Suolo e Salute

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Bolzano: centro della coltivazione biologica regionale

A Biolife l’ampia offerta di oltre 2.000 prodotti biologici provenienti da tutt’ Italia è accompagnata da numerosi incontri culturali e informativi per consumatori e visitatori.

Biolife è diventata la piattaforma più importante a livello italiano per prodotti biologici regionali di qualità. Questa crescita è testimoniata dal costante incremento di visitatori e dal sempre maggiore numero di espositori internazionali che sfruttano la fiera di Bolzano come trampolino di lancio per immettersi sul mercato italiano.
Biolife 2015
Per la prima volta Biolife si svolge su quattro giornate consecutive, da giovedì 19 a domenica 22 novembre 2015. Questa decisione è stata presa sulla base di numerose richieste e da quest’anno questa nuova formula potrà finalmente essere realizzata. In questo modo la durata della manifestazione godrà di una giornata in più rispetto al passato, assicurando agli espositori, così come ai visitatori, un’ulteriore opportunità di confronto, un’offerta formativa più approfondita e maggior tempo per negoziazioni e offerte commerciali.

La dodicesima edizione di Biolife prosegue con successo dal 2004, anno in cui si è svolta la prima edizione: 200 aziende medie-piccole presentano ai numerosi visitatori prodotti biologici regionali di qualità frutto di questo vasto e diversificato mercato sempre più in espansione. Il pubblico specializzato è costituito principalmente da chefs, ristoratori e albergatori che apprezzano la genuinità e l’eccellenza delle specialità alimentari offerti nell’ambito del biologico di qualità.

Per dettagli ed aggiornamenti su Biolife 2015 è disponibile il sito www.biolife.it

Cambiamenti climatici: fertilizzanti chimici tra i maggiori responsabili. Lo studio

Le aziende produttrici di fertilizzanti sono tra i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici nel mondo. Questo, almeno, quanto affermato in un recente rapporto pubblicato da GRAIN, un’organizzazione internazionale non-profit che lavora per sostenere i piccoli agricoltori e la difesa della biodiversità.

Secondo l’organizzazione, i fertilizzanti potrebbero essere responsabili fino al 10% delle emissioni di gas serra globali, per non parlare dei danni creati ai corsi d’acqua, al suolo e allo strato di ozono.

Nel rapporto diffuso da GRAIN, si evidenzia come il contributo complessivo dei fertilizzanti chimici al cambiamento climatico sia stato fino adesso sottovalutato.

I calcoli sulle emissioni di protossido di azoto derivanti dall’uso di fertilizzanti chimici, effettuati dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), sarebbero da 3 a 5 volte inferiori rispetto alle stime reali.

spruzzatore-sostanze-chimiche

 

 

 

 

 

 

 

 

I fertilizzanti richiedono una quantità enorme di energia per poter essere prodotti. Una produzione che cresce di anno in anno. Si pensa che, nel prossimo decennio, le forniture di fertilizzanti azotati cresceranno del 4%.

La produzione, tuttavia, rappresenta solo una piccola frazione delle emissioni di gas serra generate dai fertilizzanti chimici. La maggior parte delle emissioni si verificano una volta che questi prodotti sono applicati al suolo.

Si stima che, per ogni 100 kg di fertilizzanti azotati applicati al terreno, un kg finisce nell’atmosfera sotto forma di protossido di azoto (N2O). Nel 2014, il quantitativo ha uguagliato il numero di emissioni medie annuali di 72 milioni di automobili utilizzate in USA.

Devlin Kyyek, ricercatore del GRAIN ha affermato: “Ora possiamo dire che l’uso di fertilizzanti chimici quest’anno genererà più emissioni di gas serra delle emissioni totali prodotte da tutte le auto e camion guidati negli Stati Uniti. La buona notizia è che c’è una soluzione rapida a questo problema: una conversione globale a pratiche agroecologiche che possono raggiungere gli stessi rendimenti senza l’utilizzo di prodotti chimici”.

A dicembre, i leader mondiali si incontreranno a Parigi per la ventunesima Conferenza sul clima (COP21). Tra le varie iniziative intergovernative, solo una affronterà la tematica del cambiamento climatico collegato all’agricoltura e, secondo l’organizzazione, il dibattito sarà controllato dalle maggiori aziende produttrici di fertilizzanti del mondo.

Fonti:

http://www.ifoam.bio/en/news/2015/11/02/new-report-exxons-agriculture-says-contribution-chemical-fertilisers-climate-change

https://www.grain.org/article/entries/5270-the-exxons-of-agriculture

https://www.grain.org/

Consegna della Carta del Bio in Expo

In occasione della Festa del Bio in EXPO promossa dal Parco della Biodiversità – realizzato da BolognaFiere – e alla presenza di Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiere, delle associazioni rappresentative dell’agricoltura biologica italiane ed estere, delle aziende del bio partner e sponsor del Parco della Biodiversità, si è tenuta al Parco della Biodiversità la consegna della Carta del Bio in EXPO al Vice Ministro alle Politiche Agricole con delega al Biologico Andrea Olivero da parte del Forum Internazionale del Biologico, insediatosi proprio al Parco della Biodiversità il 16 maggio scorso alla presenza di Vandana Shiva. 

A nome dei milioni di agricoltori e di imprese che praticano l’agricoltura biologica e dei cittadini che li sostengono con le loro scelte alimentari, il Forum del Biologico – costituito dalle associazioni del bio e supportato da BolognaFiere che con il Parco della Biodiversità ha reso protagonista il bio nel grande dibattito sull’alimentazione e sul cibo – mette in evidenza come il modello agricolo e alimentare biologico sia in grado di nutrire il Pianeta e l’uomo nel futuro, di sostenere l’agricoltura familiare e l’occupazione e di tutelare la biodiversità e dunque rappresenti l’innovazione che nella maniera più completa ed efficiente può consentire alle Istituzioni e ai Governi di dare attuazione ai principi della Carta di Milano. In particolare la dichiarazione conclusiva della Carta del Bio in EXPO chiede al Ministro Maurizio Martina, in quanto rappresentante del Governo italiano per EXPO e dell’eredità immateriale che sarà la Carta di Milano, e al Vice Ministro Andrea Olivero, con delega al Biologico:

carta del bio

 

 

 

 

 

 

 

 

  • di impegnare il Governo italiano affinché il biologico sia il modello di punta per l’innovazione e la sostenibilità del modello agricolo e alimentare dell’Italia;
  • di impegnarsi come Governo italiano a promuoverne in maniera esplicita il ruolo e la sua diffusione nell’ambito delle politiche e degli accordi anche a livello internazionale, a cominciare dalla prossima conferenza sul clima di Parigi e dalla fissazione dei nuovi obiettivi del Millennio in ambito ONU.

“Oggi è stata una giornata importante per tutti perché il Parco della Biodiversità con la Festa del Bio ha coinvolto tutta l’Esposizione Universale, dai padiglione Paese alle aree tematiche e ai cluster, dai visitatori alle associazioni e agli operatori del bio con l’obiettivo di colorare di bio tutta EXPO sino al 31 ottobre e di promuovere i valori del bio dopo la fine di EXPO. – commenta Duccio Campagnoli, Presidente di BolognaFiere – Il Ministero delle Politiche Agricole ed EXPO ha riconosciuto il valore e l’importanza del lavoro che il Parco della Biodiversità ha fatto in EXPO per la promozione di un’agricoltura in grado di tutelare la biodiversità e di rispondere alla sfida di EXPO. La consegna della Carta del Bio in EXPO è il risultato del lavoro che il Parco della Biodiversità assieme alle associazioni italiane e internazionali del bio ha condotto in questi mesi, dalla costituzione del Forum, passando per gli incontri al Teatro della terra sui temi della salute e del benessere, dei cambiamenti climatici, della sostenibilità sino ad arrivare all’Organic Week tenutasi a settembre al Parco della Biodiversità e a SANA 2015 che ha fatto battere il cuore di EXPO a Bologna. Un lavoro che continuerà dopo EXPO per arrivare all’edizione 2016 di SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con il grande impegno di BolognaFiere”.

“Tutte le organizzazioni del biologico e biodinamico italiane e internazionali hanno animato in questi mesi la discussione sul web e nel Teatro della Terra all’interno del Parco della Biodiversità per mettere a punto la Carta del bio in EXPO. – sottolinea Paolo Carnemolla, Portavoce del Forum Internazionale del Biologico –  A questa iniziativa hanno aderito centinaia di organizzazioni, fra le quali importanti realtà anche del mondo ambientalista come Lipu e WWF, e migliaia di singoli tecnici, ricercatori e operatori del settore. La Carta sintetizza i vantaggi del modello agricolo e alimentare biologico rispetto ai grandi temi dell’ecologia e della lotta al cambiamento climatico, della salute e del benessere della popolazione, dell’equità e dell’etica nel mercato e quindi afferma i motivi per cui il biologico è l’innovazione agricola e alimentare del secolo corrente, la risposta più efficiente al grande tema al centro dell’esposizione universale: nutrire il Pianeta, energia per la vita. Nella dichiarazione finale del nostro documento ci riconosciamo nei principi e negli impegni previsti dalla Carta di Milano, che il biologico attua da sempre, e per questo chiediamo impegni precisi anzitutto al nostro Governo perché faccia del biologico l’elemento di punta del modello agricolo italiano del futuro e per questo lo proponga esplicitamente come azione virtuosa anche nelle sedi internazionali come la prossima conferenza sul clima di Parigi a dicembre e nell’ambito ONU per la fissazione dei nuovi obiettivi del millennio.”

Fonte

https://www.facebook.com/notes/organic-can-feed-the-planet/in-occasione-della-festa-del-bio-in-expo-e-stata-consegnata-al-vice-ministro-and/916413525118490

 

Riso biologico: 1 milione di dollari per la ricerca di soluzioni sostenibili ed economiche

Il riso biologico è una sfida che sempre più agricoltori cercano di intraprendere. Coltivare il riso con tecniche sostenibili, però, è una decisione rischiosa e faticosa che comporta una dura battaglia quotidiana contro insetti, malattie e piante infestanti.

Proprio per questo, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha messo a disposizione di un team internazionale di scienziati di comprovata esperienza 1 milione di dollari di finanziamenti. L’obiettivo è quello di trovare soluzioni che rendano il riso biologico una coltura redditizia per gli agricoltori e più sicura e disponibile per i consumatori.

riso biologico

 

 

 

 

 

 

 

 

Una soluzione che arriva in risposta alla difficoltà degli agricoltori degli Stati Uniti di tenere il passo alla domanda crescente del mercato interno.

Il Dr. Xin-Gen “Shane” Zhou, esperto in patologia delle piante e leader del progetto, ha spiegato la necessità di ottenere nuovi risultati nel settore. La ricerca in questi anni, spiega, si è soffermata poco su questo prodotto “e gli studi biologici effettuati su altre colture non possono applicarsi al riso, perché la maggior parte di esso viene coltivato nei campi allagati“. Questo sottopone le colture a una diversa gamma di malattie, erbe infestanti e insetti che non ci sono nelle zone aride o nelle colture irrigue.

L’obiettivo della ricerca, dunque, è quello di aiutare gli agricoltori ad affrontare problematiche come la gestione dei nutrienti, il controllo dei parassiti e delle piante infestanti, con soluzioni sostenibili, ma anche economicamente approcciabili.

Non a caso, il team è composto da esperti in patologie vegetali, in scienza botanica e delle piante infestanti, in fitopatologia, economisti, entomologi.

Come afferma Zhou: “Abbiamo ideato questa nuova proposta per sviluppare ulteriormente metodi redditizi per coltivatori di riso biologico. Abbiamo intervistato gli agricoltori biologici e abbiamo scoperto che i principali problemi a cui vanno incontro sono la gestione delle piante infestanti, la fornitura di azoto“.

Ad esempio, gli agricoltori vorrebbero usare meno fertilizzanti azotati, perché i fertilizzanti biologici sono molto più costosi rispetto a quelli tradizionali. Ma l’applicazione di azoto naturale in modo improprio può dare alle erbacce la possibilità di crescere e di competere con le piante di riso.

Zhou ha anche affermato che il team ha in programma di sviluppare una strategia economica per la produzione di riso biologico. Il piano sfrutterà la creazione di uno strumento di analisi economica sul web, basato su bilanci interattivi. Lo scopo è quello di aiutare gli agricoltori a prendere decisioni per la produzione di riso biologico.

Avremo il collegamento diretto con i coltivatori di riso biologico per mostrare loro che tipo di pratiche o strumenti possono utilizzare per la gestione dei parassiti e per aumentare la resa“, ha concluso Zhou.

Fonti:

http://www.laboratoryequipment.com/news/2015/10/scientists-team-farmers-improve-organic-rice-production

http://phys.org/news/2015-10-rice-demand-scientists-farmers-production.html

Biologico: è boom di vendite. Raggiunti gli 80 miliardi di dollari di fatturato

Biologico: è boom nel mercato mondiale. Negli ultimi 15 anni, il mercato mondiale dei prodotti biologici è più che quintuplicato, raggiungendo un valore di 80 miliardi di dollari.

Di questo, e di tanto altro, si parlerà durante il Biofach, il Salone degli Alimenti Biologici, che si terrà a Norimberga dal 10 al 13 febbraio 2016.

Ritornando ai dati di settore, Amarjit Sahota, dell’agenzia londinese Organic Monitor, spiega bene l’incredibile crescita che il bio ha avuto negli ultimi anni:  “Dal 1999 gli alimenti e le bevande biologici hanno visto un incremento enorme. Allora il volume di mercato raggiungeva appena i 15 miliardi di dollari. Nel 2013 si contavano già 72 miliardi. Attualmente i dati del 2014 sono ancora in fase di elaborazione, tuttavia pare che ci si avvicini alla soglia degli 80 miliardi di dollari“.

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Di conseguenza, anche la superficie mondiale coltivata ad agricoltura biologica ha subito un incremento, raggiungendo nel 2013 i 43,1 milioni di ettari.

Ad aggiudicarsi il primato all’interno del mercato europeo è la Germania, il cui fatturato, nel 2014, è cresciuto del 4,8%. In cifre assolute si parla di un fatturato, realizzato con cibi e bevande venduti nei negozi al dettaglio, passato da 7,55 a 7, 91 miliardi di euro. Dati elaborati dall’Arbeitskreis Biomarkt, in base alle ricerche di mercato effettuate dagli istituti tedeschi Gesellschaft für Konsumforschung GfK, Nielsen, BioVista e la Klaus Braun Kommunikationsberatung.

Bene anche la Francia, che pur rimanendo ancora indietro alla Germania, continua a recuperare terreno: il 2014 ha fatto registrare un più 10% nelle vendite, per un fatturato di circa 5 miliardi di euro. Nove consumatori su dieci scelgono come minimo di tanto in tanto prodotti bio, sei su dieci almeno una volta al mese. Di conseguenza, le superfici coltivate convertite al biologico sono aumentate del 4%, arrivando a superare, complessivamente, quota 1,1 milioni di ettari.

Anche il Nord Europa ha visto negli ultimi anni una crescita, pur registrando notevoli differenze tra Paese e Paese: mentre la Danimarca ha ottenuto un più 8% di fatturato, la Norvegia ha fatto registrare solo l’1,4%.

La Danimarca, inoltre, è il Paese che esporta il maggior quantitativo di prodotti biologici, cosa che gli ha permesso di realizzare, nel 2014, introiti pari a 204 milioni di euro.

Boom anche nel mercato svedese: il fatturato proveniente dalla vendita dei prodotti biologici è aumentato di ben il 38% raggiungendo una quota di mercato del 5,6%. Stando ai dati forniti da Ekoweb, alla fine del 2014 le vendite si aggiravano su 1,6 miliardi di euro.

Fa fatica invece la Gran Bretagna: con una crescita del 4%, il settore degli alimenti biologici ha realizzato nel Regno Unito un fatturato di 1,86 miliardi di sterline (2,53 miliardi di euro).

Molto bene la situazione Oltreoceano, dove gli Usa hanno registrato una crescita dell’11%, raggiungendo un valore pari a 35,9 miliardi di dollari (31,6 miliardi di euro).

E il mercato italiano?

Nel nostro Paese, il mercato biologico è cresciuto nel 2014 dell’8%. Un giro d’affari che vale circa 2,6 miliardi. Anche la prima metà del 2015 ha registrato una crescita straordinaria del mercato dei prodotti biologici.

Fonti:

http://www.adnkronos.com/sostenibilita/risorse/2015/10/16/cresce-mercato-globale-del-bio-quota-miliardi-dollari_C1TuFJ939fwBzgqucaT0WL.html?refresh_ce

http://www.adnkronos.com/sostenibilita/tendenze/2015/01/08/cresce-mercato-bio-italia-nel-vale-oltre-miliardi_hJOiHCDDD1AxOkNn4R7usI.html?refresh_ce

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=955

 

Gli “eroi” dell’agricoltura sostenibile in mostra dal 15 al 29 ottobre a Milano

Gli eroi dell’agricoltura sostenibile, raccontati attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Dal 15 al 29 settembre, Milano ospiterà “Food for life“, l’iniziativa di Greenpeace che porterà nella città le fotografie di Peter Canton, artista di caratura internazionale.

L’evento, in programma dal 15 al 29 ottobre in Corso Vittorio Emanuele a Milano, sarà inaugurato il 15 ottobre alle ore 15 in piazza San Carlo, in concomitanza con la fase conclusiva di Expo 2015 e alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao. La mostra è all’aperto, in zona pedonale (Corso Vittorio Emanuele, adiacente a piazza San Carlo).

Un’iniziativa con uno scopo ben preciso: avvicinare le persone al valore dell’agricoltura sostenibile. E di sostenibile ci sarà anche l’illuminazione delle strutture, alimentata attraverso pannelli solari.

mostra food for life

 

 

 

 

 

 

 

 

Le mostra fotografica sarà aperta al pubblico fino al 29 ottobre. Le fotografie sono l’accurata selezione di un progetto più ampio commissionato da Greenpeace a Peter Caton e volto a documentare le diverse realtà dell’agricoltura sostenibile in sei Paesi del mondo (Brasile, Cina, Kenya, Francia, California, Cambogia). L’autore ha abilmente ritratto soprattutto piccoli agricoltori, “eroi” quotidiani che con il loro duro lavoro sfamano il Pianeta producendo il 70 per cento del cibo consumato a livello globale.

Come spiega Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace: “Con questa mostra vogliamo riavvicinare le persone all’agricoltura, alla terra e agli agricoltori. Viviamo in un sistema malato di produzione del cibo, basato sull’agricoltura industriale. La maggior parte di noi non sa da dove proviene il cibo che consuma, chi lo coltiva o quali sostanze pericolose contiene. È un sistema fatto di monoculture, OGM e uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti chimici, che mette in pericolo la biodiversità e dove gli agricoltori sono considerati “braccianti”. Un sistema controllato da grandi aziende il cui unico interesse è il profitto, che non si preoccupano delle implicazioni sanitarie di lungo termine, della sicurezza alimentare e dell’ambiente“.

Le fotografie di Canton, spiega ancora Ferrario, mostrano il volto più amaro dell’agricoltura, quello faticoso e bello, in contrapposizione al sistema attuale, anonimo e industrializzato. “Vorremmo che le scene di vita che abbiamo raccolto in questa mostra potessero avvicinare le persone a questa realtà bellissima e in pericolo, da cui per troppo tempo ci siamo allontanati. Tutti possiamo diventare parte del cambiamento“, conclude Ferrario.

Per saperne di più sulla campagna: socosamangio.greenpeace.it
Per saperne di più sul fotografo: www.petercaton.com

Fonti:

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/10/07/mostre-greenpeace-food-for-life-agricoltura-sostenibile-negli-scatti-peter-caton_g5svCaYwIn8R216nn4OwUL.html?refresh_ce

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Dal-15-ottobre-a-Milano-la-mostra-fotografica-Food-For-Life/

http://www.agopress.info/mostre-food-for-life-sostegno-allagricoltura-biologica/34257/