Suolo e Salute

Autore: admin

NOTA DOLENTE: ANCHE L’ITALIA DÀ IL VIA LIBERA AI NUOVI OGM

NOTA DOLENTE: ANCHE L’ITALIA DÀ IL VIA LIBERA AI NUOVI OGM

L’Italia tra i 18 Paesi che in Consiglio europeo hanno approvato il nuovo regolamento sulle tecniche genomiche (NGT) che supera l’obbligo di etichettatura della presenza di alimenti geneticamente modificati.

Croazia, Ungheria, Austria, Romania, Slovenia e Slovacchia hanno votato contro, Belgio, Bulgaria, Germania si sono astenuti, gli altri 18 (Italia compresa) il 21 aprile hanno votato a favore, quindi, il Consiglio europeo ha approvato il regolamento sui nuovi OGM (NGT), il cui testo finale sarà sottoposto al vaglio del parlamento europeo il 18 maggio. Con tutta probabilità le norme si applicheranno dal 2028.

Il testo non prevede l’obbligo di indicare in etichetta se il prodotto o i suoi ingredienti derivano da semi geneticamente modificati in laboratorio, calpestando la normativa generale in materia di informazione del consumatore, secondo la quale “è opportuno garantire che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti che consumano. Le scelte dei consumatori possono essere influenzate, tra l’altro, da considerazioni di natura sanitaria, economica, ambientale, sociale ed etica” e disattendendo i risultati dei sondaggi, secondo i quali oltre l’85% dei consumatori Ue vuole la chiara indicazione dell’origine geneticamente modificata in etichetta.

L’indicazione della modifica genetica apparirà soltanto sui sacchi delle sementi, non sui documenti di vendita del grano, né tantomeno su quelli della farina (e di conseguenza sul pane che il consumatore acquista).

 

Un altro buco nero è rappresentato dalla questione dei diritti brevettuali: il testo approvato dai rappresentanti dei governi nazionali non vieta i brevetti sulle piante NGT, calpestando la precisa richiesta che il Parlamento europeo aveva avanzato nella prima lettura del 2024.

C’è quindi il rischio che chi si trovasse il campo contaminato da materiale geneticamente modificato a causa di derive, invece di essere indennizzato, possa venir chiamato a rispondere dell’uso di patrimonio genetico sotto brevetto dalle tre multinazionali delle sementi che da sole controllano oltre il 60% del mercato mondiale.

 

Contattate il vostro parlamentare europeo e spiegategli i rischi della norma e per sottolineare che la trasparenza non ostacola certamente l’innovazione, ma la rafforza, che i cittadini europei non vogliono essere tenuti all’oscuro di quel che mangiano e che le NGT non si conciliano con la “DOP economy” su cui l’Italia punta (o almeno così dichiara).

 

Intanto, il comune di Isola del Piano (piccolo, ma importante nel biologico: ospita la sede e il pastificio della Cooperativa Girolomoni) ha messo le mani avanti ed è tra i primi in Italia a vietare semi NGT nel proprio territorio, una mossa simbolica (il regolamento non c’è ancora), ma significativa.

 

Qui i testi di interesse:  https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/04/21/new-genomic-techniques-council-adopts-new-rules-to-boost-sustainable-and-competitive-eu-food-systems/

PESTICIDI E TUMORI, UN ALTRO STUDIO CONFERMA LA CORRELAZIONE

PESTICIDI E TUMORI, UN ALTRO STUDIO CONFERMA LA CORRELAZIONE

La ricerca conferma: più che le singole sostanze, a rappresentare la vera minaccia è la combinazione tra loro, che non è assolutamente considerata dall’attuale quadro autorizzativo

Nature Health pubblica uno studio sull’impatto dei pesticidi sulla salute che propone un cambio di prospettiva: il rischio deriva soprattutto dalle combinazioni di sostanze, che son sempre state trascurate: negli iter di valutazione e autorizzazione finora ci si è basati sull’analisi delle singole sostanze, un approccio che non riflette l’esposizione reale, che è multipla.
I ricercatori hanno studiato le interazioni tra diverse sostanze chimiche, integrando dati ambientali, epidemiologici e modelli statistici avanzati con l’obiettivo di collegare l’esposizione reale al rischio di tumori.
Il rischio oncologico resta influenzato da molti fattori (genetica, fumo, dieta), ma lo studio, condotto su scala nazionale negli USA, mostra correlazioni e evidenzia il punto chiave dell’effetto combinato dei pesticidi: anche dosi considerate sicure possono diventare rischiose se combinate, dato che le sostanze possono amplificare i loro effetti (sinergia).
Le miscele possono alterare ciclo cellulare, DNA e infiammazione, effetti che inizialmente possono essere silenti, ma sono pericolosi nel lungo periodo.
Lo studio critica i modelli attuali di valutazione del rischio: le soglie per singole sostanze potrebbero essere insufficienti, serve considerare esposizioni cumulative e prolungate, tenendo presente che anche sostanze da sole non cancerogene possono contribuire al rischio.
La diffusione dei pesticidi è influenzata da Fattori ambientali e climatici, con cluster geografici di alta esposizione.
Il problema è quindi anche ambientale e politico e sollecita un approccio più integrato e realistico per una prevenzione più efficace.

 

Leggi l’articolo Honles, J., Cerapio, J.P., Monge, C. et al. Mapping pesticide mixtures to cancer risk at the country scale with spatial exposomics. Nat. Health (2026). https://doi.org/10.1038/s44360-026-00087-0

CARBON CREDIT E IL MONDO DEL VINO: PRESENTATO AL VINITALY IL PROGETTO F.AGR.I.

CARBON CREDIT E IL MONDO DEL VINO: PRESENTATO AL VINITALY IL PROGETTO F.AGR.I.

Il progetto F.Agr.I. mira a promuovere e incentivare pratiche sostenibili e innovative per contrastare il cambiamento climatico e creare redditività per il settore agricolo

In occasione del Vinitaly 2026 è stato presentato il progetto F.Agr.I sul tema dei carbon credit: un approccio concreto alla sostenibilità ambientale e, al tempo stesso, un’opportunità economica per le aziende agricole.

All’incontro hanno partecipato Barbara Ferro, Amministratore Delegato di VeronaFiere; Gianfranco Grieci, Presidente Nazionale F.Agr.I.; M. Batista De Olivera, Amministratore Delegato di Alphag8, società svizzera che ha sviluppato la piattaforma digitale Fagri. Digital per la gestione in blockchain del mercato dei crediti di carbonio; Andrea Colantoni, professore dell’Università della Tuscia; Alessandro D’Elia, Direttore Generale e A.D. di Suolo e Salute, organismo di controllo designato da Fagri.Digital per la certificazione dello standard; e Stefano Vaccari, Direttore Generale ICQRF. L’incontro si è concluso con l’intervento di Marco Loi, Direttore dell’internazionalizzazione di F.Agr.I. La moderazione è stata affidata a Iacopo Becherini, Presidente Liberi Agricoltori.

Durante l’evento è stata presentata la piattaforma Fagri.Digital e la relativa metodologia, pensate per consentire alle aziende agricole, in particolare vitivinicole, di ridurre o assorbire CO₂ attraverso pratiche sostenibili. Tali risultati possono essere certificati secondo standard conformi alle nuove direttive europee e trasformati in crediti di carbonio vendibili sul mercato volontario.

Nel 2024 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento UE 2024/3012, che istituisce un quadro di certificazione per gli assorbimenti permanenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nel suolo. Il regolamento rappresenta il primo passo verso l’introduzione definitiva nella legislazione europea di un sistema strutturato per la certificazione degli assorbimenti di carbonio e la riduzione delle emissioni dal suolo.

La normativa europea mira a promuovere e incentivare pratiche sostenibili e innovative in grado di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, creare nuove opportunità per il settore agricolo e supportare l’Unione Europea nel raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050.

La Commissione Europea sta attualmente definendo gli atti delegati che disciplineranno le pratiche ammesse alla certificazione, le metodologie di calcolo dei risultati e i processi di verifica. È inoltre prevista l’istituzione di un registro elettronico a livello comunitario, volto a garantire trasparenza e tracciabilità delle cosiddette “unità certificate”, che rappresenteranno il beneficio netto in termini di carbonio derivante dalle attività di assorbimento e riduzione delle emissioni.

“Un elemento determinante per il funzionamento del sistema – commenta Alessandro D’Elia, Direttore Generale e A.D. di Suolo e Salute – è il ruolo degli organismi di certificazione, incaricati di verificare il rispetto dei criteri previsti dal Regolamento UE 2024/3012; in linea con il quadro normativo europeo, Suolo e Salute è stata designata per verificare la conformità allo standard Fagri.Digital. Per tale attività, grazie a una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, con 19 sedi operative, 160 dipendenti e oltre 300 tecnici ispettori, siamo in grado di assicurare controlli capillari e un servizio affidabile. L’affidabilità dei controlli è l’elemento essenziale per rafforzare la fiducia e la credibilità dell’intero sistema.”

 

Fonte: https://www.vinitaly.com/calendario/vinitaly/vinitaly-2026/carbon-credit-e-mondo-del-vino/?utm_source=chatgpt.com

Per informazioni: https://www.fagri.digital/

IL SOLE 24 ORE SUL BIO

IL SOLE 24 ORE SUL BIO

Le vendite di prodotti biologici crescono più della media di tutto il food; nel 2025 il settore è al 3,8% del totale della spesa italiana, spinto dalle marche dei rivenditori e dalla minore differenza di prezzo rispetto al paniere generico

Il 17 aprile Il sole 24 ore ha dedicato al biologico un articolo di Manuela Soressi.

Dopo il periodo di rallentamento in post COVID, le vendite in Italia son tornate a crescere più della media del settore alimentare, con un valore che sfiora i 4 miliardi in GDO (che cattura il 64% delle vendite, poco più di metà a marchio proprio); la crescita non è solo a valore, ma anche a volume (+4.3%), segno di prezzi relativamente stabili.

L’ortofrutta resta la categoria principale, con oltre il 40% della spesa biologica, ma forti crescite si registrano anche per gli oli vegetali e le uova, mentre calano carne, salumi e vino.

Francesco Torriani, presidente del settore biologico di Confcooperative sollecita un cambio di passo sulle politiche di sostegno, che dovrebbero concentrarsi su interventi per favorire aggregazione e concentrazione dell’offerta: in caso contrario il rischio è che il sistema di incentivi diventi una rendita fondiaria.

Leggi l’articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/le-vendite-prodotti-biologici-crescono-piu-media-tutto-food-AIOCqYPC

LA FRUTTA E VERDURA ITALIANA PIÙ CONTAMINATE DA PESTICIDI

LA FRUTTA E VERDURA ITALIANA PIÙ CONTAMINATE DA PESTICIDI

Il mensile dei consumatori Il salvagente stila la classifica dei vegetali più contaminati nel nostro paese, sulla base di migliaia di analisi svolte negli ultimi 11 anni. Con qualche sorpresa

Il poco invidiabile record spetta all’uva da tavola (dalle analisi sono emerse fino a 19 molecole:10 fungicidi e 9 insetticidi) e ai pomodorini (16 residui, 12 insetticidi e 4 fungicidi), ma non va per niente bene nemmeno a pere, fragole, banane e mele per la frutta e a zucchine, insalata di IV gamma, zuppe pronte e legumi in scatola per la verdura.

Industria chimica e organizzazioni agricole sostengono che, nella maggior parte dei casi, i residui sono entro i limiti di legge e che, quindi, la presenza non deve destare preoccupazioni.

Non è proprio così: non si sa nulla del possibile effetto cocktail collegato alla presenza di più residui (ciascuno entro i limiti di legge) in uno stesso alimento. La legislazione europea, e di conseguenza, le valutazioni dell’EFSA, si concentrano sugli eventuali effetti dannosi della singola sostanza, ma non prendono in considerazione le possibili interazioni di piccole quantità di più sostanze diverse, magari molto simili.

Non ci si deve nascondere dietro a un dito: se su un campione si trovano residui di nove fungicidi, è evidente che più che di un’oculata scelta agronomica si tratta di una manovra calcolata proprio per rimanere entro i LMR per ciascuna sostanza, ma sfruttando l’effetto complessivo delle sostanze utilizzate: anziché considerare i residui di ogni singola sostanza (formalmente regolari) si dovrebbero sommare, e il risultato cambierebbe di molto.

La questione del multiresiduo è scomoda per l’industria chimica e per i produttori agricoli, ma ormai non può più essere trascurata ed è improcrastinabile affrontarla.

Per i farmaci le interazioni delle sostanze vengono verificate, raccomandando la non assunzione contemporanea di determinati principi attivi, quando addirittura non di normali alimenti (indicando, per esempio, di astenersi dall’assunzione di alcolici o dell’insospettabile e altrimenti innocuo succo di pompelmo), è ben tempo che ciò avvenga anche per i fitofarmaci.

 

Leggi qui: https://ilsalvagente.it/2026/04/14/the-chemical-cocktail-la-frutta-e-verdura-italiana-piu-contaminata-da-pesticidi/

SOIL ASSOCIATION, RAPPORTO SUL MERCATO BIOLOGICO BRITANNICO

SOIL ASSOCIATION, RAPPORTO SUL MERCATO BIOLOGICO BRITANNICO

Tutto quel che c’è da sapere (volumi, valore, quote dei diversi canali e delle diverse catene, commenti e previsioni per il 2026) in 32 pagine

Soil Assocation, la storica associazione biologica britannica pubblica la quattordicesima edizione del suo report di mercato.

Punti principali:

Le vendite nella grande distribuzione sono aumentate del 7%, le pressioni del costo della vita hanno spinto i consumatori a cercare prezzi più bassi nei discount e tramite le promozioni ai possessori di carte fedeltà.

L’incremento a volume che si registra è quattro volte quello del mercato nel suo complesso

Le quote di mercato delle catene è cambiata, dimostrando come un approccio mirato all’assortimento e alle promozioni possa attirare nuovi clienti.

La domanda dei consumatori rimane forte, con una maggiore consapevolezza sui pesticidi, sugli alimenti ultra-processati e sulla densità dei nutrienti che spingono gli acquisti di alimenti integrali biologici.

La produzione nazionale non può tenere il passo con la domanda e rimane bloccata sul 3% dei terreni agricoli del Regno Unito, con un mercato quindi fortemente dipendente dalle importazioni.

All’inizio dell’anno è stato lanciato un piano d’azione biologico scozzese, adesso tocca all’Inghilterra che è in ritardo rispetto al resto del Regno Unito nel sostegno pubblico al biologico.

 

Il rapporto, in formato digitale di 32 pagine analizza in dettaglio l’andamento del settore biologico nei supermercati, nei negozi indipendenti, negli schemi di consegna a domicilio e nella ristorazione.

Comprende

  • un rapporto speciale di 12 pagine sul mercato scozzese,
  • contributi e dati dettagliati provenienti da aziende biologiche lungo tutta la filiera,
  • approfondimenti sui dettaglianti forniti da NielsenIQ,
  • dati sulle vendite totali forniti da Soil Association Certification
  • quote di mercato delle diverse catene e approfondimenti sull’evoluzione delle categorie
  • confronto tra mercato biologico del Regno Unito e di altri Paesi nel mondo
  • analisi e approfondimenti sull’agricoltura biologica in UK
  • cenni sul mercato biologico della cosmesi e del tessile
  • previsioni di mercato e le opportunità per l’anno a venire.

 

Si può scaricare gratuitamente qui: https://www.soilassociation.org/certification/organic-market-report/