Suolo e Salute

Mese: Febbraio 2017

Primo Marzo: appuntamento a Rimini e Roma con la formazione per il settore bio

Con la crescita del mercato biologico italiano, le opportunità per entrare nel mercato si sono moltiplicate. Un miliardo di euro il valore delle vendite dei prodotti bio nella GDO (dati 2016). Il 74% delle famiglie sceglie l’agroalimentare biologico almeno una volta, nel corso di 12 mesi. La crescita complessiva del settore registra punte del +19% nell’ultimo biennio. Per sfruttare a pieno le potenzialità del settore, occorre però essere formati e preparati in maniera adeguata. Appuntamento il primo marzo, a Rimini e Roma, con due eventi di formazione per tutti gli interessati.

Il primo corso riguarderà la certificazione e i controlli nel settore. Il secondo si concentrerà invece sulla redditività delle aziende. Ecco tutti i dettagli.

Certificazione e controlli: l’appuntamento romano

A Roma, a partire dalle 9:30, si svolgerà il corso formativo dal titolo “Il biologico, la certificazione e i controlli”. Si tratta del secondo appuntamento con questo evento di formazione e informazione. Durante il workshop sarà presentato il progetto Life ORGANIKO 2015-2019, il cui obiettivo è rilanciare l’agricoltura biologica e i suoi prodotti, con lo scopo finale di implementare tutte le strategie a nostra disposizione per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. ORGANIKO è un progetto co-finanziato dal Programma Life+ dell’Unione Europea. Coordinato dal Politecnico dell’isola di Cipro, ha tra i partner il Kyoto Club, il Ministero dell’Ambiente cipriota e il locale Istituto di Ricerche Agricole del Ministero cipriota dell’Agricoltura.

L’evento romano si terrà presso la sala di FederBio in via Livenza 6, a Roma. Tra i relatori, anche Alessandro D’Elia di Suolo e Salute, che interverrà sulla “Procedura di Certificazione e i controlli del biologico”, a partire dalle ore 11:30.

Per partecipare al corso, è necessario registrarsi inviando una mail a e.barchiesi@kyotoclub.org. L’iscrizione dovrà pervenire entro le 12 di giovedì 23 febbraio.

“Diamoci al Bio!”: l’appuntamento riminese

A Rimini, invece, sempre il primo marzo, a partire dalle ore 17, si terrà un convegno dal titolo “Diamoci al Bio! Migliora qualità e redditività della tua azienda agricola”. Appuntamento in via Marecchiese 227, presso l’Auditorium di RiminiBanca, organizzatrice dell’evento.

All’evento interverranno Gianluca Conti, il direttore generale di RiminiBanca; Paolo Carnemolla, presidente FederBio, con un intervento dal titolo “Il settore del biologico di fronte alle sfide del mercato”; Mauro Conti, direttore Bit, che relazionerà sul “Supporto del Credito Cooperativo per la crescita del settore”. Seguiranno diverse testimonianze dal territorio degli imprenditori agricoli bio.

Per iscriversi, è necessario compilare il form presente al link: https://www.riminibanca.it/news/eventobio-2017/

FONTI:

http://www.suoloesalute.it/bio-un-mercato-sicuro-convegno-assobio-adm-bologna/

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1120

http://www.feder.bio/agenda.php?nid=1121

http://www.feder.bio/files/1873.pdf

Progetto Life+ ORGANIKO

Progetto Life+ ORGANIKO


Rilanciare l’agricoltura biologica ed i suoi prodotti nel contesto delle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici

Il progetto 2015 – 2019 ORGANIKO – Rilanciare l’agricoltura biologica ed i suoi prodotti nel contesto delle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici, è co- finanziato dal Programma Life+ dell’Unione Europea ed ha come obiettivi specifici:

  1. Lo sviluppo di un piano strategico nazionale di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici in agricoltura attraverso il potenziamento dell’agricoltura biologica e dei suoi prodotti nell’economia cipriota.
  2. La valutazione, utilizzando sul campo specifici indicatori di mitigazione, delle performance comparate del biologico.
  3. La dimostrazione dei vantaggi di produzioni biologiche selezionate nella diminuzione dell’impatto sulla salute dei bambini dei pesticidi con contenuto di fosfati.
  4. L’elaborazione, nel rispetto dei bisogni degli agricoltori locali, di protocolli per produzioni biologiche di grande importanza a Cipro (mele e orzo).
  5. Il trasferimento efficiente di conoscenze attraverso la messa in rete delle comunità scientifiche, degli stakeholder e del pubblico in generale, sia a Cipro che in Italia.
  6. Monitorare, prima e durante l’attuazione del progetto, la situazione a Cipro con riferimento agli ostacoli affrontati dagli stakeholder tecnici e la percezione dei consumatori.

ORGANIKO é coordinato dal Politecnico di Cipro ed i partner del progetto sono il Ministero dell’Ambiente cipriota, l’Istituto di Ricerche Agricole del Ministero cipriota dell’Agricoltura e Kyoto Club.
Tutti i dettagli sono disponibili sul sito del progetto: http://organikolife.com/en/

2° corso formativo – Il Biologico, La Certificazione e i Controlli

Sala: FEDERBIO – Via Livenza, 6 -00198 – Roma Mercoledì, 1marzo 2017 – 9:30 – 13:30 Programma al 9 febbraio 2017

9:30 – Registrazione dei partecipanti

10:00–10:15 – Saluti e introduzione al progetto Life ORGANIKO – La valenza climatica delle coltivazioni biologiche – a cura di Kyoto Club

10:15–10:45 – Presentazione del Rapporto Sinab BIO IN CIFRE 2016 – A cura di SINAB

10:45–11:15 – Le priorità di intervento e la certificazione biologica – A Cura di FEDERBIO

11:15–11:30 – Domande, risposte, discussione con il pubblico.

11:30–12:30 – La Procedura di Certificazione e i controlli del biologico – Alessandro D’Elia – SUOLO E SALUTE

12:30-13:00 – Il Biologico, il punto di vista e le esperienze dei produttori – Vincenzo Vizioli – Presidente AIAB

13:00-13:30 – Domande, risposte, discussione con il pubblico e conclusioni.

Per registrarsi mandare una mail a: e.barchiesi@kyotoclub.org entro e non oltre le ore 12:00 di giovedì 23 febbraio 2017

 

Offerta formativa per le aziende agricole Toscana

Corsi, Coaching e Workshop. Scegli l’offerta formativa che fa per te.

APAB, specializzata nell’erogazione di corsi in agricoltura biologica e biodinamica, in collaborazione con FEDERBIO e A.N.C.I. offre
CORSI DI FORMAZIONE GRATUITI in AGRICOLTURA BIOLOGICA e BIODINAMICA.
Se sei una azienda in Toscana, puoi accedere a questa offerta formativa. Prossimamente questi corsi saranno attivati in altre regioni in Italia.

Il biologico e biodinamico è il settore agroalimentare che non ha subito alcun danno dalla crisi economica e che ha, al contrario, dato risultati costantemente in crescita; esso rappresenta oggi la risposta imprenditoriale più attuale ed economicamente capace di dare un futuro anche alle piccole e medie aziende agricole.

P.S.R. regionali destinano quote crescenti di contributi alle gestioni aziendali innovative, a basso impatto ambientale e in grado di dare valore aggiunto ai prodotti: obiettivi questi tutti raggiunti dall’agricoltura biologica e biodinamica.

Alle  aziende che intendono adottare il metodo biologico e biodinamico servono però competenze realiottenibili solo attraverso un’adeguata preparazione.Per questo chiediamo (al fine di presentare il progetto formativo) una preadesione formale ENTRO IL 20 FEBBRAIO 2017 degli agricoltori, imprenditori agricoli, dipendenti di Enti gestori di territorio (comuni, enti parco ed enti gestori dei siti Natura 2000) compilando il modulo online qui sotto indicato.
Se il programma di corsi verrà approvato dalla Regione Toscana allora si procederà all’iscrizione definitiva e alla attuazione dei corsi.
I corsi presumibilmente si terranno, se il progetto verrà approvato,  a partire dall’autunno-inverno 2017 fino alla prima parte del 2018.

APAB è il partner ideale in grado di fornire questi corsi di formazione progettati in forma specifica per le aziende agricole

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Solution search: un premio da 30mila dollari per la promozione della biodiversità

Solution Search cerca una soluzione che sia in grado di ridurre la perdita di biodiversità in atto sul pianeta, prevenire l’erosione del suolo e, allo stesso tempo, alimentare una popolazione in crescita. L’obiettivo è ambizioso. La call prevede diversi premi in denaro per coloro che sapranno presentare innovazioni e cambiamenti in diverse attività umane.

Ecco i dettagli e come presentare domanda.

Solution Search per un mondo che cambia

L’agricoltura ha oggi due possibilità di sviluppo. C’è la coltivazione biologica, rispettosa dell’ambiente e della salute umana, che guarda al futuro e cerca di affrontare i grandi temi dei cambiamenti climatici. C’è poi l’agricoltura intensiva che «resta una delle più grandi minacce all’ecosistema e alla biodiversità», leggiamo sul sito di Solution Search.

Ecco perché il premio “Farming for Biodiversity”, l’agricoltura per la biodiversità, nasce come tentativo di promuovere una filiera agroalimentare rispettosa del pianeta in cui viviamo.

Con la crescita della popolazione mondiale, e il conseguente incremento della richiesta di cibo, all’agricoltura sono stati imposti ritmi incrementali, che hanno portato a un maggiore impatto sull’ambiente. Le pratiche agricole devono cambiare, per prevenire ulteriori perdite di biodiversità e salute ambientale.

«Eppure, il cambiamento dei comportamenti in questo settore è spesso inibito dalla mancanza di conoscenza delle soluzioni alternative e del valore che l’agricoltura ha per la biodiversità. Solution Search è stato creato per cambiare questa prospettiva».

30mila $: il Grand Prize di Solution Search

A questo scopo, in collaborazione con IFOAM, Rare, Save The Children e altri enti pubblici e organizzazioni non governative, è stato istituito il riconoscimento Farming for Biodiversity, volto a premiare soluzioni innovative che preservino la biodiversità.

«Raccontaci come hai promosso l’innovazione nelle attività umane (incluse le tue) per assicurare raccolti sostenibili e sicurezza alimentare conservando, rafforzando e/o ripristinando la biodiversità».

Le categorie in cui presentare i propri progetti sono suddivise in 4 aree tematiche:

  • Impatto sociale
  • Impatto sulla biodiversità
  • Sicurezza alimentare/Impatto nutrizionale
  • Impatto sulle scorte d’acqua

Alle migliori soluzioni offerte in ciascuna categoria, i proponenti offrono un premio da 15mila dollari. C’è poi un Grand Prize finale da 30mila dollari, assegnato da un panel di giudici, esperti del settore, e da una giuria popolare. L’ultimo premio previsto è per il progetto migliore che sarà sottoposto in anticipo: la scadenza in questo caso è al 10 febbraio 2017. Sarà in ogni caso possibile presentare la propria candidatura ancora fino al 10 marzo.

Al link, maggiori informazioni sul premio e sulle possibilità di candidatura: http://solutionsearch.org/contest/farming-biodiversity

FONTI:

https://www.ifoam.bio/en/news/2017/02/02/solution-search-contest-farming-biodiversity-grand-prize-winner-will-receive-30000

http://solutionsearch.org

https://www.rare.org/about#.WJnzmlXhC1s

Contaminazione da pesticidi: colpito un terzo della nostra frutta e verdura

Tractor fertilizes crops corn in spring

Stop Pesticidi. Analisi dei residui di pesticidi negli alimenti e buone pratiche agricole”. Si intitola così il tradizionale report di Legambiente sulla contaminazione da pesticidi dei prodotti ortofrutticoli e trasformati. Un report in chiaroscuro: aumentano le superfici coltivate a bio, ma allo stesso tempo vengono individuati più campioni fuorilegge. E torna a crescere il ricorso ai prodotti chimici nell’agricoltura italiana.

Vediamo le principali evidenze emerse dal report.

Contaminazione da pesticidi: salute umana e ambientale a rischio

L’analisi di Legambiente riporta i dati che le Agenzie per la Protezione Ambientale e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali hanno raccolto nel 2015. Le risultanze finali parlano di una contaminazione da pesticidi in aumento.

Il report riporta i risultati delle analisi di 9608 campioni da agricoltura convenzionale: prodotti ortofrutticoli, prodotti trasformati e miele. Rispetto all’anno precedente, nel 2015 è stato registrato un aumento dei campioni irregolari dallo 0,7% all’1,2%. Per campioni irregolari si intende la presenza di almeno un residuo chimico che supera i limiti di legge.

Di contro, sale anche la quota di prodotti analizzati che non presenta alcun residuo chimico: si passa dal 58% del 2014 al 62,4% dell’anno successivo. In diminuzione anche i campioni regolari che però presentano almeno un residuo – dal 18,8 al 16,5% – e i multiresiduo totali – dal 22,4 al 19,9%.

È  la frutta il comparto dove si concentra la maggiore incidenza della contaminazione da pesticidi. Nel 58,4% dei campioni analizzati, infatti, è stato individuato almeno un residuo. Nel complesso, la filiera ortofrutticola presenta residui nel 36,4% dei casi. Ciò vuol dire che più di un terzo della frutta e verdura che consumiamo è contaminata da almeno una sostanza, anche se la concentrazione rientra nei limiti di legge.

Il “caso” tè verde

L’impiego di prodotti chimici in agricoltura ha visto, in Italia, un trend positivo nell’ultimo periodo. Dal 2010 al 2013, infatti, la diminuzione dell’impiego è stata pari al 10%. Gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2014, fanno temere però un’inversione di tendenza: 3 anni fa, in Italia veniva registrato un aumento di circa 12mila tonnellate rispetto ai 12 mesi precedenti.

I prodotti più impiegati: fungicidi (65mila tonnellate), erbicidi (24,2 mila ton) insetticidi e acaricidi (22,3 mila ton), altri prodotti chimici (18,2 mila ton). L’Italia è terza in Europa per vendita di pesticidi chimici, con il 16,2% del totale del mercato comunitario. Fanno peggio solo Spagna (19,9%) e Francia (19%).

I casi più eclatanti di contaminazione dei prodotti ortofrutticoli e trasformati, vengono in ogni caso registrati dai paesi extra Ue. Il tè verde importato analizzato da Legambiente ha registrato la presenza di 21 diversi residui chimici. Altri casi eclatanti: bacche, 20 residui; cumino, 14 sostanze; ciliegie, 13; lattughe e pomodori, 11; uva, 9.

Agricoltura bio per ridurre la contaminazione

Dal report Legambiente si evince chiaramente come il massiccio impiego di prodotti chimici in agricoltura non abbia effetti solo sulla salute dell’uomo. Bisogna infatti tener conto anche delle ricadute negative per l’ambiente. In che modo tali sostanze si accumulano nel suolo? Quanto influiscono sulla biodiversità? Quanto, invece, sulla fertilità e l’erosione dei terreni?

A questa e altre emergenze, può rispondere solo un’agricoltura basata sul rispetto dell’ambiente e l’assenza di formulati chimici: ne è convinta la presidente di Legambiente, Rossella Muroni. Presentando il dossier della ong a Roma, Muroni ha dichiarato:

«Lo studio presentato evidenzia inequivocabilmente gli effetti di un vuoto normativo: non esiste ancora una regolamentazione specifica riguardo l’impiego simultaneo di più principi attivi sul medesimo prodotto. La conseguenza è che possono essere definiti come “regolari”, e quindi commercializzati, prodotti contaminati da più principi chimici, purché abbiamo concentrazioni entro i limiti di legge. Le alternative all’uso massiccio dei pesticidi non mancano. La crescita esponenziale dell’agricoltura biologica e delle pratiche agronomiche sostenibili sta dando un contributo importante alla riduzione dei fitofarmaci e al ripristino della biodiversità e alla salute dei suoli».

FONTI:

https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/stop-pesticidi-presentato-il-dossier-di-legambiente-sulla-contaminazione-da-pes

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/01/31/legambiente-13-frutta-e-verdura-con-tracce-di-pesticidi_cd7da196-bfd9-4fbd-9441-916dff22153e.html

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/stop_pesticidi_rapporto_2017.pdf

Mais Ogm: Italia vota a favore. Le reazioni di Carnemolla e Greenpeace

Lo scorso 27 gennaio, i rappresentanti degli Stati membri si sono riuniti per approvare o respingere l’introduzione in Europa di tre tipologie di mais Ogm resistenti a parassiti. Si è trattato del primo voto con le nuove regole concernenti la possibilità dei singoli Paesi di rifiutare la coltivazione dei prodotti sui rispettivi territori nazionali. Anche in presenza di un’autorizzazione da parte dell’Ue.

Mais Ogm: spaccatura tra gli Stati membri

Gli stati membri non sono riusciti a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria.

Durante la sessione, alcuni dei Paesi che hanno vietato il mais Ogm sul proprio territorio hanno votato a favore. Tra questi, l’Italia e l’Olanda.

Il voto ha dimostrato una spaccatura dei rispettivi governi sul tema.

La delusione del comparto bio italiano

Il voto dell’Italia a favore delle tre tipologie di mais Ogm non è stato accolto con favore dal comparto bio nazionale.

Paolo Carnemolla, presidente Federbio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica), evidenzia in una nota la gravità della posizione italiana, attribuendo parte della responsabilità al ministro della Salute , Beatrice Lorenzin “da sempre schierata a favore di Ogm e glifosato”.

Secondo il presidente della Federazione, questo radicale cambiamento di posizione da parte dell’Italia potrebbe essere, almeno in parte, considerato un ennesimo “danno collaterale” della catastrofe del terremoto e delle nevicate in Centro Italia: “Mentre i ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente Martina e Galletti sono impegnati con queste emergenze e il dramma di un tessuto economico e sociale devastato e da ricostruire, la ministra Lorenzin ha avuto modo con un blitz di spostare a favore degli Ogm un equilibrio fra componenti del governo già messo a dura prova all’epoca del voto sull’autorizzazione per il glifosato”.

Ogm e glifosato: il connubio che “confonde” l’Europa

Ma non è tutto. Per Carnemolla, l’acquisizione tedesca della Monsanto potrebbe aprire nuovi scenari preoccupanti in tema di Ogm.

Com’è noto, afferma nella sua nota, glifosato e mais Ogm della Monsanto sono da sempre collegati. Le piante sono selezionate in modo tale che si possa usare una grande quantità del principio chimico. Lo stesso che lo Iarc ha definito come probabilmente cancerogeno per gli esseri umani.

Ora che la multinazionale americana è stata acquisita dalla tedesca Bayer, ci ritroviamo in casa enormi interessi economici e soprattutto enormi conflitti di interesse. Il fatto è che anche sulla questione degli Ogm l’Europa non riesce a prendere una posizione univoca e chiara. Del resto, quando la politica balbetta è tempo favorevole di scorribande per i sempre più potenti e solitari padroni della chimica e della genetica, non solo in campo agricolo” conclude il presidente di Federbio.

La reazione di Greenpeace

Anche Greenpeace condanna il voto dell’Italia: “Il voto italiano a favore della coltivazione dei tre mais OGM, oltre a dare la zappa sui piedi all’agricoltura europea, è pura ipocrisia, dato che in Italia queste colture sono già vietate. Come spiega il ministro Martina questo autogol?”.

Questa la reazione di Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile Greenpeace Italia, che evidenzia, inoltre, come i cittadini europei, italiani in testa, chiedano agricoltura sostenibile. Proprio per questo, la Commissione Ue non dovrebbe “voltare pagina sugli OGM una volta per tutte, e concentrare urgentemente i propri sforzi sull’agricoltura ecologica”.

La risposta del Ministero

Da parte sua, il dicastero sembra aver chiarito diversamente la sua posizione.

Il ministero delle Politiche agricole ha confermato oggi il suo approccio rispetto alla coltivazione di Ogm in campo, dando come indicazione di voto l’astensione, che equivale da sempre alla contrarietà nel comitato competente Ue dove votano i ministeri della salute europei”. Questa la dichiarazione riportata da Repubblica.

 

FONTI:

http://www.feder.bio/comunicati-stampa.php?nid=1118

http://www.huffingtonpost.it/paolo-carnemolla/italia-per-la-prima-volta-pro-ogm-grazie-lorenzin_b_14546590.html

http://www.repubblica.it/ambiente/2017/01/27/news/ogm_ue_si_spacca_e_non_decide_su_tre_mais_transgenici-157020391/

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Commissione-Ue-non-ottiene-sostegno-per-nuove-colture-OGM-Brutto-scivolone-dellItalia-che-ha-votato-a-favore-degli-OGM/