Suolo e Salute

Autore: admin

FINANZIAMENTI EUROPEI PER LA PROMOZIONE

FINANZIAMENTI EUROPEI PER LA PROMOZIONE

La Commissione europea ha annunciato ulteriori dettagli sulle campagne di promozione dei prodotti agroalimentari UE per il 2026. 26 milioni per il bio

Nel 2026 la Commissione europea stanzierà 205 milioni di euro per cofinanziare attività di promozione dei prodotti agroalimentari sostenibili e di alta qualità dell’UE all’interno dell’Unione europea e a livello mondiale. Si tratta dello stanziamento più elevato mai destinato alla sensibilizzazione dei consumatori sui prodotti agricoli europei e sui sistemi di qualità.

L’Agenzia esecutiva per la ricerca europea (REA) lancerà l’invito a presentare proposte il 22 gennaio 2026 (in realtà gli avvisi saranno due, uno per i programmi semplici -con partecipanti da un solo Paese- e uno per i programmi multipli – che vedono la partnership di organizzazioni di due o più Paesi).

Come negli anni precedenti, una parte di questo bilancio è specificamente dedicata ai programmi di promozione dei prodotti biologici, per un importo totale di circa 26 milioni di euro, un’opportunità da non perdere per chi intendeva attivare iniziative. Possono presentare domanda organizzazioni rappresentative (associazioni, consorzi, cooperative), non singoli operatori. Il contributo copre il 70% dei costi ammissibili (programmi single) o l’80% (programmi multi).

Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina web ufficiale della Commissione. (https://rea.ec.europa.eu/funding-and-grants/promotion-agricultural-products-0_en).

Per fornire un supporto agli interessati, la Commissione europea organizza delle giornate informative il 27 e 28 gennaio a Bruxelles e online. I partecipanti potranno ascoltare i pareri di responsabili politici, esperti valutatori ed ex beneficiari su:

come preparare una candidatura efficace

cosa rende vincente una campagna promozionale

come funziona nella pratica la politica di promozione dell’UE

 

È possibile registrarsi all’evento qui: https://rea.ec.europa.eu/events/promotion-agricultural-products-info-days-2026-2026-01-27_en

SUCCESSO PER IL MASTER IN PRODUZIONE BIOLOGICA, L’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA REPLICA

SUCCESSO PER IL MASTER IN PRODUZIONE BIOLOGICA, L’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA REPLICA

Parte a marzo e sfornerà una quindicina di giovani qualificati pronti a potenziare il settore

L’Alma Mater Studiorum Università di Bologna attiva anche per l’anno accademico 2025- 2026, il Master universitario di I livello in “Produzioni biologiche e agroecologia”.
Il master è attivato su proposta del “Dipartimento di scienze e tecnologia agroalimentari” DISTAL in collaborazione con Fondazione Alma Mater e ha come obiettivo la formazione di una figura professionale in grado di organizzare e coordinare la produzione biologica e la gestione sostenibile di un’azienda agricola nel rispetto delle norme stabilite per il settore, con particolare riferimento all’evoluzione delle nuove disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare, introdotte nel testo unico sul biologico e che prevedono l’adozione di un Piano Nazionale atto a favorire lo sviluppo di bio-distretti, l’organizzazione delle filiere e il consumo dei prodotti biologici

Per venerdì 30 gennaio a partire dalle ore 16.30 organizza il primo incontro su Teams con gli studenti e con alcuni docenti che descriveranno brevemente gli argomenti delle lezioni, che saranno avviate a metà marzo.

Il link per partecipare all’incontro è https://shorturl.at/7eANS.

L’università sta cercando aziende in cui inserire gli studenti per un periodo di stage. Chi fosse disponibile o intendesse saperne di più contatti la segreteria del master margherita.gianotti3@unibo.it.

LA FRANCIA VIETA L’IMPORT DI PRODOTTI CON RESIDUI DI ALCUNI PESTICIDI

LA FRANCIA VIETA L’IMPORT DI PRODOTTI CON RESIDUI DI ALCUNI PESTICIDI

Sarà respinta alla dogana la frutta extra UE con residui di fungicidi prodotti dalla UE…

 

Il primo ministro e il ministro dell’Agricoltura francesi hanno annunciato il divieto di importare prodotti agricoli con residui di mancozeb (fungicida per contatto revocato nella UE dal 2021 a causa di rischi di tossicità riproduttiva e potenziale interferenza endocrina), glufosinato (revocato nella UE dal 2018 per la tossicità alla riproduzione), tiofanato-metile (fungicida sistemico revocato nella UE dal 2021), benomyl (un fungidica benzimidazolico bandito nella UE dal 2003) e carbendazim (tossico per la riproduzione e mutageno, revocato dal 2018).

 

La bozza del provvedimento, che prevede il criterio del residuo zero e l’aumento dei controlli alle frontiere, è stata notificata alla Commissione Europea (e non dovrebbe trovare opposizione: la tutela della salute dei consumatori è tra le materie che legittimano interventi autonomi dei singoli Paesi membri).

I prodotti che potrebbero essere interessati sono prevalentemente avocado, mango, guava, ma anche agrumi, uva e mele in contro-stagione.

 

Non mancano aspetti bizzarri: tutte queste sostanze sono state ritirate dalla vendita nell’Unione europea da non meno di cinque anni, ma ben quattro su cinque sono ancora fabbricati nella UE e da qui esportati verso i Paesi terzi.

Secondo la ONG svizzera Public Eye (https://www.publiceye.ch/en/) nell’Europa che ne ha vietato l’uso si producono 30 000 tonnellate di glufosinato, tiofanato-metile e mancozeb, esportate in Paesi che non hanno le stesse preoccupazioni sulla salute degli operatori e dei consumatori.

E proprio dalla Francia che intende stabilire una tolleranza zero si esportano 34 000 kg di mancozeb l’anno.

Al di là della mancanza di coerenza (“Non vogliamo comprare i prodotti per i quali è usato il mancozeb che abbiamo venduto noi ai produttori”),  l’efficacia del provvedimento si preannuncia dubbia: la Francia importa poca frutta da extra UE (non va dimenticato che conta su Dipartimenti e Regioni d’Oltremare che sono i fornitori privilegiati di frutta esotica e che già applicano le norme UE): il suo scopo principale è dare un contentino alla FNSEA con un po’ di fumo negli occhi ad agricoltori in agitazione e a consumatori preoccupati: la decisione, palesemente, è stata presa in seguito alle pesanti pressioni della Fédération nationale des syndicats d’exploitants agricoles che continua a far la voce grossa contro l’accordo commerciale UE-Mercosur.

La soluzione del problema non può essere lasciata a iniziative nazionali, ma deve essere trovata con standard comuni in tutta la UE che riguardino sia le norme che i pertinenti controlli sanitari e ambientali.

O, meglio ancora, sta nell’agricoltura biologica, che sin dal 1991 ha risolto il problema non utilizzando mezzi tecnici tossici o nocivi e proponendo una soluzione concreta per la sovranità alimentare.

 

Per saperne di più: https://www.ilsole24ore.com/art/il-governo-francese-vietato-l-import-ortofrutta-contaminata-pesticidi-banditi-europa-AIAzDrl

CONFERMATO: I CONSERVANTI NON FANNO PER NIENTE BENE

CONFERMATO: I CONSERVANTI NON FANNO PER NIENTE BENE

Uno studio francese appena pubblicato sul British Medical Journal lega una dozzina di conservanti alimentari all’incidenza di tumori (in particolare a seno e prostata)

l 7 gennaio il British Medical Journal ha pubblicato l’articolo “Intake of food additive preservatives and incidence of cancer: results from the NutriNet-Santé prospective cohort” (BMJ 2026; 392 doi: https://doi.org/10.1136/bmj-2025-084917) realizzato analizzando i dati di 105 260 partecipanti di età superiore ai 15 anni.

Lo studio ha esaminato le associazioni tra l’assunzione di tre categorie di conservanti e l’incidenza del cancro.

I ricercatori hanno osservato che su 17 conservanti ampiamente utilizzati negli alimenti trasformati presi in considerazione, sei (prevalentemente antiossidanti) non sono associati all’incidenza di cancro, mentre un’assunzione più elevata degli altri – in prevalenza non antiossidanti – è associata a un aumento del rischio di specifici tumori.

In particolare i sorbati e, in particolare, il sorbato di potassio, risultano associati a un aumento del 14% del rischio di cancro complessivo e del 26% del rischio di cancro al seno, per i solfiti si registra un incremento del 12% del rischio di cancro complessivo.

Per i discussi nitriti e nitrati (utilizzato in particolare nella trasformazione della carne), il nitrito di sodio è associato a un aumento del 32% del rischio di cancro alla prostata, mentre il nitrato di potassio lo è a un aumento del rischio di cancro complessivo (13%) e di cancro al seno (22%).

Tra le sostanze antiossidanti, solo l’eritorbato di sodio (E316), di origine sintetica è risultato associati a una maggiore incidenza di cancro.

I risultati suggeriscono che per aumentare la protezione dei consumatori è necessario rivalutare la normativa che disciplina l’uso di questi additivi.

Nel frattempo, però, sostengono la raccomandazione ai consumatori di favorire alimenti freschi, minimamente trasformati o per la cui trasformazione non si sia ricorso ai conservanti incriminati (come i prodotti biologici).

UN ASSESSORE BIOLOGICO IN VENETO

UN ASSESSORE BIOLOGICO IN VENETO

Il neo assessore all’agricoltura della Regione Veneto conduce un’azienda biologica

 

Dario Bond, laureato in scienze agrarie, con diploma sia in erboristeria all’università di Urbino che in naturopatia, titolare di erboristeria, è il nuovo assessore all’Agricoltura (più Caccia e Montagna) della Regione Veneto.

A testimonianza del suo radicamento nel territorio, alle elezioni regionali di fine novembre è stato l’unico candidato a superare nella propria circoscrizione il popolare ex presidente della regione Zaia per numero di preferenze.

Il neo assessore conduce da tempo con la famiglia un’azienda agricola biologica di 12 ettari (controllata da Suolo e Salute) all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dove coltiva circa 40 piante aromatiche e balsamiche utilizzate poi per la produzione di infusi e tisane.

All’assessore i migliori auguri di Suolo e Salute, con l’auspicio che la sua sincera attenzione per la salvaguardia dell’ambiente e la salute umana incida positivamente sull’agricoltura del Veneto, che rappresenta circa il 10% della PLV nazionale (in particolare vitivinicola e zootecnica).

Leggi qui: https://terraevita.edagricole.it/featured/dario-bond-e-il-nuovo-assessore-allagricoltura-del-veneto/

CAMBIANO LE ETICHETTE DI CONFETTURE, MARMELLATE, SUCCHI E MIELE

CAMBIANO LE ETICHETTE DI CONFETTURE, MARMELLATE, SUCCHI E MIELE

Il 5 gennaio scorso è andato in Gazzetta il decreto legislativo 207 del 30.12.2025 che modifica i decreti legislativi su miele, succhi di frutta e prodotti affini, marmellate, confetture e prodotti affini. alcuni tipi di latte

Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal 14 giugno 2026, non c’è nessuna preoccupazione per i prodotti immessi sul mercato o etichettati prima del 14 giugno 2026 in conformità alle disposizioni vigenti in precedenza, che possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.

In pratica cambiano le modalità d’indicazione d’origine del miele (non basta più indicare UE/non UE, è necessario indicare esattamente il Paese o i Paesi di raccolta), aumenta la percentuale di frutta nelle confetture, è introdotta la categoria dei “succhi di frutta a tasso ridotto di zuccheri” e viene autorizzato il claim “i succhi di frutta contengono solo zuccheri naturalmente presenti”, viene modificata la composizione del latte parzialmente o totalmente disidratato.

Ci si attendeva che l’Italia cogliesse l’opportunità di consentire l’uso del termine “marmellata” diffusamente utilizzato dai consumatori per riferirsi anche alla “confettura”, denominazione legale ma non utilizzata nel linguaggio comune, ma il governo non ha ritenuto di farlo. Rimangono quindi valide le denominazioni distinte di confettura, marmellata di agrumi, gelatina (tutte eventualmente anche “extra”) e la solitaria “crema di marroni”.

Trovate il testo qui: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/05/26G00001/sg