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SQNBA, IN ARRIVO IL NUOVO DECRETO: TRA LE NOVITA’ L’APERTURA AGLI AGRONOMI VALUTATORI

SQNBA, IN ARRIVO IL NUOVO DECRETO: TRA LE NOVITA’ L’APERTURA AGLI AGRONOMI VALUTATORI

Il nuovo Decreto renderà più agevole l’adesione degli allevamenti e garantirà una maggiore operatività del sistema. Suolo e Salute accoglie con soddisfazione le modifiche in arrivo

 

Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) si prepara a una nuova fase. È infatti all’esame della Conferenza Stato-Regioni una bozza di decreto che introduce importanti modifiche al quadro normativo, con l’obiettivo di rendere più agevole l’adesione degli allevamenti e garantire una maggiore operatività del sistema.

La misura nasce dall’esigenza di rispondere alle difficoltà operative segnalate da allevatori, organismi di certificazione e operatori della filiera, che negli ultimi mesi hanno evidenziato la complessità del percorso di transizione verso il nuovo sistema.

Tra le novità più significative figurano la proroga dei termini per l’adeguamento delle certificazioni, l’ingresso dei dottori agronomi tra le figure abilitate alle attività di valutazione e alcuni aggiornamenti ai disciplinari tecnici delle principali filiere zootecniche.

Uno degli interventi più attesi riguarda l’estensione dei tempi concessi agli operatori per allineare i propri sistemi di certificazione ai requisiti previsti dal SQNBA. La bozza prevede infatti il passaggio da 12 a 24 mesi per completare l’adeguamento delle certificazioni volontarie già esistenti.

Un’altra novità di rilievo riguarda l’ampliamento delle professionalità coinvolte nelle attività di valutazione. Per far fronte alla carenza di veterinari auditor, il decreto consentirebbe ad altre figure, tra cui gli agronomi, con specifiche competenze nel settore zootecnico di svolgere i controlli previsti dal SQNBA. Rimane comunque confermato il ruolo centrale del medico veterinario per tutte le valutazioni che coinvolgono aspetti sanitari e di salute animale. La disposizione avrebbe carattere temporaneo e resterebbe in vigore fino al 31 dicembre 2027.

L’obiettivo è accelerare le procedure di certificazione e garantire una maggiore copertura territoriale, evitando rallentamenti che potrebbero compromettere l’accesso degli allevatori ai benefici collegati al sistema.

La bozza interviene anche su alcuni disciplinari specifici, introducendo correttivi richiesti dal settore.

Per il comparto suinicolo sono previsti aggiornamenti relativi ai parametri di densità degli animali nei ricoveri. Nel settore bovino viene invece sostituito il riferimento agli allevamenti “familiari” con la definizione di allevamenti “di limitata dimensione”, ritenuta più aderente alla realtà produttiva nazionale.

Per gli allevamenti bovini al pascolo è inoltre prevista l’eliminazione della soglia minima di capi necessaria per aderire al disciplinare, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.

Il provvedimento apre anche alla possibilità di inserire ulteriori indicazioni volontarie in etichetta relative al benessere animale. Si tratta di una modifica che potrebbe rafforzare la valorizzazione commerciale delle produzioni certificate, rispondendo alla crescente attenzione del mercato verso i temi della sostenibilità e del benessere animale.

Le modifiche proposte rappresentano un tentativo di superare alcune delle criticità emerse durante la fase di avvio del SQNBA. L’estensione dei termini, il coinvolgimento di nuove figure professionali e l’aggiornamento dei disciplinari puntano infatti a rendere il sistema più accessibile e funzionale, favorendo una più ampia adesione degli allevamenti italiani.

Gli organismi di controllo e certificazione, accreditati e autorizzati a svolgere attività sul SQNBA,  guardano con favore alle novità contenute nella bozza di decreto.

Suolo e Salute, tra i primi organismi ad essere accreditati e autorizzati dal Masaf pe le attività sul SQNBA, valuta positivamente l’ampliamento delle figure professionali abilitate a svolgere gli audit.

La possibilità di avvalersi non solo dei medici veterinari, ma anche di dottori agronomi e zoonomi qualificati rappresenta una soluzione concreta per rendere più efficiente l’organizzazione dei controlli sul territorio. La misura consentirebbe infatti di affrontare con maggiore flessibilità la pianificazione delle verifiche, garantendo una copertura più capillare delle aziende aderenti al sistema e riducendo il rischio di rallentamenti nelle attività di certificazione.

«L’ampliamento delle professionalità coinvolte nelle attività di controllo – evidenzia Alessandro D’Elia, Ceo di Suolo e Salute – permette di gestire in modo più efficace il piano dei controlli, valorizzando competenze tecniche già presenti nel settore zootecnico e assicurando al tempo stesso il mantenimento degli standard richiesti dal Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale Al momento la scadenza per aderire allo La modifica è un passo importante per favorire la piena operatività degli organismi di controllo e certificazione, senza compromettere il rigore e l’affidabilità del sistema di certificazione».

 

Suolo e Salute è uno dei principali organismi di controllo e certificazione del Sistema Qualità Nazionale per il Benessere Animale. La prossima scadenza per le adesioni, fatto salvo ulteriori proroghe, è fissata al 25 luglio 2026. Per maggiori informazioni sull’adesione e, più in generale, sullo schema SQNBA: sqnba@suoloesalute.it www.suoloesalute.it

 

Per approfondimenti:

SQNBA: in arrivo il nuovo decreto che slitta i termini e apre agli agronomi valutatori

https://www.informatoreagrario.it/filiere-produttive/zootecnia/modifiche-sistema-qualita-nazionale-benessere-animale/

CERTIFICAZIONE SQNBA OBBLIGATORIA DAL 2025 PER IL SOSTEGNO PAC: COSA CAMBIA PER GLI ALLEVATORI

CERTIFICAZIONE SQNBA OBBLIGATORIA DAL 2025 PER IL SOSTEGNO PAC: COSA CAMBIA PER GLI ALLEVATORI

Dal 2025, per accedere all’Ecoschema 1 Livello 2 della PAC, sarà necessario aderire al sistema qualità nazionale per il benessere animale (SQNBA). Suolo e Salute ha già ricevuto l’audit di Accredia ed è prossimo alla richiesta di autorizzazione da parte del Masaf

Dal 2025, il pagamento del Livello 2 dell’Ecoschema 1 – uno degli strumenti chiave della nuova PAC – è subordinato alla certificazione SQNBA, associata a pratiche di pascolamento o allevamento brado. Rispetto al Livello 1, questo impegno è più stringente: oltre alla gestione razionale degli antibiotici, richiede il rispetto di specifici standard certificati di benessere animale, contenuti nei disciplinari ufficiali del sistema.

 

Le novità normative del 2025: entrano in vigore i disciplinari SQNBA

Durante le campagne 2023 e 2024 era in vigore un disciplinare transitorio (DM n. 690602 del 15 dicembre 2022). Con il DM del 23 ottobre 2024, sono stati introdotti i disciplinari ufficiali SQNBA, rivolti agli allevamenti bovini e suini che adottano il pascolo o l’allevamento brado.

L’adesione al nuovo disciplinare diventa condizione obbligatoria per beneficiare del premio Livello 2, rendendo più selettivo l’accesso all’Ecoschema.

 

Come ottenere la certificazione SQNBA

Per ottenere la certificazione SQNBA, l’allevatore deve:

  • rispettare tutti i requisiti previsti dal disciplinare specifico per la specie animale;
  • presentare domanda presso un Organismo di Certificazione (OdC) accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17065. Suolo e Salute possiede i requisiti per certificare l’SQNBA e per tale attività è in attesa di essere autorizzato dal Masaf;

 

L’elenco ufficiale degli OdC autorizzato sarà pubblicato a breve dal MASAF.

 

Le eccezioni: chi può ottenere il premio senza certificazione

Gli allevamenti certificati biologici sono esentati dall’obbligo di aderire al SQNBA. La normativa equipara il disciplinare bio agli standard SQNBA, riconoscendo la sovrapponibilità degli impegni. La deroga è valida anche per le aziende in conversione.

 

Piccoli allevamenti bovini (fino a 20 UBA)

Un’altra deroga riguarda gli allevamenti bovini di piccole dimensioni (fino a 20 UBA). Per accedere all’esonero, è necessario che:

  • venga praticato il pascolamento;
  • la Regione competente autorizzi l’esenzione;
  • la stessa Regione effettui i controlli sostitutivi degli OdC.

 

Novità 2025: la soglia UBA è stata innalzata da 10 a 20, facilitando l’accesso agli aiuti per le aziende di montagna e marginali.

 

 

Per approfondimenti:

La certificazione Sqnba è diventata obbligatoria

NASCE IL PROGETTO DI FILIERA SOSTENIBILE DELL’ASIAGO DOP

NASCE IL PROGETTO DI FILIERA SOSTENIBILE DELL’ASIAGO DOP

Tipicità e sostenibilità a braccetto: il progetto del Consorzio che coinvolge mille allevatori, 34 caseifici e 6 distributori

Nasce il progetto Filiera sostenibile dell’Asiago Dop, un percorso che prosegue nelle scelte avviate da tempo di recupero degli elementi originari della denominazione ed è destinato a migliorare l’efficienza dell’intero ciclo del formaggio Asiago.

Una filiera articolata

L’azione del Consorzio di Tutela veneto-trentino punta con decisione a potenziare i suoi elementi di sostenibilità coinvolgendo per la prima volta l’intera filiera produttiva composta da oltre mille allevatori, 34 caseifici e 6 confezionatori.

La presentazione a Roma

Il progetto di ricerca verrà presentato in anteprima a Italia Next Dop, il Simposio dedicato all’alta formazione e diffusione della ricerca scientifica nel settore agroalimentare a Indicazione Geografica organizzato da Fondazione Qualivita il prossimo 22 febbraio a Roma.

Zootecnia da latte: pro e contro del decreto che divide gli allevatori

L’ultimo decreto ministeriale sugli aiuti finanziari europei al settore lattiero, stabilisce dei premi Pac in abbinamento all’iscrizione dei capi nei libri genealogici o nel registro anagrafico delle razze bovine, tenuti dall’Aia (Associazione Italiana allevatori). Questo ha creato uno scontro fra Cia e Confagricoltura, i quali hanno presentato ricorso al Tar di Roma, contro il ministero delle Politiche agricole e contro l’Aia “In un momento in cui il settore lattiero caseario si trova in una fase d’incertezza dettata dalla fine delle quote produttive – si legge nella nota stampa di Cia e Confagricoltura – l’esclusione di una vasta platea di beneficiari dai premi accoppiati della Pac  non può essere tollerata”. Secondo Cia e Confagricoltura, quindi, i provvedimenti attuativi delle disposizioni comunitarie, invece di prospettare un premio per tutti gli allevatori e per le zone marginali, vanno a vantaggio delle sole aziende che fanno riferimento all’Associazione Italiana Allevatori. “Tra l’altro – continuano le due Organizzazioni professionali – l’iscrizione nei libri genealogici o nei registri anagrafici (detenuti entrambi dall’Aia) non è obbligatoria ed è riservata alle vacche da latte di razza pura.

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Resterebbero quindi escluse, dagli 84,6 milioni di euro stanziati per la zootecnia bovina da latte, tutte le razze ibride”.

Valutando i pro e i contro vediamo che nei pro il legame fra premi accoppiati al settore latte e Libri Genealogici ha dalla sua il pregio di favorire le aziende più attente ai valori della genetica. E’ anche un invito ad iscrivere ai Libri (e dunque ad Aia) le stalle che ancora non lo fossero. Una via verso il miglioramento genetico che si sposa con l’obiettivo della qualità delle produzioni. Per di più un “toccasana” per l’associazione degli allevatori, reduce dai drastici tagli dei contributi pubblici e alle prese con una difficile e profonda riorganizzazione.
Nei contro invece per gli allevatori comporta altre spese (i costi per l’iscrizione ad Aia e per i controlli sugli animali) o peggio la possibilità di vedersi negare i premi accoppiati per la mancata iscrizione ai Libri dei propri animali. Un’evenienza inevitabile per le stalle che non hanno capi in purezza. Motivazioni che hanno indotto, come dicevamo in precedenza,  Confagricoltura e Cia a prendere posizione per contestare l’abbinamento fra premi accoppiati e Libri Genealogici
Fonti

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2015/05/06/e-scontro-sui-premi-per-la-zootecnia-da-latte/42950

http://confagricoltura.sardegna.it/news/zootecnia-74/zootecnia-76/premi-pac-latte-1866

http://saperefood.it/6premi-pac-latte-solo-se-iscritti-al-libro-genealogico-pro-e-contro-del-decreto-che-divide-gli-allevatori38/