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A CHE PUNTO SIAMO SULLE SEMENTI BIOLOGICHE

A CHE PUNTO SIAMO SULLE SEMENTI BIOLOGICHE

Il CREA incaricato del coordinamento del Piano Nazionale Sementi Biologiche

In Italia la disponibilità di sementi biologiche (che è resa pubblica con la Banca Dati Sementi Biologiche, pensata per agevolare il contatto domanda e offerta ed è costantemente aggiornata) non è sempre sufficiente a soddisfare le esigenze delle aziende agricole, che a norma di regolamento europeo richiedono di poter utilizzare in deroga sementi convenzionali, ma non trattate.

Con l’obiettivo di superare questa criticità aumentando la disponibilità di sementi biologiche certificate il ministero ha quindi finanziato il Piano Nazionale Sementi Biologiche (PNSB), coordinato dal CREA.

E il CREA Difesa e Certificazione sta effettuando prove sperimentali in campo per la selezione di varietà più adatte ai sistemi di coltivazione biologica e ai diversi ambienti produttivi, con attenzione anche al Materiale Eterogeneo Biologico (MEB), risorsa genetica caratterizzata da maggiore diversità e adattabilità.

A fine maggio 2026 presso l’azienda agricola “Emilia” del Crea Dc di Tavazzano (Lodi) si è tenuta una giornata dimostrativa sulle prove varietali e sui criteri utilizzati per selezionare varietà più adatte al metodo biologico, più rustiche, resilienti e meno dipendenti dagli input.

Si tratta di una bella sfida: le imprese sementiere sono generalmente orientate a cultivar uniformi e standardizzate, ma il criterio della “taglia unica” mal si adatta alla produzione biologica, che piuttosto ha necessità di materiali riproduttivi in grado di adattarsi a territori, climi e sistemi di gestione diversificati.

Leggi qui tutto quel che c’è da sapere sulle sementi biologiche: https://www.crea.gov.it/web/difesa-e-certificazione/-/sementi-biologiche

BIO-DISTRETTO CILENTO: MODELLO DI SOSTENIBILITÀ NEL RAPPORTO CREA DEL PROGETTO SYSORG

BIO-DISTRETTO CILENTO: MODELLO DI SOSTENIBILITÀ NEL RAPPORTO CREA DEL PROGETTO SYSORG

Il Bio-Distretto Cilento emerge come esempio virtuoso di transizione ecologica e sviluppo agroalimentare sostenibile nel rapporto del CREA per il progetto europeo SysOrg

 

Il Bio-Distretto Cilento, situato nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in Campania, è stato oggetto di un approfondito caso studio nel rapporto pubblicato dal CREA nell’ambito del progetto europeo SysOrg. Questo progetto mira a identificare modelli di sistemi agroalimentari sostenibili in Europa e Nord Africa.

 

Il Progetto SysOrg e l’Analisi del Bio-Distretto Cilento

Il progetto SysOrg (Organic agro-food systems as models for sustainable food systems in Europe and Northern Africa) ha selezionato il Bio-Distretto Cilento come uno dei cinque casi studio per analizzare come i sistemi agroalimentari biologici possano fungere da modelli per la sostenibilità alimentare. Il Bio-Distretto Cilento si distingue per la sua estensione di 3.196 km², comprendente 95 comuni e oltre 1.000 aziende agricole biologiche.

 

Il Bio-Distretto Cilento: Un Esempio di Transizione Ecologica

Il rapporto evidenzia come il Bio-Distretto Cilento rappresenti un esempio virtuoso di transizione ecologica, promuovendo pratiche agricole sostenibili, la conservazione della biodiversità e lo sviluppo di filiere corte. L’approccio multi-attoriale del distretto coinvolge agricoltori, istituzioni, consumatori e altri stakeholder locali in un processo collaborativo di gestione sostenibile del territorio.

 

Risultati e Riconoscimenti del Bio-Distretto Cilento

Il Bio-Distretto Cilento ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui quattro dall’UNESCO e l’EU Organic Award nel 2022, per il suo contributo alla produzione alimentare sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale. Il rapporto del CREA sottolinea l’importanza di tali iniziative nel promuovere la coesione sociale e la rivitalizzazione delle aree rurali.

 

Scarica il Rapporto Completo del CREA

Per un’analisi dettagliata dei risultati e delle metodologie adottate, è possibile consultare il rapporto completo del CREA sul caso studio del Bio-Distretto Cilento. Il documento offre approfondimenti sulle strategie implementate e sulle prospettive future per lo sviluppo sostenibile dei sistemi agroalimentari.

Scarica il rapporto

 

https://biodistretto.net/rapporto-caso-studio-cilento-progetto-sysorg-pubblicato-dal-crea-ora-disponibile/

I LABORATORI DEL CREA IN DIFESA DELLA BIODIVERSITÀ

I LABORATORI DEL CREA IN DIFESA DELLA BIODIVERSITÀ

Il Centro di Difesa e Certificazione del Crea ha come obiettivo quello di preservare la nostra agricoltura e la nostra biodiversità da emergenze fitosanitarie. La globalizzazione e i cambiamenti climatici ci hanno portato a scontrarci sempre più spesso contro virus, batteri, funghi o insetti sempre più aggressivi; ecco perché necessitiamo sempre di maggiori controlli e strategie di risoluzione dei problemi derivanti.

 

La tecnologia per prevenire

L’impiego delle tecnologie avanzate, controlli in porti aeroporti e in campo, sono il miglior modo di prevenire ripercussioni sulla nostra agricoltura. L’esame delle merci provenienti dall’estero ci aiutano a prevenire l’ingresso di parassiti alieni come la cimice asiatica che ha ormai prodotto già un milione di euro di danni in agricoltura in un solo anno.

Il CREA e le sue strutture di riferimento

I centri Crea di Roma e Firenze sono dal 2019 laboratorio ufficiale europeo di riferimento per le malattie delle piante causate da virus e batteri. In uno dei loro laboratori ci sono stati gli studi sull’antagonista della cimice asiatica: la vespa samurai. Tale ricerca ha portato al via libera dell’immissione in natura dell’insetto nel 2020.

Standard di qualità e tracciabilità e innovazione culturale

Il centro, oltre ad essere titolare della certificazione delle sementi, lavora anche sulla redazione di protocolli avanzati riguardanti la caratterizzazione delle varietà vegetali, per assicurare standard univoci di identificazione e molto altro.

Il Crea cerca di coinvolgere attivamente i cittadini nell’attività di monitoraggio e tutela della biodiversità. Il tutto è finalizzato alla conservazione delle specie vegetali e animali in natura, come sostiene Pio Federico Roversi Direttore del Crea: “Noi qui innoviamo per conservare e valorizzare il patrimonio dell’agricoltura italiana proprio attraverso la difesa delle piante e la certificazione delle sementi. La prima gioca una partita fondamentale per tutelare e proteggere le nostre produzioni dalle aggressioni e dai danni derivati dalle invasioni delle specie aliene, con soluzioni innovative, concertate con tutti gli attori e al passo con i tempi. La seconda è altrettanto strategica, poiché utilizzare un seme certificato è garanzia di qualità dal produttore al consumatore”.

Fonte: italiafruit.net

IL POLLO BIOLOGICO VA A SCUOLA: IL PROGETTO TIPIBIO

IL POLLO BIOLOGICO VA A SCUOLA: IL PROGETTO TIPIBIO

Vi sottoponiamo una splendida attività che ha coinvolto il CREA (Centro di Zootecnia e Acquacoltura, finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) con l’Istituto tecnico Agrario E. SERENI di Roma. All’interno del progetto TIPIBIO è stato deciso di ideare e produrre un video che raccontasse le capacità di adattamento di linee genetiche di pollo all’allevamento bio. Purtroppo la prima fase del progetto è coincisa con l’inizio dell’epidemia da Covid e la chiusura delle scuole, inoltre con l’espandersi del contagio da COVID 19 ed il successivo lockdown, l’idea iniziale non era più realizzabile. Il CREA-Zootecnia e Acquacoltura insieme al SERENI hanno deciso di produrre comunque un video utilizzando la DAD (didattica a distanza).

Qui di seguito il video: https://www.youtube.com/watch?v=rf8V7zy4DJo

 

Fonte: Sinab
Foto di Pexels da Pixabay