Suolo e Salute

Mese: Gennaio 2022

LATTE BIO DIECI ANNI DI CRESCITA

LATTE BIO DIECI ANNI DI CRESCITA

L’agricultural outlook della Commissione Ue attribuisce un ruolo di primo piano a latte e latticini bio, destinati ad arrivare all’8% del mercato (oggi sono al 3,5%) sostenuti dalla forte domanda interna ed estera e dalla sensibilità sul benessere animale

Gli obiettivi di sostenibilità di Bruxelles e i nuovi stili alimentari della popolazione del Vecchio Continente potrebbero tradursi in un rallentamento della crescita annua della produzione lattiera dell’UE (0,5% annuo), che raggiungerà i 162 milioni di t entro il 2031.

Standard ambientali più elevati

È quanto prevede l’agricultural Outlook 2021-2031 relativamente alle produzioni zootecniche. È probabile tuttavia che l’allevamento da latte punti a migliorare ulteriormente le pratiche agricole per raggiungere standard ambientali più elevati.

Un milione e mezzo di vacche in meno

In questo modo alternative come quella del latte biologico guadagnerebbe una quota di mercato maggiore, soprattutto se il consumo sarà supportato anche da misure di sostegno pubblico. Ciò si tradurrà in una decrescita contenuta della resa produttiva (1,2% rispetto all’1,9% nel 2011-2021) che compensi la forte riduzione del patrimonio bovino da latte (-1,5 milioni di vacche entro il 2031) anche come conseguenza delle politiche in favore del benessere animale. La produzione di latte biologico dovrebbe raggiungere così l’8% nel 2031 (3,5% nel 2019), fornendo valore economico, benefici ambientali e soddisfacendo le esigenze della società (ad es. benessere degli animali).

L’impennata della domanda asiatica

Nonostante questo rallentamento l’UE rimarrà il principale fornitore di prodotti lattiero-caseari sul mercato mondiale (30% del commercio globale di prodotti lattiero-caseari nel 2031), davanti a Nuova Zelanda e Stati Uniti. La maggiore crescita della domanda di prodotti lattiero-caseari si registrerà in Asia (oltre il 17% all’anno, esclusa l’India), trainata in particolare dall’aumento dei redditi e dall’occidentalizzazione delle diete. L’aumento della domanda riguarderà prodotti finali come formaggio e latticini freschi, ma potenzialmente anche materie prime a valore aggiunto per l’ulteriore lavorazione a livello nazionale. La domanda di prodotti lattiero-caseari biologici è in crescita in tutto il mondo e crea notevoli opportunità, anche per l’UE.

CARO ENERGIA, COME SALVARE SEMINE E PRODUZIONE

CARO ENERGIA, COME SALVARE SEMINE E PRODUZIONE

Balzo delle bollette energetiche e dei costi delle materie prime, agricoltori biologici e convenzionali indecisi sulle semine anche a causa della chiusura di alcune strutture di trasformazione che annunciano che non assorbiranno materia prima Dalle serre agli agriturismi la richiesta di provvedimenti straordinari che frenino la crisi e tutelino la catena del valore

Contro il caro bollette, il Governo metta in campo misure che tengano conto anche delle esigenze specifiche del mondo agricolo e zootecnico, agrituristico e florovivaistico con molte colture invernali in serra, stalle e strutture, la cui anche minima sussistenza sta facendo lievitare i costi di produzione per effetto di un complessivo aumento delle materie prime, ormai superiore al 50%.

Filiere del valore a rischio

Lo chiedono tutte le organizzazioni agricole segnalando anche il rischio di chiusura di strutture di trasformazione che mettono in discussione l’assorbimento di molte colture orticole e industriali. La “tempesta energetica” sta così già compromettendo le semine di produzioni importanti, nel convenzionale e anche nel biologico, mettendo a repentaglio la catena del valore nelle filiere agroalimentari, patrimonio nazionale da 550 miliardi di euro.

Attenuare l’impatto

In particolare Cia-Agricoltori Italiani, nelle ore decisive in cui l’esecutivo sta lavorando a nuove misure per attenuare l’impatto del caro energia su famiglie e imprese con le più piccole a rischio chiusura totale, ricorda che in tutta Italia non c’è settore al riparo. Da mesi i rincari su concimi, gasolio ed energia mettono in crisi in particolare le piccole e medie imprese. Eurostat rileva un balzo della bolletta elettrica del 75,6% in più e per il gas addirittura del 133,5%. In queste condizioni le semina e, quindi, la produzione del 2022 è in forte discussione per molte aziende.

Prezzi di beni e servizi

Anche per gli agriturismi il caro bollette rappresenta una scure sulle imprese del settore strette tra necessità di tenuta economica e il rischio di dover aumenta i prezzi di beni e servizi a discapito dei clienti. «Occorrono più risorse e misure incisive, anche a contrasto dei rischi speculativi -dichiara il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino-. Il Governo scongiuri anche i rincari al dettaglio che la filiera non potrebbe in alcun modo sopportare. Bisogna -conclude Scanavino- tenere alta l’attenzione lungo la catena del valore e della distribuzione”.

LEGGE SUL BIOLOGICO ATTESA IN AULA NEL PRIMO TRIMESTRE 2022

«Le aziende che investono nel settore non meritano altri ritardi»: l’appello di Pasquale Maglione, relatore della proposta di legge che fa ping pong tra Camera e Senato da oltre due anni

«Accogliamo con favore che la proposta di legge per sostenere e incentivare le produzioni biologiche in agricoltura è stata inserita nel calendario trimestrale dei lavori di Montecitorio».

«Il nostro appello affinché il 2022 si apra con l’approvazione di questa norma fondamentale per uno dei settori più in crescita del comparto primario può, dunque, divenire presto realtà».

Lo dichiara l’On. Pasquale Maglione, esponente M5S in commissione Agricoltura e relatore della proposta di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”.

In calendario per febbraio

Il testo, già approvato in commissione Agricoltura lo scorso agosto, è inserito infatti nel calendario del mese di febbraio e l’auspicio del deputato è che, nonostante gli importanti impegni delle prossime settimane, la discussione della norma non venga ulteriormente rimandata. «Gli imprenditori agricoli che hanno investito, e continuano a farlo in maniera consistente in questa tipologia di pratica agricola sostenibile, attendono da troppi anni un quadro normativo chiaro e innovativo, che possa supportare e promuovere i loro sforzi».

Filiere e distretti, le opportunità offerte dai fondi Pnrr

Con il 15 per cento della superficie agricola utilizzata dedicata a colture biologiche e circa 82mila operatori biologici, l’Italia è un Paese leader in Europa. «Proprio per sviluppare il comparto e poter così raggiungere i target previsti dalle strategie comunitarie, nel fondo correlato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, abbiamo stanziato 300 milioni di euro esclusivamente dedicati alla creazione di contratti di filiera e di distretto biologici». «Dopo la firma del decreto da parte del ministro Stefano Patuanelli, a fine dicembre, si attende per le prossime settimane il relativo bando del Ministero delle Politiche agricole. Le imprese che vogliono investire in questo settore siano pronte a cogliere questa grande e strategica opportunità di crescita».

FOCUS BIO BANK 2021: VENDITE BIO IN CRESCITA, IL 56% IN GDO

FOCUS BIO BANK 2021: VENDITE BIO IN CRESCITA, IL 56% IN GDO

In un mercato più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, le vendite bio nei supermercati sono quasi quadruplicate arrivando a 2,2 miliardi di euro, mentre nel canale storico ruotano intorno a un miliardo di euro, come nel 2012

Mentre si chiude un anno complicato e se ne apre uno nuovo ancora carico di sfide, esce l’edizione 2021 del Focus Bio Bank e tira le fila sull’andamento del settore tra supermercati e negozi specializzati. La nuova edizione coordinata da Rosa Maria Bertino, 104 pagine in tutto, è consultabile liberamente al link: https://issuu.com/biobank/docs/focus_bio_bank_supermercati_2021.

Salute personale e planetaria

I dati elaborati sono quelli raccolti dal 1993 per i negozi bio e dal 2001 per la grande distribuzione, fino al 2020. Negli ultimi due anni, segnati dalla pandemia, il biologico ha continuato a crescere anche in Italia raggiungendo i 4,6 miliardi di euro, dimostrando la crescita della percezione di quanto siano correlate la salute personale e quella planetaria.

Incidenza capovolta

In un mercato più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, le vendite bio nei supermercati sono quasi quadruplicate arrivando a 2,2 miliardi di euro, mentre nel canale storico ruotano intorno a un miliardo di euro, come nel 2012. In dieci anni l’incidenza dei due canali sul totale delle vendite al dettaglio si è quindi capovolta: i supermercati sono saliti dal 31 al 56%, i negozi sono scesi dal 53 al 26%, in linea con quanto accade in Francia e Germania. In continua crescita anche i prodotti bio a marchio della grande distribuzione, passati dai 644 del 2001 ai 5.851 del 2020, un’offerta che si è quindi moltiplicata per nove in vent’anni. Nel 2020 si somma il balzo aggiuntivo per l’entrata nel rilevamento di Dm, catena di drugstore con un forte accento sul bio, che porta in Italia il modello tedesco, specializzato su bellezza e pulizia, ma integrato con l’alimentazione. Coop si conferma al primo posto con 950 referenze, al secondo entra Dm con 605, al terzo Esselunga con 485.

Il ruolo dell’ortofrutta

L’ortofrutta rappresenta il 22% di tutte le referenze bio nelle marche della Gdo. Considerando che per ogni prodotto bio a marchio della Gdo (Mdd) ne entrano quasi tre con le marche dell’industria (Idm), si stima un totale di 22mila referenze bio, variamente distribuite in circa 24mila punti vendita, solo nelle 27 catene censite. Nel 2020 restano 8 le catene della Gdo con prodotti equosolidali nelle proprie marche, con un assortimento di 100 referenze. Salgono invece a 13 le catene con cosmesi naturale o bio certificata per un totale di 766 referenze. La scelta di investire su una propria marca certificata di cosmesi è la naturale evoluzione dell’offerta a marchio di alimenti biologici.

La concentrazione degli specializzati

Scende ancora il numero di negozi bio, arrivati a quota 1.291 nel 2020, in calo da tre anni consecutivi (-10% in totale).

I negozi legati alle catene specializzate sono il 41% del totale, in calo per il secondo anno consecutivo, con una flessione totale del 16,6% dovuta a due fattori. Da un lato la riduzione del numero di catene operanti in Italia con il passaggio di Biobottega e Piacere Terra sotto l’insegna NaturaSì nel 2019, poi la chiusura dei 16 negozi Bio c’ Bon nel 2020. Dall’altro il progressivo passaggio d’insegna tra Cuorebio e NaturaSì con la conseguente razionalizzazione della rete di negozi sul territorio. Sono invece il 32% del totale i negozi indipendenti aderenti ai programmi promozionali. Le aggregazioni (catene o programmi) incidono quindi per il 73%. Il biologico è strategico per la grande distribuzione perché traina le vendite e resta strategico anche nei prossimi anni. Ma se al supermercato il bio si acquista soprattutto per comodità e convenienza, nello specializzato il motore deve essere l’appartenenza, a prezzi accessibili.

Non bastano negozi più grandi e invitanti, assortimenti ampi e profondi con migliaia di referenze se mancano l’attenzione massima ai prezzi, la personalizzazione dell’offerta con prodotti locali e regionali, la conoscenza dei prodotti e dei produttori, l’accoglienza e la preparazione del personale. Al canale storico del biologico l’onore e l’onere del ruolo guida nel mondo del bio, coinvolgendo i clienti come parte di una comunità, azionisti di un mondo migliore.

 

Fonte: Ufficio Stampa Bio Bank

 

UN NUOVO SISTEMA DI CONTROLLI PER L’IMPORT DI PRODOTTI BIOLOGICI

UN NUOVO SISTEMA DI CONTROLLI PER L’IMPORT DI PRODOTTI BIOLOGICI

Bruxelles pubblica una serie di regolamenti applicativi che forniscono ulteriori integrazioni e indicazioni esecutive riguardo alla riforma innescata dal Reg. 2018/848

Dal 1° gennaio è entrato in applicazione il Reg. (Ue) n. 2018/848 che introduce importanti novità per il biologico (ne abbiamo già parlato qui). Alcune di queste riguardano la verifica della conformità delle partite biologiche e in conversione destinate a essere importare nell’Unione europea.

Il Mipaaf ricorda infatti in una nota che il 27 dicembre 2021 sono stati pubblicati i Regg (Ue) 2021/2305, 2021/2306 e 2021/2307 che forniscono ulteriori integrazioni e indicazioni esecutive del regolamento di base 2018/848.

Dogane e Icqrf insieme

Per consentire alle amministrazioni coinvolte di organizzare il nuovo sistema di controlli all’importazione e garantire il proseguo regolare delle attività di importazione dei prodotti biologici e i relativi necessari controlli, l’Agenzia delle Dogane continuerà per tutto gennaio l’attività di controllo documentale e validazione del Coi, supportata per i controlli di identità e fisici dal Dipartimento Icqrf del Mipaaf.

Linee guida per Paesi particolari

Nelle more di specifiche indicazioni da parte della Commissione europea, in materia di valutazione della probabilità di non conformità, che determina la frequenza con cui saranno effettuati i controlli fisici sulle partite di prodotti biologici e in conversione prima della loro immissione in libera pratica, il Mipaaf ritiene necessario applicare le indicazioni contenute nei seguenti documenti:

  • Guidelines on additional official controls on products originating from China del 16 Dicembre 2020;
  • Guidelines on additional official controls on products originating from Ukraine, Kazakhstan, Moldova, Turkey and Russian Federation del 16 Dicembre 2020;
  • Guidelines on additional official controls on products originating from India del 07 giugno 2021.
TECNICHE BIO-CONSERVATIVE, I RISULTATI DEL PROGETTO AGRIBIOCONS

TECNICHE BIO-CONSERVATIVE, I RISULTATI DEL PROGETTO AGRIBIOCONS

Presentati a fine dicembre i risultati intermedi del progetto dedicato all’applicazione di tecniche agricole biologico conservative nei sistemi colturali marchigiani. L’impatto delle cover crop decisivo soprattutto sulle colture a ciclo primaverile- estivo

Presentati i risultati del II anno di sperimentazione di “Agribiocons”, il progetto dedicato all’applicazione di tecniche agricole biologico conservative nei sistemi colturali marchigiani.

Il progetto è cofinanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche e vede come partner la Società Agricola Biologica Fileni (capofila), l’Università Politecnica delle Marche, l’impresa AEA del gruppo Loccioni, la Società Agricola Agri Blu di Zingaretti e Soci SS ed Arca Srl Benefit.

I risultati delle sperimentazioni, che includono minime lavorazioni, uso di colture di copertura (cover crops) e consociazioni colturali, sono stati illustrati nel corso del convegno che si tenuto in dicembre presso l’azienda Gagliardini a Monte Roberto. I produttori che sono intervenuti sono stati anche coinvolti in  due sessioni dimostrative in campo.

«Il rispetto per il suolo – ha affermato Massimo Fileni, vicepresidente del Gruppo Fileni, capofila del progetto Agribiocons – e per il nostro territorio sono una parte fondamentale del nostro modo di fare impresa». «Non è un caso che uno dei punti chiave del nostro Manifesto di Sostenibilità reciti proprio “Scegliamo di rigenerare la terra”».

Trasemina di grano e leguminose

«Nonostante l’annata caratterizzata da elevata siccità – ha spiegato Stefano Tavoletti, Professore di Genetica Agraria dell’Università Politecnica delle Marche – la consociazione grano tenero-leguminose da granella si è confermata una valida alternativa alle colture pure. Si conferma comunque la maggior sensibilità delle leguminose all’andamento meteorologico durante la stagione di crescita».

Effetti sul suolo

La ricercatrice del Gruppo di Pedologia Dominique Serrani ha invece illustrato gli esiti delle valutazioni visive di suolo e pianta, spiegando che i risultati riguardanti le principali caratteristiche del suolo non hanno finora mostrato sostanziali variazioni tra le gestioni biologico tradizionale e biologico conservativo in termini di pH, carbonio organico totale, azoto totale e fosforo disponibile. Ciò è però in linea con le aspettative, poiché è noto che i processi di recupero del suolo sono lenti e necessitano di tempi lunghi.

Cover crop in mostra

Dopo il convegno, il pubblico è stato accompagnato dall’agronomo Simone Tiberi (ARCA Srl Benefit) ai campi sperimentali presso la Tenuta di Tavignano a Cingoli e l’azienda agricola Yesi Food a Jesi. Qui gli agricoltori hanno osservato con interesse lo sviluppo delle colture di copertura o ‘cover crops’, che garantiscono la copertura dei terreni nel periodo invernale.

«Il 2° anno di applicazione in campo – ha spiegato Tiberi – del modello agricolo biologico-conservativo e rigenerativo dell’ambiente ha mostrato risultati molto interessanti sia in termini di rese colturali che di costi».

«Rispetto al 1° anno di coltivazione con questo metodo, abbiamo riscontrato una riduzione dei costi colturali e un aumento delle rese produttive in relazione al metodo biologico tradizionale, soprattutto nelle colture a ciclo autunno vernino (favino, orzo, trifoglio alessandrino)».

«Per quanto riguarda le colture a ciclo primaverile-estivo (girasole), invece, si evidenzia l’importanza di una corretta gestione delle colture di copertura, che rappresentano un investimento iniziale per l’agricoltore, largamente ripagato nel tempo sia in termini di controllo della flora spontanea che in termini di fertilità biologica del suolo. Tuttavia, ciò avviene solamente se le cover crops vengono ben gestite e inserite all’interno dell’avvicendamento colturale aziendale. Infine, posso affermare che il corretto utilizzo delle cover crops, abbinato all’uso di una nuova meccanizzazione, progettata ad hoc per la loro gestione nei terreni collinari marchigiani, rappresenta la chiave per il successo del modello agricolo biologico-conservativo e rigenerativo».

Bruno Garbini, presidente di ARCA Srl Benefit, ha aggiunto che la nuova agricoltura che si sta sperimentando ha una funzione olistica e le pratiche agronomiche testate dal progetto Agribiocons «consentiranno di aumentare i redditi degli agricoltori e di ottenere una serie di servizi ecosistemici per il consumatore, la popolazione del territorio e del pianeta».