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Category: UE

Fusione Bayer-Monsanto, chiesta autorizzazione a UE. Gli ambientalisti: “Un matrimonio all’inferno”

La multinazionale tedesca Bayer AG ha richiesto ufficialmente all’Unione Europea l’approvazione della fusione con Monsanto.

L’operazione era stata chiusa nel settembre del 2016. Il colosso chimico e farmaceutico tedesco pagava 128 dollari per azione per accaparrarsi il colosso americano delle sementi e degli agrofarmaci. Costo totale dell’operazione: 66 miliardi di dollari.

Il gigante dell’agrochimica nato dalla fusione, se questa dovesse essere definitivamente approvata, controllerà il 24% del mercato dei pesticidi e il 29% del mercato dei semi.

Fusione Bayer Monsanto: la parola passa all’UE

Sarà ora la Commissione europea a doversi esprimere sulla richiesta di autorizzazione per la fusione. In un comunicato Bayer, che ha annunciato la richiesta presentata dalla multinazionale, i vertici del colosso tedesco hanno dichiarato di voler continuare “a lavorare a stretto contatto con le autorità europee per chiudere l’acquisizione prima della fine del 2017”.

La decisione della Commissione dovrebbe arrivare entro la fine del 2017. Intanto, Carles Esteva Mosso, vice direttore generale con delega alle fusioni presso il dipartimento per la competitività della Commissione, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’accordo.

Sottolineando che sarebbe sbagliato pensare che l’accordo porterà a soli 4 competitor globali il numero di aziende che si occupano di difesa delle coltivazioni. Infatti, spiega, “per l’80% dei raccolti europei sono già 4 o meno i player globali capaci di produrre e innovare”.

Trattandosi di una fusione tra aziende di diversa nazionalità, la Bayer ha dovuto richiedere un’autorizzazione specifica anche dagli Stati Uniti. Secondo Bloomberg, il Dipartimento della Giustizia americano potrebbe chiederealla multinazionaledi vendere alcuni asset prima di consentire la manovra, con l’obiettivo di ridurre le preoccupazioni in termini di competitività.

Come si muoverà invece l’Unione Europea? Difficile a dirsi. Di recente, la Commissione ha approvato la mega-fusione tra Dow e DuPont, un affare da 130 miliardi di dollari,dopo che quest’ultima ha assicurato alle istituzioni europee importanti disinvestimenti nel business degli agrofarmaci.

Fusione Bayer-Monsanto: “Un matrimonio all’inferno”

Friends of the Earth Europe, network ambientalista continentale, ha indirizzato una lettera alla Commissione Europea a nome di più di 200 organizzazioni che rappresentano coltivatori, allevatori, apicoltori e sigle ambientaliste, per fermare la l’accordo tra Bayer e Monsanto.

Questa fusione sarebbe un matrimonio all’inferno, ha dichiarato Adrian Bebb di Friends of the Earth. “Bayer e Monsanto detengono già un potere enorme sui nostri sistemi agroalimentari e la loro unione sarebbe una pessima notizia per cittadini, coltivatori e ambiente”. Tutti gli occhi, ora, sono puntati su Margrethe Vestager, Commissario Europeo alla Concorrenza. Bebbe scrive che Vestager “deve fermare questa fusione per impedire alle mega-corporation di impossessarsi di una fetta ancora più grande delle nostre campagne e della nostra filiera alimentare”.

FONTI:

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2017/06/30/bayer-chiesta-lautorizzazione-allue-per-la-fusione-con-monsanto_1e8f2f8d-b8e6-4f7d-b0b3-1277e0ab2cb9.html

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-09-14/verso-l-accordo-la-fusione-bayer-e-monsanto-124141.shtml?uuid=ADmdsIKB

http://www.affaritaliani.it/affari-europei/la-commissione-ue-analizzeremo-la-fusione-bayer-monsanto-440929.html?refresh_ce

https://www.theguardian.com/global-development/2017/mar/27/eu-greenlights-dow-dupont-mega-merger-food-security-fears-climate-change

https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-06-30/bayer-seeks-eu-blessing-for-66-billion-monsanto-takeover

http://www.foeeurope.org/monsanto-bayer-notify-eu-plan-merge-300617

Francia: stop all’importazione di ciliegie trattate con dimetoato

ciliegie franciaVietato importare ciliegie dai Paesi in cui è autorizzato il trattamento con dimetoato. È la decisione del governo francese che, lo scorso 21 aprile, ha pubblicato un decreto che sospende l’importazione e la commercializzazione di prodotti potenzialmente contaminati dall’insetticida.

Il dimetoato è un insetticida appartenente alla classe dei fosforganici ed è ampiamente adoperato contro diverse tipologie di insetti fitofagi.

Già lo scorso febbraio, la Francia aveva deciso di vietare l’uso del prodotto sugli alberi di ciliegio presenti sul proprio territorio. Ora, arriva il blocco anche per gli alimenti potenzialmente trattati e importati dai Paesi in cui il dimetoato è attualmente consentito. Sono escluse dal divieto le ciliegie biologiche.

La decisione è stata motivata in parte dal fatto che i residui del dimetoato attualmente consentiti, “non sono probabilmente sufficienti per assicurare la protezione dei consumatori”.

A metà aprile, il Comitato permanente dell’Ue per le piante, alimenti e mangimi, si è riunito per discutere la richiesta della Francia di vietare l’utilizzo della sostanza su frutta e verdura in tutta l’Unione Europea e bloccare la vendita delle ciliegie trattate.

La discussione si è conclusa con un nulla di fatto, dato che la Commissione si è dichiarata contraria alla richiesta di misure di emergenza, non ritenendo sufficienti le argomentazioni francesi.

Alla base della richiesta vi era l’incertezza sulle proprietà tossicologiche di tre metaboliti e sulla loro azione sul sistema nervoso centrale e su quello periferico.

La Francia ha comunque sostenuto la propria posizione, forte del parere emesso due giorni prima dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)  secondo cui “i dati non sono sufficienti per escludere chiaramente un rischio per i consumatori”.

Così, il 21 aprile scorso, ha deliberato il divieto d’importazione di ciliegie da Paesi in cui il dimetoato è autorizzato. La Francia, il primo e attualmente l’unico ad aver adottato tale provvedimento, importa ciliegie principalmente da Italia, Spagna e Turchia.

Il ministro dell’agricoltura, Stéphane Le Foll, ha spiegato che il provvedimento mira a protegge i consumatori e a difendere l’interesse dei produttori. In un comunicato, ha inoltre aggiunto che, ad oggi, anche Spagna, Italia, Grecia e Slovenia hanno annunciato l’intenzione di non autorizzare il dimetoato sulle ciliegie.

Fonti:

http://www.ilfattoalimentare.it/francia-ciliegie-dimetoato.html

https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do;jsessionid=E9D9902D98E511F3C9008094BC70505C.tpdila09v_3?cidTexte=JORFTEXT000032439552&dateTexte=&oldAction=rechJO&categorieLien=id&idJO=JORFCONT000032438891

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2016/04/29/prodotti-fitosanitari-niente-dimetoato-contro-la-mosca-del-ciliegio/48521

http://agriculture.gouv.fr/suspension-de-limportation-des-cerises-traitees-au-dimethoate

Per un’Europa più biologica

Map Of Europe Painted On Hands Showing Concept Of Europe In Our Hands
Map Of Europe Painted On Hands Showing Concept Of Europe In Our Hands

In questi giorni, IFOAM sta promuovendo la sua campagna “Making Europe More Organic“, nata per promuovere un cambiamento, a livello europeo, che garantisca ai consumatori cibo più sano, all’ambiente un sistema produttivo più sostenibile e ai produttori equi mezzi di sussistenza.

L’appello, in sintesi, è quello di unirsi per garantire ed appoggiare lo sviluppo del biologico in Europa, attualmente messo a dura prova dalle pressioni e dagli interessi delle lobby.

La partecipazione alla campagna e il sostegno a IFOAM servono a:

  • Combattere la crescita dell’uso di organismi geneticamente modificati in Europa e proteggere gli agricoltori biologici dalla contaminazione OGM.
  • Assicurare che le legislazioni europee e nazionali non discriminino la produzione di sementi biologiche e tradizionali.
  • Assicurare che i regolamenti comunitari per l’agricoltura biologica riflettano i bisogni reali dei produttori di settore.

Mentre il mercato cresce, fa sapere l’Organizzazione, il consumo e la produzione di alimenti biologici sono a rischio. A Bruxelles, nel 2012, il settore agricolo ha speso 200 milioni di euro per attività di lobby.

Nello stesso anno, invece, la sola organizzazione che rappresenta il biologico a livello Europeo, IFOAM EU per l’appunto, ha gestito un budget totale di meno di 1 milione di euro.

La domanda di alimenti biologici in Europa registra anno dopo anno nuovi record di crescita. Una cosa che, però, non si può dire della produzione che non riesce a mantenere gli stessi ritmi elevati. Il vero cambiamento si può operare solo attraverso un impegno maggiore, soprattutto a livello politico.

Appoggiare la campagna serve a:

  • sostenere la diversità dei semi e la biodiversità
  • contribuire a mantenere gli OGM fuori dal nostro mercato alimentare e dai campi
  • sostenere la semplificazione e l’integrità del regolamento europeo del biologico
  • garantire che gli agricoltori biologici siano i veri titolari del regolamento europeo
  • incoraggiare lo sviluppo di standard di qualità per i prodotti alimentari e non alimentari biologici

Ognuno di noi può giocare un ruolo fondamentale nel “Costruire un’Europa più Biologica”.

Fonti:

http://www.organiceu.org/it/

http://www.ifoam-eu.org/sites/default/files/ifoam_eu_newsletter_april_2016.pdf?amp%3Bqid=305551#page=21

Xylella fastidiosa: Bruxelles avvia una procedura d’infrazione contro l’Italia

Xylella-fastidiosa-olivoL’Italia entra nel mirino di Bruxelles. Lo scorso 10 dicembre, l’Ue ha inviato al ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, una lettera di messa in mora, primo passo della procedura d’infrazione. L’oggetto del richiamo da parte della Commissione Europea è la vicenda inerente il contenimento della Xylella fastidiosa, il batterio che ha portato all’essiccazione di centinaia di piante di ulivo in Salento.

Secondo l’Ue, l’Italia non starebbe rispettando pienamente gli obblighi previsti dal piano di eradicazione della Xylella.

La decisione si basa sui risultati dell’ispezione effettuata dall’Ufficio veterinario europeo lo scorso novembre, che saranno diffusi nei prossimi giorni, e sulla valutazione della Commissione europea.

La lettera di messa in mora formalizza la procedura a carico dell’Italia che ora rischia pesanti sanzioni, anche finanziarie. Secondo quanto si apprende in ambienti della Commissione “l’iniziativa va letta alla luce della grande preoccupazione che c’è nell’Esecutivo Ue per le prossime sentenze dei Tribunali amministrativi italiani che potrebbero imprimere nuovi stop alle azioni previste per il contenimento del batterio, primo fra tutti l’abbattimento degli ulivi”.

L’Italia ora ha 60 giorni di tempo per rispondere alla lettera di messa in mora. Se la procedura andrà avanti, nei prossimi mesi sarà inviato un parere motivato. Successivamente, si arriverà alla formalizzazione dei rilievi che, in assenza di risposte da parte dello Stato membro, farà pervenire l’intera questione dinanzi alla Corte di Giustizia Ue.

Come fa sapere Bruxelles: “Questa prima lettera di messa in mora è una richiesta di intervento e nulla toglie che di fronte a una forte presa di posizione e assunzione di responsabilità da parte dello stato membro che l’intera procedura possa essere sospesa“.

Non è tardato il commento della Coldiretti secondo cui “l’Unione Europea colpisce l’Italia per coprire i propri errori di fronte ad emergenze fortemente sottovalutate. Sulla Xylella Bruxelles ha a lungo tentennato sull’attuazione di norme sanitarie a protezione dei confini dal contagio della malattia che proveniva da paesi extra-Ue“.

Come ricorda Il Fatto Quotidiano, in molti ambienti del settore si ritiene che l’abbattimento degli alberi sia superfluo, una soluzione troppo impattante, soprattutto nei territori in cui la Xylella si è insediata da tempo.  Proprio per questo motivo, la Regione Puglia ha dato vita ad una task force di esperti di diversa estrazione, per cercare soluzioni di convivenza con il patogeno, non potendo più essere possibile la sua eradicazione. 

Alcune sperimentazioni hanno già dato risposte importanti sulla capacità di ripresa degli ulivi. Questi alberi per il Salento rappresentano la storia, l’economia, il turismo, la cultura e il paesaggio del territorio. Una cosa che bisognerà cercare di far comprendere a Bruxelles, se si vorranno evitare grosse sanzioni.

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-12-11/xylella-italia-mirino-ue-073934.shtml?uuid=AC63GHrB

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/10/xylella-ue-mette-in-mora-litalia-non-fatto-abbastanza-per-contenere-batterio/2293438/

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/12/10/xylella-l-ue-avvia-la-procedura-d-infrazione-contro-l-italia/46835

I volontari da tutta Europa incontrano il biologico direttamente nelle aziende agricole

volontari europeiCome parte della loro esperienza della durata un anno, i volontari europei della IFOAM UE hanno alloggiato in una fattoria biologica locale
per conoscere meglio la realtà della produzione biologica.
Hanno avuto a che fare con alimenti e mangimi per una settimana intera nel mese di settembre del 2015.
Questa è la loro esperienza dalle loro stesse parole:
“La fattoria dove abbiamo alloggiato era davvero impressionante. Oltre al fatto che il proprietario stava producendo quasi
tutti i tipi di verdure che si può pensare, ha un negozio biologico davvero bello, dove sta vendendo non solo i suoi
prodotti, ma anche prodotti delle aziende biologiche della regione. E ‘davvero interessante vedere come sono
uniti e come si aiutanoi a vicenda. Fondamentalmente nel mezzo del nulla, si ha la possibilità di sperimentare
più che osservare come esattamente il biologico viene applicato ai lavori agricoli, ad esempio attraverso l’utilizzo di determinati fiori.

L’esperienza nella fattoria all’interno del nostro Volontariato Europeo in IFOAM EU  potrebbe essere divisa in due parti. In primo luogo, è stata una grande possibilità di vedere lo
stile di vita degli agricoltori locali e il loro modo di vivere per una settimana. Per me è stata una grande sorpresa come un agricoltore (con l’aiuto di soli
2  lavoratori permanenti a part time) sia in grado di gestire un così grande fattoria (e in più con 3 serre, gli animali domestici, una panetteria
e un negozio). Mi sono reso conto che l’agricoltura biologica per una agricoltore non è solo un’etichetta, è un modo di vivere. Incluso anche
la responsabilità in più circa l’uso e le tecniche gestione dei rifiuti.

Il servizio volontario europeo è finanziato dal programma Erasmus + dell’Unione europea.

I fondi UE per la ricerca dovrebbero essere spesi per l’agricoltura biologica

Aumentare gli investimenti nella ricerca per l’agricoltura biologica contribuirà a fornire risposte a molte questioni ambientali e sociali affrontate dai sistemi agricoli in Europa: lo dice un nuovo studio presso l’Universitè Catholique de Louvain (BE) e il Centro di ricerca biologica (UK). Lo studio è stato commissionato dal Partito dei Verdi al Parlamento europeo e rivela un paradosso tra il potenziale e l’attuale livello di investimenti di ricerca in agricoltura biologica.Agricoltura_ricerca_innovazione

Secondo lo studio, prove scientifiche dimostrano che l’agricoltura biologica è in una posizione migliore per affrontare le sfide della sostenibilità di agricoltura convenzionale. Funziona meglio sull’impatto ambientale, per la riduzione l’uso di antibiotici, per la qualità del cibo e la creazione di occupazione. Ma nonostante la sua migliore predisposizione e prestazione l’agricoltura biologica riceve solo da 1 a 5% dei bilanci nazionali per la ricerca agricola. Un maggiore finanziamento della ricerca consentirebbe al biologico di essere più produttivo ed aiutare l’UE a rendere i sistemi alimentari più sostenibili.

“Il settore alimentare e l’agricoltura biologica è un punto fondamentale nella transizione verso sistemi alimentari sostenibili”, commenta Eduardo Cuoco, capo della segreteria TP Organics: “Nel 2014, TP Organics ha pubblicato un’agenda strategica di ricerca e innovazione per l’agricoltura biologica. L’agenda mostra che il settore biologico ha molto da offrire per tutta dell’agricoltura, sia in termini di progettazione di sistemi di produzione più sostenibili, e per la progettazione di modelli di business resilienti. Lo studio presentato oggi rileva che l’UE e gli Stati membri investono pochissimo nella ricerca per sviluppare il settore più in crescita degli ultimi anni. Il programma di lavoro Orizzonte 2020 adottato la scorsa settimana conteneva significativamente più budget per l’agricoltura biologica di precedenti programmi di ricerca comunitari, ma è solo un primo passo. Una bella fetta di denaro pubblico dovrebbe essere finalmente destinata allo sviluppo del settore biologico. “