Suolo e Salute

Mese: Febbraio 2018

OGM-NEWS: l’ultima bufala arriva dall’Università di Pisa

OGM-NEWS: l’ultima bufala arriva dall’Università di Pisa

I ricercatori dell’Università di Pisa, autori di questo studio titolano sul sito della loro Università: Mais transgenico? Nessun rischio per la salute umana, animale e ambientale“.

 Evidentemente i giornali che hanno titolato allo stesso modo hanno trascurato di entrare nel merito. Non c’è alcun nesso logico, ancor prima che di merito scientifico, fra lo studio e il titolo del comunicato.

Si è vero, nella valutazione sulle migliori performance produttive dei mais OGM c’è anche la già nota vicenda della minor produzione di micotossine (-29% circa) cancerogene. Minore, appunto, non “nessuno” come invece si afferma, mentendo, nel titolo. Dimenticandosi anche che la riduzione effettiva del rischio di malattie fungine e di danni da insetti, da cui derivano le micotossine, la si ottiene anzitutto evitando di coltivare il mais in monocoltura e con tecniche agronomiche forzate (irrigazione e concimazione chimica), che un abbattimento effettivo (fino al 95%, altro che 29%!!) lo si può ottenere solo con un fungo antagonista selezionato dall’Università Cattolica di Piacenza (lotta biologica) e che tutto il mais che viene utilizzato per alimentare gli animali e gli umani nell’intera UE deve avere un contenuto di micotossine inferiore ai limiti di legge. In altre parole, tutto il mais che mangiamo non presenta alcun rischio per la salute umana anche senza coltivare mais OGM.

 Suscita quindi perplessità l’affermazione dei ricercatori che dicono che il loro studio: permette di trarre conclusioni univoche aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate”. Forse così si è convinto qualche giornalista che va di fretta e qualche lettore o spettatore distratto, ma quando docenti universitari e ricercatori giocano con le parole e con la buona fede del pubblico si mette a rischio la credibilità stessa della scienza e di prestigiose istituzioni come l’Università di Pisa e la Scuola S. Anna. Che i rispettivi Comitati Etici si attivino, se le bufale cominciano a uscire anche dai siti delle Università siamo davvero perduti.

fonte: http://www.huffingtonpost.it/paolo-carnemolla/la-comunicazione-geneticamente-modificata-ovvero-l-ultima-bufala-pro-ogm_a_23363710/

Parte OIP l’innovativa piattaforma informatica per la  rintracciabilità nel biologico

Parte OIP l’innovativa piattaforma informatica per la rintracciabilità nel biologico

COMUNICATO STAMPA N°02/2018

Bologna, 21 febbraio 2018

 

Parte OIP l’innovativa piattaforma informatica per la rintracciabilità nel biologico

E’ stata presentata a Bologna la piattaforma OIP (Organic Integrity Platform) per la rintracciabilità dei prodotti bio. Si parte con cereali e granaglie, ma presto prenderà in considerazione anche pomodoro da industria e olio extra vergine d’oliva, tutti prodotti di punta per il biologico italiano.

Si è tenuto ieri a Bologna il primo incontro rivolto alle imprese che vogliono entrare nella rete OIP (Organic Integrity Platform), il sistema di rintracciabilità informatica dedicata prodotti biologici: cereali e granaglie, riso, pomodoro da industria e olio extra vergine d’oliva. Quando OIP entrerà a pieno regime di funzionamento consentirà di seguire i prodotti biologici dal campo coltivato fino al primo trasformatore. Il progresso non sarà solo una maggiore conoscenza e trasparenza sulla storia dei prodotti, ma anche una maggiore assicurazione contro eventuali intrusioni e illeciti in un mercato regolamentato come quello bio.

OIP permette al settore delle produzioni biologiche di porsi ancora una volta all’avanguardia dell’intero comparto agroalimentare: sistemi così complessi di rintracciabilità sono ancora piuttosto rari, anche se rappresenteranno una delle maggiori prospettive per lo sviluppo di un mercato che già ora vanta ritmi di crescita costantemente a doppia cifra.

L’esigenza del sistema di rintracciabilità risponde a quanto richiesto da Accredia, l’ente di accreditamento italiano, e dal Ministero delle Politiche agricole (MiPAAF). OIP comincia subito con cereali e granaglie e successivamente con pomodori e olive in funzione dell’inizio delle rispettive campagne agrarie; l’uso della piattaforma sarà operativo a partire dal prossimo 1 Marzo.

Gli organismi di certificazione aderenti ad OIP sono Bioagricert, BIOS, CCPB, Ecogruppo, ICEA, Sidel e Suolo e Salute. I prossimi incontri per gli operatori si terranno a Foggia il 27 febbraio ed a Catania il 6 marzo 2018. Per informazioni: sviluppo@suoloesalute.it

 

Ufficio Stampa Suolo e Salute

ufficiostampa@suoloesalute.it

Le città  del bio e ifoam ue uniscono le forze per portare il biologico sulle tavole di tutta europa

Le città del bio e ifoam ue uniscono le forze per portare il biologico sulle tavole di tutta europa

Oggi l’Europa ha fatto un passo avanti verso la trasformazione del cibo e dell’agricoltura.

La “Organic City Network Europe” e l’IFOAM EU hanno firmato un Memorandum of Understanding a Biofach per dare una base solida alla loro collaborazione, per lavorare insieme verso un sistema alimentare e agricolo equo, rispettoso dell’ambiente, salutare e attento. La “Organic City Network Europe” e l’IFOAM EU coopereranno sul futuro della politica agricola comune (PAC), delle catene di approvvigionamento alimentari regionali e locali, delle politiche di Green Public Procurement (GPP), della ricerca e dell’innovazione, del costo reale del cibo, la trasparenza delle catene di approvvigionamento e l’accesso alla terra per i nuovi agricoltori biologici.

Claudio Serafini, direttore di “Organic Cities Network Europe“, è entusiasta del fatto che le città siano sempre più riconosciute come importanti attori nella trasformazione della politica agricola europea: “Dall’inizio del secolo, le città e le regioni europee hanno giocato un ruolo sempre più importante nel promuovere l’agricoltura biologica, l’industria biologica e il cibo biologico. Le città vantano un patrimonio di esperienza su come contribuire a una politica agricola europea che persegua la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile, migliori la qualità della vita dei residenti locali e regionali e contribuisca al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) e nel patto politico per gli alimenti urbani di Milano. ”

“Il movimento biologico europeo vuole assumere un ruolo guida nella trasformazione del sistema alimentare in un sistema sostenibile, sia in Europa che a livello globale”, afferma Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM EU “Tale trasformazione deve essere uno sforzo congiunto dell’intero settore alimentare e i responsabili politici. Le autorità locali svolgeranno un ruolo importante nel garantire che i cittadini europei abbiano accesso al cibo biologico.

Politiche quali gli appalti verdi nelle mense pubbliche stimoleranno diete sostenibili, lo sviluppo di filiere locali e regionali di produzione biologica e aumenteranno la consapevolezza del pubblico sui prodotti alimentari biologici.

Siamo sicuri che questa collaborazione contribuirà a rendere la nostra “visione biologica per l’Europa fino al 2030” una realtà .

fonte: http://www.ifoam-eu.org/en/news/2018/02/15/press-release-organic-cities-ifoam-eu-join-forces-bring-organic-every-table-europe

Cresce ancora il mercato bio, sempre più terre e agricoltori

Cresce ancora il mercato bio, sempre più terre e agricoltori

Il settore biologico è in piena espansione: più produttori (2,7 milioni), più terra (57,8 milioni di ettari) e un mercato in crescita, diffuso in 178 Paesi, per un valore globale di quasi 90 miliardi di dollari, pari a più di 72 mld di euro.

 

I dati (di fine 2016) dell’edizione 2018 dello studio ‘Il mondo dell’agricoltura biologica’ pubblicato da Fibl e Ifoam – Organics International, e presentato alla fiera biologica mondiale Biofach 2018 a Norimberga, mostrano che la tendenza positiva osservata negli anni passati continua. L’indagine è supportata dal Segretariato di Stato svizzero per gli Affari economici (Seco), dall’International Trade Centre (Itc) e dalla NürnbergMesse, gli organizzatori della fiera Biofach.

 

Il mercato biologico globale continua, dunque, a crescere. La società di ricerche di mercato Ecovia Intelligence stima che il mercato globale del biologico abbia raggiunto gli 89,7 miliardi di dollari nel 2016 (oltre 72 miliardi di euro).

 

Gli Stati Uniti sono il mercato leader con circa 43,1 miliardi di dollari, seguiti da Germania, Francia e Cina. Nel 2016, la maggior parte dei principali mercati ha continuato a mostrare tassi di crescita a due cifre e il mercato biologico francese è cresciuto del 22%. La spesa pro capite più alta è stata registrata in Svizzera (274 euro) e la Danimarca ha raggiunto la più alta quota di mercato (il 9,7% sul totale del mercato alimentare). Ancora. Nel 2016 si contano 2,7 milioni di produttori biologici nel mondo.

La terra. A fine del 2016 risultano dedicati al bio 57,8 milioni di ettari, con una crescita di 7,5 milioni di ettari rispetto al 2015, la più alta mai registrata. L’Australia è il Paese con la più grande superficie agricola biologica (27,2 milioni di ettari), seguita dall’Argentina (3 milioni di ettari) e dalla Cina (2,3 milioni di ettari).

Settore bio in crescita anche nel vecchio Continente. Secondo i dati dell’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica Fibl e dell’Agricultural Market Information Company-Ami, quasi tutti i principali mercati hanno registrato tassi di crescita a due cifre: le vendite al dettaglio in Europa, nel 2016, sono state valutate in 33,5 miliardi di euro (30,7 miliardi di euro nell’Unione europea).

 

L’Europa rappresenta il secondo più grande mercato unico per i prodotti biologici nel mondo dopo gli Stati Uniti con un tasso di crescita a doppia cifra, per la seconda volta dalla crisi finanziaria, dell’11% (Unione Europea 12%). Nel decennio 2007-2016, il valore dei mercati europei e dell’Unione europea è più che raddoppiato. In Europa, i consumatori spendono 41 euro in cibo biologico a persona (Unione europea: 61 euro).

In Europa, 13,5 milioni di ettari sono dedicati al biologici nel 2016, nell’Unione europea 12,1 milioni di ettari (+6,7% in Europa e +8,2% nell’Unione europea). La crescita, di quasi un milione di ettari, è stata superiore rispetto al 2015 e sostanzialmente più elevata rispetto ai primi anni del decennio in corso.

Con oltre 2 milioni di ettari, la Spagna continua ad essere il Paese con la più grande area biologica in Europa, seguita dall’Italia (1,8 milioni di ettari, +300mila) e dalla Francia (1,5 milioni di ettari, +200mila). In crescita anche il numero di produttori: oltre 370mila in Europa, quasi 300mila nell’Unione europea (+7% in Europa, +10% nell’Ue) nel 2016.

fonte: http://www.adnkronos.com/sostenibilita/risorse/2018/02/19/piu-terra-agricoltori-cresce-bio-nel-mondo_Be7782HUX7lb6unEKop7YI.html?refresh_ce

BIOFACH e VIVANESS 2018:  3.218 espositori e circa 50.000 visitatori

BIOFACH e VIVANESS 2018: 3.218 espositori e circa 50.000 visitatori

Dal 14 al 17 febbraio 2018, la fiera combinata BIOFACH e VIVANESS ha riunito per quattro giorni il settore internazionale per l’alimentazione biologica e la cura della persona naturale e biologica a Norimberga.

 

I 3.218 espositori, di cui 275 hanno esposto le loro merci a VIVANESS, hanno presentato un’ampia varietà di prodotti biologici provenienti da 93 paesi. Due nuovi padiglioni, il tema principale “Next Generation” e lo spettacolo speciale “Biologico sin dall’inizio” sulla coltivazione e l’allevamento biologici hanno ispirato circa 50.000 visitatori da 134 paesi.

 

Secondo BÖLW (Federazione tedesca dei produttori di alimenti biologici), lo scorso anno, i prodotti biologici hanno generato entrate in Germania per 10 miliardi di euro, con una azienda agricola su 10 che ora utilizza metodi biologici.

 

IFOAM – Organics International ha registrato un fatturato globale di quasi 90 miliardi di dollari nel 2016. Anche il settore della cura della persona naturale e biologico ha ragione di festeggiare nel 2017: l’anno scorso sono stati venduti in Germania prodotti per la cura della bellezza per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, secondo Naturkosmetik Konzepte.

 

Quest’anno più di 150 sessioni individuali al Congresso BIOFACH e VIVANESS hanno attirato l’interesse di 9.000 partecipanti. I punti salienti includevano una delle sessioni sulla Next Generation dal titolo ‘Generazione Y & Z: Avvio del BIO.  Simon Schnetzer, ricercatore nel campo della gioventù, ha spiegato a 175 partecipanti come raggiungere un target di giovani adulti per quanto riguarda il settore biologico. Complessivamente, il maggior numero di partecipanti è stato nuovamente conteggiato nelle sessioni congressuali dedicate allo sviluppo del settore nel 2018.  A BIOFACH, “Il mercato biologico tedesco: fatti, cifre e analisi” ha attratto 203 partecipanti e la conferenza “Panoramica sul mercato globale biologico” ha avuto un pubblico di 181. A VIVANESS, 125 persone hanno discusso il “mercato della cosmesi naturale e biologica nel 2017” con recensioni e prospettive.  Save the date! 2019: 13-16 febbraio 2019 Il settore internazionale si incontrerà di nuovo al BIOFACH e alla VIVANESS dal 13 al 16 febbraio 2019. Circa il 96% dei visitatori di quest’anno ha già salvato la data e ha dichiarato che intende assolutamente ritornare.

fonte: https://www.biofach.de/en/news/press-releases/organic-food-and-natural-fwhbilsdi1_pireport

 

La grande kermesse fiorentina apre la stagione 2018

La grande kermesse fiorentina apre la stagione 2018

Dal 23 al 25 Marzo 2018 – ore 10.00/19.00 

In una fase di grande crescita della produzione e consumo di prodotti biologici e biodinamici FIRENZE BIO offre, in una vetrina di grande prestigio, l’occasione per un approfondimento sui temi legati al benessere, dall’alimentazione alla cura del corpo, dall’educazione alla sicurezza.

Non solo mostra mercato ma una serie di eventi che coinvolgeranno gli splendidi spazi della Fortezza da Basso e il resto della città. Convegni, degustazioni, cooking show, special parties nelle sale monumentali della Fortezza, iniziative nelle scuole, menù dedicati in oltre 50 ristoranti della città, il coinvolgimento delle più importanti realtà produttive del paese.

E intorno semplicemente Firenze.

visita il sito: https://www.firenzebio.com