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TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Il Paese con più agricoltori biologici? L’India. Quello con la maggior superficie? L’Australia.

Il maggior mercato mondiale? Gli USA. I Paesi col maggior consumo pro capite? Svizzera, Danimarca, Austria.

E molto di più…

 

Come tradizione, a Biofach l’Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica FiBL e IFOAM Organics International hanno presentato la pubblicazione “The World of Organic Agriculture” (Il mondo dell’agricoltura biologica), giunta alla 27ma edizione.

La pubblicazione (che si può scaricare gratuitamente al link indicato più avanti è uno strumento prezioso per gli operatori, i responsabili politici, le autorità competenti, per i ricercatori e i professionisti del settore. Presenta ogni statistica immaginabile: superfici, operatori, scambi internazionali, mercati nazionali, analisi e previsioni per le diverse aree geografiche, approfondimenti sulle principali produzioni (cereali, agrumi, cacao, caffè, legumi secchi, frutta temperata, frutta tropicale e subtropicale, uva, semi oleosi, olive, ortaggi…)

Il volume non si limita a presentare questi dati, ma sottolinea il potenziale dell’agricoltura biologica di contribuire al futuro nell’ambito delle strategie generali di sostenibilità, come gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ONU e la strategia Farm to Fork della UE il suo ruolo nella trasformazione dei sistemi alimentari nel loro complesso.

Si può scaricare (volendo, sono disponibili anche le edizioni degli anni precedenti) a pagina https://www.organic-world.net/yearbook.html.

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

TUTTO QUEL CHE C’È DA SAPERE SULL’AGROECOLOGIA

La direzione generale per i partenariati internazionali della Commissione europea ha pubblicato la Guida operativa UE sull’agroecologia che costituisce un riferimento fondamentale per la trasformazione dei sistemi alimentari

Del concetto di agroecologia non esiste un’unica definizione, ma un gran numero, che riflette le preoccupazioni e le situazioni dei diversi autori e operatori.

Quella concordata dal Gruppo di esperti di alto livello (HLPE) nel 2016 «l’applicazione di concetti e principi ecologici ai sistemi agricoli, concentrandosi sulle interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente, al fine di promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per tutti oggi e domani» è diventata ormai un po’ stretta e ora si preferisce un approccio transdisciplinare, partecipativo e orientato all’azione, con un insieme di pratiche, ma anche un movimento sociale.

La guida combina un quadro teorico e una metodologia pratica per aiutare i decisori politici, i professionisti e i ricercatori a integrare l’agroecologia nei programmi, nel dibattito politico e nelle decisioni di investimento; copre 13 principi agroecologici e li collega alle principali sfide globali, tra cui la resilienza climatica, la biodiversità, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza sostenibili.

Il documento tratta anche della relazione tra agricoltura biologica e agroecologia, trovando punti di convergenza, ma anche possibili divergenze.

I primi: l’agricoltura biologica esclude i prodotti agrochimici di sintesi, mentre l’agroecologia mira a ridurli o sostituirli, anche se alcune delle sue correnti li rifiutano in toto; la corrente più avanzata dell’agricoltura biologica si avvicina all’agroecologia cercando di migliorare la biodiversità, combattere l’erosione, aumentare le sinergie tra i sistemi, utilizzare gli ecosistemi naturali come modelli, ecc.

Di contro, un’altra corrente della cosiddetta agricoltura biologica “industriale” sviluppa pratiche più intensive, con forte meccanizzazione e, sostanzialmente un approccio di sostituzione degli input chimici con input biologici, con minor focus sulla biodiversità, non sfruttando compitamente tutti i benefici (mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento del sequestro del carbonio nel suolo); diversi possono essere anche gli approcci in termini di equità sociale o diritti.

Ricchissima la bibliografia, in massima parte accessibile on line.

La guida è disponibile in inglese e in francese e si può scaricare gratuitamente a pagina https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/bebf7879-bb8c-11f0-b37f-01aa75ed71a1.

CORSO PER TECNICI ISPETTORI DEL BIOLOGICO ALL’UNIVERSITÀ DI FOGGIA: 80 GIOVANI FORMATI PER IL LAVORO NEL SETTORE AGROALIMENTARE

CORSO PER TECNICI ISPETTORI DEL BIOLOGICO ALL’UNIVERSITÀ DI FOGGIA: 80 GIOVANI FORMATI PER IL LAVORO NEL SETTORE AGROALIMENTARE

Concluso il percorso formativo su certificazione biologica e benessere animale promosso dall’Università di Foggia in collaborazione con Suolo e Salute: competenze tecniche subito spendibili e opportunità concrete per l’occupazione giovanile

Si è concluso con successo presso l’Università di Foggia il corso di alta formazione per tecnici ispettori delle produzioni biologiche e del benessere animale, un progetto innovativo che ha coinvolto 80 giovani laureati e laureandi. L’iniziativa, finanziata dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Patto Territoriale del Sistema Universitario Pugliese, è stata coordinata dalla professoressa Mariangela Caroprese, ordinaria di Zootecnia e delegata al placement.

 

Un ponte tra formazione universitaria e mondo del lavoro

L’obiettivo del corso è stato quello di colmare il divario tra formazione accademica e mercato del lavoro, fornendo competenze tecniche immediatamente spendibili. “Abbiamo costruito un percorso formativo coerente con le esigenze delle imprese, per rafforzare l’occupabilità dei nostri studenti”, ha dichiarato Caroprese.

 

Collaborazione con Suolo e Salute e aziende del territorio

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Suolo e Salute s.r.l., il principale ente italiano per la certificazione del biologico. “Abbiamo lavorato per creare opportunità concrete in un territorio ricco di potenziale come quello foggiano”, ha commentato l’AD Alessandro D’Elia.

 

Un percorso pratico e orientato al mercato

Il corso ha previsto 150 ore complessive tra lezioni frontali, attività pratiche in azienda e moduli dedicati alla normativa e alla certificazione biologica. I corsisti hanno ottenuto anche la qualifica di valutatori ISO 9001:2015, grazie a un modulo di 40 ore specifico sulla gestione della qualità.

 

Le prospettive occupazionali per i corsisti

Durante l’evento conclusivo sono intervenute aziende del territorio come Rosso Gargano, Molino Campanaro, Blab, Casa Prencipe e Cooperativa Vaira, pronte a valutare i profili dei partecipanti per eventuali inserimenti lavorativi. “Abbiamo risposto ai reali fabbisogni delle filiere agroalimentari”, ha sottolineato Agostino Sevi, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie.

 

Il ruolo strategico dell’Università di Foggia nella formazione STEM

Soddisfazione anche da parte del rettore Lorenzo Lo Muzio, che ha definito il corso “un ponte concreto tra università e lavoro”. L’iniziativa rafforza il ruolo dell’Ateneo nel promuovere formazione qualificata in ambito STEM e sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla crescita del settore biologico.

 

Per approfondimenti:

https://www.immediato.net/2025/04/04/unifg-concluso-il-corso-per-tecnici-ispettori-del-biologico-un-ponte-concreto-tra-universita-e-lavoro/zs

NASCE IL BIODISTRETTO DECUMANO MAXIMO D’ABRUZZO: UNA SCUOLA AL CENTRO DELLA RINASCITA BIO

NASCE IL BIODISTRETTO DECUMANO MAXIMO D’ABRUZZO: UNA SCUOLA AL CENTRO DELLA RINASCITA BIO

Promosso dall’Istituto Agrario “Arrigo Serpieri”, il primo biodistretto abruzzese coinvolge 62 aziende, 34 Comuni e punta su giovani, territorio e innovazione 

A Pratola Peligna, in provincia dell’Aquila, è stato inaugurato il primo Distretto Biologico d’Abruzzo, un’iniziativa unica in Europa perché promossa da una scuola: l’Istituto tecnico agrario “Arrigo Serpieri”.

Il Biodistretto Decumano Maximo d’Abruzzo riunisce 62 aziende biologiche, di cui molte certificate da Suolo e Salute, 34 Comuni, due associazioni di produttori, il Parco Regionale Sirente Velino e ha come obiettivo lo sviluppo di un’agricoltura biologica sostenibile in connessione con il territorio.

L’idea nasce dalla volontà di offrire opportunità concrete ai giovani in un’area segnata dallo spopolamento. Grazie a filiera corta, marchio territoriale e innovazione tecnologica, il distretto mira a valorizzare le eccellenze agroalimentari locali e a creare percorsi formativi e occupazionali per gli studenti, che potranno entrare in contatto diretto con le imprese.

Tra le prime iniziative, il progetto prevede la realizzazione di 10 “Smart stores” automatizzati per la vendita diretta dei prodotti bio, rivolti anche ai turisti, e lo sviluppo di filiere per la trasformazione alimentare e cosmetica con ingredienti biologici locali.

Sostenuto da fondi MASAF e UE, il Biodistretto si propone come modello replicabile di integrazione tra scuola, imprese e comunità locali, con l’ambizione di rilanciare le aree interne attraverso l’agricoltura biologica, l’educazione e l’innovazione.

 

Per approfondimenti:

https://greenplanet.net/nasce-in-abruzzo-il-primo-distretto-biologico-guidato-da-una-scuola/

SICILIA PRIMA IN EUROPA PER LA LEGGE SULL’AGROECOLOGIA

SICILIA PRIMA IN EUROPA PER LA LEGGE SULL’AGROECOLOGIA

Inizia una nuova era per l’agricoltura sostenibile. Nell’isola a chi sceglie la transizione vengono riconosciuti vantaggi nell’accesso ai bandi dei fondi europei

Finalmente dopo tre anni di iter burocratico, la legge regionale n.21 del 29 luglio 2021 sull’agroecologia in Sicilia diventa operativa grazie alla pubblicazione dei decreti attuativi.

L’isola introduce nuove regole e incentivi per le aziende che adottano pratiche sostenibili in linea con i principi dell’agroecologia. La Sicilia è la prima regione in Italia ed in Europa ad essersi dotata di una legge che regola le aziende agroecologiche e che ne stabilisce i criteri di base per agevolare la transizione verso l’evoluzione dei modelli agricoli e delle connessioni ecologiche e sociali.

Il decreto del 20 gennaio 2025, ha definito i criteri per ottenere il riconoscimento di azienda agroecologica, elemento determinante per accedere alle premialità che da questo momento dovranno essere previste per l’accesso ai fondi europei.

 

 

Per approfondimenti:

Legge Regionale n. 21 del 29 luglio 2021

D.D.G. 273 DEL 20 GENNAIO 2025

Allegato B – Perizia Tecnica

Allegato C – Tabella Allegato Art. 7

Allegato D – Requisiti azienda agroecologica

I PROGRESSI EUROPEI NELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

I PROGRESSI EUROPEI NELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il resoconto di Eurostat sui progressi del Vecchio Continente  riguardo ai 17 obiettivi del millennio tracciati dall’Onu. Gentiloni (Commissario all’economia): «Ulteriori grandi progressi sono attesi con la progressiva implementazione del Green deal da parte degli Stati membri e dall’obiettivo del 25% di Sau bio»

Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, ha pubblicato il documento “Sustainable development in the European Union – Monitoring report on progress towards the Sdgs in the Eu context, 2023 edition” (Sviluppo sostenibile nell’Unione europea – relazione di monitoraggio sui progressi verso gli Sdgs nel contesto dell’Ue, edizione 2023).

I 17 Millennium Goals

Il rapporto fornisce una panoramica statistica dei progressi verso i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) nell’Ue, evidenziando che negli ultimi cinque anni «l’Unione europea ha compiuto progressi nella maggior parte degli obiettivi, in linea con le priorità della Commissione in settori chiave come il Green deal (patto verde per l’Europa), l’ottavo programma d’azione per l’ambiente e il piano d’azione sul quadro europeo dei diritti sociali».

Il vecchio continente avrebbe compiuto forti progressi su molti obiettivi socio-economici, mentre si prevedono ulteriori miglioramenti in campo ambientale, man mano che gli stati membri attuano gli ambiziosi obiettivi del Green deal, tra cui quello di arrivare al 25% di agricoltura bio.

«Per la prima volta – rileva Eurostat -, il rapporto analizza l’impatto a breve termine delle crisi attuali sugli Sdgs. Tra queste, la crisi energetica nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina e le scosse della pandemia».

Le attese riguardo al Green deal

A tale proposito, il commissario all’economia Paolo Gentiloni ha dichiarato che «l’economia europea ha dimostrato una notevole capacità di recupero dopo la crisi degli ultimi tre anni». «Tuttavia, dobbiamo continuare ad affrontare le sfide strutturali, confermando il nostro impegno per la transizione ecologica e digitale». «Gli obiettivi di sviluppo sostenibile restano la nostra bussola in questi sforzi collettivi. Il rapporto fornisce dati affidabili che ci permettono di monitorare i progressi verso i nostri obiettivi a medio termine».