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VERSO UN’AZIONE DI PROMOZIONE PER GLI ALIMENTI BIO

VERSO UN’AZIONE DI PROMOZIONE PER GLI ALIMENTI BIO

Il sottosegretario Mipaaf Francesco Battistoni annuncia che si sta predisponendo una campagna in favore del consumo di cibi biologici e biodinamici

«Stiamo lavorando ad una campagna di promozione nazionale che punti a sensibilizzare i cittadini al consumo di prodotti biologici».

L’apertura del tavolo sul bio

Lo ha riferito il sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Francesco Battistoni, all’apertura del tavolo sul biologico coordinato dal ministero.

«Il biologico ed il biodinamico – ha continuato – sono segmenti produttivi sempre più presenti sul mercato agroalimentare italiano e mondiale».

«Abbiamo la necessità di stimolare le persone al mangiar sano e rendere la superficie agricola fertile e produttiva. Da questo punto di vista il biologico offre le migliori garanzie salutari».

La necessità di garantire l’equilibrio di mercato

L’intervento del ministero segue la raccomandazione, in vista dell’aumento della superficie produttiva biologica italiana indicata dalla strategia Farm To Fork, di garantire l’equilibrio tra domanda e offerta di prodotti ottenuti con questo virtuoso modello produttivo.

(Ansa)

PAC EUROPEA 2023/27: L’OBIETTIVO DI UN FUTURO PIÙ VERDE, EQUO E SOSTENIBILE

PAC EUROPEA 2023/27: L’OBIETTIVO DI UN FUTURO PIÙ VERDE, EQUO E SOSTENIBILE

Risale a pochi giorni fa, l’accordo raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento europeo, sul futuro della Politica Agricola Comune relativa al periodo 2023/27.

Sebbene l’intesa non sia ancora stata ufficializzata – il Parlamento europeo dovrà confermare la sua posizione in seduta plenaria -, si affaccia la prospettiva di una PAC più equa, green e sostenibile.

Da quanto emerso, il quadro dipinto per l’Italia è piuttosto favorevole.
A partire dal 2023 infatti, per i sette anni successivi, dei 340 miliardi di bilancio europeo destinati alla Pac, 38 miliardi di euro saranno a favore dello stato italiano.

Un pacchetto di “compromesso” da sostenere, commenta il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, in quanto i motivi per essere soddisfatti sono superiori a quelli di frustrazione.

L’accordo raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento europeo, prevede alcune novità: prima tra tutte, l’introduzione di Piani strategici nazionali per il quale gli Stati membri avranno potere e responsabilità di attuazione diretti.

L’autonomia aumenterà dunque e così la possibilità di tenere conto delle effettive condizioni locali. La nuova PAC intende supportare ciascuna realtà nazionale, nella creazione di Piani strategici “su misura”, in linea però con gli obiettivi dell’Unione europea verso una transizione green e sostenibile.

La seconda novità introdotta dalla nuova Politica Comune sarà quella degli Ecoregimi; strumenti chiave per il raggiungimento del Green Deal europeo.
Circa 49 miliardi di euro infatti, saranno a questi, destinati; nell’arco dei cinque anni successivi al 2023.

Gli Ecoregimi consistono di pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente, tra queste: l’agricoltura a metodo biologico, le pratiche di allevamento che tutelano il benessere degli animali e le pratiche agricole a bassa emissione di carbonio.

L’intenzione è quella di incentivare queste buone pratiche, destinando inoltre il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale alla loro promozione.

I beneficiari della Pac, dovranno rispettare una condizionalità sociale, in altre parole, considerare il diritto sociale e del lavoro europeo, se desiderano ricevere i fondi.

Ogni azienda dovrà impegnarsi a rispettare l’obbligo di dedicare almeno il 3% dei suoli coltivabili alla biodiversità e ad elementi non produttivi. Con la possibilità ulteriore di ricevere, attraverso gli ecoregimi, un sostegno per raggiungere il 7%.

Gli Stati dovranno inoltre, ridistribuire il 10% dei fondi ricevuti a favore delle aziende agricole di più piccole dimensioni, descrivendo nel Piano strategico nazionale, la pianificazione di questa ridistribuzione.

Un altro 3% dei fondi destinati a ciascuno stato, dovrà essere impegnato per il sostegno dei giovani agricoltori.

Per coloro che non rispetteranno la condizione sociale, il Parlamento europeo ha messo in campo la penalizzazione attraverso sanzioni maggiori di quelle fino ad ora esistite. Circa il 10% dei diritti degli agricoltori verrà quindi sacrificato, al fine di una maggiore trasparenza richiesta dall’UE.

Un’ulteriore riserva agricola pari a 450 milioni di euro, sarà messa in campo, col fine di rafforzare la posizione sul mercato delle piccole e medie imprese e dei giovani aspiranti agricoltori. La finalità è quella di contrastare l’abbandono dei campi e il direzionamento verso le grandi agricolture intensive.

Una nuova intesa dunque, sembra essere sulla via della conquista.
Un accordo mirato a una transizione green, a tutela della biodiversità, che intende consolidare le realtà agricole più fragili e incentivare quelle che si propongono di nascere; per favorire la prospettiva di un futuro più verde, equo e sostenibile.

Fonte: Agronotizie

RAME E SEMENTI: IL MIPAAF CHIARISCE IN TRE NOTE ALCUNE RICHIESTE

RAME E SEMENTI: IL MIPAAF CHIARISCE IN TRE NOTE ALCUNE RICHIESTE

L’Ufficio Agricoltura Biologica del MIPAAF ha redatto e reso pubbliche tre differenti note, riguardanti i temi del rame e delle sementi:

La prima nota passata in rassegna è la n. 269556 dell’11 giugno 2021, relativa alla “Richiesta di chiarimento sull’esclusione dal campo di applicazione del D.M. 309/2011 dei materiali di propagazione vegetativa e delle sementi destinati alla coltivazione”.

La nota concorda con l’esclusione dei prodotti sopra citati dal campo di applicazione del Decreto, sulla base delle considerazioni avanzate dalla fonte normativa del Decreto stesso e del Reg. (CE) n. 396/05 e Reg. n. 834/2007.

La nota successiva è la n. 269583 dell’11 giugno 2021, fa riferimento al D.M n. 15130 del 24 febbraio 2017/circolare applicativa e all’obbligo per l’utente “di ordinare il materiale riproduttivo vegetale in tempo utile per consentire la preparazione e la fornitura di materiale riproduttivo vegetale biologico o in conversione”.

La nota specifica il riferimento all’erba medica ed al trifoglio alessandrino, inserite in “Lista rossa” in ambito della Banca Dati Sementi Biologiche e definisce che: il tempo utile entro il quale l’utente deve dimostrare di aver attivato contatti per ordinare la semente biologica da utilizzare successivamente alla data dell’1 gennaio 2022 è stabilito alla data del 31 luglio 2021.

Gli operatori biologici con notifica di attività biologica nello stato di “pubblicata” alla data del 31 luglio 2021, possono ottenere la deroga all’utilizzo delle suddette sementi biologiche soltanto se abbiano provveduto ad effettuare la manifestazione di interesse per la semente biologica tramite lo specifico servizio “Ordine” presente nel sistema informativo Biologico – SIB, operante nel SIAN, entro il medesimo termine del 31 luglio 2021.

Per quelli con notifica di attività biologica, alla data del 31 luglio ’21, in qualsiasi stato antecedente allo stato di “pubblicata” (es. “rilasciata”, “idonea” ecc.) non si applicano le disposizioni sopra citate.

Gli Organismi di controllo sono tenuti ad effettuare accurate azioni di verifica, ai sensi dell’art. 7 del D.M. n. 15130/2017.

La terza ed ultima nota è la n. 269617 dell’11 giugno 2021, riguardante le modalità di calcolo del rame utilizzato, pari al massimale di 28kg per ettaro in sette anni, così come stabilito dal Reg. UE n. 1981 del 13 dicembre 2018, con riferimento particolare ai soli apporti tramite prodotti fitosanitari oppure anche agli apporti tramite fertilizzanti.

La nota ribadisce la necessità di un appropriato “documento giustificativo” che attesti l’esigenza di ricorrere a concimi ed ammendanti o a prodotti per la protezione dei vegetali contro i parassiti e le malattie nelle unità di produzione biologiche.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo del rame utilizzato, conferma l’autorizzazione di impieghi che comportino un’applicazione totale non superiore a 28 kg di rame per ettaro nell’arco di 7 anni. Specifica che le quantità autorizzate, non superino quelle minime necessarie per ottenere gli effetti desiderati e non abbiano effetti inaccettabili sull’ambiente.

Il calcolo sull’apporto del rame da altre fonti, diverse dai prodotti fitosanitari, è demandato agli Stati membri, qualora l’informazione sia disponibile.

Fonte: Sinab

NOTE:

FILIERA BIO: LE CATENE DEL VALORE DEL VINO E DELLA PASTA SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO, ALL’INTERNO DI DUE ELABORATI

FILIERA BIO: LE CATENE DEL VALORE DEL VINO E DELLA PASTA SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO, ALL’INTERNO DI DUE ELABORATI

Nell’ambito del progetto “FiBio 2019/2020Le filiere biologiche: progetto per l’analisi della distribuzione del valore, lo studio della certificazione di gruppo, la formazione e la tracciabilità”, sono stati pubblicati due report che analizzano i risultati emersi da un lavoro di approfondimento sulla filiera biologica della pasta di grano duro e su quella vitivinicola.

Il lavoro troverà conclusione nel 2022 ed è finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (Mipaaf) e coordinato dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) in partnership con il CIHEAM Bari.

Il progetto si concentra sull’analisi di alcune tra le principali filiere biologiche, caratterizzate da un mercato in crescita a livello globale ed oramai perno centrale della crescita economica sostenibile e innovativa, in grado allo stesso tempo di rispondere ai bisogni alimentari, calorici e di rigenerare il suolo e le acque.

Ai fini di questi elaborati, è stata analizzata la distribuzione dei costi e dei ricavi sostenuti da ogni singolo attore lungo la filiera, con l’obiettivo di ricostruire la formazione del valore e di individuare le fasi di maggiore vulnerabilità economica.

Per quanto riguarda l’Analisi della catena del valore del vino Bio, l’indagine è stata sottoposta a 21 aziende campione e ha messo in evidenza come, la fase agricola, sia l’anello debole, soprattutto all’interno delle realtà minori.

Al fine di contrastare queste difficoltà, i piccoli viticoltori, dovranno ricorrere alle innovazioni tecnologiche proposte dal mercato.

Per realizzare l’Analisi della catena del valore della pasta Bio invece, sono state effettuate 28 interviste a un campione rappresentativo di aziende biologiche distribuite su tutto il territorio italiano.

Lo studio ha individuato come obiettivo per le imprese, la valorizzazione del prodotto sullo scaffale senza dover rincorrere il prezzo più basso, al fine di restituire valore all’origine della materia prima.

Fonte: Sinab

IMPORTAZIONE BIO: IL NUOVO DECRETO

IMPORTAZIONE BIO: IL NUOVO DECRETO

Un intervento mirato a chiarire le procedure, quello del 24 febbraio, per risultati il più possibile ineccepibili in materia di importazione bio, di prodotti provenienti da Paesi Terzi.

L’operazione prende avvio nell’ambito di un processo monitorato dal Mipaaf e sollecitato dalla Commissione Europea in occasione dell’ultimo rapporto di audit relativo al settore. La finalità? Perseguire un approccio diffuso, che accomuni tutti gli stati membri, per un dialogo e una messa in opera di affinata precisione sul tema dei controlli all’importazione.

A scandire le nuove modalità contenute nel decreto, due allegati tecnici. Un primo dedicato alla valutazione degli importatori attraverso l’identificazione di cinque fattori di rischio. L’obiettivo è quello di poter misurare la necessità di frequenza dei controlli da effettuare presso gli importatori stessi.

Un secondo, individua quali fattori di rischio rendano determinante un aumento dei campionamenti obbligatori. Decreta inoltre, come conditio sine qua non, i campionamenti di tutti i prodotti bio provenienti dai Paesi Terzi ed appartenenti alle categorie dei prodotti biologici importati, indicate per i controlli addizionali ogni anno, all’interno delle linee guida della Commissione Europea. Tracciabilità e valutazione del rischio quindi, le priorità da verificare.

Tra i fattori di rischio presi in esame, spiccano per necessità di campionamento: tipologie di prodotto particolari e ulteriori Paesi Terzi considerati a rischio e infine, carichi provenienti da un Paese di spedizione differente da quello di origine. Ogni importatore dovrà infine essere sottoposto a un campionamento e successiva analisi di almeno una partita di prodotto biologico importato durante il corso dell’anno.

Un nuovo decreto dunque, a tutela del consumatore, teso a evitare il fenomeno delle triangolazionil’ingresso in Italia di prodotti bio per il tramite di altri stati membri, atti a eludere i controlli imposti dallo stato – e a costituire un esempio di buona prassi a diffusione di un approccio comune per tutti gli stati membri dell’UE.

Fonte: Terraevita

INSEDIAMENTO PATUANELLI, L’ASPETTATIVA DI UN CAMBIO DI ROTTA PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

INSEDIAMENTO PATUANELLI, L’ASPETTATIVA DI UN CAMBIO DI ROTTA PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

Grande attesa da parte della #Coalizione Cambiamo Agricoltura, nei confronti del nuovo Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. L’organizzazione, composta da un insieme ampio di associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica, auspica infatti un rilancio della transizione agroecologica, che si configuri nella congiunzione tra una redditizia produzione di alimenti e una più sostenibile gestione delle risorse naturali.

In cima all’agenda, svetta per Patuanelli l’appuntamento per l’avvio del tavolo di concertazione per la redazione del Piano Strategico Nazionale PAC, politica comunitaria di rilevante importanza che coinvolge e regolamenta il comparto agricolo per gli Stati membri dell’Ue, attesa nella sua riforma da oltre un anno. Riforma che dovrebbe essere completata nel suo iter dal trilogo UE entro il mese di maggio.

Altro impegno che svetta in cima alla lista del nuovo Ministro, è l’approvazione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, non rinnovato dal febbraio 2018, strumento rilevante per l’attuazione della direttiva UE sui pesticidi presente anche all’interno delle priorità di Farm to Fork e Biodiversità 2030.

Questi ultimi, richiedono un cambio di rotta all’agricoltura italiana: la conquista della sostenibilità ambientale come punta di diamante per la nazione; ma la #Coalizione Cambiamo Agricoltura aggiunge ulteriori idee per il paese, certamente non meno ambiziose. Il 40% di suolo certificato a metodo bio entro il 2030, la ristrutturazione delle filiere della zootecnica intensiva realizzata attraverso gli aiuti PAC con particolare attenzione alla zona della Pianura Padana.

E più in generale, una virata decisa, verso la transizione agroecologica. Al fine di realizzare questi obiettivi, #Cambiamo Agricoltura richiederà al nuovo ministro un incontro, per un confronto costruttivo su aspettative e urgenze.

Fonte: Italiambiente