Suolo e Salute

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Indicazioni geografiche e tutela dei prodotti: se ne parla a Expo

Favorire la diffusione delle indicazioni geografiche per combattere le contraffazioni e creare valore aggiunto ai prodotti virtuosi. Di questo si è parlato nei giorni scorsi a Expo 2015, durante l’Assemblea generale delle indicazioni geografiche che si è riunita all’interno del Padiglione Italia.

Come affermato dal Ministro Maurizio Martina durante l’apertura dei lavori: “Nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili che diano risposte concrete alla sfida alimentare la tutela delle indicazioni geografiche ricopre un ruolo cruciale. Attraverso lo strumento del “marchio geografico”, infatti, si può creare valore aggiunto a vantaggio dei produttori, delle zone rurali e dei territori d’origine, creando meccanismi virtuosi di integrazione delle filiere“.

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Un pensiero condiviso anche da Florence Tartanac, della Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), che vede nelle indicazioni geografiche un’opportunità a favore delle persone, dell’economia e del territorio: “Hanno la capacità di mantenere vitale il tessuto economico di un territorio, conservano le tradizioni e sostengono l’economia in aree che altrimenti sarebbero destinate all’abbandono. Inoltre salvaguardano la biodiversità mantenendo vive colture che altrimenti si perderebbero“.

E di denominazioni riconosciute l’Italia se ne intende: in Europa è il Paese con il più alto numero di prodotti tutelati, ben 274 dop e igp e 523 vini docg, doc e igt. La sfida, però, rimane quella di promuovere la denominazione all’estero, portando i consumatori internazionali a riconoscere i prodotti virtuosi e a preferirli agli altri.

In questo discorso, un’attenzione particolare deve essere data alle trattative sul Ttip, il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti. Come spiega Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura alla Camera: “Negli Stati Uniti il concetto stesso di tipicità geografica è sconosciuto. Sarà quindi molto difficile arrivare ad un accordo che porti il governo Usa a riconoscere e proteggere prodotti come il Parmigiano, l’Aceto balsamico di Modena o la bufala campana“.

Su questo punto il governo ha concentrato le sue energie su un importante progetto di comunicazione e promozione. “Fra pochi giorni partirà la campagna di promozione del segno unico distintivo dell’agroalimentare italiano“, racconta Maurizio Martina, “Abbiamo messo sul piatto 70 milioni di euro per far conoscere ai consumatori statunitensi e canadesi i prodotti del made in Italy, con una presenza forte negli store e sui mezzi di comunicazione”.

Altro punto fondamentale della tutela del made in Italy è Internet, grossa opportunità per i produttori, ma al tempo stesso grande minaccia. Sul web, infatti, vengono venduti numerosi prodotti spacciati come italiani, falsi Igp e doc tarocchi.

Su questo tema, continua a spiegare Martina, sono stati già avviati accordi con colossi dell’e-commerce come eBay e Alibaba. Accordi volti a bloccare i flussi di merce che imitano i marchi italiani a denominazione.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/10/13/indicazioni-geografiche-una-risorsa-per-l-economia-e-la-biodiversita/45864

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9313

Tossicodipendenza da pesticidi chimici: il quadro preoccupante dell’Europa

L’agricoltura industriale, con le sue colture intensive e l’uso massiccio di sostanze chimiche, non è più accettabile. L’ultimo rapporto pubblicato da Greenpeace parla chiaro: i metodi di coltura tradizionale usati e abusati dall’uomo stanno causando la perdita di habitat e biodiversità.

E in Europa si parla di vera e propria tossicodipendenza da pesticidi chimici. Le colture sono regolarmente irrorate con diverse sostanze chimiche, di solito applicate più volte su ogni coltura durante l’intera stagione di crescita. Questo avviene nonostante gli agricoltori dispongano già di alternative naturali per contrastare le specie nocive. Quello che dovrebbe essere un’eccezione, lamenta Greenpeace, è ormai diventata una routine.

Il rapporto di Greenpeace “Tossicodipendenza da pesticidi” esamina la letteratura scientifica disponibile sull’uso dei pesticidi chimici di sintesi in agricoltura, evidenziando come queste sostanze siano una grave minaccia per la biodiversità, sia perché mettono in pericolo le specie, avvelenandole e uccidendole, sia perché alterano gli ecosistemi, ad esempio provocando il collasso della catena alimentare.

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Secondo i dati forniti, quasi un quarto (24,5%) delle specie vulnerabili o in via d’estinzione nell’Ue è minacciata dagli effluenti agricoli.

Ma non è tutto. Dai rapporti della Task force sui pesticidi sistemici dell’Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della natura), emerge un allarmante diminuzione degli insetti in Europa. Una condizione che potrebbe avere un impatto catastrofico sull’ecosistema. Dall’impollinazione, infatti, dipende il 70% delle 124 principali derrate alimentari coltivate per il consumo umano.

Un quarto dei 471 principi attivi approvati in Europa supera le soglie critiche per la persistenza nel suolo o nelle acque, e 79 di questi oltrepassano i valori critici di tossicità per gli organismi acquatici.

Anche se spesso l’ambiente è contaminato da “cocktail” di pesticidi, gli effetti di questo mix di prodotti chimici non sono valutati nei processi di autorizzazione effettuati dall’Ue, che, peraltro, non riescono a stabilire correttamente quali possono essere gli effetti a lungo termine dell’esposizione a basse dosi dei pesticidi, perché si concentrano principalmente sulla loro tossicità acuta.

In un contesto del genere è necessario un radicale cambiamento di rotta, che segni il passaggio da un’agricoltura intensiva dipendente da sostanze chimiche dannose, a pratiche agricole ecologiche. Un cambiamento che non può essere operato senza un forte sostegno politico e finanziario, necessario per contenere i danni e per ristabilire un equilibrio ambientale.

Fonti:

http://www.repubblica.it/ambiente/2015/10/13/news/greenpeace_pesticidi_minacciano_l_ambiente-124975050/

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Pesticidi-una-tossicodipendenza-che-costa-cara-allambiente/

http://www.greenpeace.org/italy/tossicodipendenza-da-pesticidi/

Psr 2014-2020: boom di domande per il biologico in Toscana

Agricoltura biologica: la regione Toscana spinge il piede sull’acceleratore. Durante la riunione di insediamento del Comitato di Sorveglianza del programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, Marco Remaschi, assessore all’agricoltura della Regione, ha espresso la sua soddisfazione per le richieste di finanziamento presentate dagli operatori del settore: “Il bando emanato dalla Regione Toscana per l’agricoltura biologica ha riscosso un grandissimo successo. A fronte di una dotazione prevista di 17 milioni di euro, sono arrivate domande per 21-22 milioni di euro“.

All’incontro, che si è svolto nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati lo scorso 25 settembre, hanno preso parte i rappresentanti dei soggetti che fanno parte del Comitato di Sorveglianza e funzionari della Commissione Europea.

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Durante l’evento, Remaschi ha sottolineato l’importanza strategica di una corretta programmazione per gli anni 2014-2020 “non solo per le risorse che mette a disposizione, pari a 961 milioni, 90 milioni in più del precedente Programma di Sviluppo rurale 2007-2013” ma anche per la necessità di spendere bene questi soldi, confermando il valore che la regione attribuisce all’agricoltura, soprattutto a quella sostenibile.

Come ha sottolineato l’assessore: “In Toscana l’agricoltura rappresenta un modello territoriale e paesaggistico di grande pregio, è un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della biodiversità“.

La regione conta infatti: 70 mila aziende agricole e 5 mila aziende di trasformazione agroalimentare, 86 fra DOP (denominazioni di origine protetta) e IGP (Indicazione di origine protetta), che sono “il segno distintivo dell’eccellenza toscana in campo agroalimentare“.

Remaschi ha ricordato le somme che la Regione Toscana ha già stanziato a valere sul PSR 2014-2020 grazie a 4 bandi che sono usciti “in anticipazione” per favorire gli investimenti.

Cifre importanti: oltre ai 17 milioni stanziati con il bando per l’agricoltura biologica, 9 milioni sono stati stanziati per le “misure compensative” destinate ai territori svantaggiati, a quelli collinari e montani, 40 milioni per il primo insediamento dei giovani in agricoltura e 90 milioni per i PIF, Programmi integrati di Filiera. Per questi ultimi, ha ricordato l’assessore, la scadenza è stata spostata a fine ottobre, per “dare maggiore agio alle aziende che intendono sfruttare questa forma innovativa di investimenti mettendo insieme più soggetti e sfruttando varie misure del PSR.

L’entusiasmo con cui gli operatori di settore hanno guardato all’agricoltura biologica è, per Remaschi, il segno chiaro di un allineamento del mercato con le scelte di sostenibilità effettuate dalla Regione.

Fonti:

http://www.adnkronos.com/fatti/pa-informa/economia/2015/09/26/agricoltura-remaschi-straordinario-successo-del-bando-sul-biologico-domande-per-oltre-milioni_0dKHeYykOBfDMQG3haLZhL.html?refresh_ce

http://www.adnkronos.com/fatti/pa-informa/economia/2015/09/26/agricoltura-remaschi-dal-psr-milioni-euro-risorsa-strategica-che-occorre-spendere-bene_uk7XXEcXmjFQT1oOelKuKJ.html?refresh_ce

http://www.askanews.it/regioni/toscana/agricoltura-boom-di-domande-a-regione-toscana-per-biologico_711612836.htm

Norma nazionale per la produzione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura di alimenti biologici per animali da compagnia.

Fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di prodotti biologici, la presente norma disciplina la produzione, preparazione, commercializzazione ed etichettatura di alimenti biologici per animali da compagnia (art. 95, par. 5 del Reg. (CE) n. 889/08) Ai fini della presente norma, per alimento biologico per animali da compagnia si intende qualsiasi alimento biologico destinato all’alimentazione di animali da compagnia, cosi come definiti dall’art. 3, paragrafo 2, lettere d) ed f) del Reg. (CE) n. 767/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, quali animali appartenenti ad una specie normalmente non destinata al consumo umano nell’Unione Europea.

L ‘operatore che intende produrre, preparare, commercializzare ed etichettare alimenti biologici per animali da compagnia in conformità al metodo di produzione biologico oltre al rispel10 delle disposizioni generali sull’immissione sul mercato e sull’uso dei mangimi e degli additivi in essi contenuti.

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Deve conformare la sua attività a quanto previsto dal Reg. (CE) n. 834/2007 e dal Reg. (CE) n.88g/2008 e dalla vigente normativa nazionale e regionale in materia di:

  • definizioni, principi e obiettivi della produzione biologica;
  • norme di produzione, trasformazione, imballaggio, trasporto, magazzinaggio, commercializzazione e

importazione di prodotti biologici;

  • etichettatura dei prodotti biologici;
  • controlli e certificazione della produzione biologica.

Gli alimenti biologici per animali da compagnia possono contenere tutti i prodotti e gli ingredienti ottenuti in conformità alla produzione biologica e le materie prime, gli additivi, i prodotti. le sostanze e gli ingredienti di cui agli Allegati V, VI, VIII e IX del Reg. (CE) n. 889/2008 in conformità con le disposizioni contenute nel Reg. (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2003 e nel Reg. (CE) n. 767/2009 della Commissione del 13 luglio 2009.

Le materie prime di cui all’Allegato Degli ingredienti non biologici di origine agricola di cui all’Allegato IX del Reg. (CE) n. 889/2008 possono anche essere utilizzati nella relativa forma idrolizzata in conformità al Reg. (UE) n. 68/2013 della Commissione del 16 gennaio 2013 a condizione che il processo di idrolisi non comporti modifiche chimiche (trattamento con acidi/alcali) e che gli enzimi, eventualmente utilizzati, non siano prodotti con microrganismi geneticamente modificati.

Sono sempre e comunque vietati l’uso di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivali o ottenuti da organismi geneticamente modificati e l’uso di radiazioni ionizzanti.

Identificazione e tracciabilità

L’identificazione degli alimenti biologici per animali da compagnia deve essere garantita per tutto il suo ciclo di produzione, preparazione, trasporto e commercializzazione e la tracciabilità deve essere gestita per lotti.

L’operatore, ai sensi degli art. 66 e 89 del Reg. (CE) n. 889/2008 della Commissione, tiene una contabilità di magazzino che, oltre alle informazioni obbligatorie, riporta i seguenti dati:

  1. a) il fornitore e, se diverso, il venditore o l’esportatore dei prodotti;
  2. b) la natura e i quantitalivi dei prodotti biologici consegnati all’unità e, se del caso, di tutti i materiali

acquistati, nonché l’uso fatto di tali materiali e, se del caso, la formulazione degli alimenti biologici per animali da compagnia composti:

  1. c) la natura e i quantitativi dei prodotti biologici immagazzinati in loco;
  2. d) la natura, i quantitativi, i destinatari e, se diversi da questi ultimi, gli acquirenti – diversi dai consumatori

finali – di tutti i prodotti che hanno lasciato l’unità o le strutture o i magazzini del primo destinatario:

  1. e) nel caso di operatori che non provvedono al magazzinaggio o alla movimentazione fisica dei prodotti biologici in questione, la natura e i quantitativi dei prodotti biologici acquistati e venduti, nonché i fornitori e, se diversi, i venditori o gli esportatori e gli acquirenti e, se diversi, i destinatari.
  1. 2. La documentazione contabile comprende anche i risultati delle verifiche effettuate al momento del

ricevimento dei prodotti biologici e qualsiasi altra informazione utile all’organismo di controllo ai fini di un corretto controllo delle operazioni. I dati che figurano nella contabilità devono essere documentati con gli opportuni giustificativi. Nella contabilità deve sussistere corrispondenza tra i quantitativi in entrata e in uscita.

Ai fini di un corretto controllo delle operazioni, i documenti contabili comprendono dati relativi all’origine, alla natura e ai quantitativi delle materie prime e degli additivi, nonché alle vendite e ai prodotti finiti di alimenti biologici per animali da compagnia.

Oltre agli obblighi previsti dal decreto ministeriale n. 16321 del 9 agosto 2012, il certificato di conformità consente l’identificazione del tipo o della gamma di alimenti biologici per animali da compagnia nonché del relativo periodo di validità.

Etichettatura

Ai fini dell’etichettatura degli alimenti biologici per animali da compagnia, oltre alle disposizioni previste dalle leggi vigenti in materia degli analoghi prodotti convenzionali, sono riportate le indicazioni previste dalla normativa europea e nazionale in materia di etichettatura dei prodotti biologici. Il termine “bio” o “biologico· può essere utilizzato nella denominazione di vendita degli alimenti biologici per animali da compagnia purché gli stessi siano conformi alla presente norma e che almeno il 95% in peso degli ingredienti di origine agricola sia biologico in conformità al Reg.(CE) 834/2007.

Il termine “bio” o “biologico” può essere utilizzato soltanto nell’elenco degli ingredienti degli alimenti biologici per animali da compagnia purché gli stessi ingredienti siano conformi alla presente norma nazionale. In questo caso l’elenco degli ingredienti include un’indicazione della percentuale totale di ingredienti biologici in proporzione alla quantità totale di ingredienti di origine agricola. I termini e l’indicazione della percentuale di ingredienti biologici non devono essere posti in maggiore risalto rispetto alla descrizione o al nome del prodotto e quindi devono comparire con colore, dimensioni e tipo di caratteri identici a quelli degli altri ingredienti non biologici.

 

per informazioni in merito: sviluppo@suoloesalute.it

Un SANA da record! Bilanci e numeri di una delle edizioni più partecipate degli ultimi anni

Si è da poco conclusa una delle più incredibili edizioni del SANA, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, che anche quest’anno ha toccato numeri record.

L’evento, organizzato da BolognaFiere dal 12 al 15 settembre, ha visto la partecipazione di 45.820 visitatori, più 40% rispetto alle precedenti edizioni, un + 25% di espositori e il coinvolgimento di numerosi buyer esteri.

La “quattro giorni” del Salone Internazionale del Biologico e del Naturale si è così confermata la migliore piattaforma internazionale per il lancio dei prodotti bio italiani.

Questa 27esima edizione ha offerto ai suoi visitatori un ricco calendario di incontri, workshop e convegni, che hanno accolto oltre 6mila partecipanti.

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Caratteristica di quest’anno l’impronta internazionale dell’evento, con oltre 4.000 incontri B2B tenutisi presso la Buyer Lounge tra le aziende espositrici e le delegazioni provenienti da 21 Paesi. Un’occasione importantissima per far conoscere e migliorare i rapporti tra Made in Italy e nazioni come: Australia, Austria, Belgio, Cina, Francia, Germania, Danimarca, Polonia, Croazia, Slovenia, Ungheria, Giappone, Olanda, Svezia, Gran Bretagna, Russia e Usa.

Suolo e Salute ha partecipato come protagonista all’evento, coinvolgendo i propri partner ed entrando in contatto con nuove realtà e aziende attive sul territorio. Un’occasione di incontro, ma anche di crescita professionale e umana.

Positivo il bilancio di Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiere: “Abbiamo fatto battere a Bologna il cuore di EXPO con l’edizione di SANA 2015, come hanno confermato il Vice Ministro Andrea Olivero e il Commissario Unico Giuseppe Sala. Con le edizioni passate di SANA, passando per EXPO e per il Parco della Biodiversità, per arrivare sino ai progetti di promozione dei contenuti sull’agricoltura biologica con il Forum Internazionale del Biologico, abbiamo creato un percorso di crescita e di promozione del biologico, la vera agricoltura del futuro. Nelle prossime edizioni del Salone del Biologico e del Naturale lavoreremo per la promozione del biologico nelle aree del Mediterraneo per offrire nuove opportunità di sviluppo e di promozione del settore. Il nostro impegno per il settore, assieme alle associazioni del bio, continuerà anche dopo EXPO per arrivare all’edizione di SANA 2016”.

E questa edizione dell’evento non fa altro che confermare i numeri  di un intero settore in crescita, sia in termini produttivi, che di mercato. Come del resto si evince dal Rapporto Ismea BIO RETAIL, presentato in occasione del Convegno “Tutti i numeri del bio”, che ha mostrato un incremento di valore di acquisti bio vicino al 20%, per i primi sei mesi del 2015.

Grande successo per il SANA, infine, anche per il numero di “visitatori virtuali” sul sito ufficiale dell’evento e sui social: più 13% di utenti unici (106.000 totali) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con oltre 755mila visualizzazioni. Più che raddoppiato il peso degli utenti dei social: sulla pagina facebook +112% di fan (3.256.000 visualizzazioni), su twitter più 172% di follower.

Ma l’attenzione sul biologico non si conclude qui: durante l’evento è stata annunciata la Festa del Bio, che si terrà il 29 settembre, al Parco della Biodiversità, in occasione della settimana della Biodiversità prevista dal 26 settembre al 3 di ottobre. Una giornata dedicata ai protagonisti del biologico con la partecipazione di tutti i padiglioni esteri, per trasmettere le caratteristiche e i valori dell’agricoltura biologica.

Il cuore della “Festa del Bio” sarà la “Piazza del Bio”, dove sarà possibile assaporare frutti e prodotti biologici, incontrando le realtà che con impegno e passione coltivano e producono quotidianamente beni di consumo rispettosi dell’ambiente, della biodiversità e del benessere dell’uomo.

E proprio il 29 settembre, sarà consegnato al Ministero delle Politiche Agricole e ai firmatari della Carta di Milano un documento, frutto di un lavoro concreto e pratico, contenente le proposte volte a promuovere un modello di sviluppo innovativo e sostenibile, in grado di tutelare la biodiversità.

Fonti:

http://www.sana.it/home-page/1229.html

http://www.sana.it/media/news/presentato-al-sana-il-rapporto-ismea-bio-retail-sul-mercato-al-consumo-dei-prodotti-biologici-nel-2014/5078.html

http://www.bolognafiere.it/

Campania: proroga al 15 novembre per salvare i fondi del Psr 2007-2013

Regione Campania pronta a ottenere la proroga ai fondi del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. A seguito di una riunione della task force sul programma di fondi comunitari tenutasi lo scorso 11 settembre, l’Autorità di gestione del Psr Campania 2007–2013 ha concesso di far slittare la data di consegna della documentazione al 15 novembre prossimo.

Imprese ed enti pubblici ritardatari avranno quindi ancora un altro po’ di tempo per consegnare la documentazione degli investimenti effettuati. Sono oltre 6mila le pratiche di finanziamento in pendenza innanzi agli uffici competenti.

La decisione dovrà ora essere trasformata in delibera dalla giunta regionale della Campania, ma il presidente e assessore all’agricoltura Vincenzo De Luca si è già detto favorevole all’operazione.

Non solo: il 24 settembre prossimo, a Bruxelles, i vertici dell’assessorato incontreranno la Commissione Ue per concordare la possibilità di spostare da un asse all’altro le risorse del Feasr, come già accordato alla Calabria. Questo dovrebbe consentire di massimizzare l’effetto della proroga sulle misure con maggiore efficienza di spesa.

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Come riporta Informatore Agrario, la Campania dovrà generare spesa pubblica sul Psr 2007-2013 per 325,6 milioni di euro entro il 31 dicembre, per evitare di restituire a Bruxelles 199,8 milioni di quota Feasr, che ad oggi è non spesa per il 17,99% della dotazione iniziale.

La celerità di intervento è stata accolta con favore da Coldiretti Campania. Il presidente Gennarino Masiello ha così commentato la vicenda: ” Esprimo viva soddisfazione per la tempestività con cui il presidente De Luca è intervenuto su questa vicenda, cogliendo i suggerimenti che abbiamo sottoposto alla Regione e che mirano a risolvere i problemi delle imprese evitando inutili contenziosi. Peraltro in questo modo si riduce il rischio di disimpegno automatico dei fondi Ue“.

Nei giorni scorsi, la Coldiretti Campania aveva espresso profonda preoccupazione per il rischio di disimpegno automatico sul PSR 2007-2013. In particolare, i dubbi riguardavano i bandi delle misure strutturali 121 e 123, che riguardano investimenti importanti per la capacità produttiva delle imprese agricole e quindi per la loro crescita.

Secondo l’Associazione, la proroga produrrebbe un triplo beneficio: garantire una maggiore serenità ai numerosi imprenditori che si trovano in ritardo per ragioni contingenti; evitare alla Regione una pioggia di contenziosi presso il Tar; consentire all’Amministrazione regionale di raccogliere una maggiore quantità di risorse da rendicontare all’Ue, riducendo al minimo la perdita di fondi per disimpegno.

Una proroga con scadenza unica dovuta agli agricoltori, in un certo senso, visto che qualche giorno fa Masiello sosteneva la non colpevolezza dei ritardi delle aziende che hanno già dovuto ” fronteggiare una condizione generale di crisi economica che ha ridotto i fatturati e quindi la loro disponibilità finanziaria”.

Fonti:

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/09/11/campania-sul-psr-2007-2013-c-e-la-proroga-per-documentare-la-spesa-di-6000-progetti/45412

http://www.agenparl.com/napoli-scadenze-rendicontazioni-psrcoldiretti-campania-lancia-proposta-a-de-luca/

http://www.agenparl.com/napoli-scadenze-psr-masiello-coldiretti-ringrazia-de-luca/