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PESTICIDI E TUMORI, UN ALTRO STUDIO CONFERMA LA CORRELAZIONE

PESTICIDI E TUMORI, UN ALTRO STUDIO CONFERMA LA CORRELAZIONE

La ricerca conferma: più che le singole sostanze, a rappresentare la vera minaccia è la combinazione tra loro, che non è assolutamente considerata dall’attuale quadro autorizzativo

Nature Health pubblica uno studio sull’impatto dei pesticidi sulla salute che propone un cambio di prospettiva: il rischio deriva soprattutto dalle combinazioni di sostanze, che son sempre state trascurate: negli iter di valutazione e autorizzazione finora ci si è basati sull’analisi delle singole sostanze, un approccio che non riflette l’esposizione reale, che è multipla.
I ricercatori hanno studiato le interazioni tra diverse sostanze chimiche, integrando dati ambientali, epidemiologici e modelli statistici avanzati con l’obiettivo di collegare l’esposizione reale al rischio di tumori.
Il rischio oncologico resta influenzato da molti fattori (genetica, fumo, dieta), ma lo studio, condotto su scala nazionale negli USA, mostra correlazioni e evidenzia il punto chiave dell’effetto combinato dei pesticidi: anche dosi considerate sicure possono diventare rischiose se combinate, dato che le sostanze possono amplificare i loro effetti (sinergia).
Le miscele possono alterare ciclo cellulare, DNA e infiammazione, effetti che inizialmente possono essere silenti, ma sono pericolosi nel lungo periodo.
Lo studio critica i modelli attuali di valutazione del rischio: le soglie per singole sostanze potrebbero essere insufficienti, serve considerare esposizioni cumulative e prolungate, tenendo presente che anche sostanze da sole non cancerogene possono contribuire al rischio.
La diffusione dei pesticidi è influenzata da Fattori ambientali e climatici, con cluster geografici di alta esposizione.
Il problema è quindi anche ambientale e politico e sollecita un approccio più integrato e realistico per una prevenzione più efficace.

 

Leggi l’articolo Honles, J., Cerapio, J.P., Monge, C. et al. Mapping pesticide mixtures to cancer risk at the country scale with spatial exposomics. Nat. Health (2026). https://doi.org/10.1038/s44360-026-00087-0

Agrofarmaci biologici: gli eurodeputati chiedono di snellire la normativa

agrofarmaci biologiciAgrofarmaci biologici a basso rischio: i parlamentari europei chiedono di accelerare le procedure per l’autorizzazione. Nei giorni scorsi, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea di modificare la normativa che regola i prodotti fitosanitari prima della fine del 2018.

Agrofarmaci biologici: la richiesta del Parlamento Ue

L’attuale legislazione prevede che le sostanze vengano approvate a livello Ue dalla Commissione europea secondo i criteri stabiliti dal regolamento 1107/2009. L’ok ai prodotti che li contengono viene decretato invece dagli Stati membri.

Gli agrofarmaci biologici a basso rischio sono ricavati da microorganismi, vegetali, sostanze chimiche o semichimiche bioderivate e quindi già presenti in natura. Sono per questo considerati prodotti più sicuri e sostenibili dei fitosanitari di origine sintetica.

La richiesta avanzata dagli eurodeputati ha come obiettivo quello di istituire una procedura accelerata per la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione di questi prodotti. È altresì un invito per gli Stati membri a includere tali prodotti nei loro piani d’azione nazionale per la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo.

I parlamentari hanno espresso inoltre il bisogno di una definizione chiara del regolamento 1107/2009 di “prodotto fitosanitario di origine biologica”.

Una definizione nella quale far rientrare le sostanze il cui principio attivo sia un microrganismo o una molecola esistente in natura e ricavata o sintetizzata attraverso un processo naturale. Una soluzione completamente distinta dal prodotto fitosanitario, le cui sostanze attive sono invece molecole sintetiche non presenti in natura.

Bioagrofarmaci: un settore in crescita, ma ostacolato

La domanda di bioagrofarmaci è attualmente in crescita. Tuttavia, secondo l’Ibma, l’Associazione mondiale dei produttori di mezzi tecnici per il controllo biologico, ciò che ne ostacola la diffusione è un sistema di regolamentazione farraginoso, eccessivamente burocratico e lungo.

Gli agrofarmaci biologici sono considerati più sostenibili di qualsiasi altro prodotto fitosanitario.

È di questo parere Eleonora Evi, eurodeputata M5S che afferma: «Una recente valutazione dello Stoaa dei pro e i contro dell’agricoltura biologica rileva un positivo impatto del consumo di prodotti biologici su alcuni disturbi cognitivi infantili riscontrabili agli attuali livelli di esposizione agli agrofarmaci di sintesi».

Occorrerebbe, dunque, ipotizzare un percorso preferenziale per questo tipo di soluzioni: «Chi produce prodotti di nicchia e chi li usa non è giusto che affronti lo stesso carico amministrativo e burocratico di coloro che non pagano le esternalità passive del loro operato», conclude Evi.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2017/02/20/agrofarmaci-biologici-a-basso-rischio-serve-chiarezza/52929

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32009R1107&from=en

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2015/07/16/bioagrofarmaci-ibma-copa-e-cogeca-quotaumenta-la-domanda-ma-sistema-normativo-troppo-lentoquot/44978