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SUI PESTICIDI È SEMPLIFICAZIONE O AGEVOLAZIONE?

SUI PESTICIDI È SEMPLIFICAZIONE O AGEVOLAZIONE?

Anche dalla comunità scientifica dubbi sulla capacità della proposta della Commissione di semplificare senza compromettere la sicurezza sanitaria e quella dell’ambiente

 

Tra i pacchetti per la semplificazione che dovrebbero alleggerire gli operatori europei da vincoli sproporzionati che la Commissione UE sta portando avanti c’è “Omnibus X”, che punta a semplificare diverse norme sulla sicurezza alimentare e sui pesticidi.

Niente di male, anzi, quando si tratta di ridurre duplicazioni e adempimenti ridondanti, ma quando ci si concentra sulla riduzione di alcuni controlli su pesticidi e biocidi la questione cambia.

Maurizio Ferri, medico veterinario al Dipartimento di prevenzione della salute della Asl di Pescara, riepiloga la questione in un articolo su Repubblica.

A maggio 2026 il Consiglio UE ha approvato una proroga fino al 2030 della protezione dei dati sui principi attivi dei biocidi, un provvedimento sul quale è critico, dato che l’approvazione è stata richiesta e concessa prima della conclusione della valutazione complessiva delle regole. Altrettanto critico è sul ricorso ai pacchetti “Omnibus”, che riuniscono in un unico provvedimento modifiche in ambiti molto diversi, il che si traduce in una riduzione del controllo democratico che il parlamento può esercitare e della possibilità di intervenire sulle singole norme.

Su pesticidi e biocidi sono stati tenuti nella dovuta considerazione gli effetti ambientali, tra cui il declino degli insetti e delle popolazioni di impollinatori? Che attenzione si è prestata ai numerosi studi sui possibili rischi sanitari dell’esposizione professionale ai pesticidi, inclusi tumori e malattie neurologiche? Le autorizzazioni più lunghe o addirittura senza scadenza per alcuni pesticidi e biocidi sono davvero “semplificazione” o piuttosto un poco rassicurante  “liberi tutti”?

Ferri cita anche lo studio che abbiamo già presentato recentemente su questa newsletter che stima in oltre 400 milioni i casi annui di avvelenamento acuto da pesticidi tra i lavoratori agricoli, con circa 11.000 morti.

Il consumo globale è raddoppiato dal 1990, raggiungendo 3,8 milioni di tonnellate nel 2023. Una meta-analisi indica un +13% di rischio di tumore cerebrale tra gli agricoltori e altri studi un +24% di tumore alla prostata tra gli applicatori professionali. In Italia, ricerche di oltre quarant’anni collegano l’agricoltura a tumori di pelle, colon-retto e mammella. In Francia, Germania e Italia il Parkinson è riconosciuto come malattia professionale agricola, poiché alcuni pesticidi danneggiano i neuroni dopaminergici.

Un quadro che sembra adattarsi davvero poco alla “semplificazione” spinta che la Commissione intende introdurre.

La questione resta aperta: il Parlamento europeo dovrà esaminare oltre un migliaio di emendamenti ai primi di ottobre e la valutazione complessiva dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2027.

E non è detto si concluda approvando in blocco le “semplificazioni” proposte dalla Commissione: questa settimana il Parlamento europeo ha bocciato la richiesta della Commissione di aumentare il limite di legge per i residui su colza del neonicotinoide flupiradifurone, sospetto di effetti tossici sullo sviluppo neurologico dei bambini. La strada potrebbe essere più in salita di quanto la Commissione vorrebbe…

Leggi qui l’articolo su Repubblica: https://www.repubblica.it/salute/2026/09/16/news/pesticidi_e_biocidi_l_europa_vuole_semplificare_le_regole_mettendo_a_rischio_la_nostra_salute-425588376/

VA AVANTI IL NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO UE

VA AVANTI IL NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO UE

La commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento europeo ha adottato con 37 voti a favore, 4 contrari e 8 astensioni la sua posizione negoziale sulle modifiche al regolamento UE 848/2018 sull’agricoltura biologica

La settimana scorsa la commissione Agricoltura e sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo ha adottato la relazione sulla revisione mirata del regolamento 848/2018 e ha conferito il mandato per avviare negoziati interistituzionali.

La modifica del regolamento si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea: in virtù dell’accordo di equivalenza con gli USA, nella UE è consentita la vendita come biologici dei prodotti biologici USA, la cui normativa federale consente l’arricchimento con vitamine e sali minerali che non è possibile nella UE: ai produttori USA è quindi consentita una pratica non consentita ai produttori UE, con distorsione del mercato che andava sanata.

La Commissione ha proposto una modifica limitata, per non aprire l’intero dossier, il che avrebbe portato ad allungamento dei tempi. Sono stati comunque presentati numerosi emendamenti da parte dei parlamentari.

Tutti gli emendamenti di compromesso sono stati adottati; il pacchetto non è perfetto e contiene ancora qualche proposta che desta preoccupazione, ma l’adozione della relazione ha bloccato un certo numero di emendamenti controversi e potenzialmente dannosi, consentendo al processo legislativo di proseguire senza indugi.

IFOAM Organics Europe, di cui Suolo e Salute è da anni è tra i maggiori sostenitori, ha accolto con favore il risultato, pur ribadendo la necessità di ulteriori miglioramenti durante i negoziati trilaterali tra Parlamento, Consiglio e Commissione, raccomandando agli eurodeputati di non perseguire emendamenti che non siano in linea con le esigenze e le aspettative del settore biologico, che col nuovo regolamento dovrà confrontarsi tutti i giorni.

Poche le novità tecniche: l’uso del logo biologico UE sui prodotti ottenuti nei Paesi terzi sarà possibile solo se gli stessi soddisfano norme equivalenti e rispettano ulteriori requisiti specifici. Sono stati incrementati i limiti per l’esenzione dal controllo dei piccoli operatori del retail che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori. Due emendamenti introducono flessibilità per le colture in serra, esonerandole dagli obblighi relativi alle rotazioni colturali pluriennali con leguminose, un altro introduce in capo alla Commissione europea l’obbligo di rapporti sulle importazioni; un altro rende parte integrante obbligatoria nel certificato biologico l’elenco dei prodotti e le relative quantità.
La votazione in plenaria è prevista per la settimana del 13 settembre: il parlamento voterà sull’approvazione del mandato per avviare i negoziati di trilogo. In caso di bocciatura del mandato potranno essere presentati emendamenti in plenaria, situazione funesta, dato che allungherà notevolmente l’iter legislativo, compromettendo l’adozione tempestiva della revisione.
Se, come auspichiamo, la plenaria approverà il mandato, i primi incontri di trilogo dovrebbero svolgersi nella settimana del 27 settembre e il regolamento potrebbe essere approvato entro l’anno.

 

Vedi qui il commento di IFAOM Organics Europe: https://www.organicseurope.bio/news/european-parliament-moves-organic-regulation-revision-forward-ifoam-organics-europe-calls-on-policymakers-to-keep-it-targeted/

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

NUOVO REGOLAMENTO SUI FITOFARMACI

Introdotto un nuovo ed eloquente pittogramma sulla pericolosità per le api

Il 26 maggio è stato pubblicato il regolamento (UE) 2026/1123 della Commissione che stabilisce i requisiti relativi all’etichettatura dei prodotti fitosanitari e abroga il regolamento (UE) n. 547/2011.

Il testo si si applicherà a tutte le nuove domande di prodotti per la protezione vegetale presentate a partire da gennaio 2028

Il nuovo regolamento prevede requisiti di etichettatura (tradizionale e digitale, una novità) standardizzati che riguardano in particolare informazioni sull’identificazione del prodotto, condizioni d’uso, frasi tipo per lo smaltimento sicuro dei prodotti e del loro contenitore, frasi tipo per la comunicazione dei pericoli per la salute umana e per le api (la pericolosità per le api andrà segnalata con un apposito pittogramma introdotto proprio dal regolamento), con la novità anche della frase tipo “Contiene un microrganismo. Può provocare reazioni di sensibilizzazione” come consiglio di prudenza da inserire sulle confezioni di tutti i prodotti fitosanitari contenenti microrganismi.

Leggete qui il regolamento: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601123

NOTA DOLENTE: ANCHE L’ITALIA DÀ IL VIA LIBERA AI NUOVI OGM

NOTA DOLENTE: ANCHE L’ITALIA DÀ IL VIA LIBERA AI NUOVI OGM

L’Italia tra i 18 Paesi che in Consiglio europeo hanno approvato il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche (NGT) che supera l’obbligo di etichettatura della presenza di alimenti geneticamente modificati.

Croazia, Ungheria, Austria, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno votato contro, Belgio, Bulgaria, Germania si sono astenuti, gli altri 18 (Italia compresa) il 21 aprile hanno votato a favore, quindi, il Consiglio europeo ha approvato il regolamento sui nuovi OGM (NGT), il cui testo finale sarà sottoposto al vaglio del parlamento europeo il 18 maggio. Con tutta probabilità le norme si applicheranno dal 2028.

Il testo non prevede l’obbligo di indicare in etichetta se il prodotto o i suoi ingredienti derivano da semi geneticamente modificati in laboratorio, calpestando la normativa generale in materia di informazione del consumatore, secondo la quale “è opportuno garantire che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti che consumano. Le scelte dei consumatori possono essere influenzate, tra l’altro, da considerazioni di natura sanitaria, economica, ambientale, sociale ed etica” e disattendendo i risultati dei sondaggi, secondo i quali oltre l’85% dei consumatori Ue vuole la chiara indicazione dell’origine geneticamente modificata in etichetta.

L’indicazione della modifica genetica apparirà soltanto sui sacchi delle sementi, non sui documenti di vendita del grano, né tantomeno su quelli della farina (e di conseguenza sul pane che il consumatore acquista).

 

Un altro buco nero è rappresentato dalla questione dei diritti brevettuali: il testo approvato dai rappresentanti dei governi nazionali non vieta i brevetti sulle piante NGT, calpestando la precisa richiesta che il Parlamento europeo aveva avanzato nella prima lettura del 2024.

C’è quindi il rischio che chi si trovasse il campo contaminato da materiale geneticamente modificato a causa di derive, invece di essere indennizzato, possa venir chiamato a rispondere dell’uso di patrimonio genetico sotto brevetto dalle tre multinazionali delle sementi che da sole controllano oltre il 60% del mercato mondiale.

 

Contattate il vostro parlamentare europeo e spiegategli i rischi della norma e per sottolineare che la trasparenza non ostacola certamente l’innovazione, ma la rafforza, che i cittadini europei non vogliono essere tenuti all’oscuro di quel che mangiano e che le NGT non si conciliano con la “DOP economy” su cui l’Italia punta (o almeno così dichiara).

 

Intanto, il comune di Isola del Piano (piccolo, ma importante nel biologico: ospita la sede e il pastificio della Cooperativa Girolomoni) ha messo le mani avanti ed è tra i primi in Italia a vietare semi NGT nel proprio territorio, una mossa simbolica (il regolamento non c’è ancora), ma significativa.

 

Qui i testi di interesse:  https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/04/21/new-genomic-techniques-council-adopts-new-rules-to-boost-sustainable-and-competitive-eu-food-systems/

VENDITA DIRETTA, UN’IDEA PER IL MASAF…

VENDITA DIRETTA, UN’IDEA PER IL MASAF…

Stati Uniti: una directory con più di 25mila opportunità di acquistare direttamente in campagna, un utile servizio per i consumatori (e per gli agricoltori)

L’Agricultural Marketing Service dello USDA (cioè del dipartimento statunitense per l’agricoltura, l’equivalente del nostro Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) ha presentato un’app utilizzabile da pc e da smartphone che consente di esplorare tutte le opzioni alimentari intorno a sè: farmers market (a oggi più di 7mila), agriturismi (più di 13mila), vendite dirette in azienda (quasi 5mila), CSA- Comunità a supporto dell’agricoltura (quasi 2mila) e food-hub, strutture che concentrano e distribuiscono prodotti locali tracciati e identificati (circa 500).

È sufficiente digitare nella barra di ricerca la località, indicare il raggio di ricerca (10 miglia, 30 miglia…) il nome dell’attività o il tipo di prodotto, eventualmente scegliendo tra numerose opzioni (giorni e orari di apertura, metodi di pagamento accettati, modalità d’ordine…). E’ possibile indicare anche il metodo di produzione, scegliendo tra “biologico con certificazione USDA”, “biologico non certificato” (negli USA è possibile per le piccole aziende), certificato “Naturally Grown”, Global-GAP, senza antibiotici. La query restituisce mappa, telefono ed E-mail, link al sito o al profilo facebook e altri dettagli.

Un ottimo servizio per sviluppare filiere corte tra consumatori e agricoltori saltando le intermediazioni, un suggerimento anche per il ministero e gli assessorati regionali!

Ecco il portale: https://www.usdalocalfoodportal.com/

CORTE DI GIUSTIZIA: LECITI I DIVIETI NAZIONALI DI COLTIVAZIONE DI OGM

CORTE DI GIUSTIZIA: LECITI I DIVIETI NAZIONALI DI COLTIVAZIONE DI OGM

La Corte in Lussemburgo dà ragione all’Italia: il divieto nazionale di seminare OGM rientra tra le prerogative dell’autorità e non viola il diritto europeo

Qualcuno ricorderà il caso dell’agricoltore friulano Giorgio Fidenato, militante pro OGM che nel 2021 aveva sfidato il divieto in vigore a livello nazionale seminando mais geneticamente modificato MON 810. Di conseguenza, le autorità gli avevano ordinato di trinciare e interrare le piante (ingiunzione alla quale Fidenato non aveva dato esecuzione, per cui all’abbattimento delle colture avevano dovuto provvedere gli agenti del Corpo forestale dello Stato) e gli avevano inflitto sanzioni per 50 mila euro.

Fidenato aveva presentato ricorso ai giudici nazionali, che si erano risolti a chiedere alla Corte di giustizia UE la verifica della validità delle disposizioni nazionali di divieto, anche alla luce dei principi di libera circolazione delle merci, libertà d’impresa, non discriminazione e proporzionalità.

La Corte di Giustizia Ue ha respinto le contestazioni dell’attivista pro OGM, confermando che la procedura attivata dall’Italia nel 2015 è perfettamente in linea con il diritto dell’Unione, che riconosce agli Stati membri un ampio margine di manovra nella gestione dei propri territori agricoli, ivi compresa la facoltà di vietare la coltivazione di OGM senza nemmeno fornire giustificazioni, sempre che il titolare dell’autorizzazione (in questo caso la multinazionale Monsanto, poi acquistata da Bayer nel 2018) non si sia opposto entro trenta giorni dal provvedimento.

Secondo la sentenza, divieti nazionali non creano discriminazioni tra agricoltori né violano la libertà d’impresa, ma tutelano la scelta di un Paese di preservare i propri modelli agricoli tradizionali, senza la necessità di giustificare le proprie decisioni di politica agricola nazionale.

Potete leggere la sentenza in italiano a pagina https://infocuria.curia.europa.eu/tabs/jurisprudence?lang=IT&searchTerm=%22C-364%2F24%22&sort=DOC_DATE-DESC