Suolo e Salute

Tag Archives: sostenibilità ambientale

ITALIA OLTRE IL LIMITE: CONSUMATE IN QUATTRO MESI LE RISORSE DI UN ANNO

ITALIA OLTRE IL LIMITE: CONSUMATE IN QUATTRO MESI LE RISORSE DI UN ANNO

Il 3 maggio è stato l’overshoot day dell’Italia. In altre parole, domenica scorsa il Paese ha consumato le risorse naturali che è in grado di produrre in un anno intero, peggiorando la situazione (l’anno scorso la giornata era caduta il 6 maggio)

 

I calcoli del Global Footprint Network sono stati presentati da WWF Italia, che segnala come in soli 123 dall’inizio dell’anno abbiamo consumato l’intero budget ecologico che sarebbe dovuto bastarci fino al prossimo San Silvestro.

Dal 4 maggio il deficit del Paese è anche ecologico: stiamo mangiando il capitale naturale, il che comporta crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi, sottolinea l’organizzazione.

L’anticipo della data di tre giorni “non è un dettaglio da poco: è un segnale politico, economico e culturale. Significa che, nonostante la crescente consapevolezza per le problematiche ambientali, la nostra impronta ecologica complessiva sta continuando a peggiorare. Se tutti vivessero come noi italiani, sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per sostenere la domanda annuale di risorse”.

L’umanità sta consumando l’equivalente di 1,7 Pianeti ogni anno, con un’accelerazione vorticosa nell’ultimo mezzo secolo: nel 1971 Overshoot Day era caduto il 25 dicembre, nel 1990 era anticipato a metà ottobre, nel 2000 alla fine di settembre, nel 2019 è scoccato a fine luglio, adesso siamo arrivati ai primi di maggio.

L’attuale modello di sviluppo non è sostenibile, e l’agroalimentare è tutt’altro che senza responsabilità. La produzione e il consumo di carne sono quadruplicati, dai 20 kg pro capite degli anni ’60 siamo arrivati a quasi 80 kg, ma è l’intero paniere alimentare italiano a essersi appesantito dal punto di vista ecologico.

Invertire la rotta si può, ma serve un cambiamento sistemico: energia pulita, mobilità sostenibile, diete a minore impatto, tutela del suolo e delle acque, economia circolare.

Leggi di più: https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/sostenibilita-il-3-maggio-e-lovershoot-day-italiano/

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA FA BENE ALLE API

Uno studio tedesco appena pubblicato sulla Global Ecology and Conservation dimostra che l’agricoltura biologica favorisce una maggiore abbondanza, diversità e successo riproduttivo delle api solitarie, impollinatori chiave nei sistemi agroecologici

Grazie alla scelta di non ricorrere a pesticidi e fertilizzanti di sintesi e grazie alla maggior biodiversità che la caratterizza l’agricoltura biologica protegge l’ambiente e le api (ma anche i bombi).

I ricercatori hanno studiato gli effetti sugli impollinatori in 17 siti in Germania, registrando una correlazione positiva tra aree a conduzione biologica e aumento dell’abbondanza, della ricchezza di specie e della diversità delle api; l’agricoltura biologica ha un effetto benefico sulle celle di covata e sulla produzione di femmine delle api solitarie.

La promozione della diversità delle piante da fiore e l’assenza di sostanze nocive creano un habitat più favorevole per gli impollinatori, consentendo di svolgere il loro ruolo importante nei sistemi agricoli produttivi. I risultati evidenziano il potenziale dei metodi biologici nel mitigare la perdita di biodiversità.

 

Scarica gratuitamente l’articolo: Tina Betty Schultz, Sara Olberz, Hannah Burger, Manfred Ayasse, Samuel Boff, Organic agricultural landscapes promote the conservation and diversity of cavity-nesting solitary bees,

Global Ecology and Conservation, Volume 67, 2026, e04126, ISSN 2351-9894,

https://doi.org/10.1016/j.gecco.2026.e04126

(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426000752)

MILANO RISTORAZIONE, METÀ DEGLI ALIMENTI NELLE MENSE È BIOLOGICO

MILANO RISTORAZIONE, METÀ DEGLI ALIMENTI NELLE MENSE È BIOLOGICO

In un anno aumentato quasi del 12% l’uso di ingredienti biologici per i piccoli meneghini

 

Milano Ristorazione è la società del Comune di Milano si occupa di mense scolastiche (dagli asili nido alle medie), ma anche in case vacanza per bambini, residenze sanitarie assistenziali (RSA), centri diurni integrati, centri socio-educativi per disabili e persone con fragilità di varia natura.

Anche quest’anno la società ha presentato la Rendicontazione di Sostenibilità, adottando volontariamente gli European Sustainability Reporting Standards e sottoponendola a revisione esterna.

 

L’impegno verso la sostenibilità riguarda in primis il menu: circa metà delle materie prime acquistate e utilizzate nella preparazione dei piatti è biologica, si è ridotta la quantità di carne acquistata e utilizzata, incrementando invece quella di ortaggi, il che ha contribuito a ridurre le emissioni di CO₂ legate ai pasti scolastici del 36% rispetto al 2015, anno in cui è iniziato lo specifico monitoraggio.

 

Nel 2024 l’utilizzo di prodotti biologici ha registrato un incremento dell’11,7% rispetto al 2023 (sono invece leggermente calati gli acquisti di prodotti DOP e IGP, diminuiti del 6% e del 3%), portando al 49,3% il totale degli acquisti, rispetto al 43,9% del 2023.

“Questo trend evidenzia il chiaro orientamento dell’Azienda verso scelte di approvvigionamento più responsabili e rispettose dell’ambiente, che generano un potenziale impatto positivo sull’intera filiera alimentare e sulla qualità dei pasti serviti” indica la relazione.

Altri significativi risultati sono l’aumento del 205% nell’uso di energia da fonti rinnovabili e un ulteriore calo del 15% della produzione di rifiuti (in massima parte destinati al recupero).

 

Ricordiamo che l’utilizzo di prodotti biologici nelle mense scolastiche e nella ristorazione ospedaliera (con diverse percentuali minime, a seconda dei prodotti e dell’età degli utenti) è un obbligo in capo a tutte le amministrazioni pubbliche, che sono tenute a rispettare i Criteri ambientali minimi per la fornitura di

derrate alimentari adottati nel quadro del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione.

Se il vostro comune o la vostra azienda sanitaria non si è ancora adeguato, fateglielo presente: la disponibilità di prodotti biologici in mensa è un diritto sancito dalla legge per gli utenti (e, in seconda battuta, anche per gli operatori!).

 

Leggi qui il report di Milano Ristorazione: https://www.milanoristorazione.it/files/Amm_Trasparente/Bilanci/MiRi_RendicontazioneSostenibilit%C3%A0_2024.pdf

PIACENZA, CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL VINO BIOLOGICO

PIACENZA, CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL VINO BIOLOGICO

Le novità per la difesa del vigneto biologico: ricerca e esperienze pratiche

 

Dal 24 al 26 ottobre si tiene a Piacenza il salone Tecnovitis, mostra convegno sull’innovazione tecnologica in viticoltura, che comprende anche la conferenza internazionale Enoforum Bio 2025, che mira a diffondere le conoscenze più aggiornate sulle pratiche di produzione di uva e vino secondo i principi dell’agricoltura biologica.

Nel contesto europeo, il vino biologico ha ormai superato la soglia delle nicchie di mercato, con aree di vigneto biologico che raggiungono il 22% in Italia, il 14% in Francia e percentuali analoghe in Spagna e Germania; tra le difficoltà legate ai cambiamenti climatici e le sfide del mercato, il comparto dimostra resilienza e offre soluzioni tecniche anche ai produttori non biologici.

Nella mattinata di venerdì 24 si terrà la conferenza internazionale con relatori e pubblico collegati online e presenti in sala.

Tra i relatori  Johanna Döring (HochSchule Geisenheim University), Franco Meggio (dipartimento di Agronomia animali alimenti risorse naturali e ambiente dell’università di Padova), Fabrizio Battista (R&D Lallemand Oenology), Tiziana Nardi (ricercatrice CREA), Benedetta Del Rosso (Stazione sperimentale per la viticoltura SPEVIS) e Stéphane Becquet (Vignerons Bio Nouvelle Aquitaine & Institut Technique de l’Agriculture Biologique), che presenterà quanto c’è di nuovo nella difesa del vigneto biologico in Francia.

 

La partecipazione è gratuita.

La conferenza è valida come riconoscimento di crediti formativi professionali per gli iscritti al Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati e come riconoscimento di quattro crediti formativi per i soci Assoenologi.

 

Per saperne di più:

https://enoforum.eu/enoforumbio-2025/

https://www.vigneto.bio/

IL VATICANO SPOSA IL BIOLOGICO

IL VATICANO SPOSA IL BIOLOGICO

Papa Leone XIV ha inaugurato il Borgo Laudato Si’ a Castel Gandolfo, un centro educativo dedicato all’ecologia integrale, all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale. Il biologico è protagonista del progetto

 

Dando seguito alla visione ecologica e all’impegno ambientale promosso da Papa Francesco, venerdì scorso Papa Leone XIV ha inaugurato ufficialmente il Borgo Laudato Si’, che sarà il primo centro vaticano di educazione all’ecologia integrale, all’economia circolare e generativa, alla sostenibilità ambientale.

Il progetto educativo avrà sede sui 55 ettari della residenza papale di Castel Gandolfo, prevede corsi di formazione per adulti, programmi ambientali per bambini, la produzione di olio (di “altissima qualità”, dice il comunicato del Vaticano), di un vino “piacevole”, di miele, formaggio, oli essenziali e tisane.

Dopo aver percorso i giardini, i vigneti e l’oliveto, Leone XIV ha guidato una liturgia insieme al personale che, dal 2022, lavora per mettere in pratica i principi dell’ecologia integrale.

Il fulcro del progetto è una grande serra dalla forma curva, simile al colonnato di Piazza San Pietro, posizionata davanti a un edificio che ospita dieci stanze e la sala da pranzo.

Quando sarà operativo, il centro offrirà ai visitatori la possibilità di partecipare a visite didattiche pomeridiane dedicate all’agricoltura biologica, ma anche a corsi settimanali incentrati sull’agricoltura rigenerativa.

L’interesse vaticano nei confronti della sostenibilità non si esaurisce a Castel Gandolfo: nell’agosto scorso è stato firmato un accordo con l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede che prevede la conversione in un grande parco solare di un’area di 430 ettari a nord di Roma. L’obiettivo è produrre energia sufficiente a coprire interamente il fabbisogno della Città del Vaticano e farne il primo Stato al mondo a emissioni zero.

 

La nota ufficiale del Vaticano rassicura: l’intesa prevede il mantenimento dell’attuale attività agricola e la massima limitazione dell’impatto ambientale sulla zona.

Le iniziative traggono origine dall’enciclica di Francesco del 2015 “Laudato sii’”, che ha descritto la protezione del pianeta come una questione morale urgente e fondamentale, intrinsecamente connessa alle tematiche della dignità umana e della giustizia, in particolare per i più deboli.

Per approfondimenti: https://it.euronews.com/green/2025/09/03/vaticano-ecco-il-centro-voluto-da-papa-francesco-che-produrra-vino-olio-e-formaggi-biologi

 

50 ANNI DI PROVE SU IMPATTO AMBIENTALE E RESE DEL BIOLOGICO

50 ANNI DI PROVE SU IMPATTO AMBIENTALE E RESE DEL BIOLOGICO

Dallo studio, condotto da FiBl e Agroscope, si evince chiaramente la sostenibilità e la produttività dell’agricoltura biologica. Alla base della ricerca ci sono oltre 150 pubblicazioni scientifiche che hanno analizzato la resa, la fertilità del suolo e l’impatto climatico

Con il sostegno economico dell’Ufficio federale elvetico dell’agricoltura UFAG l’istituto di ricerca FiBl e

Agroscope conducono dal 1978 esperimento a lungo termine DOK che confronta coltivazioni biologiche, biodinamiche e convenzionali su 96 parcelle sperimentali omogenee su cui studiano le conseguenze in termini di resa, qualità del suolo e impatto climatico dei metodi di coltivazione.

L’esperimento continua a dare risposte, ma anche a proporre nuovi quesiti nell’ambito della ricerca agraria e ambientale che sono state oggetto di quasi 150 pubblicazioni scientifiche e tesi di dottorato.

 

I due sistemi biologici sono confrontati con due sistemi convenzionali (il primo con fertilizzazione organica e il secondo con concimazione minerale); tutti seguono con la stessa rotazione di sette anni (ormai si sono raggiunti i sei cicli), che comprende trifoglio.

Nei sistemi biologici è risultato un minor utilizzo di fitofarmaci (-92%) e di azoto minerale (-75%); l’efficienza nell’uso dell’azoto, che tiene conto anche della fissazione biologica è stata superiore all’85% per tutti i sistemi.

Per quanto riguarda le rese, nonostante la drastica riduzione degli input, quelle dei sistemi biologici hanno raggiunto l’85% di quelle dei sistemi convenzionali, dimostrando a livello di campo un minor impatto sul clima e una maggiore biodiversità in situ, in parallelo a un terreno fertile per lo sviluppo di una produzione agricola sostenibile anche futura.

 

Nella rivista scientifica «Scientific Reports» è stato recentemente pubblicato un articolo in cui i ricercatori di Agroscope, FiBL e Politecnico Federale di Zurigo si concentrano sui nutrienti e sulla selezione delle colture.

Nelle parcelle a coltivazione biologica sono stati trovati livelli di humus più alti del 16% e un’attività degli organismi del suolo superiore fino all’83%, con un effetto positivo sulla struttura che aiuta a immagazzinare acqua e ridurre le perdite da erosione.

In tutti i sistemi, il letame si è dimostrato fondamentale per la buona fertilità del suolo; se applicato in quantità sufficiente, preferibilmente sotto forma di compost, il contenuto dell’humus rimane stabile o aumenta. Al contrario, quando il fertilizzante è composto esclusivamente da concimi minerali sintetici, il contenuto di humus diminuisce.

Sull’altro piatto della bilancia, i livelli di fosforo diminuiscono più sensibilmente nei suoli biologici rispetto a quelli convenzionali, a causa della riduzione della fertilizzazione; per evitare carenze a lungo termine è necessario integrarlo, in particolate per colture come cereali e patate.

Secondo Jochen Mayer, responsabile dello studio, per recuperare elementi fondamentali come fosforo e azoto va valutato il riciclo di rifiuti alimentari o acque reflue.

I ricercatori ritengono che il futuro dell’agricoltura biologica dipende in larga misura proprio dalla chiusura dei cicli dei nutrienti tra le aziende agricole e dai progressi nella selezione vegetale.

Lo studio raccomanda di adottare strategie di diversificazione colturale, come le colture miste, intercalari, o a strisce, preferibilmente con specie pluriennali.

 

L’articolo “Organic cropping systems balance environmental impacts and agricultural production” si può scaricare gratuitamente qui: https://www.nature.com/articles/s41598-024-76776-1