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BIO E NUOVI OGM, SI ACCENDE LO SCONTRO A STRASBURGO

BIO E NUOVI OGM, SI ACCENDE LO SCONTRO A STRASBURGO

La relatrice del provvedimento presso la Commissione Ambiente dell’EuroParlamento propone l’ammissione delle Ngt anche nel bio. Una proposta ampiamente contestata dai gruppi di sinistra

Biologico e nuovi ogm. Il dibattito presso l’EuroParlamento sul nuovo progetto di legge sulle Ngt (New genomic techniques) anticipa il clima che si potrebbe instaurare in Europa dopo la loro liberalizzazione. Jessica Polfjärd, capo negoziatrice del Parlamento sul dossier Ngt, membro della corrente di centro destra del Partito popolare europeo (Ppe) è stata infatti accusata di voler allentare eccessivamente le regole durante il recente dibattito presso la Commissione Ambiente del Parlamento europeo (Envi).

Genome editing e cisgenesi

La proposta di regolamento della Commissione riguarda l’editing genetico e la cisgenesi, tecniche che consentono di intervenire su punti precisi del genoma delle specie da modificare.

Una proposta criticata aspramente a Strasburgo da parte dei Verdi e degli altri gruppi di sinistra, mentre la relatrice Polfjärd non solo accoglie con favore gran parte della posizione della Commissione, ma propone anche di andare oltre, in particolare riguardo all’etichettatura degli Ngt e la loro coesistenza con l’agricoltura biologica.

In gioco i principi dell’agricoltura biologica

Nello specifico, Polfjärd propone che le piante basate su Ngt siano consentite non solo nell’agricoltura convenzionale, ma anche in quella biologica, cosa che la proposta della Commissione aveva escluso.

Il rapporto tra l’editing genetico e l’agricoltura biologica è pieno di controversie: l’uso degli Ogm è infatti espressamente vietato dal Regolamento 2018/848 e la nuova disciplina europea non supererà la sentenza della Corte di Giustizia Ue che ha equiparato gli Ngt agli Ogm.

Per questo Ifoam Eu, la rete dei movimenti biologici europei, chiede che la loro liberalizzazione sia accompagnata da un valido sistema di tracciabilità (leggi qui) che metta al riparo i prodotti biologici dalle contaminazioni, in mancanza di sistemi per verificare analiticamente la loro presenza. Un problema che, se passasse la posizione della Polfjärd, sarebbe reso ininfluente dall’ammissione degli Ngt anche nell’agricoltura biologica.

NUOVI OGM, METTERE IL BIO AL RIPARO DALLE CONTAMINAZIONI

NUOVI OGM, METTERE IL BIO AL RIPARO DALLE CONTAMINAZIONI

Bruxelles sta per dare il via libera alle Ngt, prevedendo procedure semplificate per l’autorizzazione di varietà ottenute da cisgenesi e genome editing. Aurora Abad (OPTA Europe): «La Commissione risolva il problema della coesistenza prevedendo adeguati sistemi di tracciabilità ed efficaci strumenti normativi per tutelare i produttori e i consumatori bio dalle possibili contaminazioni»

Trappole di fine stagione per il biologico europeo. A Bruxelles la Commissione europea è impegnata in due impopolari partite che potrebbero definitivamente svelare il voltafaccia delle istituzioni europee rispetto alle aspirazioni di transizione ecologica tracciate dal Green deal. La prima è legata al rinnovo dell’autorizzazione del glifosate, per il quale la Commissaria alla Salute Stella Kyriakides si è già espressa per un via libera senza remore per il discusso erbicida non selettivo nonostante alcuni Paesi europei come Germania e Austria abbiano già manifestato esplicitamente la loro contrarietà.

La posizione della Commissione

La seconda è legata allo sdoganamento delle “new genomic technique”, i “nuovi Ogm” come li ha bollati Ifoam Organics Eu nel recente congresso di Cordova. La bozza del regolamento che dovrebbe prevedere procedure agevolate per l’autorizzazione di nuove varietà ottenute da cisgenesi e genome editing è sottoposto da luglio alla valutazione degli stakeholder e dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno. Ifoam ha già manifestato la propria preoccupazione riguardo alla necessità di tutelare, in caso di via libera, i prodotti bio dalle possibili contaminazioni e Aurora Abad, segretaria generale di OPTA Europe, l’associazione con sede a Bruxelles che rappresenta gli interessi delle aziende europee di trasformazione e commercio del biologico, ha sottolineato, in un recente intervento su Bioeco actual, la necessitò di tutelare con maggiore attenzione la coesistenza tra agricoltura biologica, in decisa ascesa in Europa, e agricoltura convenzionale.

Bio libero da Ogm

«OPTA Europe – scrive  – ha accolto con scetticismo la proposta della Commissione Europea sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT)». «I consumatori biologici – e molto probabilmente anche molti convenzionali – si aspettano che i prodotti alimentari siano realizzati senza ingegneria genetica e richiederanno tale garanzia ai marchi alimentari che scelgono». «Anche se la proposta della Commissione vieta esplicitamente gli NGT nella produzione biologica e include un articolo che richiede agli Stati membri di “adottare misure adeguate per evitare la loro presenza involontaria”, non è chiaro cosa ciò implichi e chi si assumerà il costo e l’onere di tali misure».

L’onere della prova

L’esperienza poco edificante di ciò che capita in caso di contaminazioni accidentali di pesticidi nei prodotti bio spinge Abad a chiedere un deciso cambio di marcia.

Oggi infatti, nonostante l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) riconosca che i casi di contaminazioni riscontrate nei prodotti bio derivino da residui di agrofarmaci presenti nell’ambiente, spetta agli operatori biologici il compito di mettere in atto misure per prevenire tali contaminazioni, non a chi le produce. In più il produttore bio ha anche l’onere della prova quando tracce di tali sostanze vengono rinvenute nei suoi prodotti. E ciò si traduce in molteplici analisi di laboratorio e lunghe indagini, durante le quali la certificazione bio di tali prodotti viene sospesa.

Coesistenza armoniosa

«Traendo spunto da questa situazione OPTA Europe chiede di affrontare adeguatamente la questione della coesistenza nel regolamento sugli NGT includendo requisiti giuridicamente vincolanti di tracciabilità ed etichettatura per tutti gli NGT lungo la catena di fornitura fino al consumatore finale, nonché una salvaguardia legale per evitare questa nuova contaminazione e quella da pesticidi». «Occorre prevedere controlli regolari lungo la filiera e un risarcimento agli operatori biologici in caso di presenza involontaria».

La segretaria generale di Opta conclude affermando che «una coesistenza armoniosa tra sistemi di produzione deve basarsi sul principio fondamentale che ciascuno è libero di scegliere e anche responsabile delle conseguenze delle sue scelte».