenei e le conclusioni tratte dalla comunità scientifica non sono definitive.

Questa revisione analizza tutti gli studi scientifici comparativi tra l’agricoltura biologica e quella convenzionale pubblicati negli ultimi trent’anni. Si tratta dello studio più ampio del suo genere e il primo che aggiunge l’aspetto del benessere degli animali alla gamma di categorie di impatto.

La revisione sistematica della letteratura scientifica ha rilevato che la gestione biologica ha mostrato chiari vantaggi rispetto a quella convenzionale nell’ambito della protezione ambientale e della conservazione delle risorse. Le conclusioni sono che l’agricoltura biologica può contribuire a risolvere le attuali sfide ambientali e delle risorse ed è da considerare un approccio chiave per l’uso sostenibile del suolo. Gli effetti positivi dovrebbero essere ulteriormente rafforzati migliorando le rese produttive dei sistemi biologici e modificando la rilevanza dei consumi come alimenti a uso umano e zootecnico,

 

Leggi qui la ricerca: Sanders, J., Brinkmann, J., Chmelikova, L. et al. Benefits of organic agriculture for environment and animal welfare in temperate climates. Org. Agr. 15, 213–231 (2025). https://doi.org/10.1007/s13165-025-00493-w

NEL 2024 +8% LA VENDITA DI PESTICIDI NELLA UE

NEL 2024 +8% LA VENDITA DI PESTICIDI NELLA UE

Dati Eurostat: “Più vendite in Francia (22%), Spagna (19%), Germania (14%) e Italia (13%)”

La quantità di pesticidi venduti nella UE nel 2024 raggiunge le 316mila tonnellate; questo è il dato che emerge nella relazione appena presentata da Eurostat.

Nel 2024 la categoria principale è stata quella dei “fungicidi e
battericidi” (40%), seguita da “erbicidi, disseccanti e antimuschio” (35%) e “insetticidi e acaricidi”.

In pratica, ogni abitante della UE ha avuto in dote circa 700 grammi di sostanze chimiche di sintesi.

 

In Italia sono stati venduti (e acquistati) 40.093.897 kg, contro i 39.571.269 del 2023 (+1,32%).

La SAU italiana è 12,4 milioni di ettari, 2,5 dei quali a condizione biologica e 3.140.000 a prati e pascoli.

In media, quindi, su ciascuno dei 6.7 milioni di ettari restanti sono stati utilizzati 6 kg tondi tondi di pesticidi di sintesi, il che smentisce amaramente la narrativa che presenta la riduzione dei fitosanitari come tendenza consolidata.

Nonostante la diffusione dell’agricoltura biologica e le strategie PAC 2023-2027 (in particolare l’intervento SRA19 “Riduzione dell’impatto dell’uso di prodotti fitosanitari”) tese a incentivare tecniche di agricoltura sostenibile, difesa integrata e uso di agrofarmaci a basso rischio, le quantità complessive non calano, al contrario.

E, ahimè, non si tratta di una situazione priva di impatto ambientale: secondo l’ultimo report dell’ISPRA la presenza di pesticidi supera i limiti di legge il 28% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali italiane e nel 6.8% di quelle di falda, ma pesticidi sono presenti fino al 30% del massimo di legge nel 27.3% delle acque di superficie e nel 16.4% delle acque profonde.

 

Vedi qui i dati Eurostat:

https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/aei_fm_salpest09/default/table

CONSUMARE ORTOFRUTTA NON BIOLOGICA ALZA I LIVELLI DI PESTICIDI NELL’ORGANISMO

CONSUMARE ORTOFRUTTA NON BIOLOGICA ALZA I LIVELLI DI PESTICIDI NELL’ORGANISMO

Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health conferma che il consumo di frutta e verdura convenzionali aumenta in modo misurabile il livello di pesticidi nelle urine. Il lavoro esprime anche preoccupazione per la mancata considerazione dell’effetto cocktail.

Nell’articolo si legge:

“Gli studi sugli interventi alimentari dimostrano che il passaggio da una dieta convenzionale al consumo di alimenti biologici rappresenta un modo efficace per ridurre l’esposizione ai pesticidi di sintesi e, potenzialmente, ottenere benefici per la salute. Sono quindi necessari strumenti educativi e orientamenti alimentari per offrire modi per ridurre l’esposizione ai pesticidi attraverso la dieta, specialmente durante fasi sensibili dello sviluppo come la gravidanza e l’infanzia, tenendo presente che il consumo di frutta e verdura è associato a molteplici benefici per la salute”.

 

“Gli studi di intervento con diete basate su alimenti biologici mostrano ripetutamente rapide

riduzioni dei livelli di pesticidi misurati nelle urine”.

“Alcune ricerche hanno osservato che il consumo di alimenti a basso livello di residui non era associato a un aumento dell’esposizione ai pesticidi e, in altri casi, non era associato a effetti negativi sulla salute, mentre lo era il consumo di alimenti ad alto livello di residui”.

 

“Sono necessari metodi per valutare l’esposizione alimentare alle miscele di pesticidi al fine di caratterizzare e mitigare i rischi che questi comportano per la salute umana, in particolare per i bambini e durante la gravidanza.

In questo studio dimostriamo che il consumo di frutta e verdura, ponderato in base al carico di pesticidi, è associato a livelli crescenti di biomarcatori di pesticidi nelle urine”.

 

Ma non vogliamo anticipare troppo, potete leggere l’intero studio, che si può scaricare gratuitamente:

Alexis M. Temkin, Varun Subramaniam, Alexa Friedman, Elvira Fleury, Dayna de Montagnac, Chris Campbell, David Q. Andrews, Olga V. Naidenko, A cumulative dietary pesticide exposure score based on produce consumption is associated with urinary pesticide biomarkers in a U.S. biomonitoring cohort, International Journal of Hygiene and Environmental Health, Volume 270,

2025, 114654, ISSN 1438-4639, https://doi.org/10.1016/j.ijheh.2025.114654.

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1438463925001361)

LA RICETTA DI IFOAM ORGANICS EUROPE PER LA VON DER LEYEN

LA RICETTA DI IFOAM ORGANICS EUROPE PER LA VON DER LEYEN

Pensare alla stabilizzazione della situazione a breve termine non basta, è necessario ridurre la vulnerabilità strutturale: la risposta sta nella riduzione della dipendenza dagli input esterni e nel rafforzamento degli approcci territoriali

In una lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, IFOAM Organics Europe, la federazione del biologico europeo, di cui Suolo e Salute è da anni un convinto sostenitore, sottolinea che “costruire resilienza significa non solo reagire alle crisi, ma ridurre la dipendenza nel tempo”.

IFOAM Organics Europe riconosce che il settore biologico non è certo isolato dalla crisi, ma sottolinea che le dipendenze strutturali del modello di agricoltura industriale dominante – specialmente sull’importazione di energia, di fertilizzanti di sintesi e di mangimi e sulle lunghe catene di approvvigionamento – si traducono direttamente in vulnerabilità per la sicurezza alimentare e la resilienza dell’Europa.

Il presidente Jan Plagge e il direttore Eduardo Cuoco sostengono che “In questo contesto, l’esperienza del settore biologico può contribuire in modo significativo alla riflessione perché, ha costruito conoscenze pratiche nel corso di decenni e sviluppato soluzioni concrete su come rafforzare la resilienza sul terreno. In tutta Europa, gli operatori biologici e le iniziative territoriali stanno già lavorando su approcci che contribuiscono direttamente a questo obiettivo. Per esempio attraverso una più forte organizzazione territoriale dei sistemi alimentari, legami più stretti tra produzione, trasformazione e mercati locali, filiere di approvvigionamento più brevi e diversificate, una maggiore attenzione all’autonomia proteica e soluzioni energetiche decentrate come l’energia rinnovabile e le sue comunità. Gli agricoltori biologici hanno anche esperienza nel ciclo dei nutrienti, nella gestione della fertilità del suolo senza l’uso di fertilizzanti di sintesi e nella gestione di terreni sani che affrontano meglio eventi meteorologici estremi”.

L’organizzazione esorta la Commissione europea non solo a concentrarsi sulle disposizioni di emergenza per rispondere all’attuale crisi iraniana e sull’annunciato più ampio lavoro sulla preparazione alla sicurezza alimentare, ma anche ad “affrontare le cause profonde della vulnerabilità e riconoscere il contributo di approcci territoriali, decentralizzati e a bassa dipendenza per rafforzare la resilienza del sistema alimentare dell’UE”.

 

Leggi di più: https://www.organicseurope.bio/content/uploads/2026/04/IFOAMEU_Policy_Iran_LetterVDL-1.pdf

ALL’EUROVISION SONG CONTEST SI MANGIA BIOLOGICO

ALL’EUROVISION SONG CONTEST SI MANGIA BIOLOGICO

Grazie a Bio Austria menu biologico per artisti, staff tecnico, spettatori e giornalisti

L’edizione 2026 dell’Eurovision song contest, il festival musicale internazionale nato nel 1956, si terrà a Vienna nella mastodontica Wiener Stadthalle, che negli anni ha ospitato alcuni concerti dei più famosi artisti internazionali: The Who, Led Zeppelin, Queen, Prince, Red Hot Chili Peppers, Lady Gaga, Sting, ma anche Ennio Morricone e Al Bano.

 

Bio Austria, la rete degli agricoltori biologici austriaci è fornitore ufficiale dell’evento e si occuperà di raccogliere tra i soci le derrate che Impacts Catering Wien GmbH (https://www.impacts.at/)  e Gerstner Culinary (https://www.gerstner.at) offriranno agli artisti, allo staff tecnico, agli ospiti e ai VIP.

 

L’Austria brilla per la quota biologica della SAU al 27.2% (ma oltre il 30% per gli ortaggi, quelli biologici rappresentano il 22.3% del consumo domestico), per gli oltre 25.000 agricoltori, per la quota biologica del mercato alimentare (11.4%), per la spesa pro capite in prodotti biologici (quasi 300 euro nel 2024).

Il biologico è “normale” per il Paese, ed è “normale” che abbia spazio anche negli eventi di spicco.

La fornitura di alimenti biologici costituisce una grande opportunità promozionale: può piacere o meno, ma l’Eurovision song contest è tra le manifestazioni non sportive più seguite al mondo, con centinaia di milioni di telespettatori a livello globale.

Senz’altro un ottimo risultato in termini di riconoscimento pubblico, che premia il continuo impegno di Bio Austria per la tutela e la promozione della produzione biologica.

A quando un menu biologico al festival di San Remo?

 

Leggi di più: https://esctoday.com/204541/austria-organic-farming-initiative-for-eurovision-2026-in-vienna/

L’OLIO EXTRAVERGINE BIOLOGICO PIÙ RICCO DI ANTIOSSIDANTI

L’OLIO EXTRAVERGINE BIOLOGICO PIÙ RICCO DI ANTIOSSIDANTI

Uno studio spagnolo pubblicato sul prestigioso Journal of Agriculture and Food Research

Un team di ricercatori del Centro de Biotecnología para la Agricultura y la Agroalimentación del Alentejo (CEBAL) / Instituto Politécnico de Beja (IPBeja), del MED dell’Università di Évora e di quella di Jaénha ha pubblicato uno studio scientifico sul Journal of Agriculture and Food Research in cui analizza l’impatto delle pratiche agronomiche sulla disponibilità di oleocantale e oleaceina in oli di oliva vergini monovarietali.

Il lavoro approfondisce il rapporto tra sistema di coltivazione, varietà di olive e profilo fenolico dell’olio, rilevando come le pratiche agricole influenzino il contenuto di composti fenolici (che sono antiossidanti benefici) nell’olio extravergine di oliva.

Il risultato principale è che gli oli extravergini ottenuti da agricoltura biologica presentano concentrazioni significativamente più elevate di questi composti rispetto a quelli da agricoltura integrata (in particolare per la cultivar Cobrançosa: anche le varietà influenzano la qualità nutrizionale dell’olio, ma sempre con risultati migliori per la coltivazione biologica).

Leggi l’articolo:

Miguel D. Ferro, Irene Caño-Carrillo, Bienvenida Gilbert-López, Alfonso Fernández-García, Maria João Cabrita, José M. Herrera, Maria F. Duarte,

Agricultural practices as promoters of oleocanthal and oleacein availability in virgin olive oils from three olive cultivars,

Journal of Agriculture and Food Research,

Volume 22,

2025,

102103,

ISSN 2666-1543,

https://doi.org/10.1016/j.jafr.2025.102103

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666154325004740)