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IL MONDO DEL BIOLOGICO EUROPEO SI INCONTRA IN IRLANDA

IL MONDO DEL BIOLOGICO EUROPEO SI INCONTRA IN IRLANDA

L’importante occasione di confronto tra un mese a Cork, aperte le iscrizioni. Suolo e Salute golden sponsor dell’evento

Dal 6 all’8 ottobre, Cork (Irlanda) diventerà il punto di incontro per il movimento biologico europeo, riunendo responsabili politici, agricoltori, ricercatori, imprese e rappresentanti della società civile.

Il congresso è organizzato da IFOAM Organics Europe in collaborazione con il Dipartimento irlandese dell’agricoltura, dell’alimentazione e della marineria e dell’Irish Organic Farmers and Growers Association e vede tra i golden sponsor Suolo e Salute.

Il tema scelto per questa edizione è “Biologics: A Strategic Investment in Europe’s Resilience” e chiama a riflettere su come l’agricoltura biologica possa rafforzare la resilienza e la competitività europee negli anni a venire.

Cosa aspettarsi dal congresso:

  • Dibattiti di alto livello sul futuro bilancio dell’UE, sul piano d’azione per la produzione biologica e sulle opportunità di finanziamento per il settore;
  • Sessioni di lavoro interattive, in cui i partecipanti lavoreranno insieme su dichiarazioni per l’Organic 2040 Vision che saranno ufficialmente lanciate nell’ambito del 25mo anniversario di IFOAM Organics Europe nel 2027
  • Analisi completa del mercato 2026 con valutazione delle dinamiche, del comportamento dei consumatori e delle prospettive di crescita a livello europeo e internazionale
  • Presentazione del nuovo ChatBot sulla normativa biologica, l’ultima innovazione di IFOAM Organics Europe progettata per aiutare agricoltori e operatori con le più recenti linee guida legislative
  • Panel di esperti sulla revisione del regolamento biologico dell’UE in corso, che indicherà il percorso del commercio internazionale e avrà un impatto sull’operatività delle aziende biologiche dell’UE.

Come di consueto, il congresso si concluderà con un’escursione, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprire il paesaggio agricolo irlandese, visitando aziende biologiche e continuando a scambiare idee in un ambiente informale.

Informazioni, programma e iscrizioni: https://www.europeanorganiccongress.bio

 

IMPENNANO LE VENDITE BIOLOGICHE NEGLI USA

IMPENNANO LE VENDITE BIOLOGICHE NEGLI USA

Oltre 70 miliardi di dollari di vendite per il food biologico, brilla l’ortofrutta, stupisce la carne bovina a +44.3%

In un mercato affollato di indicazioni concorrenti (“naturale”, “senza OGM”, “allevato senza antibiotici”, “senza ormoni”…) le vendite di prodotti biologici negli USA continuano a crescere, raggiungendo nel 2025 i 76,6 miliardi di dollari (oltre 66 miliardi di EUR), registrando un aumento del 6,8% rispetto al 2024 e un tasso di crescita doppio rispetto a quello del mercato alimentare complessivo.

Dei 76.6 miliardi di dollari, 6.5 derivano dal tessile, dagli integratori alimentari, dai prodotti per la cura della persona e il pet food, che pesano poco meno dell’1% delle vendite totali del mercato delle rispettive categorie. Il nocciolo duro, quindi, è l’alimentare.

Tra le categorie con le migliori prestazioni spiccano le uova (con un +22,4% a valore), lo yogurt (+16,6%) e un clamoroso +44.3% per la carne bovina.

Tra le tendenze di mercato, la crescita nella domanda di proteine e il grande impatto sugli acquisti dei social media e degli influencer.

Con vendite per 22,7 miliardi di dollari l’ortofrutta ha mantenuto il ruolo di categoria di punta, rappresentando quasi il 30% delle vendite totali, con un tasso di crescita costante del 5,3% nell’anno. A differenza di quanto accade nel vecchio continente, tra i protagonisti della categoria spiccano i frutti di bosco, con vendite salite a 4,4 miliardi di dollari, pari a un aumento del 10,5%. Anno positivo anche per gli agrumi (+18,1%), mentre le banane sono arrivate al miliardo di dollari, anch’esse con una crescita a doppia cifra (+ 12,6%).

Se l’ortofrutta rappresenta la categoria con le maggiori vendite in valore, anche latticini, bevande, snack e prodotti confezionati registrano una domanda in costante aumento.

E chi pensasse a un mercato di attempati figli dei fiori si ricreda: tra i maggiori consumatori si annoverano Millennials e Generazione Z, mentre i maggiori operatori sono catene di supermercati convenzionali come Walmart, Kroger e Albertsons.

 

Leggi la sintesi di mercato dell’Organic Trade Association: https://ota.com/about-ota/press-releases/us-organic-marketplace-achieved-significant-growth-2025

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

ISMEA: VENDITE DI BIOLOGICO A +9,2% NEL 2025

Ismea pubblica il rapporto “Biologico: gli acquisti alimentari delle famiglie, Spesa del 2025”

 

Il rapporto, che si basa sulle rilevazioni di Nielsen IQ, analizza l’andamento del mercato alimentare biologico in Italia, evidenziando una crescita del 9.2% sull’anno precedente del 9,2%, la più alta dell’ultimo quinquennio, se si esclude il 2020 eccezionale della pandemia.

Il valore degli acquisti domestici di prodotti biologici raggiunge i 4,44 miliardi di euro, in gran parte transitati per le casse dei supermercati.

Tra i prodotti più richiesti ci sono latte e derivati (+17,7%) e uova fresche (+14,9%), ortofrutta (rappresenta la voce di spesa più importante nello scontrino biologico, 42,7%); le categorie che hanno segnato riduzioni sono i salumi (-15,6%) e le carni (-10,9%), peraltro parte minuscola del carrello della spesa biologica; in contrazione anche oli e grassi vegetali (-11,6%), ma in gran parte in conseguenza a una riduzione dei prezzi unitari dopo il picco dell’anno precedente. Stabile la spesa per il segmento del vino e spumanti.

E’ significativo il fatto che si sia raggiunta per la prima volta una quota del 4% sul totale dei consumi alimentari, così com’è positivo che il valore degli acquisti biologici cresca a un tasso decisamente superiore rispetto a quello complessivo del paniere agroalimentare (+9,2% contro +3,7%).

Coprono quote superiori al 10% della rispettiva categoria miele (16.4%), uova fresche (14.7%) e frutta fresca (10.9%); sopra la media anche ortaggi, latte e derivati, bevande analcoliche, oli e grassi vegetali.

 

Il rapporto completo si può scaricare a pagina https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13717

I CONSUMATORI BACCHETTANO LA GDO FRANCESE SUI PREZZI DEL BIO

I CONSUMATORI BACCHETTANO LA GDO FRANCESE SUI PREZZI DEL BIO

La politica dei prezzi sull’ortofrutta biologica è “irresponsable”

La federazione francese dei consumatori pubblica un articolo in cui accusa la grande distribuzione di applicare alla frutta e verdura biologica dei prezzi speculativi.

Non si tratta di considerazioni campate per aria, ma basate sui dati ufficiali del Réseau des Nouvelles des Marchés (RNM), sotto la supervisione del Ministero dell’Agricoltur.

Que Choisir ha calcolato i margini lordi del retail su un paniere di 11 frutti e 13 ortaggi che da soli rappresentano il 70% del consumo nazionale, mettendo a confronto i prezzi dei prodotti convenzionali e biologici nel corso dell’intero 2025.

Il risultato non può non colpire: il margine sui prodotti biologici è stato in media superiore dell’81% rispetto al convenzionale, senza peraltro grandi variazioni rispetto all’analoga rilevazione del 2017 (+96%) e del 2019 (+75%): non si tratta, evidentemente, di un dato contingente, ma del tutto strutturale.

Valgano per tutti due esempi: il prezzo liquidato al produttore di pomodoro biologico è superiore del 44% rispetto al convenzionale, ma il margine di distribuzione è superiore del 113 %. In parole povere, il 73% del maggior costo del prodotto al dettaglio è attribuibile al margine di distribuzione, solo il 27% al maggior costo del prodotto agricolo.

Per la mela biologica il margine lordo della distribuzione raggiunge € 2,51/kg, il doppio rispetto alla mela convenzionale e rappresenta il 61% del prezzo pagato dal consumatore (l’agricoltore biologico recupera solo il 37% del prezzo).

Que Choisir ha calcolato che per una famiglia francese media (2,3 persone) il budget annuale per il consumo di frutta e verdura convenzionali ammonta a € 460 (di cui € 207 margine di distribuzione), ma il budget per lo stesso carrello biologico comporta una spesa di € 732, 60%, con un maggior costo di 272 €, che solo per il 38% va agli agricoltori, mentre il resto rumane alla grande distribuzione, senza nessuna giustificazione convincente.

Va anche tenuto presente che tre centrali di acquisto controllano quasi il 90% di tutti gli acquisti di prodotti di consumo, con un evidente squilibrio competitivo.

La federazione sostiene che la politica dei prezzi operata dalla grande distribuzione da un lato ha come effetto il far sembrare il prezzo degli alimenti ultra-trasformati artificialmente bassi, dall’altro sottrae agli agricoltori la giusta remunerazione.

Scrive la federazione “Considerati i benefici ambientali, nutrizionali e per la salute derivanti dal consumo di prodotti biologici, chiediamo che questi prodotti siano resi accessibili al maggior numero possibile di persone. Di conseguenza, chiediamo ai grandi rivenditori di modificare le loro politiche di prezzo per favorire i prodotti più sani”.

Qui l’articolo: https://www.quechoisir.org/action-que-choisir-ensemble-prix-des-fruits-et-legumes-bio-la-grande-distribution-persiste-dans-une-politique-de-surmarge-irresponsable-n176506/?dl=159318

IL SOLE 24 ORE SUL BIO

IL SOLE 24 ORE SUL BIO

Le vendite di prodotti biologici crescono più della media di tutto il food; nel 2025 il settore è al 3,8% del totale della spesa italiana, spinto dalle marche dei rivenditori e dalla minore differenza di prezzo rispetto al paniere generico

Il 17 aprile Il sole 24 ore ha dedicato al biologico un articolo di Manuela Soressi.

Dopo il periodo di rallentamento in post COVID, le vendite in Italia son tornate a crescere più della media del settore alimentare, con un valore che sfiora i 4 miliardi in GDO (che cattura il 64% delle vendite, poco più di metà a marchio proprio); la crescita non è solo a valore, ma anche a volume (+4.3%), segno di prezzi relativamente stabili.

L’ortofrutta resta la categoria principale, con oltre il 40% della spesa biologica, ma forti crescite si registrano anche per gli oli vegetali e le uova, mentre calano carne, salumi e vino.

Francesco Torriani, presidente del settore biologico di Confcooperative sollecita un cambio di passo sulle politiche di sostegno, che dovrebbero concentrarsi su interventi per favorire aggregazione e concentrazione dell’offerta: in caso contrario il rischio è che il sistema di incentivi diventi una rendita fondiaria.

Leggi l’articolo: https://www.ilsole24ore.com/art/le-vendite-prodotti-biologici-crescono-piu-media-tutto-food-AIOCqYPC

IL BIO A TUTTOFOOD GESTITO DA NATEXPO

IL BIO A TUTTOFOOD GESTITO DA NATEXPO

Tuttofood (a Milano dall’11 al 14 maggio) presenta Tuttobio, il padiglione biologico internazionale curato da Natexpo

Il Tuttobio by Natexpo è il nuovissimo padiglione dedicato alle imprese biologiche che sarà parte di Tuttofood, la più grande fiera alimentare internazionale in Italia. L’ambizione dell’evento è riunire i principali attori del settore biologico di tutto il mondo, offrendo una piattaforma per scoprire prodotti innovativi, stabilire partnership strategiche ed esplorare nuove opportunità di mercato.

Tuttofood attira oltre 95.000 visitatori provenienti da 100 paesi ogni anno, tra cui oltre 3.000 buyer internazionali. Con oltre 4.200 espositori e una forte presenza internazionale (25% espositori stranieri), è una piattaforma unica per i professionisti interessati a espandere la propria rete e le proprie opportunità di business. La fiera riunisce importatori, grossisti, rivenditori su larga scala, player HoReCa e piattaforme di e-commerce.

Natexpo, invece, è la fiera biologica francese di proprietà di La Maison de la Bio e organizzata da SPAS Organisation.

La Maison de la Bio riunisce 10 organizzazioni professionali rappresentative della filiera biologiche francesi (Cosmebio, Forebio, Natexbio, Synabio, Synadiet, Biopartenaire, Bio equitable en France, Bio Valeurs, Cebio): produttori, trasformatori, distributori e certificatori.

Alcune organizzazioni biologiche italiane hanno accordi di esclusiva con Sana, per cui l’organizzazione di Tuttofood (va ricordato che dal 2023 Fiere di Parma e Fiera Milano hanno sottoscritto un accordo per la gestione armonizzata di Tuttofood e Cibus) ha tagliato corto e ha affidato l’organizzazione del suo salone biologico a Natexpo (che, per conto suo,  dopo l’edizione 2025 a Parigi, che ha visto 11mila visitatori professionali organizzerà Natexpo 2026 a settembre a Lione).

Per saperne di più:

https://www.tuttofood.it/tuttobio-by-natexpo/

https://natexpo.com/en/tuttobio-by-natexpo/