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AGENCE BIO: TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE PERE SUL BIOLOGICO FRANCESE

AGENCE BIO: TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE PERE SUL BIOLOGICO FRANCESE

Agence Bio (Agence française pour le développement et la promotion de l’agriculture biologique) è l’organismo pubblico/privato incaricato dello sviluppo del biologico francese e vede tra i soci il ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, quello della transizione ecologica e della coesione territoriale, le camere di commercio, la cooperazione agricola e tutte le organizzazioni del settore biologico

86 958 operatori nel 2024 (61 853 le aziende agricole, pari al 14,9% delle aziende agricole francesi e al 16% dell’occupazione agricola), 2,71 milioni di ettari (10,1% della SAU francese), 9 organismi di certificazione, oltre 300 visite ispettive al giorno.

12 miliardi di € di fatturato nel 2024 (+0.8%, vale il 5,7% %del consumo alimentare domestico) attraverso 6 circuiti di distribuzione: aree di grandi e medie dimensioni, negozi specializzati, vendita diretta, artigiani e piccoli commercianti, ristorazione commerciale, ristorazione collettiva, il tutto oggetto di rapporti puntuali dell’agenzia.

Il suo sito presenta informazioni aggiornate e analisi sul bio d’oltralpe, con rapporti dalla produzione al consumo e una ricca dotazione di infografiche, costituendo uno strumento indispensabile per chi intenda capire il mercato biologico francese o anche solo trarre ispirazione.

Leggi di più : https://www.agencebio.org/

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

Ismea pubblica il rapporto “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie, Spesa del 2025”

 

Il rapporto, che si basa sulle rilevazioni di Nielsen IQ, analizza l’andamento del mercato alimentare biologico in Italia, evidenziando una crescita del 9.2% sull’anno precedente del 9,2%, la più alta dell’ultimo quinquennio, se si esclude il 2020 eccezionale della pandemia.

Il valore degli acquisti domestici di prodotti biologici raggiunge i 4,44 miliardi di euro, in gran parte transitati per le casse dei supermercati.

Tra i prodotti più richiesti ci sono latte e derivati (+17,7%) e uova fresche (+14,9%), ortofrutta (rappresenta la voce di spesa più importante nello scontrino biologico, 42,7%); le categorie che hanno segnato riduzioni sono i salumi (-15,6%) e le carni (-10,9%), peraltro parte minuscola del carrello della spesa biologica; in contrazione anche oli e grassi vegetali (-11,6%), ma in gran parte in conseguenza a una riduzione dei prezzi unitari dopo il picco dell’anno precedente. Stabile la spesa per il segmento del vino e spumanti.

E’ significativo il fatto che si sia raggiunta per la prima volta una quota del 4% sul totale dei consumi alimentari, così com’è positivo che il valore degli acquisti biologici cresca a un tasso decisamente superiore rispetto a quello complessivo del paniere agroalimentare (+9,2% contro +3,7%).

Coprono quote superiori al 10% della rispettiva categoria miele (16.4%), uova fresche (14.7%) e frutta fresca (10.9%); sopra la media anche ortaggi, latte e derivati, bevande analcoliche, oli e grassi vegetali.

 

Il rapporto completo si può scaricare a pagina https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13717

NUOVA ZELANDA, UN MINISTERO PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA!

NUOVA ZELANDA, UN MINISTERO PER L’AGRICOLTURA BIOLOGICA!

Primo caso al mondo di un dicastero che ha come compito esclusivo lo sviluppo del settore biologico

La Nuova Zelanda ha nominato il parlamentare Mike Butterick ministro all’agricoltura biologica; per quanto ne sappiamo si tratta del primo ruolo ministeriale dedicato al biologico, se si esclude il minuscolo Sikkim (ufficialmente biologico al 100% nel 2016, ma si tratta di uno stato federato con poco più di 600mila abitanti che fa parte dell’India, nella regione himalayana) che produce cardamomo e tè.

Nemmeno la Nuova Zelanda è intensamente popolata (ha poco più di 5 milioni di abitanti), ma ha un PIL pro capite di 29.491 $ contro gli 8.900 del Sikkim ed è una potenza agricola: carne, latte e derivati (in prevalenza da animali al pascolo), kiwi, mele, vino, lana.

Il settore biologico neozelandese genera una produzione di $ 1,2 miliardi all’anno, di cui poco meno di metà da esportazione, grazie al fatto che è in controstagione col nostro emisfero (68.500 tonnellate di prodotti – di cui 13.000 verso la UE- di cui 53.000 tonnellate di kiwi), con una crescita annuale che è il doppio di quella del tasso dell’export di alimenti e fibre convenzionali.

Nel commentare l’istituzione della nuova figura ministeriale, l’associazione biologica neozelandese, Organics Aotearoa New Zealand (OANZ) ha espresso la sua soddisfazione: in questa fase di forte incremento della domanda globale di alimenti con certificazione biologica, l’esigenza di una voce ministeriale dedicata era più forte che mai.

Si tratta del passo più importante per il settore dall’approvazione del Organic Products and Production Act del 2023.

La SAU biologica della Nuova Zelanda è di 90.000 ettari (lo 0.9% della SAU totale), con 685 produttori agricoli, 345 aziende di trasformazione e 119 esportatori; se confrontiamo i dati della Nuova Zelanda con quelli italiani (2,5 milioni di ettari di SAU, circa il 20% del totale, 87mila agricoltori, 25mila aziende di trasformazione, oltre 1000 esportatori), altro che un ministro per l’agricoltura biologica, dovremmo avere mezzo governo…

Leggi di più: https://www.oanz.org/new-blog/new-zealand-organic-sector-secures-dedicated-voice-in-parliament-

 

SQNBA, IN ARRIVO IL NUOVO DECRETO: TRA LE NOVITA’ L’APERTURA AGLI AGRONOMI VALUTATORI

SQNBA, IN ARRIVO IL NUOVO DECRETO: TRA LE NOVITA’ L’APERTURA AGLI AGRONOMI VALUTATORI

Il nuovo Decreto renderà più agevole l’adesione degli allevamenti e garantirà una maggiore operatività del sistema. Suolo e Salute accoglie con soddisfazione le modifiche in arrivo

 

Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) si prepara a una nuova fase. È infatti all’esame della Conferenza Stato-Regioni una bozza di decreto che introduce importanti modifiche al quadro normativo, con l’obiettivo di rendere più agevole l’adesione degli allevamenti e garantire una maggiore operatività del sistema.

La misura nasce dall’esigenza di rispondere alle difficoltà operative segnalate da allevatori, organismi di certificazione e operatori della filiera, che negli ultimi mesi hanno evidenziato la complessità del percorso di transizione verso il nuovo sistema.

Tra le novità più significative figurano la proroga dei termini per l’adeguamento delle certificazioni, l’ingresso dei dottori agronomi tra le figure abilitate alle attività di valutazione e alcuni aggiornamenti ai disciplinari tecnici delle principali filiere zootecniche.

Uno degli interventi più attesi riguarda l’estensione dei tempi concessi agli operatori per allineare i propri sistemi di certificazione ai requisiti previsti dal SQNBA. La bozza prevede infatti il passaggio da 12 a 24 mesi per completare l’adeguamento delle certificazioni volontarie già esistenti.

Un’altra novità di rilievo riguarda l’ampliamento delle professionalità coinvolte nelle attività di valutazione. Per far fronte alla carenza di veterinari auditor, il decreto consentirebbe ad altre figure, tra cui gli agronomi, con specifiche competenze nel settore zootecnico di svolgere i controlli previsti dal SQNBA. Rimane comunque confermato il ruolo centrale del medico veterinario per tutte le valutazioni che coinvolgono aspetti sanitari e di salute animale. La disposizione avrebbe carattere temporaneo e resterebbe in vigore fino al 31 dicembre 2027.

L’obiettivo è accelerare le procedure di certificazione e garantire una maggiore copertura territoriale, evitando rallentamenti che potrebbero compromettere l’accesso degli allevatori ai benefici collegati al sistema.

La bozza interviene anche su alcuni disciplinari specifici, introducendo correttivi richiesti dal settore.

Per il comparto suinicolo sono previsti aggiornamenti relativi ai parametri di densità degli animali nei ricoveri. Nel settore bovino viene invece sostituito il riferimento agli allevamenti “familiari” con la definizione di allevamenti “di limitata dimensione”, ritenuta più aderente alla realtà produttiva nazionale.

Per gli allevamenti bovini al pascolo è inoltre prevista l’eliminazione della soglia minima di capi necessaria per aderire al disciplinare, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.

Il provvedimento apre anche alla possibilità di inserire ulteriori indicazioni volontarie in etichetta relative al benessere animale. Si tratta di una modifica che potrebbe rafforzare la valorizzazione commerciale delle produzioni certificate, rispondendo alla crescente attenzione del mercato verso i temi della sostenibilità e del benessere animale.

Le modifiche proposte rappresentano un tentativo di superare alcune delle criticità emerse durante la fase di avvio del SQNBA. L’estensione dei termini, il coinvolgimento di nuove figure professionali e l’aggiornamento dei disciplinari puntano infatti a rendere il sistema più accessibile e funzionale, favorendo una più ampia adesione degli allevamenti italiani.

Gli organismi di controllo e certificazione, accreditati e autorizzati a svolgere attività sul SQNBA,  guardano con favore alle novità contenute nella bozza di decreto.

Suolo e Salute, tra i primi organismi ad essere accreditati e autorizzati dal Masaf pe le attività sul SQNBA, valuta positivamente l’ampliamento delle figure professionali abilitate a svolgere gli audit.

La possibilità di avvalersi non solo dei medici veterinari, ma anche di dottori agronomi e zoonomi qualificati rappresenta una soluzione concreta per rendere più efficiente l’organizzazione dei controlli sul territorio. La misura consentirebbe infatti di affrontare con maggiore flessibilità la pianificazione delle verifiche, garantendo una copertura più capillare delle aziende aderenti al sistema e riducendo il rischio di rallentamenti nelle attività di certificazione.

«L’ampliamento delle professionalità coinvolte nelle attività di controllo – evidenzia Alessandro D’Elia, Ceo di Suolo e Salute – permette di gestire in modo più efficace il piano dei controlli, valorizzando competenze tecniche già presenti nel settore zootecnico e assicurando al tempo stesso il mantenimento degli standard richiesti dal Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale Al momento la scadenza per aderire allo La modifica è un passo importante per favorire la piena operatività degli organismi di controllo e certificazione, senza compromettere il rigore e l’affidabilità del sistema di certificazione».

 

Suolo e Salute è uno dei principali organismi di controllo e certificazione del Sistema Qualità Nazionale per il Benessere Animale. La prossima scadenza per le adesioni, fatto salvo ulteriori proroghe, è fissata al 25 luglio 2026. Per maggiori informazioni sull’adesione e, più in generale, sullo schema SQNBA: sqnba@suoloesalute.it www.suoloesalute.it

 

Per approfondimenti:

SQNBA: in arrivo il nuovo decreto che slitta i termini e apre agli agronomi valutatori

https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/zootecnia/modifiche-sistema-qualita-nazionale-benessere-animale/

A CHE PUNTO SIAMO SULLE SEMENTI BIOLOGICHE

A CHE PUNTO SIAMO SULLE SEMENTI BIOLOGICHE

Il CREA incaricato del coordinamento del Piano Nazionale Sementi Biologiche

In Italia la disponibilità di sementi biologiche (che è resa pubblica con la Banca Dati Sementi Biologiche, pensata per agevolare il contatto domanda e offerta ed è costantemente aggiornata) non è sempre sufficiente a soddisfare le esigenze delle aziende agricole, che a norma di regolamento europeo richiedono di poter utilizzare in deroga sementi convenzionali, ma non trattate.

Con l’obiettivo di superare questa criticità aumentando la disponibilità di sementi biologiche certificate il ministero ha quindi finanziato il Piano Nazionale Sementi Biologiche (PNSB), coordinato dal CREA.

E il CREA Difesa e Certificazione sta effettuando prove sperimentali in campo per la selezione di varietà più adatte ai sistemi di coltivazione biologica e ai diversi ambienti produttivi, con attenzione anche al Materiale Eterogeneo Biologico (MEB), risorsa genetica caratterizzata da maggiore diversità e adattabilità.

A fine maggio 2026 presso l’azienda agricola “Emilia” del Crea Dc di Tavazzano (Lodi) si è tenuta una giornata dimostrativa sulle prove varietali e sui criteri utilizzati per selezionare varietà più adatte al metodo biologico, più rustiche, resilienti e meno dipendenti dagli input.

Si tratta di una bella sfida: le imprese sementiere sono generalmente orientate a cultivar uniformi e standardizzate, ma il criterio della “taglia unica” mal si adatta alla produzione biologica, che piuttosto ha necessità di materiali riproduttivi in grado di adattarsi a territori, climi e sistemi di gestione diversificati.

Leggi qui tutto quel che c’è da sapere sulle sementi biologiche: https://www.crea.gov.it/web/difesa-e-certificazione/-/sementi-biologiche

ALTROCONSUMO: TROPPI PESTICIDI NELLE CONFETTURE (E LA MIGLIORE È BIOLOGICA)

ALTROCONSUMO: TROPPI PESTICIDI NELLE CONFETTURE (E LA MIGLIORE È BIOLOGICA)

Residui rilevati in 13 campioni su 19

 

La rivista Altroconsumo ha analizzato 19 confetture e preparazioni a base di albicocca, valutandone qualità, sicurezza, contenuto di frutta, etichettatura e gusto.

Dalle analisi di laboratorio è emersa la presenza di residui di pesticidi in ben 13 dei 19 campioni (68%); i residui sono risultati entro i limiti di legge, ma si tratta sempre di sostanze sospette cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, oppure possibili interferenti endocrini; inoltre, com’è noto, le procedure di autorizzazione non valutano l’effetto cocktail, cioè le possibili interazioni di più sostanze pur singolarmente entro i limiti legali, tant’è che nella sua valutazione Altroconsumo ha comunque penalizzato i prodotti contenenti sostanze più problematiche dal punto di vista tossicologico.

 

In testa alla classifica e con il titolo di Migliore del Test si piazza Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio, che ottiene 86 punti. Buon risultato anche per il prodotto convenzionale Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca con 73 punti, nessun residuo e un prezzo tra i più bassi del test.

Tra i prodotti con un buon risultato rientrano anche Alce Nero Albicocche 100% Bio e la convenzionale Terre d’Italia Confettura extra di albicocche prodotta da Orogel, entrambe con 71 punti.

La prova di assaggio alla cieca ha evidenziato differenze limitate tra i prodotti, generalmente giudicati gradevoli.

Un altro caso in cui i prodotti biologici dimostrano non solo di avere un minor impatto ambientale, una maggior sostenibilità e di non presentare residui di sostanze nocive, ma anche di poter vantare performance tecnologiche e organolettiche invidiabili.

Leggi qui di più: https://www.altroconsumo.it/alimentazione/creme-e-confetture/news/test-confetture-2026