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IL BIOLOGICO AL CENTRO DELL’EUROPA

IL BIOLOGICO AL CENTRO DELL’EUROPA

L’Europa mette il biologico al centro dei suoi piani per uno sviluppo agricolo sempre più sostenibile.

Il piano di Bruxelles punta su tre pilastri:

  • Incentivare la domanda dei prodotti bio;
  • Aumentare le superfici destinate all’agricoltura biologica;
  • Rafforzare il ruolo del settore nella lotta ai cambiamenti climatici.

Avere sempre di più un consumatore informato e fiducioso di poter avere accesso ad un prodotto sano, privo di residui chimici nocivi e anche sostenibile per l’ambiente è già di per se un obiettivo lungimirante.

Come è noto, la comunità Europea, con il Green Deal, punta nei prossimi 10 anni a raggiungere il 25% delle superfici agricole destinate al biologico, in questo momento sono il 7,5% in media. L’Italia è un capofila del settore con oltre il 15% delle superficie agricola bio.

Per dare corpo all’ambizioso progetto sono già stati stanziati 40 milioni di euro per dei programmi che hanno la finalità di promuovere il modello biologico, oltre a quelli già stanziati per gli incentivi nei piani reginali atti a mantenere e convertire sempre più superfici.

Le associazioni di settore italiane stanno cercando di sensibilizzare sempre di più la governance dello stivale per cercare di portare più attenzione sul biologico, per mantenere una leadership italiana che vanta più di 79mila aziende nel comparto, con un mercato che ormai si attesta sui 4 miliardi di euro annui.

La presidente di FederBio Mammuccini aggiunge: “È paradossale che in Italia la legge sul bio sia ferma da oltre due anni al Senato, dopo essere stata approvata quasi all’unanimità alla Camera. Si tratta di un’occasione storica considerando che l’Italia è particolarmente vocata al biologico. Con condizioni normative e una politica agricola comune adeguate potrebbe raggiungere agevolmente il 40% di superficie bio entro il 2030 e fare del sistema agroecologico un vero driver di sviluppo per rilanciare la nostra economia”.

Fonte: italiafruit.net

Foto di Ralf Kunze da Pixabay 

EUROPA E AGROFARMACI: LA PAC NON AIUTA LE API

EUROPA E AGROFARMACI: LA PAC NON AIUTA LE API

A fronte dei propositi del “Farm to Fork” e “Biodiversità”, l’Europa non si sta impegnando come dovrebbe nel preservare gli impollinatori selvatici, che sono essenziali per il nostro ambiente.

Ad affermarlo è la Corte dei Conti Europea, che afferma che l’unione ha fatto troppo poco per il declino di api selvatiche e altri impollinatori. Gli impegni presi in materia ambientale non stanno portando i risultati sperati, l’utilizzo degli agrofarmaci non ha ancora una regolamentazione ferrea che porti il loro utilizzo a una riduzione repentina nei prossimi anni.

La commissione di recente ha proposto una terza revisione del SUD (uso sostenibile dei pesticidi) nel contesto della strategia “Farm to Fork”, ma sembra troppo debole per avere un vero impatto sull’ambiente.

Invece di esaminare nuove tecniche agricole per concentrare e ridurre l’utilizzo dei pesticidi, andrebbero fatti degli studi focalizzati sull’incremento di tecniche agro-ecologiche.
Molti studiosi e componenti della Commissione Europea stanno esprimendo il loro dissenso verso una politica che ancora strizza l’occhio all’agricoltura intensiva.

A tal proposito la Politica Agricola Comune (PAC) sembra essere uno dei principali fattori di questo mancato cambiamento. La nuova proposta di riforma non è in linea con il Green Deal e quindi potrebbe neutralizzare le strategia della Farm to Fork e Biodiversità. Questi due strumenti dovranno raggiungere a breve una vera e propria valenza legale, per garantire la loro vera messa in atto.

 

Il declino delle api e degli altri impollinatori sta destando molta preoccupazione nella comunità scientifica e nell’opinione pubblica. Solo con una forte diminuzione dei pesticidi sintetici si potrà provare a salvare la nostra biodiversità che è minacciata anche dai cambiamenti climatici in atto.

 

L’iniziativa “Salviamo le api e gli agricoltori” è stata lanciata nel 2019 da Pan Europe, e con il sostegno di tutti mira a raccogliere più di 1 milione di firme per portare all’UE un piano di riduzione dei pesticidi nei prossimi 15 anni.

 

Fonte: slow food
Foto di marian anbu juwan da Pixabay