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NASCE IL PROGETTO DI FILIERA SOSTENIBILE DELL’ASIAGO DOP

NASCE IL PROGETTO DI FILIERA SOSTENIBILE DELL’ASIAGO DOP

Tipicità e sostenibilità a braccetto: il progetto del Consorzio che coinvolge mille allevatori, 34 caseifici e 6 distributori

Nasce il progetto Filiera sostenibile dell’Asiago Dop, un percorso che prosegue nelle scelte avviate da tempo di recupero degli elementi originari della denominazione ed è destinato a migliorare l’efficienza dell’intero ciclo del formaggio Asiago.

Una filiera articolata

L’azione del Consorzio di Tutela veneto-trentino punta con decisione a potenziare i suoi elementi di sostenibilità coinvolgendo per la prima volta l’intera filiera produttiva composta da oltre mille allevatori, 34 caseifici e 6 confezionatori.

La presentazione a Roma

Il progetto di ricerca verrà presentato in anteprima a Italia Next Dop, il Simposio dedicato all’alta formazione e diffusione della ricerca scientifica nel settore agroalimentare a Indicazione Geografica organizzato da Fondazione Qualivita il prossimo 22 febbraio a Roma.

Zootecnia da latte: pro e contro del decreto che divide gli allevatori

L’ultimo decreto ministeriale sugli aiuti finanziari europei al settore lattiero, stabilisce dei premi Pac in abbinamento all’iscrizione dei capi nei libri genealogici o nel registro anagrafico delle razze bovine, tenuti dall’Aia (Associazione Italiana allevatori). Questo ha creato uno scontro fra Cia e Confagricoltura, i quali hanno presentato ricorso al Tar di Roma, contro il ministero delle Politiche agricole e contro l’Aia “In un momento in cui il settore lattiero caseario si trova in una fase d’incertezza dettata dalla fine delle quote produttive – si legge nella nota stampa di Cia e Confagricoltura – l’esclusione di una vasta platea di beneficiari dai premi accoppiati della Pac  non può essere tollerata”. Secondo Cia e Confagricoltura, quindi, i provvedimenti attuativi delle disposizioni comunitarie, invece di prospettare un premio per tutti gli allevatori e per le zone marginali, vanno a vantaggio delle sole aziende che fanno riferimento all’Associazione Italiana Allevatori. “Tra l’altro – continuano le due Organizzazioni professionali – l’iscrizione nei libri genealogici o nei registri anagrafici (detenuti entrambi dall’Aia) non è obbligatoria ed è riservata alle vacche da latte di razza pura.

Quote-latte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Resterebbero quindi escluse, dagli 84,6 milioni di euro stanziati per la zootecnia bovina da latte, tutte le razze ibride”.

Valutando i pro e i contro vediamo che nei pro il legame fra premi accoppiati al settore latte e Libri Genealogici ha dalla sua il pregio di favorire le aziende più attente ai valori della genetica. E’ anche un invito ad iscrivere ai Libri (e dunque ad Aia) le stalle che ancora non lo fossero. Una via verso il miglioramento genetico che si sposa con l’obiettivo della qualità delle produzioni. Per di più un “toccasana” per l’associazione degli allevatori, reduce dai drastici tagli dei contributi pubblici e alle prese con una difficile e profonda riorganizzazione.
Nei contro invece per gli allevatori comporta altre spese (i costi per l’iscrizione ad Aia e per i controlli sugli animali) o peggio la possibilità di vedersi negare i premi accoppiati per la mancata iscrizione ai Libri dei propri animali. Un’evenienza inevitabile per le stalle che non hanno capi in purezza. Motivazioni che hanno indotto, come dicevamo in precedenza,  Confagricoltura e Cia a prendere posizione per contestare l’abbinamento fra premi accoppiati e Libri Genealogici
Fonti

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2015/05/06/e-scontro-sui-premi-per-la-zootecnia-da-latte/42950

http://confagricoltura.sardegna.it/news/zootecnia-74/zootecnia-76/premi-pac-latte-1866

http://saperefood.it/6premi-pac-latte-solo-se-iscritti-al-libro-genealogico-pro-e-contro-del-decreto-che-divide-gli-allevatori38/