Suolo e Salute

Mese: Maggio 2019

Lavoro nei campi: il biologico tutela i lavoratori

Lavoro nei campi: il biologico tutela i lavoratori

Un chilo di pomodori da passata viene pagato 8 centesimi in agricoltura convenzionale, mentre nel biologico si arriva a pagare anche 33 centesimi.

Dalle stime del “Rapporto agromafie e caporalato” è emerso che il business del lavoro irregolare e del caporalato in agricoltura vale 4,8 miliari di euro, e le aziende che si rivolgono al “caporale” sono molte.

In agricoltura convenzionale, si apre così uno scenario nel quale vediamo un lavoratore sfruttato e sottopagato. La maggior parte dei lavoratori non ha un regolare contratto di lavoro, non sono così tutelati e non hanno nessun diritto garantito dai contratti e dalla legge. Passa dalle 10 alle 12 ore nei campi, prendendo circa 20/30€ al giorno.

L’agricoltura biologica offre invece maggiori garanzie: da più occupazione, viene riconosciuto il lavoro svolto nei campi e paga meglio il prodotto all’origine.

L’agroecologia è un modello produttivo che ha bisogno di una maggiore manodopera, poiché la coltivazione biologica richiede più attenzione: occorre, quindi un lavoro attento di persone non sfruttate, che ricevono un salario migliore oltre a lavorare in condizioni di maggior tutela per la salute perché non sottoposti ai rischi legati all’uso di pesticidi.

 

Fonte: https://www.cambialaterra.it/2019/04/lavoratori-sfruttati-nei-campi-il-biologico-marcia-in-direzione-opposta/

 

Suolo e Salute: cinquant’anni in piena forma

Suolo e Salute: cinquant’anni in piena forma

Nel 2018 il biologico italiano è cresciuto insieme a Suolo e Salute che si è confermato, anche per quest’anno, primo Ente di certificazione in Italia per numero di aziende certificate e per superficie coltivata in biologico.

Suolo e Salute trae origine dall’Associazione Suolo e Salute fondata a Torino nel 1969, realtà pioniera nello sviluppo e nella promozione del metodo dell’agricoltura biologica in Italia. Oggi l’Organismo di controllo certifica oltre il 26% delle aziende biologiche in Italia e quasi il 30% della superficie coltivata.

I numeri raggiunti coronano la storia di Suolo e Salute e rappresentano il più bel regalo per i suoi 50 anni.

Lo scorso 29 aprile, in occasione dell’Assemblea dei soci, è stato presentato il bilancio dello scorso anno e presentato i risultati operativi al 31 dicembre 2018, caratterizzati da un trend molto positivo sia da un punto di vista operativo che economico: oltre ad un aumento del numero delle aziende certificate si è registrato anche un aumento del fatturato e degli investimenti per l’ottimizzazione dell’operatività e dell’efficienza aziendale.

  1. Aziende controllate: +11,4% rispetto al 2017, con un totale di 18.881. Del totale delle aziende assoggettate, 3.931 (il 20,8%) svolgono attività di trasformazione esclusiva oppure trasformazione e produzione primaria. Del totale, 2.603 svolgono attività zootecnica bio (il 13,8%). Negli ultimi otto anni è da evidenziarsi l’incremento nel comparto dei trasformatori esclusivi, passati da 495 aziende (2010) a 1213 con un incremento di +145%. L’aumento degli ultimi tre anni è stato del 27%.
  1. Superficie agricola utilizzata (S.A.U.) al controllo: 518.000 ettari (biologico e conversione), con un incremento di 21.000 ettari rispetto al 2017. Nel periodo 2010-2018 la superficie agricola utilizzata controllata da Suolo e Salute è aumentata di 232.217 ettari (+81,4%).

“Questi dati – commenta Alessandro D’Elia, direttore generale di Suolo e Salute – vanno letti con il cuore. Nonostante le difficoltà abbiamo saputo affermare la nostra credibilità ed affidabilità, meritando la continua fiducia del mercato.  Proprio un bel regalo per i nostri 50 anni. Chiaramente i numeri e lo status di primo organismo di controllo e certificazione in Italia richiamano Suolo e Salute a un continuo senso di responsabilità nei confronti dei propri operatori e del sistema nel suo insieme”.

 

Per informazioni:

SUOLO e SALUTE srl

www.suoloesalute.it