LA DANIMARCA ANCORA PIÙ VERDE
Determinante l’appoggio parlamentare al nuovo governo di Enhedslisten (rosso verdi) e di Alternativet (verdi radicali) per il programma «più ecologista della storia del Regno»
In Danimarca è nato il terzo governo guidato da Mette Frederiksen dopo oltre due mesi di negoziati seguiti alle elezioni di marzo 2026.
Il programma concordato dalla maggioranza prevede una forte enfasi sulla natura, il clima e la protezione dell’ambiente, incluse misure per ridurre la produzione di bestiame, limitare l’uso di pesticidi e rinaturalizzare aree sostanziali del paese.
L’importanza data alle questioni ambientali fa sì che ci siano ministri separati responsabili della Natura e del benessere degli animali, di Clima, energia e utilità – e dell’Ambiente, nomine che promettono di fornire una solida base per un’azione ambientale ambiziosa negli anni a venire.
L’ex ministero dell’alimentazione, dell’agricoltura e della pesca (da cui dipendevano anche i controlli sulla produzione biologica) non esiste più come ministero autonomo, il che riflette una più ampia ristrutturazione delle responsabilità relative alla produzione alimentare, all’uso del suolo e alla gestione della natura.
Il nuovo ministro per l’ambiente è Maria Reumert Gjerding, 48 anni (sinistra verde) già presidente della Società Danese per la Conservazione della Natura, la più grande ONG ambientale del Paese, una dei principali architetti dell’accordo tra i partiti.
Il nuovo ministro per il clima, l’energia e le utility è la centrista Samira Nawa, 38 anni, i cui genitori sono arrivati in Danimarca come rifugiati dall’Afghanistan.
Il ministro per la natura e il benessere animale è il socialdemocratico Christian Rabjerg Madsen, 40 anni.
Ministro degli affari e della competitività è Martin Lidegaard (sinistra radicale), 60 anni.
C’è anche un ministro per la resilienza e la Preparedness (l’essere pronti) a cui capo c’è Lisbeth Bech-Nielsen (sinistra verde), 44 anni.
Come si vede, più donne che uomini e età più basse di quelle a cui siamo abituati dalle nostre parti.
L’esecutivo promette interventi rigorosi sugli allevamenti intensivi e sul benessere animale. Va ricordato che il Paese è stato il primo al mondo a introdurre una tassa sulle emissioni degli allevamenti bovini, con un’aliquota di 300 corone (circa 40 euro) per ogni tonnellata di CO2 (arriverà a 750 corone per tonnellata, circa 100 euro, nel 2035).
Il governo ha annunciato anche maggiori investimenti nella difesa e nella sicurezza, compresa la protezione della Groenlandia (non si sa mai…).
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