Uno studio italiano sull’interazione api-neonicotinoidi

Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America) dell’ Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti aggiunge nuove informazioni riguardo i danni arrecati alle api a seguito dell’esposizione ai neonicotinoidi. La ricerca è stata effettuata da ricercatori delle università di Udine, Bologna e Napoli e ha portato alla luce il meccanismo di interazione tra i neonicotinoidi e l’organismo degli insetti impollinatori. Uno specifico gene delle api infatti è deputato alla regolazione del sistema immunitario e in particolare alla codifica della proteina LRR, che inibisce una specifica attività del sistema immunitario stesso. L’esposizione a dosi sub letali del neonicotinoide clothianidin nel corso della ricerca ha consentito ai ricercatori di registrare un aumento significativo nell’espressione del gene che codifica tale proteina. In pratica, i neonicotinoidi provocano una significativa inibizione del sistema immunitario in quanto intervengono sulla codifica della proteina LRR, che ne inibisce l’efficienza. La controprova si è avuta quando i ricercatori hanno infettato le api con il DWV (deformed wing virus), un agente patogeno abitualmente comune nelle api che solitamente viene tenuto sotto controllo da un sistema immunitario efficiente. Le api esposte al neonicotinoide presentavano un aumento significativo del virus rispetto ad api esposte ad altri insetticidi non neonicotinoidi. “I risultati di questo studio – hanno dichiarato Francesco Nazzi e Desiderato Annoscia del dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’ Ateneo di Udine, tra gli autori della ricerca – saranno utilizzati per definire nuovi criteri di valutazione del rischio che considerino anche l’ impatto degli insetticidi sul sistema immunitario delle api. Inoltre, la scoperta offre ulteriori opportunità di studiare come le sostanze neurotossiche possa influenzare la risposta immunitaria degli insetti animali”. Questo ed altri studi potranno gettare nuova luce sul preoccupante e noto fenomeno della moria delle api, che dal 2006 in avanti ha portato ad un calo molto significativo nel numero di questi insetti e ai fenomeni di abbandono dell’alveare conosciuti come collasso della colonia. Svelando più approfonditamente i meccanismi alla base dell’interazione tra pesticidi e insetti impollinatori.” I risultati che abbiamo riportato indicano la necessità di un test di tossicità a lungo termine, volto a valutare in che modo la progressione di patogeno nelle api è influenzato da residui di insetticidi e dai loro effetti cumulativi, sia sugli insetti adulti che sulle larve. Una valutazione completa e approfondita sull’impatto dell’insetticida sulle api contribuirà in modo significativo alla loro conservazione e allo sviluppo di protocolli più sostenibili di agricoltura intensiva”, hanno concluso i due ricercatori.

Fonte: beyondpesticides.org, traduzione AIOL

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