La ricerca conferma: più che le singole sostanze, a rappresentare la vera minaccia è la combinazione tra loro, che non è assolutamente considerata dall’attuale quadro autorizzativo
Nature Health pubblica uno studio sull’impatto dei pesticidi sulla salute che propone un cambio di prospettiva: il rischio deriva soprattutto dalle combinazioni di sostanze, che son sempre state trascurate: negli iter di valutazione e autorizzazione finora ci si è basati sull’analisi delle singole sostanze, un approccio che non riflette l’esposizione reale, che è multipla.
I ricercatori hanno studiato le interazioni tra diverse sostanze chimiche, integrando dati ambientali, epidemiologici e modelli statistici avanzati con l’obiettivo di collegare l’esposizione reale al rischio di tumori.
Il rischio oncologico resta influenzato da molti fattori (genetica, fumo, dieta), ma lo studio, condotto su scala nazionale negli USA, mostra correlazioni e evidenzia il punto chiave dell’effetto combinato dei pesticidi: anche dosi considerate sicure possono diventare rischiose se combinate, dato che le sostanze possono amplificare i loro effetti (sinergia).
Le miscele possono alterare ciclo cellulare, DNA e infiammazione, effetti che inizialmente possono essere silenti, ma sono pericolosi nel lungo periodo.
Lo studio critica i modelli attuali di valutazione del rischio: le soglie per singole sostanze potrebbero essere insufficienti, serve considerare esposizioni cumulative e prolungate, tenendo presente che anche sostanze da sole non cancerogene possono contribuire al rischio.
La diffusione dei pesticidi è influenzata da Fattori ambientali e climatici, con cluster geografici di alta esposizione.
Il problema è quindi anche ambientale e politico e sollecita un approccio più integrato e realistico per una prevenzione più efficace.
Leggi l’articolo Honles, J., Cerapio, J.P., Monge, C. et al. Mapping pesticide mixtures to cancer risk at the country scale with spatial exposomics. Nat. Health (2026). https://doi.org/10.1038/s44360-026-00087-0

