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ARRIVANO LE PRIME SENTENZE CONTRO IL GREENWASHING

ARRIVANO LE PRIME SENTENZE CONTRO IL GREENWASHING

Una Corte distrettuale tedesca proibisce al discount Netto di etichettare uno yogurt convenzionale con claim ambientali

In seguito a un esposto dell’organizzazione per la tutela dell’ambiente e dei consumatoti Deutsche Umwelthilfe e.V. la Corte distrettuale di Amberg ha proibito a Netto Marken-Discount Stiftung & Co. KG di utilizzare sul suo yogurt convenzionale il claim “gutes Futter aus umweltschonendem Anbau“ (buon cibo proveniente da coltivazione rispettosa dell’ambiente).

La Corte ha ritenuto che l’asserzione desse ai consumatori l’impressione che il mangime per l’alimentazione delle bovine da latte soddisfacesse requisiti ecologici particolari, mentre così non era.

Netto spiegava sul suo sito web che il mangime era di produzione OGM free e prevalentemente di produzione nazionale, caratteristiche che il tribunale non ha ritenuto sufficienti: il claim aumenta le aspettative di standard ecologici più elevati, che il mangime non soddisfa.

Il tribunale ha inoltre precisato che non è da ritenersi lecito fornire in etichetta affermazioni ambientali ambigue che poi sono precisate meglio sul sito aziendale: le spiegazioni devono essere riportate chiaramente direttamente sul prodotto: Netto avrebbe dovuto spiegare sul vasetto di yogurt cosa intendeva per “coltivazione rispettosa dell’ambiente”.

Nel suo comunicato, Deutsche Umwelthilfe e.V. definisce senza peli sulla lingua come greenwashing le dichiarazioni utilizzate dalla catena e si augura che la sentenza induca anche gli altri operatori a essere trasparenti nelle dichiarazioni di “superiorità” ambientale.

Leggi di più (in tedesco): https://der-betrieb.de/meldungen/greenwashing-urteil-gegen-netto/

DOP E IGP IN AUTOGRILL. E IL BIOLOGICO?

DOP E IGP IN AUTOGRILL. E IL BIOLOGICO?

Col sostegno del ministero prodotti a denominazione d’origine sotto i riflettori, ma sul biologico il piatto piange

 

L’aprile scorso Autogrill ha presentato, il progetto Origini Edition per promuovere in tutta la rete (oltre 400 punti vendita) i prodotti DOP e IGP, grazie anche al sostegno del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e della Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

L’iniziativa punta sia sull’uso di ingredienti a denominazione nella ristorazione che nella loro proposta a scaffale.

Il primo esempio nella ristorazione è stato il panino Carpegna 1463, che ha tra gli ingredienti Prosciutto di Carpegna DOP, Burrata di Andria IGP e olio extra vergine Terra di Bari DOP, seguito dal secondo sandwich Andria 1931 con Capocollo di Martina Franca, Burrata di Andria IGP e olio extra vergine Toscano IGP, e da Gioia 1922 con Mozzarella di Gioia del Colle DOP e pesto di Basilico Genovese DOP.

Al di là dell’improbabilità delle ricette (nel solo comune di Andria ci sono 22 mila ettari a oliveto, con 2 milioni di piante che producono 200 mila quintali d’olio, 50mila in più di quello prodotto in tutta la Toscana:  a nessun andriese verrebbe in mente di utilizzare olio toscano sulla burrata), si tratta di una grande vetrina di visibilità per le DOP e IGP (basta pensare ai proverbiali autobus di turisti giapponesi alla ricerca di souvenir eno-gastronomici), in particolare per quelle non di prima linea, che non possono permettersi costose campagne televisive.

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha più volte sottolineato di considerare il comparto biologico come fondamentale per la sostenibilità e l’identità alimentare italiana e ha espresso l’intenzione di impegnarsi perché anche nella grande distribuzione possa trovare la giusta collocazione e remunerazione.

Nessuna associazione biologica elabora una proposta per accompagnare il ministero a tradurre in pratica questi ottimi intenti mettendo i prodotti biologici sotto il faro intanto nella ristorazione autostradale?

Leggi di più: https://www.autogrill.it/prodotto/origini-edition/

IL MONDO DEL BIOLOGICO EUROPEO SI INCONTRA IN IRLANDA

IL MONDO DEL BIOLOGICO EUROPEO SI INCONTRA IN IRLANDA

L’importante occasione di confronto tra un mese a Cork, aperte le iscrizioni. Suolo e Salute golden sponsor dell’evento

Dal 6 all’8 ottobre, Cork (Irlanda) diventerà il punto di incontro per il movimento biologico europeo, riunendo responsabili politici, agricoltori, ricercatori, imprese e rappresentanti della società civile.

Il congresso è organizzato da IFOAM Organics Europe in collaborazione con il Dipartimento irlandese dell’agricoltura, dell’alimentazione e della marineria e dell’Irish Organic Farmers and Growers Association e vede tra i golden sponsor Suolo e Salute.

Il tema scelto per questa edizione è “Biologics: A Strategic Investment in Europe’s Resilience” e chiama a riflettere su come l’agricoltura biologica possa rafforzare la resilienza e la competitività europee negli anni a venire.

Cosa aspettarsi dal congresso:

  • Dibattiti di alto livello sul futuro bilancio dell’UE, sul piano d’azione per la produzione biologica e sulle opportunità di finanziamento per il settore;
  • Sessioni di lavoro interattive, in cui i partecipanti lavoreranno insieme su dichiarazioni per l’Organic 2040 Vision che saranno ufficialmente lanciate nell’ambito del 25mo anniversario di IFOAM Organics Europe nel 2027
  • Analisi completa del mercato 2026 con valutazione delle dinamiche, del comportamento dei consumatori e delle prospettive di crescita a livello europeo e internazionale
  • Presentazione del nuovo ChatBot sulla normativa biologica, l’ultima innovazione di IFOAM Organics Europe progettata per aiutare agricoltori e operatori con le più recenti linee guida legislative
  • Panel di esperti sulla revisione del regolamento biologico dell’UE in corso, che indicherà il percorso del commercio internazionale e avrà un impatto sull’operatività delle aziende biologiche dell’UE.

Come di consueto, il congresso si concluderà con un’escursione, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprire il paesaggio agricolo irlandese, visitando aziende biologiche e continuando a scambiare idee in un ambiente informale.

Informazioni, programma e iscrizioni: https://www.europeanorganiccongress.bio

 

VA AVANTI IL NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO UE

VA AVANTI IL NUOVO REGOLAMENTO SUL BIOLOGICO UE

La commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento europeo ha adottato con 37 voti a favore, 4 contrari e 8 astensioni la sua posizione negoziale sulle modifiche al regolamento UE 848/2018 sull’agricoltura biologica

La settimana scorsa la commissione Agricoltura e sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo ha adottato la relazione sulla revisione mirata del regolamento 848/2018 e ha conferito il mandato per avviare negoziati interistituzionali.

La modifica del regolamento si è resa necessaria in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea: in virtù dell’accordo di equivalenza con gli USA, nella UE è consentita la vendita come biologici dei prodotti biologici USA, la cui normativa federale consente l’arricchimento con vitamine e sali minerali che non è possibile nella UE: ai produttori USA è quindi consentita una pratica non consentita ai produttori UE, con distorsione del mercato che andava sanata.

La Commissione ha proposto una modifica limitata, per non aprire l’intero dossier, il che avrebbe portato ad allungamento dei tempi. Sono stati comunque presentati numerosi emendamenti da parte dei parlamentari.

Tutti gli emendamenti di compromesso sono stati adottati; il pacchetto non è perfetto e contiene ancora qualche proposta che desta preoccupazione, ma l’adozione della relazione ha bloccato un certo numero di emendamenti controversi e potenzialmente dannosi, consentendo al processo legislativo di proseguire senza indugi.

IFOAM Organics Europe, di cui Suolo e Salute è da anni è tra i maggiori sostenitori, ha accolto con favore il risultato, pur ribadendo la necessità di ulteriori miglioramenti durante i negoziati trilaterali tra Parlamento, Consiglio e Commissione, raccomandando agli eurodeputati di non perseguire emendamenti che non siano in linea con le esigenze e le aspettative del settore biologico, che col nuovo regolamento dovrà confrontarsi tutti i giorni.

Poche le novità tecniche: l’uso del logo biologico UE sui prodotti ottenuti nei Paesi terzi sarà possibile solo se gli stessi soddisfano norme equivalenti e rispettano ulteriori requisiti specifici. Sono stati incrementati i limiti per l’esenzione dal controllo dei piccoli operatori del retail che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori. Due emendamenti introducono flessibilità per le colture in serra, esonerandole dagli obblighi relativi alle rotazioni colturali pluriennali con leguminose, un altro introduce in capo alla Commissione europea l’obbligo di rapporti sulle importazioni; un altro rende parte integrante obbligatoria nel certificato biologico l’elenco dei prodotti e le relative quantità.
La votazione in plenaria è prevista per la settimana del 13 settembre: il parlamento voterà sull’approvazione del mandato per avviare i negoziati di trilogo. In caso di bocciatura del mandato potranno essere presentati emendamenti in plenaria, situazione funesta, dato che allungherà notevolmente l’iter legislativo, compromettendo l’adozione tempestiva della revisione.
Se, come auspichiamo, la plenaria approverà il mandato, i primi incontri di trilogo dovrebbero svolgersi nella settimana del 27 settembre e il regolamento potrebbe essere approvato entro l’anno.

 

Vedi qui il commento di IFAOM Organics Europe: https://www.organicseurope.bio/news/european-parliament-moves-organic-regulation-revision-forward-ifoam-organics-europe-calls-on-policymakers-to-keep-it-targeted/

CINA, DISERBARE SENZA CHIMICA CON IL LASER

CINA, DISERBARE SENZA CHIMICA CON IL LASER

Pronto un robot che potrebbe mandare in soffitta i diserbanti

Un team di ricercatori cinesi ha sviluppato un robot autonomo che opera sostenuto dall’intelligenza artificiale che elimina le infestanti usando laser ad alta energia, riducendo le lavorazioni e eliminando del tutto gli erbicidi chimici di sintesi.

Il progetto è stato realizzato dalla Changchun University of Science and Technology e da Ningbo Yibin Electronic Technology grazie a un finanziamento di 20 milioni di yuan, circa 2 milioni e mezzo di EUR.

Una volta concluse le prove in campo, il robot entrerà in produzione in serie entro la fine dell’anno.

Il sistema è ad avanzamento autonomo e utilizza l’IA per riconoscere le infestanti e colpirle con precisione grazie a laser ad alta energia.

Il team di ricerca è stato costituito nel 2023 e da allora ha realizzato quattro prototipi, migliorando progressivamente precisione, autonomia e velocità operativa.

La quarta generazione riduce il tempo tra riconoscimento e emissione laser a meno di 10 millisecondi.

Il robot distingue tra colture e infestanti con un’accuratezza superiore al 99,5%, per ora i modelli sono stati addestrati su una dozzina di colture.

La velocità d’operazione può raggiungere i 3,6 km/h; a seconda dell’infestante (e dell’infestazione) può distruggere da 50.000 a 100.000 piante all’ora, oltre 50 volte più del lavoro manuale.

La tecnologia ha già portato alla richiesta di sette brevetti nazionali, quattro dei quali sono già stati approvati.

L’obiettivo è ridurre i danni ambientali causati dagli erbicidi (particolarmente rilevanti nelle aree ad agricoltura intensiva non solo in Cina) proteggendo il suolo e migliorando la sostenibilità dell’agricoltura.

In futuro il team punta a integrare sensori avanzati, gestione tramite cloud e collaborazione tra più robot per aumentare ulteriormente l’efficienza.

Una soluzione intelligente, che sembra ridurre notevolmente i costi di manodopera, migliorare l’efficienza nella gestione, creando un modello più sostenibile per un’agricoltura moderna.

L’idea non è venuta solo ai cinesi: non mancano produttori qua e là nel mondo, tra cui la società svizzera Caterra AG, che ha sviluppato il suo robot Honeybee, con un peso di 1.300 kg, relativamente contenuto, che dovrebbe ridurre il compattamento del suolo.

Vedi qui su China Daily: https://www.chinadaily.com.cn/a/202607/08/WS6a4d9e83a310986e2b464082.html

Vedi qui il modello svizzero: https://caterra.ch/

NUOVI CODICI DOGANALI PER IL BIOLOGICO USA

NUOVI CODICI DOGANALI PER IL BIOLOGICO USA

29 nuovi codici per una miglior gestione delle informazioni

Uno dei maggiori problemi quando si affronta il tema delle statistiche sugli scambi internazionali di prodotti biologici è quello dei codici doganali, che a livello globale non distinguono lo stesso prodotto nella versione convenzionale e biologica.

E’ vero che nei maggiori mercati (USA e UE) l’importazione è possibile solo con il NOPIC (NOP Import Certificate, per gli USA) e con il COI (Certificate Of Inspection, per la UE), che registrano le informazioni sull’origine biologica dei prodotti e la conformità del processo produttivo e di certificazione, però parlano lingue diverse, rendendo complicata l’aggregazione e poco tempestiva la conseguente lettura dei dati.

Da tempo operatori e analisti invocano una codifica specifica per i prodotti biologici che automatizzi le registrazioni e renda più immediate l’analisi dei flussi. Se la prospettiva di una standardizzazione continua a non presentarsi come imminente, gli USA fanno qualche passo avanti, introducendo nuovi Harmonized Tariff Schedule (HTS) specifici per i prodotti biologici che sono stati approvati dalla U.S. International Trade Commission (ITC).

Dal 1 luglio gli importatori statunitensi nelle dichiarazioni doganali presentate alla U.S. Customs and Border Protection dovranno utilizzare 29 nuovi codici che sono specifici per le versioni biologiche dei prodotti importati.

I nuovi codici spaziano dai cavoletti di Bruxelles al mix di ortaggi surgelati, dallo zucchero al cacao in polvere, dalla pasta (non all’uovo) al succo d’arancia (non concentrato), dalla vodka alla tequila.

La codifica specifica consentirà l’inserimento nei nuovi 29 prodotti nelle statistiche del sistema USDA GATS (Global Agricultural Trade System), che fornisce informazioni su import ed export da mondo/aree regionali/singoli Paesi per le diverse produzioni selezionate e per anno dal 2021, un passo avanti alla UE che gestisce le informazioni soltanto sulle sue importazioni (anche se con ottimo dettaglio ).

Leggi di più: https://www.ams.usda.gov/services/organic-certification/international-trade/Electronic-Organic-Import-Certificates