Suolo e Salute

Autore: admin

ACCORDO TRANSATLANTICO SULLA SOSTENIBILITÀ DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

ACCORDO TRANSATLANTICO SULLA SOSTENIBILITÀ DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

IFOAM Organics Europe, e l’Organic Trade Association avviano una collaborazione transatlantica sulla rendicontazione di sostenibilità nell’agricoltura biologica

 

IFOAM Organics Europe, di cui Suolo e Salute è da anni tra i maggiori sostenitori, e l’Organic Trade Association (OTA, la potente organizzazione degli operatori del biologico USA) hanno annunciato la settimana scorsa al Natural Food Expo di Anaheim (California) una collaborazione strategica transatlantica incentrata sul coordinamento delle politiche, la ricerca sulla sostenibilità e gli effetti climatici che influenzano l’agricoltura biologica.

Con la rapida evoluzione dei requisiti di rendicontazione sulla sostenibilità e dei quadri normativi volontari (soprattutto in Europa), la collaborazione mira a garantire che le metodologie di rendicontazione riflettano la natura sistemica e complessiva dell’agricoltura biologica, piuttosto che basarsi su indicatori limitati o frammentari.

“Questa collaborazione mira a garantire che la rendicontazione sulla sostenibilità rifletta ciò che l’agricoltura biologica offre realmente”, ha dichiarato Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe. “I sistemi biologici sono complessi per natura e generano benefici ambientali, climatici e sociali che devono essere valutati in modo integrato e significativo”.

La partnership sarà coordinata da Bram Moeskops, esperto senior per la ricerca, l’innovazione e l’istruzione in IFOAM Organics Europe, e riguarderà la ricerca e l’analisi delle politiche, compreso il monitoraggio degli sviluppi nella rendicontazione internazionale sulla sostenibilità e nei quadri climatici, oltre allo sviluppo di capacità e alla comunicazione.

Per saperne di più, contattare Bram Moeskops, Senior Expert on Research, Innovation and Education, bram.moeskops@organicseurope.bio o visitare www.organicseurope.bio.

LA DEGRADAZIONE DEI SUOLI: A RISCHIO LA SICUREZZA ALIMENTARE E AMBIENTALE

LA DEGRADAZIONE DEI SUOLI: A RISCHIO LA SICUREZZA ALIMENTARE E AMBIENTALE

Accademia dei Georgofili – Logge Uffizi Corti, Firenze – Giornata Studio sulla degradazione del suolo e dei rischi connessi. Parteciperà anche Suolo e Salute

La progressiva degradazione dei suoli è un tema che negli ultimi anni sta attirando crescente attenzione anche sul piano istituzionale. Nel 2025 l’Unione europea ha infatti approvato la Direttiva europea sul Monitoraggio e la Resilienza del Suolo, la prima normativa comunitaria dedicata alla protezione e al recupero dei suoli entro il 2050.

In questo contesto l’Accademia dei Georgofili ha organizzato per il 24 marzo una Giornata di studio dedicata al contributo della scienza del suolo alla storia agricola e forestale italiana. Una disciplina che, pur restando spesso poco visibile, rappresenta da sempre una base scientifica fondamentale per affrontare questioni cruciali come la sicurezza alimentare, la gestione delle risorse idriche e la prevenzione del rischio idrogeologico. Negli ultimi anni il suo ruolo è diventato ancora più centrale anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici, la tutela della biodiversità, i ripristini ambientali e la valorizzazione dei prodotti tipici.

I dati europei delineano però un quadro allarmante: oltre l’83% dei suoli italiani è interessato da uno o più processi di degradazione, tra cui la riduzione della sostanza organica, l’erosione idrica, il compattamento e la perdita di biodiversità, con conseguenze sulla fertilità e sulla capacità produttiva dei terreni agricoli.

A questo si aggiunge il consumo di suolo, che continua a crescere e riguarda spesso le aree più fertili. Nell’ultimo anno sono stati coperti altri 72,5 km² di territorio, portando la superficie artificializzata al 7,16% del totale nazionale.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla crisi climatica, con lunghi periodi di siccità alternati a piogge intense che accentuano l’erosione e il ruscellamento superficiale, con perdite d’acqua che possono arrivare fino al 90%.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa c’è anche quello di sensibilizzare operatori del settore e decisori pubblici sulla necessità di avviare azioni concrete per il ripristino della salute dei suoli italiani, in una prospettiva di lungo periodo.

All’evento parteciperà anche Alessandro D’Elia, direttore generale e amministratore delegato di Suolo e Salute. «La nostra azienda – sottolinea – ha una forte vicinanza con il tema trattato dall’Accademia. Tutto è racchiuso nel nostro nome: dal naturale equilibrio del suolo dipende la salute dell’uomo, degli animali e dell’agroecosistema in generale. È una visione che ci accompagna fin dal 1969, anno di nascita dell’Associazione Suolo e Salute da cui trae origine la nostra azienda».

«Accogliamo quindi con grande interesse questa iniziativa – conclude D’Elia – e confermiamo il nostro pieno supporto e la collaborazione alle organizzazioni nazionali e internazionali impegnate nella tutela del suolo».

Per il programma della giornata, l’iscrizione e gli approfondimenti: https://www.georgofili.it/contenuti/la-degradazione-del-suolo-una-minaccia-alla-sicurezza-alimentare-e-ambientale/26841

FRANCIA, CRESCE IL MERCATO DEL VINO BIO (MA RALLENTANO LE CONVERSIONI)

FRANCIA, CRESCE IL MERCATO DEL VINO BIO (MA RALLENTANO LE CONVERSIONI)

Un paradosso tra problematiche agronomiche legate al cambiamento climatico e domanda in aumento

La Francia è tra i leader mondiali nella produzione di vino, con circa 750.000 ettari di vigneti distribuiti in 90 dipartimenti. Il settore vitivinicolo genera circa 92 miliardi di euro all’anno, pari all’1,4% del PIL nazionale, rappresentando il settore agricolo di maggior valore per il Paese e posizionando la Francia come primo esportatore mondiale (in valore, mentre in volume la spunta l’Italia) per un valore di 11,3 miliardi di euro. Vini e alcolici costituiscono il terzo settore per surplus commerciale dopo l’aerospazio e i cosmetici.

Negli ultimi anni anche la viticoltura biologica ha registrato una crescita significativa: tra il 2010 e il 2020 il tasso di conversione è aumentato rapidamente: oggi il 21% dei vigneti francesi (circa 160.000 ettari) è certificato biologico, con circa 12.000 aziende su un totale di 59.000.

Le principali aree con vigneti biologici si trovano soprattutto nel sud del Paese, come l’Occitania (qui circa il 30% dei vigneti è biologico) e nella Gironda (la regione di Bordeaux, dove a essere certificato è circa un quarto delle superfici), ma anche la Valle della Loira, il Beaujolais e Alsazia vedono una presenza significativa di produttori.

La domanda continua a crescere: nel 2024 il consumo di vino biologico è aumentato del 7%. Tra i consumatori è diffusa l’associazione tra vino biologico e qualità superiore e tra i giovani (che però non sono i maggiori consumatori di vino) l’interesse è forte. A livello internazionale che la domanda è più variabile: negli Stati Uniti l’interesse per il biologico è molto forte, ma ci sono la concorrenza californiana, italiana e sudamericana, in alcuni mercati asiatici la fa da padrone la notorietà dell’etichetta.

Nel mercato delle aste, i vini biologici e biodinamici sono comunque sempre più richiesti e rappresentano circa il 30% dei volumi venduti e oltre il 36% del valore totale (dal che si deduce che raggiungono mediamente prezzi più elevati).

Paradossalmente, però, negli ultimi cinque anni la crescita delle conversioni al biologico ha rallentato, soprattutto per fattori climatici ed economici.

Tra il 2021 e il 2024 gelate primaverili, hanno colpito diverse regioni del Paese, aumentando i rischi per i produttori e scoraggiando soprattutto i nuovi arrivati, impreparati a rispondere tecnicamente alle nuove problematiche.

Ci sono anche aziende che adottano i criteri tecnici del metodo biologico, ma senza richiedere la certificazione o senza esporre il logo europeo in etichetta (uno per tutti il Domaine de la Romanée-Conti, non l’ultimo arrivato nell’enologia), per tenersi le mani libere in caso di ricorso a trattamenti non ammessi in biologico che dovessero ritenere necessari in caso di ulteriore aggravamento delle tendenze climatiche, ma rinunciando così al posizionamento e alla valorizzazione.

Approfondisci qui: https://www.bfmtv.com/economie/replay-emissions/bfm-patrimoine/video-la-boite-a-outils-vins-bio-le-retour-de-la-croissance-19-02_VN-202602190453.html

GERMANIA, CRESCE L’ORTICOLTURA BIOLOGICA

GERMANIA, CRESCE L’ORTICOLTURA BIOLOGICA

Ormai è biologico un sesto delle superfici a ortaggi; rape rosse, zucche, zucchine e piselli sugli scudi

Nel 2025 la produzione di ortaggi in Germania ha raggiunto 4,5 milioni di tonnellate, registrando un aumento dell’8,1% rispetto al 2024 e del 13,2% rispetto alla media del periodo 2019-2024, il livello più alto registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1990. Le superfici coltivate sono aumentate del 3,9%, arrivando a 131.700 ettari.

Aumentato anche il peso dell’orticoltura biologica: nel 2025 sono stati coltivati con metodo biologico circa 20.600 ettari, cioè oltre il 15% della superficie totale a ortaggi.

La produzione biologica ha raggiunto 597.000 tonnellate, ovvero il 13,2% del raccolto complessivo. Il tasso di crescita è superiore al convenzionale sia in termini di superfici (l’aumento è stato del 6.4%) che di produzione (+12,6%). Confrontando i dati con la media 2019-2024, l’aumento è ancora più evidente: +17,3% per la superficie e +33,7% per il volume di raccolta.

Tra le colture biologiche più diffuse si trovano le carote con 3.340 ettari, seguite dalle zucche con 2.200 ettari e dalle cipolle con 2.150 ettari.

Anche la rapa rossa occupa una superficie significativa con 1.790 ettari. Alcuni ortaggi biologici presentano una quota particolarmente elevata sul totale: la rapa rossa è al 48,7%, le zucche al 35,6%, le zucchine al 34,9% e i piselli al 30,5%.

La coltivazione biologica è relativamente più diffusa nelle serre rispetto al pieno campo; circa il 24% delle superfici protette è infatti gestito con metodo biologico, una quota superiore di circa 8 punti percentuali rispetto alle coltivazioni all’aperto.

In totale, la produzione biologica sotto copertura ha raggiunto 33.800 tonnellate, pari al 15,4% della produzione biologica complessiva di ortaggi.

Se le estati tedesche continueranno a diventare più calde, dovremo cercare clienti più a nord…

Leggi di più: https://www.freshplaza.de/article/9814645/grosste-gemuseernte-seit-36-jahren/

PIÙ PESTICIDI, MENO UCCELLI

PIÙ PESTICIDI, MENO UCCELLI

In Francia la popolazione di uccelli nelle città e nei campi è diminuita di quasi il 30% in 30 anni (e l’abbondanza è più bassa dove vengono venduti più pesticidi)

 

Un nuovo articolo pubblicato sui Proceedings della Royal Society studia gli effetti di oltre 200 sostanze sulla scala dell’intera Francia metropolitana.

Gli studi sul campo relativi all’impatto dei pesticidi spesso mancano di dati dettagliati sull’utilizzo, faticano a distinguere gli effetti dall’intensificazione agricola e trascurano la diversità delle sostanze.

Grazie alla disponibilità di un database pubblico (in Francia è possibile verificare on line tipo e quantità di antiparassitari acquistati nella propria zona, con un dettaglio che arriva ai comuni), i ricercatori hanno studiato la relazione pesticidi acquistati/abbondanza degli uccelli.

Il team ha prima di tutto verificato che i dati sugli acquisti riflettessero la contaminazione ambientale, mettendoli a confronto con dati indipendenti sui residui nelle acque superficiali. Ha poi messo in relazione gli acquisti locali di 242 sostanze attive con l’abbondanza di 64 specie di uccelli comuni nei terreni coltivati.

Hanno scoperto che le quantità di pesticidi erano correlate negativamente con l’abbondanza dell’84,4% delle specie. Il dato è stato confermato utilizzando una metrica più integrativa che combinava quantità, tossicità e degradabilità delle sostanze.

Il risultato suggerisce un impatto negativo diffuso della contaminazione ambientale, che si estende oltre agli uccelli specialisti dei terreni agricoli, interessando anche le specie di uccelli comuni che si nutrono nei terreni coltivati, con potenziali effetti a cascata all’interno e all’esterno di questi territori.

Potete leggere l’articolo

Anne-Christine Monnet, Milena Cairo, Nicolas Deguines, Frédéric Jiguet, Mathilde Vimont, Colin Fontaine, Emmanuelle Porcher; Common birds have higher abundances in croplands with lower pesticide purchases. Proc Biol Sci 1 January 2026; 293 (2062): 20252370. https://doi.org/10.1098/rspb.2025.2370

PRESENTATE A SANA LE STIME SUL MERCATO 2025

PRESENTATE A SANA LE STIME SUL MERCATO 2025

Dal 21 al 23 febbraio è tornata Sana, giunta ai 38 anni (con qualche acciacco)

 

Inopinatamente calendarizzato a meno di due settimane dal Biofach di Norimberga, il salone Sana si è tenuto a Bologna dal 21 al 23 febbraio per tre giorni, in luogo dei “normali” quattro.

La manifestazione, che negli anni d’oro aveva più volte previsto mini-saloni tematici (dai mezzi tecnici all’erboristico) quest’anno si è trasformata lei in un corollario a Slow Wine Fair (presentata in parallelo con oltre 1100 cantine espositrici provenienti da tutte le regioni italiane e da 27 Paesi, con vini “buoni, puliti e giusti”, genericamente “sostenibili” anche se per più di metà biologici) ed è apparsa sottotono, assenti i maggiori operatori e gran parte dei marchi storici del settore, pochi gli espositori e decisamente molti meno i buyer di livello, con la ristorazione affidata a operatori dello street food vaccinati contro qualsiasi contaminazione da diete salutistiche.

Il 23 febbraio ha comunque ospitato la settima edizione di “Rivoluzione Bio”, una giornata in cui si sono confrontate istituzioni (presente  Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste), alcune delle maggiori organizzazioni agricole generaliste e alcune associazioni biologiche per fare il punto della situazione, nel corso della quale è stato illustrato in anteprima il report di Nomisma con le prime stime sull’andamento del settore, che si è occupato anche del canale Horeca e dell’export.

In realtà, com’è comprensibile (a metà febbraio è difficile disporre di numeri attenibili sul 2025), molti dei dati si riferiscono ancora al 2024.

Per quanto riguarda i consumi domestici di alimentari biologici, Nomisma stima per il 2025 una quota pari a 5,5 miliardi di euro, con un incremento del +6,2% rispetto al 2024.

La distribuzione moderna si conferma primo canale per gli acquisti biologici degli italiani (per le sue casse passa il 64% del totale delle vendite), in crescita del 4.9%, con i discount a segnare un +6.8%.

Il 20% dei consumi interni passa invece dai negozi specializzati, che nel 2025 hanno incrementato le vendite in valore del +7,5%.

Per quanto riguarda i consumi fuori casa, negli ultimi 12 mesi, 7 italiani su 10 avrebbero consumato pietanze, vini o altre bevande biologiche e il 35% lo avrebbe fatto almeno 1 o 2 volte al mese.

Nei prossimi mesi saranno presentate analisi basate su dati più definitivi.

Leggi di più: https://www.quotidiano.net/economia/biologico-vendite-prodotti-bio-8540b05e