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LA COMMISSIONE AMBIENTE DICE LA SUA SULLA PAC

LA COMMISSIONE AMBIENTE DICE LA SUA SULLA PAC

La commissione ENVI del Parlamento europeo ha votato il parere sul regolamento PAC 2028-2034. Non si tratta di un atto legislativo vincolante, ma è un messaggio forte per il futuro della Politica Agricola Comune (PAC) post 2027 che investa nelle fondamenta agro-ambientali e climatica della produzione alimentare europea

 

La commissione ENVI d’accordo con la proposta della Commissione di riservare almeno 108 miliardi (a prezzi correnti) a misure a sostegno dell’adozione di pratiche agroambientali e climatiche, introducendo un vincolo di destinazione specifica che era stato fortemente sollecitato dal movimento biologico europeo.

 

È stato aggiunto un “considerando” dedicato all’agricoltura biologica, che conferma gli obiettivi espressi dalla strategia Farm to Fork: “L’agricoltura biologica può svolgere un ruolo chiave nella transizione verso sistemi alimentari sostenibili e dovrebbe essere ulteriormente promossa al fine di contribuire all’obiettivo dell’Unione di destinare almeno il 25 % della superficie agricola all’agricoltura biologica entro il 2030. Per garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole e l’accettazione delle misure ambientali, tali misure devono essere concepite in modo da assicurare la sicurezza alimentare e da non generare oneri amministrativi sproporzionati per gli agricoltori, in particolare per le piccole e medie imprese agricole”.

 

La commissione ENVI chiede anche di garantire un trattamento equo agli agricoltori biologici che hanno avviato la conversione prima del 2027 e che il livello di sostegno concesso non diminuisca rispetto al periodo precedente.

Il metodo di produzione biologica è citato esplicitamente come aspetto da prendere in considerazione quando gli Stati membri concedono sostegno agli investimenti.

 

Unica nota dolente è l’emendamento che propone di comprendere l’agricoltura rigenerativa tra le pratiche da sostenere tramite il pagamento di transizione.

L’agricoltura rigenerativa non conta su un quadro normativo definito, né su un sistema di certificazione, al momento si basa su più o meno vaghe definizioni che ogni azienda si ritaglia su misura: c’è l’agricoltura rigenerativa secondo Nestlè, che è diversa dall’agricoltura rigenerativa secondo Barilla, secondo Illy, Cargill o Bayer…

Probabilmente anche in Commissione AGRI farà capolino il vago fantasma rigenerativo.

 

Soddisfazione (moderata) di IFOAM Organics Europe, a cui si associa l’ufficio europeo del WWF: “Finalmente un po’ di buon senso nel dibattito sul futuro della PAC post 2027. La sicurezza alimentare in Europa parte dalle basi necessarie per produrre cibo: suoli sani, acqua sufficiente, biodiversità viva e un clima stabile. La matematica non è un’opinione, i dati sono eloquenti: se vogliamo salvaguardare la capacità dell’Europa di produrre cibo e garantire la nostra autonomia strategica, almeno il 35% dei fondi della prossima PAC 2028-2024 dovrà essere dedicato all’azione ambientale e climatica. Se vogliamo aziende agricole resilienti, abbiamo bisogno di ecosistemi sani e della tutela degli insetti impollinatori. Questo è essenziale, non può essere una opzione volontaria”.

 

Vedi il sito della Commissione ambiente del parlamento Europeo: https://www.europarl.europa.eu/committees/en/envi/home/highlights

 

ELETTO IL NUOVO BOARD DI IFOAM ORGANICS EUROPE

ELETTO IL NUOVO BOARD DI IFOAM ORGANICS EUROPE

Dopo tre anni nell’esecutivo della federazione del biologico europeo torna un italiano

Nella newsletter precedente avevamo dato notizia dell’assemblea di IFOAM Organics Europe, la federazione del biologico europeo, che Suolo e Salute convintamente sostiene sin dalla fondazione.

L’assemblea ha provveduto anche al rinnovo delle cariche sociali per il prossimo triennio, che vedono una maggioranza femminile, con la neo-presidente Dóra Drexler (Ungheria), la vice-presidente Marian Blom (Olanda), Johanna Stumper (Germania), Évelyne Alcazar Marin (Spagna) e Kateryna Shor (Ucraina).  Gli uomini sono l’altro neo-vicepresidente Jerome Cinel (Francia), Lorenzo Mantelli (Italia), Lukas Nossol (Germania) e Chirs Atkinsons (Regno Unito).

La composizione del nuovo board è equilibrata non solo per genere, ma anche per settori di attività (sono rappresentati agricoltori, trasformatori, retailer, organismi di certificazione e istituti di ricerca) e area geografica, anche se è scoperta l’area scandinava (rappresentata in precedenza dalla finlandese Aira Sevon).

Laureato in Scienze e tecnologie alimentari e in Economia agraria all’Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, dopo tre anni all’ufficio tecnico dell’Organizzazione interprofessionale pomodoro nord Italia, Lorenzo si occupa dal 2019 di controllo, certificazione, assicurazione qualità e accreditamento e dal 2023 era già il rappresentante italiano nel Consiglio (il “parlamento” di IFOAM Organics Europe).

Da parte di Suolo e Salute i migliori auguri di buon lavoro a Lorenzo e a tutta la nuova squadra (lavoro che non mancherà, dal nuovo regolamento che sostituirà il “vecchio” 848/2018 alla revisione della PAC, passando per la riallocazione delle risorse del quadro finanziario pluriennale della UE e per la difesa [di quello che rimane] del Green Deal e della strategia Farm to Fork).

Leggi di più: https://www.organicseurope.bio/

In foto Il nuovo board di IFOAM Organics Europe. Al centro la neo presidente Dóra Drexler, con Lorenzo Mantelli secondo da destra

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Il Paese con più agricoltori biologici? L’India. Quello con la maggior superficie? L’Australia.

Il maggior mercato mondiale? Gli USA. I Paesi col maggior consumo pro capite? Svizzera, Danimarca, Austria.

E molto di più…

 

Come tradizione, a Biofach l’Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica FiBL e IFOAM Organics International hanno presentato la pubblicazione “The World of Organic Agriculture” (Il mondo dell’agricoltura biologica), giunta alla 27ma edizione.

La pubblicazione (che si può scaricare gratuitamente al link indicato più avanti è uno strumento prezioso per gli operatori, i responsabili politici, le autorità competenti, per i ricercatori e i professionisti del settore. Presenta ogni statistica immaginabile: superfici, operatori, scambi internazionali, mercati nazionali, analisi e previsioni per le diverse aree geografiche, approfondimenti sulle principali produzioni (cereali, agrumi, cacao, caffè, legumi secchi, frutta temperata, frutta tropicale e subtropicale, uva, semi oleosi, olive, ortaggi…)

Il volume non si limita a presentare questi dati, ma sottolinea il potenziale dell’agricoltura biologica di contribuire al futuro nell’ambito delle strategie generali di sostenibilità, come gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ONU e la strategia Farm to Fork della UE il suo ruolo nella trasformazione dei sistemi alimentari nel loro complesso.

Si può scaricare (volendo, sono disponibili anche le edizioni degli anni precedenti) a pagina https://www.organic-world.net/yearbook.html.

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI, SERVONO CAMBIAMENTI STRUTTURALI

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI, SERVONO CAMBIAMENTI STRUTTURALI

Nature: “L’impronta ambientale degli alimenti è trascurata nelle discussioni sulle raccomandazioni nutrizionali, è necessario e urgente cambiare prospettiva”

Johan Rockström  è stato co-presidente della Commissione EAT – Lancet composta da specialisti in nutrizione, clima, economia, salute e agricoltura da circa 35 paesi, che ha pubblicato una valutazione scientifica all’avanguardia di ciò che costituisce una dieta sana e ha proposto una dieta di salute planetaria (PHD).

Stimolato dalla presentazione delle nuove linee guida dietetiche statunitensi, scrive un potente commento su “Nature”.

“Da una prospettiva planetaria, ciò che scegliamo di mangiare non è solo una scelta di stile di vita, ma un fattore sistemico determinante per la salute dell’uomo e della Terra”.

Secondo il rapporto della Commissione EAT-Lancet, i sistemi alimentari sono oggi la principale causa del superamento dei limiti planetari da parte dell’umanità. La produzione alimentare contribuisce per circa il 30% alle emissioni globali di gas serra, per il 70% al consumo di acqua dolce ed è uno dei principali fattori di perdita di biodiversità.

Ogni anno, circa 15 milioni di adulti muoiono prematuramente a causa di diete malsane, superando il numero di decessi causati dall’inquinamento atmosferico in tutto il mondo.

Il messaggio è chiaro: i sistemi alimentari sono sia una parte importante del problema, che una parte importante della soluzione.

 

Ma sono necessari cambiamenti strutturali, verso i quali i responsabili politici non spingono, né negli USA né nella UE, la cui ambiziosa strategia “Farm to Fork” prometteva l’applicazione di un quadro per sistemi alimentari sostenibili che è stato congelato senza una giustificazione né un nuovo calendario…

 

Puoi leggere qui l’intervento https://www.nature.com/articles/d41586-026-00236-1

CORTE DEI CONTI EUROPEA: IL SOSTEGNO ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA UE VA MIGLIORATO

CORTE DEI CONTI EUROPEA: IL SOSTEGNO ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA UE VA MIGLIORATO

L’ultimo audit della Corte dei conti europea ha messo in luce che gli Stati membri non utilizzano i fondi UE in modo coerente e trascurano i principi fondamentali dell’agricoltura biologica

Il rapporto pubblicato il 23 settembre rileva che, dal 2014, i circa 12 miliardi di euro destinati a sostenere la pratica biologica non hanno incrementato la produzione.

L’incapacità di misurare i benefici ambientali dell’agricoltura biologica e la mancanza di condizionalità che imponga agli agricoltori di produrre biologico in cambio dei fondi sono state identificate come le principali ragioni del basso tasso della produzione, che si attesta solo al 4% del mercato alimentare UE.

La strategia Farm to Fork della UE ha fissato l’obiettivo (non vincolante) di aumentare al 25% le superfici agricole dedicate all’agricoltura biologica entro il 2030, ma secondo il rapporto questo traguardo potrebbe non essere raggiunto a causa delle significative differenze tra i vari Stati membri: la percentuale delle superfici biologiche varia notevolmente: in Bulgaria, Irlanda, Malta, Paesi Bassi e Polonia rappresenta meno del 5%, in Austria supera il 25%, in Italia sfiora il 20%.

Gli auditor hanno raccomandato all’esecutivo dell’UE di stabilire “obiettivi quantificabili”, “traguardi e tempistiche” e “indicatori per monitorare i progressi”.

I revisori dei conti dell’UE hanno avvertito che per conseguire l’obiettivo del 25%, l’adozione di pratiche di agricoltura biologica in Europa deve raddoppiare, per cui è necessario usare al meglio i 15 miliardi di euro che la PAC mette a disposizione fino al 2027.

I revisori hanno lamentato la carenza di politiche e di misure legislative specifiche e hanno ha invitato la Commissione europea a sviluppare una “politica complessiva dell’UE” per il settore biologico, esortando gli stati membri a implementare politiche nazionali effettive a sostegno del settore, evitando il rischio di creare un sistema completamente dipendente dai fondi dell’UE, piuttosto che da un settore robusto supportato da consumatori consapevoli.

La versione in italiano del rapporto, intitolato “Agricoltura biologica nell’UE. Lacune e incoerenze ostacolano il successo della pertinente politica” si può leggere qui: https://www.eca.europa.eu/ECAPublications/SR-2024-19/SR-2024-19_IT.pdf

APPALTI ALIMENTARI PUBBLICI DI SOSTENIBILITÀ, L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI GREEN ALLA COMMISSIONE

APPALTI ALIMENTARI PUBBLICI DI SOSTENIBILITÀ, L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI GREEN ALLA COMMISSIONE

Ifoam e altre 16 associazioni green europee condividono un’azione comune per chiedendo alla Commissione di sviluppare in pieno le opportunità della strategia Farm to Fork attraverso appalti alimentari pubblici sostenibili

Un’esortazione a rendere più efficace la strategia Farm to Fork affinché lasci in eredità ai posteri un sistema agroalimentare Ue più sostenibile. È contenuta nella lettera inviata il 16 gennaio al presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, firmata da 17 associazioni bio e ambientaliste del Vecchio Continente.

Gli obiettivi

L’obiettivo è quello di considerare l’approvvigionamento alimentare sostenibile (SFP) come lo strumento politico preferito per realizzare a basso costo gli impegni del Green deal. Il documento indica quattro standard minimi strategici da sviluppare e adattare a livello nazionale.

Uno strumento contro l’insicurezza alimentare

«Innumerevoli studi -si legge nel documento – e buone pratiche in tutta Europa mostrano l’enorme potenziale del SFP come meccanismo efficace per promuovere diete sane, combattere la malnutrizione, combattere l’insicurezza alimentare, favorire la domanda di prodotti equi e biologici, sostenere i piccoli agricoltori e affrontare il cambiamento climatico, pur mantenendo costi stabili». «L’approvvigionamento alimentare pubblico sostenibile è un obiettivo a portata di mano».

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