Suolo e Salute

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B/OPEN IN CONCOMITANZA CON VINITALY E SOL&AGRIFOOD

B/OPEN IN CONCOMITANZA CON VINITALY E SOL&AGRIFOOD

Dal 2 al 5 aprile al padiglione C di Fiera di Verona workshop, degustazioni guidate e incontri B2B sul biologico certificato

Torna B/Open e si affianca a Vinitaly e Sol&Agrifood. La terza edizione dell’unico evento B2B in Italia dedicato esclusivamente al food biologico si svolgerà infatti al padiglione C della Fiera di Verona dal 2 al 5 aprile (clicca per accedere alla pagina della fiera).

Sinergie tra rassegne

Con questa sinergia tra manifestazioni, Veronafiere desidera creare un hub dedicato al food di qualità, che già comprende in Sol&Agrifood prodotti di valore come olio evo, birra artigianale, alimenti tipici che ora, attraverso B/Open, si allarga al mondo del biologico certificato e alle produzioni attente alla sostenibilità.

Nel corso dell’evento sono previsti incontri B2B con delegazioni commerciali selezionate da Veronafiere; workshop, degustazioni guidate e cooking show.

Il workshop con le tendenze del bio

Nell’ambito del salone si terrà, martedì 4 aprile (dalle 11.30 alle 12.30) il talk show “Biologico, da nicchia a mercato” con la partecipazione del Sottosegretario di Stato del Masaf On. Luigi D’Eramo il Presidente di Assocertbio, Riccardo Cozzo (che presenterà i trend di numero operatori e superfici nel 2022 secondo l’osservatorio di Assocertbio), la piattaforma The Fork, che presenterà i risultati di una prima survey sull’utilizzo di ingredienti e prodotti biologici nei ristoranti abbonati all’app.

ANAPROBIO: «LE TEA STIANO LONTANE DAL BIOLOGICO»

ANAPROBIO: «LE TEA STIANO LONTANE DAL BIOLOGICO»

Le tecniche di evoluzione assistita sono incompatibili con la naturalità di questo metodo di produzione. Cirronis: «Il bio deve difendere la sua specificità rispetto all’agricoltura convenzionale»

«Le New Breeding Techniques (Nbt) o Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea), ovvero quelle metodologie di modificazione genetica che intervengono sul DNA delle piante, non devono essere usate per il comparto biologico che deve difendere la sua specificità rispetto all’agricoltura convenzionale».

«Non a caso gli ogm sono espressamente vietati in agricoltura biologica e dobbiamo dare ai consumatori messaggi chiari sul prodotto biologico».

Lo afferma il presidente di Anaprobio Italia Ignazio Cirronis, precisando di non voler entrare nel merito delle scelte generali su queste tecniche.

Le sentenze europee

«Sentenze della Corte di Giustizia dell’UE hanno affermato, fra l’altro, che i rischi legati all’impiego di nuove tecniche o nuovi metodi di mutagenesi potrebbero essere simili a quelli risultanti dalla produzione e dalla diffusione di ogm tramite transgenesi e cioè, in sostanza, che la modifica diretta del materiale genetico di un organismo tramite mutagenesi consente di ottenere i medesimi effetti dell’introduzione di un gene estraneo in detto organismo; peraltro, lo sviluppo di tali nuove tecniche o nuovi metodi consente di produrre varietà geneticamente modificate ad un ritmo e in quantità non paragonabili a quelli risultanti dall’applicazione di metodi tradizionali di mutagenesi casuale».

Cirronis fa notare che «il dibattito tra scienziati è aperto e che il Governo sembrerebbe orientato a introdurre queste nuove tecniche».

Rischio ibridazione

«L’agricoltura biologica non può essere intesa come semplice sostituzione di tecniche rispetto all’agricoltura convenzionale, in quanto è un approccio complessivo che investe tutto il modello agricolo».

«In questo contesto – rimarca il presidente di Anaprobio Italia – ci preme sottolineare un aspetto particolare e cioè che omologare la produzione di sementi, come potrebbe avvenire con una produzione massiva di semi tutti omogenei, è esattamente il contrario del principio della biodiversità, la cui tutela rappresenta uno dei principi cardine dell’agricoltura biologica».

«Non solo: le piante Nbt-Tea possono ibridarsi con parenti selvatici o piante affini, per cui la scomparsi di alcune cultivar è molto alta ed i rischi per la biodiversità sono altissimi: il biologico non ha bisogno di correrli».

«IL RUOLO DEI TECNICI PROFESSIONISTI PER FAR EVOLVERE IL COMPARTO AGRICOLO»

«IL RUOLO DEI TECNICI PROFESSIONISTI PER FAR EVOLVERE IL COMPARTO AGRICOLO»

Il presidente di Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) Giuseppe Romano ribadisce il valore della competenza all’assemblea dei Periti Agrari di Roma.

Aiab ritiene essenziale il confronto con le professioni tecniche. Il momento secondo il presidente Giuseppe Romano è infatti strategico per il settore biologico, chiamato dal Green deal a fare evolvere tutto il sistema agroalimentare nella direzione della transizione ecologica.

Il ruolo dei professionisti

«Un passaggio importante per il bio – ha ribadito Romano all’Assemblea dei Periti agrari a Roma – è quello della necessità di dare sviluppo all’idea delle organizzazioni interprofessionali, realtà in cui i tecnici giocano un ruolo decisivo al fine di garantire anche attraverso queste strutture l’assistenza tecnica alle aziende, per produrre un prodotto biologico ancora più di qualità e in grado di competere sui mercati nazionali ed esteri».

Le sfide della Pac

«Queste ed altre sfide legate alla nuova Pac e al Piano d’azione nazionale per il bio attendono il comparto, ed è necessario oggi più che mai fare sistema tra Istituzioni, produttori bio, associazioni, cittadini e tecnici».

“SI – RIPARTE”, UN PROGETTO PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI

“SI – RIPARTE”, UN PROGETTO PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI

Un progetto del Pei Agri marchigiano per lo sviluppo e il test di un prototipo innovativo per la digitalizzazione rapida ed economica delle aziende agricole biologiche

Dare una risposta concreta al bisogno di digitalizzazione delle piccole e medie imprese della filiera biologica marchigiana. È l’obiettivo del progetto “Si–Riparte” (ovvero “sistemi digitali rapidi, innovativi e partecipati per l’integrazione delle pmi agricole marchigiane nelle filiere biologiche globali”).

I partner

Il progetto vede la cooperativa Montebello come capofila referente dei produttori bio, insieme con l’Università Politecnica delle Marche, partner scientifico, Apra – Vargroup company, partner tecnologico, e il Consorzio Marche Biologiche. L’iniziativa rientra nell’ambito del PSR Marche 2014/2020, sottomisura 16.1 – Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

Filiere digitalmente connesse

«La filiera cerealicola biologica marchigiana ha di fronte due importanti sfide – dichiara Pierfrancesco Fattori, presidente della Montebello, ovvero garantire l’assoluta integrità del processo di produzione del bio made in Marche e promuovere il miglioramento continuo della sostenibilità ambientale ed economica». «È indispensabile che le piccole imprese agricole, colonna portante del biologico marchigiano, siano messe nelle condizioni di “connettersi digitalmente” con il resto della filiera. Su questo si concentra il progetto».

«La scarsa alfabetizzazione digitale delle imprese agricole – aggiunge Francesco Torriani, presidente del Consorzio Marche Biologiche –, unita all’impossibilità di investire risorse economiche rilevanti, costituisce un’importante barriera alla digitalizzazione».

Tracciabilità via smartphone

«La possibilità di effettuare un tracciamento automatico delle operazioni con dispositivi a basso costo e con ridotta interazione da parte dell’utente rappresenta una chiave di volta per avviare la transizione al digitale. In quest’ottica, il progetto Si-Riparte propone lo sviluppo e il test di un prototipo innovativo per la digitalizzazione rapida ed economica delle aziende agricole biologiche».

APPUNTAMENTO A BOLOGNA CON IL VINO “SLOW”

APPUNTAMENTO A BOLOGNA CON IL VINO “SLOW”

La seconda edizione dell’evento dedicato al vino buono, pulito e giusto organizzato da BolognaFiere e Slowfood dal 26 al 28 febbraio 2023

Il vino slow torna a Bologna. Dopo il successo dell’anno scorso (con 500 cantine da 18 Paesi) torna dal 26 al 28 febbraio 2023 Slow Wine Fair, l’evento internazionale dedicato al vino buono, pulito e giusto, organizzato da Bologna Fiere con la collaborazione di Slow Food.

Il manifesto del vino buono, pulito e giusto

Le cantine che si riconoscono nei criteri stabiliti dal manifesto di Slowfood devono adottare una filosofia produttiva positiva e sostenibile.

Una filosofia che mira a creare vini che siano lo specchio del terroir di provenienza, che valorizzino la biodiversità e rispettino il paesaggio, che siano il frutto di una rete di collaborazione con la comunità agricola del territorio in cui sono prodotti. Che siano amici dell’ambiente, e dunque prodotti secondo un uso sostenibile e cosciente delle risorse ambientali e senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi.

Le novità

Durante i tre giorni della manifestazione si riuniranno centinaia di produttori da tutto il mondo in laboratori, dibattiti, degustazioni e con l’esposizione di migliaia di etichette provenienti da ogni parte del globo.

Tra le novità del 2023, lo spazio dedicato alle bevande spiritose e l’area dei partner della sostenibilità, con soluzioni tecnologiche, impianti, attrezzature e servizi connessi alla filiera del vino. #SlowWineFair2023

CASA PRENCIPE, LA PASTA BIO DI QUALITÀ PRODOTTA IN CIMA AL GARGANO

CASA PRENCIPE, LA PASTA BIO DI QUALITÀ PRODOTTA IN CIMA AL GARGANO

Il pastificio di Monte Sant’Angelo (Fg) certificato bio da Suolo e Salute si aggiudica il riconoscimento di miglior pastificio di alta qualità dalla rivista inglese Lux life magazine. I titolari Domenico Prencipe e Giovanna Armillotta: «La sostenibilità parte dalla tutela del biologico e del vero made in Italy»

Il pastificio Casa Prencipe di Monte Sant’Angelo (Fg) è il miglior pastificio biologico dell’anno 2022. Il riconoscimento arriva dalla rivista britannica Lux Life Magazine, media di riferimento per il settore luxury nei Paesi in lingua inglese.

La chiave della sostenibilità

Il pastificio del Gargano è stato scelto in base ad un meccanismo che parte dalle segnalazioni dei lettori della rivista internazionale per poi passare da una rigorosa selezione operata da esperti secondo un’indagine che tiene conto di criteri di eccellenza. La competizione è aperta tutto l’anno e i vincitori sono designati solo dopo il 31 dicembre. È il settimo anno che la rivista inglese svolge questa indagine nel settore food & drink e il confronto coinvolge realtà della produzione e distribuzione agroalimentare di tutto il mondo.

Si tratta di un prestigioso riconoscimento che premia l’impegno di Giovanna Armillotta e Domenico Prencipe, i due giovani titolari del pastificio, di coniugare qualità e sostenibilità. «Quando siamo partiti – ricorda domenico – non era di moda parlare di filiera cortissima e grano italiano bio. In pochi conoscevano le potenzialità del grano Senatore Cappelli, che era piuttosto difficile da reperire». «Abbiamo quindi iniziato, anche per necessità, a lavorare con i contratti di filiera».

«Sostenibilità per noi – spiega Giovanna – è tutelare il vero made in Italy. Privilegiare il lavoro agricolo di qualità scegliendo solo grano duro e semole italiane biologiche del nostro territorio, tra le migliori al mondo».

Migrazione al contrario

Il Pastificio Casa Prencipe è una delle realtà di eccellenza certificate bio da Suolo e Salute (operatore n. 53869). Una realtà controcorrente che nasce solo sette anni fa dal desiderio dei due giovani titolari di lasciare il Nord per ristabilirsi al Sud Italia, ricongiungersi con la terra di origine, riprendendo i ritmi di vita slow a contatto con la natura, ma soprattutto portando la Puglia nei piatti di tutto il mondo.

L’alta qualità come scelta

«Sembrava un obiettivo irrealizzabile – commenta la giovane imprenditrice – ma sapevamo che in Puglia c’è il grano migliore al mondo e che ci avrebbe permesso di posizionarci nel segmento dei prodotti di alta qualità se opportunamente valorizzato». La ricetta di pastificio Prencipe parte così dalla ricerca di una qualità continua anche con l’attenzione ai dettagli: dalle scelte degli ingredienti a Km zero, dal packaging sostenibile e riciclabile, dall’uso di energia da fonti alternative con un costante impegno per il rispetto dell’ambiente.

Tecniche tradizionali e ingredienti genuini

Per le paste fresche ed essiccate in “elevata purezza” viene impiegato solo grano duro italiano biologico tracciato e certificato in parte autoprodotto. La pasta è trafilata al bronzo ed essiccata a basse temperature come una volta per produrre una pasta dedicata all’alta ristorazione e alle boutique gastronomiche. Tecniche tradizionali ed ingredienti genuini che qui, nel cuore del Gargano, nella Valle Carbonara a Monte Sant’Angelo, ai piedi della Foresta Umbra, nel Parco Nazionale del Gargano, tra acque di sorgente e aria di montagna, assumono un significato ancora più incisivo.

«Abbiamo scelto di tornare alle origini – spiega Giovanna – perché siamo convinti che il cambiamento verso un futuro di maggiore sostenibilità nasca dalle scelte di tutti i giorni, soprattutto in cucina. I nostri prodotti sono per chi è convinto che mangiare sia un atto politico e che l’adozione di buone abitudini alimentari, indirizzate verso i prodotti biologici e di alta qualità, assicuri un cambiamento positivo nella collettività».

Un 2022 pieno di soddisfazioni

Forti motivazioni che hanno consentito a Casa Prencipe di assicurarsi nel corso del 2022 non solo il riconoscimento di Lux Life Magazine ma anche altri premi. La pasta prodotta dall’azienda garganica è infatti arrivata tra i primi nella Rassegna Nazionale Pasta Flavor (Cultura di Gusto – Associazione Assaggiatori Professionisti), valutata come ottima da una giuria di esperti assaggiatori del settore ed è stata citata come esempio di positività da organi di stampa come le riviste “Il fatto alimentare” e “Fanpage” tra le marche di pasta realizzate solo con grano duro italiano.