Suolo e Salute

Category: Biologico (Mercato, Statistiche, Ricerca, Normativa, Estero)

Il bio per il recupero dei minori sottoposti a misure penali

In programma il 2 e 3 aprile il seminario “L’agricoltura biologica per la formazione e l’inclusione sociale e lavorativa dei minori sottoposti a misure penali”, organizzato dall’AIAB con l’obiettivo di creare fruttuose sinergie tra le aziende biologiche, la società civile e gli istituti di detenzione minorile. L’incontro è stato realizzato grazie al contributo del Fondo per l’associazionismo – Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direttiva 2011, nell’ambito del progetto “Ricomincio dal bio. Orti sociali, un’opportunità per minori sottoposti a misure penali”. La due giorni, organizzata in collaborazione con il Forum nazionale agricoltura sociale, affronterà nel corso della prima giornata gli  aspetti normativi, storici e sociali riguardanti devianza minorile e l’importanze delle pratiche agricole per il reinserimento sociale, mentre la seconda giornata sarà strutturata in laboratori formativi e casi studio. Il seminario si svolgerà presso la sala convegni della Città dell’ altra economia (CAE) di Roma, Largo Dino Frisullo snc, 00153, Roma. Nel corso del seminario verrà inoltre proiettato il film vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino “Cesare deve morire?”, dei  Fratelli Taviani. Lça proiezione sarà seguita da un dibattito cui parteciperò tra gli altri Cosimo Rega, uno dei protagonisti del film, fondatore della Compagnia di detenuti-attori del carcere di Rebibbia.

Fonte: AIOL

Catania soddisfatto per l’andamento dei negoziati sulla PAC

“Sono soddisfatto dell’esito del negoziato e del risultato raggiunto per l’Italia, soprattutto se si pensa a quanto prevedeva la proposta iniziale avanzata dalla Commissione. In un quadro complessivo che vede un leggero arretramento della spesa globale, l’Italia recupera qualcosa sul fronte dello sviluppo rurale, e limita le perdite sugli aiuti diretti. Ritengo importante sottolineare come sia stata sconfitta la posizione che prevedeva un appiattimento degli aiuti: il nostro Paese ha ottenuto un livello di aiuti molto più alto rispetto alla media europea. Inoltre, nell’ambito della previsione di giungere ad un allineamento interno entro il 2019, il testo del Consiglio prevede la possibilità per i singoli Paesi di limitarsi a un leggero avvicinamento tra i due estremi senza tagli pesanti per i settori che godono di un sostengo superiore alla media”.
Ad affermarlo il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania nel corso della conferenza stampa che tenutasi il 22 marzo nella sala Cavour del Mipaaf.
Secondo il Ministro, “la posizione espressa dal Consiglio dei Ministri Ue dell’agricoltura sulla nuova Politica agricola comune è indubbiamente migliorativa per il nostro Paese rispetto alla proposta della Commissione”. Catania ritiene che siano stati “disinnescati” possibili effetti negativi della misura relativa al greening: “il nuovo assetto tripartito, che prevede l’obbligo della diversificazione delle colture sulla base delle dimensioni delle aziende in tre livelli, infatti eviterà traumi per gli agricoltori”.
Di grande importanza anche il nuovo assetto dei Piani di sviluppo rurale, che secondo il Ministro consentiranno di avere un vero e proprio “contenitore nazionale all’interno del quale inserire tutte quelle misure che sarebbe illogico includere nei Psr regionali”. Non meno importanti anche “la proroga dei diritti di impianto per il settore vitivinicolo e l’equiparazione delle associazioni di Organizzazioni produttive (Aop) alle Op vere e proprie”.
In definitiva, il giudizio di Catania sui negoziati di Bruxelles è ampiamente positivo: “La posizione espressa dal Consiglio dei Ministri Ue dell’agricoltura sulla nuova Politica agricola comune è indubbiamente migliorativa per il nostro Paese rispetto alla proposta della Commissione. Ora entriamo nella fase del Trilogo ed entro tre o quattro mesi arriveremo al testo definitivo della riforma. Quella del Trilogo è certamente una fase delicata ma siamo sereni perché, a parte l’esclusione di alcune produzioni dagli aiuti accoppiati sui quali lavoreremo, il compromesso raggiunto costituisce un buon risultato negoziale. Dobbiamo solo vigilare per evitare che ci siano passi indietro e quindi lavorare per una rapida ed efficace applicazione della riforma in ambito nazionale operando in maniera equilibrata tutte quelle scelte che la riforma delega agli Stati membri come la scelta dei prodotti ai quali destinare gli aiuti accoppiati, la definizione delle caratteristiche dell’agricoltore attivo e la programmazione dei Psr”.
Fonte: Agrapress

Catania: soddisfazione per gli esiti del consiglio agricolo

Commentando l’accordo raggiunto dal Consiglio agricolo sulla riforma della PAC, il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania ha espresso “soddisfazione quasi totale da parte mia”, aggiungendo che a Bruxelles “abbiano sistemato tutto quello che ci eravamo prefissi di ottenere e anzi ieri sera abbiamo ottenuto qualcosa in più “. “Voglio esprimere grande soddisfazione per i risultati raggiunti in questi mesi dalla delegazione italiana per i negoziati sulla riforma della PAC, in particolar modo per i passi avanti fatti su temi come la definizione dell’agricoltore attivo, la convergenza interna, lo sviluppo rurale e il greening. Si tratta di punti fondamentali per il settore agroalimentare italiano, per il suo sviluppo e le sue prospettive”.  “Nelle ultime settimane – ha proseguito Catania – abbiamo fatto progressi importanti, ma ci sono questioni che richiedono ancora una discussione, come ad esempio il tema degli aiuti diretti. Ritengo che sul sistema di sostegno accoppiato dovremo avere una disposizione che si applichi a tutti i prodotti agricoli e non solo ad una short list. L’Italia, inoltre, sostiene la posizione di coloro che richiedono un livello più alto del 10% per erogare aiuti accoppiati”. “Per lo sviluppo rurale chiediamo che la proposta della Commissione inerente le misure di gestione del rischio, che ora prevede un tetto del 65% del contributo pubblico relativo a queste misure, sia modificata elevando all’80% tale percentuale, come ad esempio previsto per casi analoghi dal regolamento che riguarda il vino”. “Per quanto concerne l’organizzazione di mercato – ha concluso il Ministro – l’Italia sostiene con forza l’estensione di sistemi che prevedano l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti e mi dispiace non aver visto progressi in tal senso su questo punto. Abbiamo parlato poi troppo poco di ortofrutta e credo invece che il settore debba avere da noi segnali già da questo pacchetto di norme”

Fonte: AIOL, Agrapress

De Castro: dal consiglio agricoltura qualche passo in avanti e qualche passo indietro

Soddisfazione per il risultato del consiglio agricoltura in vista dei triloghi è stata espressa da Paolo De Castro, Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. Secondo De Castro “il compromesso raggiunto ieri sera dal consiglio dei ministri agricoli mostra qualche passo in avanti e qualche arretramento, ma e’ un passaggio fondamentale per la riforma della PAC”. “Innanzitutto  vanno fatti i complimenti al ministro irlandese Simon Coveney, che è riuscito nei tempi previsti a trovare punti comuni con gli altri ministri”. “Già ieri sera – si legge in un comunicato stampa del presidente – il presidente della Comagri e il presidente di turno del consiglio agricoltura hanno avviato i contatti per definire i dettagli tecnici dei triloghi informali che inizieranno l’11 aprile e termineranno il 20 giugno”. Soffermandosi sul documento approvato dai ministri, De Castro ha dichiarato che “si registrano passi in avanti, ma trovo anche qualche arretramento rispetto alla proposta del parlamento. Tra gli elementi positivi vanno annoverate le disposizioni sull’agricoltore attivo che rinforzano e chiariscono il dispositivo di delega agli stati membri che avevamo introdotto in parlamento. Le modifiche sulla redistribuzione interna degli aiuti diretti, in attesa di valutare i testi consolidati definitivi, mi sembrano in linea con quelle approvate dal parlamento”. Commenti anche in tema di greening, sul quale, prosegue De Castro, “trovo che la posizione dei ministri sia ispirata a quella del mandato parlamentare nel senso di una maggiore flessibilità, soprattutto per quanto riguarda la modulazione della diversificazione delle colture secondo la dimensione aziendale. Per le aree a interesse ecologico, invece, non c’e’ una esclusione totale delle colture permanenti come previsto del parlamento, anche se permangono parziali esenzioni che stiamo valutando tecnicamente”. Non mancano alcune critiche, soprattutto in merito alla minore flessibilità su alcuni temi quali l’aiuto accoppiato, che “resta agganciato ad una lista di prodotti, rischiando in tal modo di penalizzare comparti strategici del nostro sistema agricolo come il tabacco, e che viene anche ridotto dal 15% fissato da strasburgo al 7% (estendibile al 12%)”. Perplessità anche sulla volontarietà del regime di sostegno ai giovani agricoltori “che il parlamento ha sempre difeso con forza come obbligatorio. Per i ministri UE anche il capping e’ facoltativo, mentre per l’europarlamento e’ fissato ai 300.000 euro (cooperative escluse)”.

Riguardo il mercato e le norme di commercializzazione, secondo il Presidente Comagri “accanto ad alcune positive novità come quella che riprende il dispositivo del parlamento sull’indicazione di origine nella vendita dei prodotti ortofrutticoli permangono alcune ombre. Mancano, ad esempio, quegli interventi necessari a rivedere il meccanismo di funzionamento dell’intervento pubblico e dell’ammasso privato, così come restano invariate le regole sugli aiuti all’olio d’oliva che il parlamento aveva indirizzato verso il modello ortofrutticolo e, infine, si deve constatare la mancanza di un accordo sull’estensione della programmazione produttiva a tutti i prodotti Dop. Viene così meno – ha concluso il Presidente – un principio sul quale il consiglio si era impegnato con il parlamento durante il negoziato di approvazione delle regole sui prodotti di qualità certificata”.

Fonte: Agrapress

Pesticidi, indagine-shock francese

Interessante (e inquietante) studio francese quello che ha preso in esame gli effetti dell’esposizione ai pesticidi su lavoratori agricoli impegnati nel settore viticolturale e persone che vivono nelle immediate vicinanze dei vigneti, messi a confronto con un gruppo di controllo senza esposizione. L’indagine era stata avviata dopo che l’attenzione dell’opinione pubblica era stata richiamata dal caso di un lavoratore della regione viticola di Listrac-Médoc (situata a 30 km a nord-ovest di Bordeaux) la cui morte per cancro nel 2009 era stata dichiarata sospetta dai familiari, che chiedevano di conoscere la causa ultima della malattia del congiunto. I risultati dei test di laboratorio sono inequivocabili: la contaminazione registrata nel caso dei vignaioli (tutti volontari dello studio) era di circa undici volte superiore a quella nel gruppo di controllo, mentre le persone che vivono nei pressi dei vigneti hanno fatto registrare cinque volte il livello di residui rispetto al controllo.

Fonte: Le Monde

Carnemolla (FederBio): la riforma della PAC non valorizza il bio

“L’agricoltura bio, sinonimo di sostenibilità per l’ambiente e per l’uomo ma anche per il reddito degli agricoltori europei, non è stata efficacemente valorizzata dal voto sulla riforma della PAC del Parlamento Europeo”, commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, che ribadisce: “L’agricoltura bio non è sostenibile solo per l’ambiente, ma anche per il benessere dell’uomo e per l’economia. I dati più recenti sui consumi bio – rilevazione del panel famiglie ISMEA/GFK EURISKO – riferito agli acquisti di prodotti biologici confezionati presso i punti vendita della grande distribuzione organizzata – dimostrano che l’agricoltura bio è una ottima opportunità per affrontare la crisi dell’agroalimentare e più in generale la crisi economica. FederBio ha più volte invitato la politica e le rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare a considerare le potenzialità del bio e a favorirne lo sviluppo. Ha preso parte all’importante campagna per la riforma della PAC sostenuta da 14 Associazioni italiane, che in pochi giorni ha raccolto 90.000 firme, con l’obiettivo di raggiungere una profonda riforma dell’agricoltura. I risultati non sono in linea con le esigenze dei cittadini e degli agricoltori più giovani e dinamici, il voto si è rivelato deludente perché si è persa una ulteriore occasione per attuare una vera riforma della PAC, utile a superare la crisi ambientale ed economica che affrontiamo tutti i giorni”.

Fonte: FederBio