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CRISTIANO FINI NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE DI CIA-AGRICOLTORI ITALIANI

CRISTIANO FINI NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE DI CIA-AGRICOLTORI ITALIANI

Votato a Roma dall’assemblea di 399 delegati. Succede a Dino Scanavino, al vertice della confederazione negli ultimi 8 anni. Imprenditore vitivinicolo biologico modenese, la sua nomina dovrebbe portare un po’ di serenità nei rapporti con la “costola”  biologica di Anabio

Cristiano Fini è il nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditore agricolo modenese, 50 anni, Fini è stato nominato dall’VIII assemblea elettiva, riunita a Roma al Teatro Eliseo e composta da 399 delegati in rappresentanza dei quasi 900 mila iscritti in tutt’Italia.

Il neo presidente guida un’azienda agricola e vitivinicola a Castelfranco Emilia (MO) con 13 ettari investiti a vigneto biologico. Fa parte del Consiglio di amministrazione di Cantine Riunite Civ ed è stato membro della giunta camerale di Modena. Guiderà la confederazione per i prossimi quattro anni, succedendo a Dino Scanavino, al vertice di Cia negli ultimi 8 anni.

Gli obiettivi del neopresidente

«Stiamo attraversando una fase davvero complicata – ha riconosciuto il neo-eletto -: la pandemia, la guerra, i rincari eccezionali delle materie prime, il rischio di una crisi energetica e alimentare, i cambiamenti climatici». «Eppure il nostro settore, con tutte le difficoltà resta uno dei cardini dell’economia nazionale. Il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, pari a 33 miliardi circa, resta il più elevato dell’Ue. Il sistema agroalimentare nel suo insieme fa il 15% del Pil. Ecco perchè possiamo e dobbiamo lottare, rimettendo al centro le nostre priorità».

Secondo il nuovo Presidente di Cia servono azioni precise e puntuali su larga scala, come una politica energetica nazionale ed europea che cerchi di calmierare i costi e le speculazioni, oltre a misure a sostegno delle filiere produttive, messe in ginocchio dagli incredibili rincari produttivi e dall’instabilità dei mercati. «ma soprattutto c’e’ bisogno finalmente di una redistribuzione del valore lungo la filiera. dobbiamo gridare la necessita’ di un reddito equo per gli agricoltori, facendo squadra su questo obiettivo comune, come su investimenti importanti nella ricerca per dotare il settore primario di strumenti innovativi contro il climate change».

Anabio pronta a collaborare al nuovo corso

Dopo l’elezione Fini ha ringraziato per il lavoro fatto il presidente uscente Dino Scanavino ed il suo antagonista in campagna elettorale Luca Brunelli. Tra i primi messaggi di solidarietà giunti al neo-presidente, quello di Anabio-Cia, “costola” biologica dell’organizzazione nazionale.  «I produttori biologici – affermano da Anabio-Cia- sono pronti a collaborare al nuovo corso». «Il green deal – interviene il presidente di Anabio, Federico Marchini – la strategia Farm to fork, il piano di azione Ue per l’agricoltura biologica e la nuova legge nazionale sul bio hanno rilanciato con vigore il tema della sostenibilità, anche in riferimento all’obiettivo del 25% delle superfici europee convertite al bio entro il 2030 (2027 in Italia)». «Lavoreremo per rafforzare il ruolo dell’associazione e diventare sempre più punto di riferimento sia per le 11.000 aziende agricole già associate, sia per quelle che lo diventeranno, confidando per questo sul supporto di Cia».

La nomina di un imprenditore bio come Fini dovrebbe portare più serenità nei rapporti tra Anabio e Cia, caratterizzati negli ultimi mesi da alcune tensioni.