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IL BIOLOGICO E’ STRATEGICO PER L’EUROPA E VA SOSTENUTO

IL BIOLOGICO E’ STRATEGICO PER L’EUROPA E VA SOSTENUTO

Dichiarazione del movimento europeo per l’agricoltura e l’alimentazione biologica, approvata dall’Assemblea Generale di IFOAM Organics Europe il 24 giugno 2026

IFOAM Organics Europe chiede che la Politica Agricola Comune (PAC) post-2027 continui a riconoscere il ruolo strategico del settore, garantendo un sostegno stabile e adeguato agli agricoltori biologici. È quanto emerge dalla dichiarazione approvata a Bruxelles dall’Assemblea Generale il 24 giugno 2026, a cui ha partecipato Suolo e Salute.
Secondo il documento, il biologico contribuisce alla competitività e alla resilienza dell’agricoltura europea, riducendo la dipendenza da input esterni, tutelando l’ambiente e sostenendo lo sviluppo delle aree rurali. Oggi nell’Unione europea oltre 438.000 agricoltori, pari al 13% del totale, coltivano più di 18 milioni di ettari con metodo biologico.
Tra le principali richieste figurano il mantenimento degli attuali livelli di sostegno, attraverso il principio del “no backsliding”, e l’adozione, da parte di ogni Stato membro, di strategie dedicate allo sviluppo del biologico che comprendano investimenti, formazione, consulenza, sostegno alle filiere, ricerca e promozione.
IFOAM Organics Europe sottolinea inoltre che gli agricoltori biologici non devono essere penalizzati rispetto ad altri regimi di aiuto basati su singole pratiche ambientali. Essendo un sistema di produzione regolamentato, certificato e sottoposto a controlli indipendenti, il biologico offre benefici ambientali e sociali duraturi che, secondo il movimento europeo, meritano un riconoscimento prioritario nella futura PAC.
«La futura PAC dovrà confermare e rafforzare il proprio sostegno all’agricoltura biologica, evitando qualsiasi arretramento delle misure dedicate e garantendo un quadro finanziario e normativo stabile, capace di sostenere gli agricoltori e accompagnare lo sviluppo del settore nel lungo periodo», commenta Alessandro D’Elia, amministratore delegato e direttore generale di Suolo e Salute, presente all’Assemblea Generale di Ifoam Organics Europe il 24 giugno scorso.

 

Fonte: www.organicseurope.bio/content/uploads/2026/06/IFOAMEU_GA2026_Statement_CAP-post-2027.pdf?dd

LA COMMISSIONE AMBIENTE DICE LA SUA SULLA PAC

LA COMMISSIONE AMBIENTE DICE LA SUA SULLA PAC

La commissione ENVI del Parlamento europeo ha votato il parere sul regolamento PAC 2028-2034. Non si tratta di un atto legislativo vincolante, ma è un messaggio forte per il futuro della Politica Agricola Comune (PAC) post 2027 che investa nelle fondamenta agro-ambientali e climatica della produzione alimentare europea

 

La commissione ENVI d’accordo con la proposta della Commissione di riservare almeno 108 miliardi (a prezzi correnti) a misure a sostegno dell’adozione di pratiche agroambientali e climatiche, introducendo un vincolo di destinazione specifica che era stato fortemente sollecitato dal movimento biologico europeo.

 

È stato aggiunto un “considerando” dedicato all’agricoltura biologica, che conferma gli obiettivi espressi dalla strategia Farm to Fork: “L’agricoltura biologica può svolgere un ruolo chiave nella transizione verso sistemi alimentari sostenibili e dovrebbe essere ulteriormente promossa al fine di contribuire all’obiettivo dell’Unione di destinare almeno il 25 % della superficie agricola all’agricoltura biologica entro il 2030. Per garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole e l’accettazione delle misure ambientali, tali misure devono essere concepite in modo da assicurare la sicurezza alimentare e da non generare oneri amministrativi sproporzionati per gli agricoltori, in particolare per le piccole e medie imprese agricole”.

 

La commissione ENVI chiede anche di garantire un trattamento equo agli agricoltori biologici che hanno avviato la conversione prima del 2027 e che il livello di sostegno concesso non diminuisca rispetto al periodo precedente.

Il metodo di produzione biologica è citato esplicitamente come aspetto da prendere in considerazione quando gli Stati membri concedono sostegno agli investimenti.

 

Unica nota dolente è l’emendamento che propone di comprendere l’agricoltura rigenerativa tra le pratiche da sostenere tramite il pagamento di transizione.

L’agricoltura rigenerativa non conta su un quadro normativo definito, né su un sistema di certificazione, al momento si basa su più o meno vaghe definizioni che ogni azienda si ritaglia su misura: c’è l’agricoltura rigenerativa secondo Nestlè, che è diversa dall’agricoltura rigenerativa secondo Barilla, secondo Illy, Cargill o Bayer…

Probabilmente anche in Commissione AGRI farà capolino il vago fantasma rigenerativo.

 

Soddisfazione (moderata) di IFOAM Organics Europe, a cui si associa l’ufficio europeo del WWF: “Finalmente un po’ di buon senso nel dibattito sul futuro della PAC post 2027. La sicurezza alimentare in Europa parte dalle basi necessarie per produrre cibo: suoli sani, acqua sufficiente, biodiversità viva e un clima stabile. La matematica non è un’opinione, i dati sono eloquenti: se vogliamo salvaguardare la capacità dell’Europa di produrre cibo e garantire la nostra autonomia strategica, almeno il 35% dei fondi della prossima PAC 2028-2024 dovrà essere dedicato all’azione ambientale e climatica. Se vogliamo aziende agricole resilienti, abbiamo bisogno di ecosistemi sani e della tutela degli insetti impollinatori. Questo è essenziale, non può essere una opzione volontaria”.

 

Vedi il sito della Commissione ambiente del parlamento Europeo: https://www.europarl.europa.eu/committees/en/envi/home/highlights

 

ELETTO IL NUOVO BOARD DI IFOAM ORGANICS EUROPE

ELETTO IL NUOVO BOARD DI IFOAM ORGANICS EUROPE

Dopo tre anni nell’esecutivo della federazione del biologico europeo torna un italiano

Nella newsletter precedente avevamo dato notizia dell’assemblea di IFOAM Organics Europe, la federazione del biologico europeo, che Suolo e Salute convintamente sostiene sin dalla fondazione.

L’assemblea ha provveduto anche al rinnovo delle cariche sociali per il prossimo triennio, che vedono una maggioranza femminile, con la neo-presidente Dóra Drexler (Ungheria), la vice-presidente Marian Blom (Olanda), Johanna Stumper (Germania), Évelyne Alcazar Marin (Spagna) e Kateryna Shor (Ucraina).  Gli uomini sono l’altro neo-vicepresidente Jerome Cinel (Francia), Lorenzo Mantelli (Italia), Lukas Nossol (Germania) e Chirs Atkinsons (Regno Unito).

La composizione del nuovo board è equilibrata non solo per genere, ma anche per settori di attività (sono rappresentati agricoltori, trasformatori, retailer, organismi di certificazione e istituti di ricerca) e area geografica, anche se è scoperta l’area scandinava (rappresentata in precedenza dalla finlandese Aira Sevon).

Laureato in Scienze e tecnologie alimentari e in Economia agraria all’Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, dopo tre anni all’ufficio tecnico dell’Organizzazione interprofessionale pomodoro nord Italia, Lorenzo si occupa dal 2019 di controllo, certificazione, assicurazione qualità e accreditamento e dal 2023 era già il rappresentante italiano nel Consiglio (il “parlamento” di IFOAM Organics Europe).

Da parte di Suolo e Salute i migliori auguri di buon lavoro a Lorenzo e a tutta la nuova squadra (lavoro che non mancherà, dal nuovo regolamento che sostituirà il “vecchio” 848/2018 alla revisione della PAC, passando per la riallocazione delle risorse del quadro finanziario pluriennale della UE e per la difesa [di quello che rimane] del Green Deal e della strategia Farm to Fork).

Leggi di più: https://www.organicseurope.bio/

In foto Il nuovo board di IFOAM Organics Europe. Al centro la neo presidente Dóra Drexler, con Lorenzo Mantelli secondo da destra

ACCADEMIA DEI GEORGOFILI: POVERTÀ NUTRIZIONALE NEI PRODOTTI AGRICOLI “MODERNI”

ACCADEMIA DEI GEORGOFILI: POVERTÀ NUTRIZIONALE NEI PRODOTTI AGRICOLI “MODERNI”

In attesa ammissione:  gli obiettivi dell’agricoltura convenzionale sono la resa in volume e l’aspetto gradevole, ma il tutto a scapito del contenuto nutrizionale. Il che, dato che parliamo di cibo, non è proprio il massimo…

Fondata nel 1753, l’Accademia dei Georgofili è un’istituzione storica dell’agronomia. Non può quindi che colpire l’articolo di Giovanni Ballarini (già docente all’Università degli Studi di Parma) “Qualità nutrizionale degli alimenti e caotico uso degli integratori” pubblicato sul suo sito.

 

L’autore stigmatizza il mercato degli integratori alimentari (in Italia 6 miliardi, in crescita del 5% ogni anno) che sostiene essere diventati per molti un’abitudine quotidiana e uno status symbol, con un mercato basato sulla paura di ammalarsi o di non stare bene, che spinge un terzo degli italiani ad acquistarli con una spesa media 300 euro all’anno, mentre secondo le evidenze scientifiche le integrazioni sono efficaci solo in situazioni di chiare, specifiche e ben definite carenze.

 

Ma lo stesso articolo sottolinea quanto emerge ormai in modo incontrovertibile dalla ricerca:

 

“Negli ultimi sessant’anni negli alimenti d’origine vegetale, in particolare frutta e verdura, vi è un allarmante calo della qualità nutrizionale per una minore quantità di minerali essenziali e di composti nutraceutici. Odiernamente e a livello globale si stima che più di due miliardi di persone soffrono di malnutrizione per un’insufficienza di micronutrienti, in particolare iodio, ferro, folato, vitamina A e zinco. Questa malnutrizione è causa o concausa di morti premature, morbilità e ritardo nella crescita fisica e mentale dei bambini, mentre negli adulti si ritiene possa provocare oltre dieci milioni di decessi e togliere duecentoventi milioni di anni di vita.

 

Tale malnutrizione tende ad aumentare per il deterioramento del delicato equilibrio della vita del suolo e per una diminuzione della densità e qualità nutrizionale degli alimenti vegetali e a causa di diete povere di nutrienti; infatti, sempre più si osservano persone sovralimentate ed obese e al tempo stesso sottonutrite o malnutrite.


L’allarmante calo della qualità alimentare degli alimenti d’origine vegetale per una diminuita presenza di minerali e composti nutraceutici ha diverse origini.

Particolare importanza ha un’agricoltura nella quale prevale la coltivazione di varietà con alto rendimento agronomico, adatte a trasformazioni industriali e di gradevole aspetto e gusto per il consumatore non considerando il loro contenuto nutrizionale. Altrettanto importante è lo scarsamente regolato utilizzo di concimi, non calcolati anche per il loro contenuto in minerali”.

 

L’Accademia conferma quindi, con onesta intellettuale di cui le va dato atto:

  • che il calo della qualità nutrizionale dell’ortofrutta ottenuta con le più moderne tecniche convenzionali è allarmante;
  • che le cultivar più moderne sono sviluppate per l’alta resa, che però va a scapito della qualità nutrizionale (il che non è il massimo per degli alimenti)
  • che l’uso irrazionale dei fertilizzanti contribuisce a raccolti di maggior quantità e di miglior estetica, ma di minor qualità nutrizionale (il che non è il massimo per degli alimenti).

 

E se invece l’agroalimentare scegliesse, come fa il settore biologico, di rispettare norme rigorose in materia di salute e di ambiente, di adottare misure preventive per evitare effetti negativi sull’ambiente e sui prodotti, procedimenti atti a garantire la persistenza della qualità alimentare, cultivar adatte agli specifici territori scelte per la loro robustezza e rusticità anziché per le rese incredibili?

 

Leggi qui l’articolo: https://www.georgofili.info/contenuti/qualit-nutrizionale-degli-alimenti-e-caotico-uso-degli-integratori/33644

Sull’argomento puoi leggere anche Bhardwaj, R.L.; Parashar, A.; Parewa, H.P.; Vyas, L. An Alarming Decline in the Nutritional Quality of Foods: The Biggest Challenge for Future Generations’ Health. Foods2024, 13, 877. https://www.mdpi.com/2304-8158/13/6/877

Davis, D. R. (2009). Declining Fruit and Vegetable Nutrient Composition: What Is the Evidence?. HortScience, 44(1), 15–19. https://doi.org/10.21273/HORTSCI.44.1.15

RIDURRE L’ESPOSIZIONE DEI BAMBINI AI PESTICIDI? BASTA MANGIARE BIO

RIDURRE L’ESPOSIZIONE DEI BAMBINI AI PESTICIDI? BASTA MANGIARE BIO

Una ricerca a Cipro

Nell’ambito del progetto LIFE + Organiko, uno studio ha esaminato come il passaggio al cibo biologico influisse sull’esposizione dei bambini ai pesticidi e sui relativi impatti sulla salute. I risultati hanno dimostrato i benefici e la convenienza economica di una dieta biologica.

Lo studio ha dimostrato come 40 giorni di dieta biologica riducano significativamente le concentrazioni di pesticidi nell’organismo dei bambini e siano associati a livelli significativamente inferiori di stress ossidativo. Per esempio, i biomarcatori per pesticidi piretroidi e neonicotinoidi sono risultati al di sotto dei limiti di rilevabilità rispettivamente nel 77% e nel 32% dei campioni di urina con la dieta biologica e rispettivamente nel 66% e nel 15% con la dieta convenzionale.

Inoltre, il passaggio da una dieta convenzionale a una biologica per i pasti scolastici dei bambini con una revisione del menu si è rivelato economicamente vantaggioso, inducendo gli autori a consigliare la più ampia implementazione.

Leggi lo studio:

Agboola SA, Konstantinou C, Charisiadis P, Delplancke T, Efthymiou N, Makris KC. The effect of an organic food intervention treatment on biomarkers of exposure to lead and cadmium in primary school children of Cyprus: A cluster-randomized crossover trial. Environ Res. 2023 Jan 1;216(Pt 3):114675. doi: 10.1016/j.envres.2022.114675.  Epub 2022 Oct 28. PMID: 36367505. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36367505/

UK, L’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA BACCHETTA IL GOVERNO SUI NUOVI OGM

UK, L’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA BACCHETTA IL GOVERNO SUI NUOVI OGM

Il Regno Unito legifera sulle nuove tecniche genomiche ispirandosi all’imminente normativa UE, ma i giudici contestano la decisione

 

Nell’immaginario giuridico c’è la frase “Ci sarà pure un giudice a Berlino”, ma questa volta il giudice è a Londra. E fa fischiare le orecchie anche a Bruxelles…

Su ricorso promosso dall’organizzazione ambientalista e di consumatori Beyond GM, l’Alta Corte di giustizia ha messo in discussione il regolamento del governo britannico che facilita la commercializzazione dei nuovi OGM.

In analogia alla proposta di compromesso maturata nella UE, le norme britanniche escludono gli organismi derivati dalle Nuove Tecniche Genomiche dall’obbligo di etichettatura previsto per gli OGM “classici”.

Secondo la sentenza, i consulenti governativi avrebbero fornito informazioni legali errate al ministro dell’Agricoltura, con ciò impedendo una corretta valutazione delle conseguenze della deregolamentazione e dell’assenza di trasparenza

In particolare, sarebbero stati sottovalutati i rischi derivanti dalla rimozione degli obblighi d’etichettatura e tracciabilità, con ciò introducendo nuovi oneri significativi per le catene di approvvigionamento sia biologiche che non biologiche: l’attività diventerebbe più difficile e costosa per agricoltori, imprese alimentari e consumatori che vogliono evitare gli OGM, ma anche per chi voglia esportare prodotti alimentari e agricoli nell’UE.

La Corte ritiene che il processo decisionale sia stato irrazionale e quindi giuridicamente viziato.

La sentenza non annulla automaticamente il regolamento, ma ne indebolisce fortemente le basi giuridiche, richiamando il principio di precauzione e la necessità di valutare attentamente rischi, trasparenza ed etichettatura prima di allentare le norme sui nuovi OGM.

 

Leggi di più: https://beyond-gm.org/victory-high-court-finds-government-failed-to-properly-assess-gene-editing-deregulation/